
Originariamente Scritto da
Yorick
La lobby ebraica ha sempre tentato di gettare fango
sulla figura dell'ultimo vero papa: Pio XII.
Mi sono fermato a questa vaccata. Il Rabbino Capo di Gerusalemme ringraziò Pio XII poco dopo la fine della guerra.
E poi:
La fondazione «Pave the Way», guidata dal rabbino Gary Krupp, da anni combatte la "leggenda nera" di papa Pio XII, visto da alcuni, infondatamente, come un silenzioso spettatore dell'Olocausto degli ebrei.
Il 4 Marzo 2009 Avvenire aveva già parlato di questa fondazione [1], descrivendo la sua interessante scoperta di un passaggio nel «Memoriale delle Religiose Agostiniane del Ve. Monastero dei SS. Quattro Coronati di Roma», nel quale una cronista anonima del monastero di clausura riportava la richiesta rivolta da papa Pio XII a conventi, istituzioni religiose e persino istituti di clausura, affinché ospitassero gli ebrei minacciati dalla «più nera barbarie».
L'importanza di quello scritto è dovuta al fatto che sono rarissimi i documenti scritti in cui risulti chiaramente la volontà di papa Pacelli di voler aiutare il popolo ebraico e questo perché Pio XII era chiaramente consapevole di essere costantemente controllato da spie naziste e decise pertanto, con razionale prudenza, di mandare propri emissari a riferire oralmente ai religiosi e alle religiose la sua direttiva in aiuto degli ebrei.
Oggi, Martedì 16 Giugno 2009 sempre Avvenire pubblica un articolo relativo ad una nuova scoperta della fondazione Pave the Way. Infatti il rabbino Gary Krupp e i suoi collaboratori hanno scoperto nel monastero di San Francesco a Folloni a Montella (Av) «un fondo di circa 2300 pagine che documenta l'impegno della Santa Sede, per diretto interessamento del pontefice, a favore di singoli ebrei nei campi di detenzione o in condizione di difficoltà nel nostro paese. Si tratta sia di aiuti economici sia dell'intercessione per l'ottenimento di passaporti e lasciapassare diplomatici per lasciare l'Italia.»
«Si tratta, tra l'altro, di 54 lettere, datate tra il 1940 e il 1942, inviate dalla Segreteria di Stato vaticana al vescovo di Campagna, monsignor Giuseppe Palatucci.»
e
15/06/2009 15.46.01
Usa: rabbino chiede canonizzazione di Pio XII
Fino al settembre del 2008 aveva sollevato dubbi sulla beatificazione di Pio XII, adesso prega invece per lui e propone di riconoscere Papa Pacelli come santo. E’ un rabbino statunitense che si è pronunciato sulla vicenda nella prefazione all’ultimo libro di suor Margherita Marchione dal titolo: “Papa Pio XII. Un’antologia di testi nel 70° anniversario dell’incoronazione”, edito in italiano e inglese dalla Libreria Editrice Vaticana. Il rabbino americano Erich A. Silver del Temple Beth David in Cheshire, responsabile per il miglioramento delle relazioni tra Giudaismo e Chiesa Cattolica, spiega il perché di questo suo ripensamento. “Credevo – ha scritto Silver nella prefazione al libro della Marchione – che il Papa potesse fare di più. Volevo sapere se, infatti, fosse stato un collaboratore, un antisemita passivo, mentre milioni di ebrei furono uccisi”. Poi – ha raccontato il rabbino – nel mese di settembre del 2008 era stato a Roma, su invito di Gary Krupp a partecipare ad un simposio organizzato dalla Pave The Way Foundation, in cui si voleva capire il ruolo di Papa Pio XII durante l’Olocausto. In quell’occasione il rabbino Silver conobbe suor Marchione e una cinquantina tra rabbini, sacerdoti, studiosi e giornalisti che avevano studiato e indagato a fondo sul tema. Per Silver, quel simposio è stata una folgorazione – riferisce l’agenzia Zenit. “Le prove che ho visto – ha scritto lo statunitense – mi hanno convinto che la sola motivazione di Pio XII è stata di salvare tutti gli ebrei che poteva”. E l’immagine negativa contro Pio XII? Secondo Silver, tutto è cominciato con la pubblicazione del libro “The Deputy” con la diffusione di bugie e l’abitudine a non indagare i fatti storici. Così molte persone sono diventate “strumento di coloro che detestano Pio XII perché fu sempre anticomunista”. “E’ da notare – ha rilevato Silver – che, dopo la fine della guerra, e fino alla sua morte gli ebrei lo hanno lodato continuamente riconoscendolo come salvatore”. “Io spero – ha auspicato il rabbino – che la canonizzazione di Papa Pio XII possa procedere speditamente, affinché non solo i cattolici, ma tutto il mondo possa conoscere il bene compiuto da quest’uomo di Dio”. Nella parte finale della sua introduzione al libro della Marchione, Silver ha ricordato che nel 50° anniversario della morte di Pio XII, nella predica di Yom Kippur, ha parlato del “bisogno che c’è di correggere gli sbagli fatti nel passato. Dopo tutto, Eugenio Pacelli è un amico speciale di Dio – un santo. Tocca a noi riconoscere questo fatto”. Suor Margherita Marchione, conosciuta come “Fighting Nun” (la suora che combatte), autrice di oltre 15 libri sulla figura di Pio XII, ha ricordato di aver conosciuto e incontrato Papa Pacelli nell’estate del 1957, quando venne in Italia per condurre una serie di ricerche sul poeta Clemente Rebora. Per suor Margherita, Pio XII è la più grande personalità dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale. “Questo Papa – ha detto a Zenit a cui ha rilasciato un’intervista – nel silenzio e nella sofferenza, senza armi e senza eserciti, riuscì a salvare tante vite umane e ad alleviare tante pene. E’ la verità storica”. Suor Margherita ha dimostrato che Pio XII fu nemico acerrimo dei nazisti e dei comunisti. Come ha scritto monsignor Fulton J. Sheen: “il Vaticano è stato tacciato di comunismo dai nazisti, di nazismo dai comunisti, di antifascismo dai fascisti, ma in realtà si oppone a ogni ideologia antireligiosa”. In merito al rapporto con gli ebrei, suor Margherita può dimostrare che “Pio XII ha salvato più ebrei di qualsiasi altra persona inclusi Oskar Schindler e Raoul Wallemberg”. “Durante la guerra – ha aggiunto – Pio XII ha fatto di più di qualsiasi altro capo di Stato come il presidente americano Franklin Roosevelt oppure Winston Churchill i quali potevano servirsi di mezzi militari. L’unico capo mondiale che ha salvato migliaia di ebrei è stato Pio XII, il quale non aveva mezzi militari”. (A.V.)