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Le bugie e promesse non mantenute di Renzi “Uno e Bino” sulle pensioni d’oro | Video
by Riccardo Ghezzi


Immagine 1Stessa trasmissione, Porta a Porta. Stessa persona, Matteo Renzi.
Eppure, l'attuale premier in pochi mesi è riuscito a cambiare idea sulle pensioni d'oro. E a contraddirsi.
Quando era in corsa per la carica di segretario del Pd, in piena campagna elettorale, si scagliava contro i pensionati che ricevono "una pensione superiore ai 3500 euro netti al mese" ottenuta "non perché hanno versato contributi in maniera corrispondente ma perché hanno avuto una pensione retributiva e non contributiva". Guerra ai pensionati d'oro dunque. Con una promessa: trovare 12 miliardi con cui far respirare le casse dello Stato. Risorse che, secondo Renzi, si otterrebbero con sacrifici e tagli ai pensionati di lusso. ("Non ne trova 4 miliardi" obietta Belpietro. "No, ne trovo 12" garantisce Renzi).

Passano pochi mesi. Matteo Renzi, dopo aver perso le primarie di coalizione in vista delle politiche 2013, vince quelle per diventare segretario del Pd e come per magia diventa presidente del Consiglio, dopo aver scalzato Enrico Letta. E da premier la sua opinione cambia. È sempre ospite di "Porta a Porta" quando dice: "Cottarelli voleva tassare le pensioni sopra i 2000 euro. E io gli ho detto di no". E ancora: "Io credo che suscitare il panico nel mondo pensionistico per ottenere 100 milioni di euro sia un errore".
Ma come? Non erano 12 miliardi? E passi per le pensioni da 2.000 euro che "Non sono pensioni d'oro", ma quelle da 92.000 euro lordi (secondo Renzi, netti) al mese?
Niente da fare, Renzi si è rimangiato la parola. Anche perché sa bene che la Corte Costituzione ha già bocciato il taglio delle pensioni d'oro se non accompagnato da un taglio degli stipendi pubblici della stessa entità.