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Discussione: "Arrivano i liberatori". Gli stupri deglii americani in Germania nel 1945.

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    Predefinito "Arrivano i liberatori". Gli stupri deglii americani in Germania nel 1945.

    "ARRIVANO I LIBERATORI". GLI STUPRI DEGLI AMERICANI IN GERMANIA NEL 1945

    Roma, 10 mar – Si facevano chiamare “liberatori”. Un nome beffardo che molti tedeschi dovettero ben presto sperimentare sulla loro pelle. Soprattutto le donne, che subirono le più terribili angherie da parte degli eserciti di occupazione. In Germania, del resto, non è ormai più un mistero che i soldati dell’Armata Rossa abbiano compiuto i più efferati stupri di massa.
    Se ne parla mal volentieri, ma è da tempo cosa nota a tutti. Ma, beninteso, se ne parla mal volentieri non perché quegli eventi possono riaprire vecchie ferite mai rimarginate, ma perché la Germania postbellica, umiliata e “rieducata”, prova sempre un enorme imbarazzo, se non proprio fastidio, a definire “vittime” i propri connazionali che persero la vita o furono maltrattati nel modo più cruento durante la seconda guerra mondiale. Perché, alla fin fine, erano tutti “nazi” e quindi, in fondo in fondo, se lo sono meritato.
    Ma se dal 1989 si è potuto cominciare a parlare delle violenze delle truppe sovietiche, il comportamento degli Alleati occidentali è invece rimasto finora un tabù. I quadretti agiografici, anzi, continuano a raffigurare i “buoni” americani intenti a portare alle donne tedesche fiori e cioccolata.

    A scoperchiare il vaso di Pandora è stata recentemente la storica Miriam Gebhardt, che ha dato alle stampe il volume Quando arrivarono i soldati. Gli stupri delle donne tedesche alla fine della seconda guerra mondiale (DVA 2015, pp. 352). Attraverso lo studio di nuove fonti rese disponibili agli specialisti, la Gebhardt ha infatti potuto tracciare una mappa degli stupri e delle violenze sessuali perpetrate da americani, francesi e britannici ai danni delle donne tedesche.
    Lo studio è certamente pionieristico e ancora molto resta da scoprire, ma le cifre sono già terribili. Si parla, cioè, di circa 190 mila stupri finora accertati, che spesso hanno riguardato anche bambine, ragazze vergini e donne attempate. In quest’orgia di sangue e violenza, non sono stati risparmiati neanche ragazzi e uomini adulti.
    Le modalità dello stupro, inoltre, sono simili a quelle sperimentate sul fronte orientale: soldati in stato di ebbrezza, sevizie, torture e, non di rado, stupri di massa con donne che furono violentate a turno anche da decine di militari. Dalle ricerche della Gebhardt è peraltro emerso che i soldati di colore (afro-americani o truppe coloniali francesi e britanniche) furono tra i più attivi protagonisti delle violenze, rappresentando anzi in maniera sproporzionata la maggior parte degli attentatori.
    Al di là delle varie letture ideologiche o delle interpretazioni di comodo, quel che è certo è che, per le donne tedesche, anche l’avanzata degli Alleati sul fronte occidentale rappresentò tutto tranne che una “liberazione”. E che la tanto decantata superiorità morale degli Alleati nei confronti della “bestia germanica” dovrà essere il prima possibile derubricata a semplice leggenda e a mera propaganda di guerra.

    Fonte: ilprimatonazionale.it [fonte immagine di apertura: Bild]
    Autore: Valerio Benedetti


    Ultima modifica di Avanguardia; 12-03-15 alle 15:22
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    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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  2. #2
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    Predefinito Re: "Arrivano i liberatori". Gli stupri deglii americani in Germania nel 1945.

    Germania E' diventato un film il libro «segreto» della Hillers La testimonianza

    Il diario degli stupri La tragedia di Marta nella Berlino dei russi

    «Meglio un amante, basta violenze» «Eine Frau in Berlin» ricorda ai tedeschi il clima di terrore imposto nel 1945 dai soldati dell' Armata Rossa «Vieni, donna, vieni»: era l' ordine degli «Ivan», che preferivano le grasse ma trattavano tutte peggio di caval



    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO - L' unico grammo di verità uscito dalla mente di Goebbels non fu meno orribile di tutto il resto. Mentre, nei primi mesi del 1945, l' Armata Rossa sovietica avanzava in territorio tedesco, il ministro della Propaganda faceva leva sulle antiche paure dei berlinesi per «i barbari che vengono dall' Est»: avrebbero violentato donne, saccheggiato la città, ucciso - faceva sapere. Quello che successe nella realtà è rimasto per decenni sotto il tappeto della coscienza nazionale tedesca, traumatizzata e impaurita, ma finalmente ora diventa conoscenza di massa: Goebbels vide giusto. Nei mesi seguiti alla capitolazione del Terzo Reich, si consumò lo stupro di Berlino. Il 20 aprile 1945, mentre stava in un bunker, una donna trentenne iniziò a tenere un diario. È il racconto delle violenze e delle umiliazioni che lei e migliaia di altre berlinesi subirono nei giorni successivi. Ed è la spiegazione del dramma di non poterlo gridare, della vergogna ma anche del senso di colpa e di punizione di un popolo che scopriva gli orrori del nazismo (in Italia lo ha pubblicato Mondadori: Una donna a Berlino). Ora, oltre sessant' anni dopo, quel racconto ha preso la forma di un film, da ieri nei cinema tedeschi. Si chiama Anonyma, Eine Frau in Berlin, perché fino alla morte, nel 2001, chi l' ha scritto, Marta Hillers, una giornalista, non ha voluto far sapere il suo nome. Fa diventare pubblica una pagina di storia che le nonne e le madri al massimo sussurravano, che i maschi rifiutavano. «Komm, Frau, Komm» - si sente urlare nel film. «Vieni, donna, vieni»: l' ordine dei soldati sovietici alle donne tedesche, tra le macerie di Berlino. Seguiva lo stupro, spesso di gruppo, spesso ripetuto. C' è chi parla di decine di migliaia di violenze, chi di due milioni: più probabilmente, centomila. Terrore, comunque: suicidi, aborti, nascita di Russenbabies. Gli «Ivan» erano padroni, nella zona di città da loro occupata. Preferivano le donne grasse, dice Hillers. Ma trattavano tutte peggio dei loro cavalli, «ai quali almeno parlavano con voce umana». Con le figlie del nazismo, con le mogli e le madri dei soldati che avevano messo a ferro e fuoco la Russia, nessun rispetto, nessuna pietà. Alito di tabacco, di aglio, di vodka, mani violente: impossibile sfuggire alla degradazione imposta dall' occupante. Hillers, come altre, per salvarsi cerca qualche ufficiale del quale diventare cortigiana, amante, almeno è uno solo e forse gli stupri collettivi finiranno. Marta - sul set Nina Hoss - ne trova uno. Nel diario ci sono momenti di tenerezza, il film fa avvicinare la storia più a un innamoramento da Sindrome di Stoccolma. Quando a Berlino riprende un minimo di normalità e i soldati tedeschi tornano a casa, non vogliono sapere. E le donne non vogliono dire. «Dobbiamo tenere la bocca chiusa - dice la protagonista -. Ognuna di noi deve agire come se fosse stata risparmiata. Altrimenti nessun uomo vorrebbe toccarci mai più». Lei, forse più coraggiosa, consegna il diario al fidanzato, Gerd. Il quale lo legge, non dice una parola, se ne va. Nella Germania dell' Est, dello stupro di Berlino non s' è parlato perché l' Armata Rossa era eroica, punto e basta. All' Ovest, perché l' angoscia, la vergogna, i più complicati sensi di colpa dettavano la loro legge. Danilo Taino
    Taino Danilo

    Pagina 21
    (24 ottobre 2008) - Corriere della Sera

    Il diario degli stupri La tragedia di Marta nella Berlino dei russi
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    Predefinito Re: "Arrivano i liberatori". Gli stupri deglii americani in Germania nel 1945.

    Citazione di Doflamingo sul bene e male:

    "I pirati sarebbero il male? E la Marina rappresenterebbe la giustizia? "Bene" e "Male" non sono altro che colori sulla tela i cui nomi cambiano di continuo! I bambini che non conoscono la pace e quelli che non conoscono la guerra vedono il mondo con occhi molto diversi! Solo chi è al potere può stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato! E questo luogo proprio ora si trova a metà strada tra le due possibilità! "La giustizia trionferà"?! Ovvio, perché sono i vincitori ad essere nel giusto!"
    Ad esempio perchè i camerata dovrebberò essere i cattivi mentre i partigiani i buoni? I partigiani erano tutti degli assasini e tutti dei comunisti.

    Oppure perchè del genocidio dei nativi americani nessuno ne parla mentre si parla solo dell' Olocausto? Gli Indiani d' America hanno ricevuto un trattamento ben peggiore degli Ebrei.

    Oppure perchè quando ogni giorno muoiono centinaia di Palestinesi nessuno ne parla ed invece quando muore un solo Ebreo migliaia di giornali nel mondo a parlarne?
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    Predefinito Re: "Arrivano i liberatori". Gli stupri deglii americani in Germania nel 1945.

    Caro Estremista di destra, in questi tempi sta diventando pericoloso persino porre questi quesiti. Quella citazione da te riportata sulla relatività del bene e del male contiene sinteticamente molto di risposta.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

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