Corruzione, emendamento su falso in bilancio. Seduta sospesa: mancano senatori Pd - Il Fatto Quotidiano
I componenti dem non si presentano in Commissione giustizia per discutere la norma del governo presentata dal viceministro Enrico Costa. Gasparri attacca Renzi: "Sui ritardi Grasso chieda a lui"
“C’è una buona notizia. Alleluja, alleluja! Il famoso emendamento sul falso in bilancio è arrivato e questa è una novità importante”. Nel giorno in cui scoppia l’ennesimo scandalo di corruzione, il presidente del Senato Pietro Grasso accoglie con soddisfazione l’agognato emendamento del governo sul falso in bilancio. Ma i senatori del Partito democratico non si presentano per la discussione in commissione Giustizia al Senato, dove è arrivato anche il ministro Andrea Orlando. La norma, inserita all’interno del ddl corruzione è stata presentata e depositata formalmente dal viceministro Enrico Costa.
L’emendamento presentato dal governo prevede l’aumento dellesanzioni per chi commette il reato di falso in bilancio nelle società quotate e non. A quanto si apprende, il testo prevede che per le società quotate la sanzione “pecuniaria” andrà da 400 a 600 quote (ora è prevista da 150 a 330); per le società non quotate, invece, si passa a un minimo di 200 a un massimo di 400 quote azionarie (rispetto al minimo di 100 al massimo di 150 previsti ora). Inoltre, l’emendamento del governo introduce sanzionianche per quelle società – non quotate – a cui viene riconosciuta la lieve entità del fatto: la sanzione andrà da 100 a 200 quote.
“Noi non abbiamo sollevato formalmente la questione della mancanza del numero legale – spiega il senatore Giacomo Caliendo (Forza Italia) – ma non appena abbiamo visto che comunque il numero legale non c’era per l’assenza dei senatori delPd, abbiamo deciso di sospendere la seduta anche per un gesto di cortesia, per dargli il tempo di arrivare”. Difficile “che si chiuda stasera” la discussione secondo Enrico Buemi (Psi) che ritiene invece sia “possibile nei prossimi giorni”.
Attacca invece l’esecutivo il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, secondo cui “il governo è l’unico colpevole” perché “la commissione Giustizia del Senato aspetta da giorni che si sciolga questo rebus”. Il ddl sulla corruzione, aggiunge, “è ancora fermo perché il governo doveva presentare il suo emendamento sul falso in bilancio e non ha ancora sciolto questo problema quindi chi si scandalizza come Grasso si rivolga a Renzi”. Gasparri sottolinea poi che “non bastano solo le norme, bisogna indagare e scovare gli imbrogli. Non ci si illuda che aumentando le pene si risolva il problema”.




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