KARL-HEINZ DECKER, I giovani guerrieri di Hitler - EreticaMente



KARL-HEINZ DECKER, "I giovani guerrieri di Hitler" - recensione


La vita e il tempo di Karl-Heinz Decker 12.SS-Panzer-Division “Hitlerjugend” (L’Assalto Edizioni, Solarussa 2014)Recensione di Luca CancelliereOrmai giunta alla quarta pubblicazione in poco più di un anno di attività, la società editrice “Vaterland” dell’amico Alberto Manca (che pubblica sotto due diverse sigle: “L’Assalto” e “Il Maglio”) si è affermata rapidamente come una delle presenze editoriali più attive e prolifiche nel campo della storia militare e in particolare della memorialistica di guerra. Impresa tanto più encomiabile alla luce della difficile congiuntura economica, che sta falcidiando il mondo dell’editoria e della cultura in generale, tanto più considerando che l’impresa editoriale di Alberto Manca è sorta in Sardegna e nell’Oristanese.L’introduzione è quella dell’edizione originale dell’opera (apparsa in lingua inglese: “Hitler’s Teenage Warriors. The life and times of Karl-Heinz Decker”, 12.SS-Panzer-Division “Hilterjugend” – Short Run Press, 2011), a firma del curatore nord-irlandese James Wilson. La traduzione del libro è stata curata da Massimiliano Afiero, che ha anche scritto una postfazione intitolata “Il Ruolo Militare della 12.SS-Panzer-Division”. La postfazione di Afiero costituisce una approfondita disamina della vicenda della Divisione Waffen SS “Hitlerjugend” dal punto di vista della storia militare e della tecnica bellica. Arricchiscono il libro tre allegati: “Le Province perdute della Germania” di Karl-Heinz Decker ripercorre la triste vicenda delle perdite territoriali tedesche a vantaggio della Polonia e dell’URSS (Slesia, Pomerania e Prussia Orientale) e del conseguente esodo di 12 milioni di Tedeschi, senza tenere conto delle centinaia di migliaia di vittime civili e di donne e bambine stuprate; “Pensieri-Domande-Risposte” di Karl-Heinz Decker, che è essenzialmente un’apologia della “Waffen SS” di fronte alle accuse rivoltele nel dopoguerra; e infine una “Tabella Comparazione Gradi” tra Wehrmacht e Waffen SS.Il protagonista e narratore del libro è Karl-Heinz Decker, tedesco nato nel 1925 a Koenigsberg nella Prussia Orientale, che dopo aver frequentato, durante la propria adolescenza, le organizzazioni giovanili del Partito Nazionalsocialista (“Deutsches Jungvolk”, dai 10 ai 14 anni, e “Hitlerjugend”, dai 14 ai 18 anni) si arruolò nella 12.SS-Panzer-Division “Hitlerjugend”, formazione di cui oggi è uno degli ultimi reduci viventi.La “Waffen SS”, corpo militare di élite del Terzo Reich, trasse le sue origini dall’unità “Stabswache Berlin”, formata il 17 giugno 1933 con 120 uomini selezionati personalmente da Joseph “Sepp” Dietrich, costituita il 9 novembre 1933 in Reggimento “Leibstandarte Adolf Hitler” e infine inserita nell’organico della SS nel 1934. Nel corso del 1935 il reggimento sopra citato e altri due costituiti in seguito (SS-Germania e SS-Deutschland) andarono a formare la c.d. “SS-Verfügungstruppe”. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, entro in uso la dizione “Waffen SS” come termine che indicava collettivamente le forze armate della SS e della polizia. La “Waffen SS” dipendeva gerarchicamente dal “Reichsführer-SS” Heinrich Himmler, pur essendo tatticamente sotto il comando della Wehrmacht. Dalle 100.000 unità della fine del 1939, rapidamente gli arruolati passarono a 180.000 nel settembre 1942, per poi salire a 350.000 (per il 60% non tedeschi) nel 1943, fino a raggiungere il milione di uomini su 38 divisioni prevalentemente non germaniche.La 12.SS-Panzer-Division “Hitlerjugend” fu costituita come divisione corazzata il 24 giugno 1943, in una fase molto critica della Seconda Guerra Mondiale per la Germania, in cui le sorti del conflitto erano ormai, molto probabilmente, già pregiudicate per il Terzo Reich. La truppa era costituita da giovani, di età prevalentemente compresa tra i 17 e i 18 anni, provenienti dalla “Hitlerjugend”, mentre gli ufficiali erano soprattutto veterani del fronte russo della “Leibstandarte SS Adolf Hitler”. L’addestramento della divisione fu condotto a Beverloo in Belgio. Al termine dell’addestramento la divisione fu destinata, nel giugno 1944, a fronteggiare lo sbarco degli alleati anglo-americani in Normandia, risultando impegnata soprattutto nei pesantissimi scontri intorno a Caen e nella sacca di Falaise. Qui le tre divisioni “Waffen SS” “Das Reich”, “Hitlerjugend” e “Hohenstaufen” seppero rompere l’accerchiamento e consentirono alle truppe germaniche di evacuare verso est.Decker, tuttavia, venne catturato con il suo reparto dai Canadesi e destinato a un campo di prigionia negli USA. Trasferito dagli USA nel Belgio e poi nel Regno Unito, Decker fu infine liberato e tornò in Germania alla fine del 1948 per incontrare i propri genitori, profughi nella parte occidentale a seguito dell’annessione da parte dell’URSS della terra di origine della famiglia, la Prussia Orientale. La perdita irreversibile della terra di origine e le durissime condizioni economiche e la mancanza di lavoro in cui versava la Germania sconfitta indussero Decker a fare ritorno nel Regno Unito.Sposato con la gallese Gladys Carter, incontrata nel 1949 e con la quale divise la sua esistenza fino alla morte di lei nel 1995, si stabilì nel Galles dove vive tutt’ora, lavorando prima in alcune fattorie, poi nel servizio postale e infine in un maneggio di equitazione per disabili. Per molti anni è stato attivo nelle associazioni dei reduci della Waffen SS. Decker ha sempre cercato di difendere la memoria e l’onorabilità dei suoi commilitoni, contro le ricostruzioni – spesso provenienti anche dagli ambienti della Wehrmacht – che tendevano a far ricadere esclusivamente su tale organizzazione le responsabilità dei crimini di guerra (veri o presunti) commessi dalla Germania nel secondo conflitto mondiale, o a mettere in dubbio l’efficienza e l’affidabilità bellica della “Waffen SS”.Il pregevole volume, curato tanto nella grafica quanto nell’apparato testuale, è un’importante testimonianza di quella che fu una parte fondamentale delle forze armate germaniche nel secondo conflitto mondiale e anche uno struggente ricordo di un territorio perduto dalla nazione tedesca, quella Prussia orientale che dette i natali all’autore del libro. Come tutti i volumi curati da Alberto Manca, la parte narrativa è corredata da un’interessante raccolta di immagini: un primo allegato fotografico con fotografie e manifesti propagandistici, un secondo con immagini sui movimenti giovanili “Deutsches Jungvolk” e “Hitlerjugend” e un terzo con immagini della 12.SS-Panzer-Division.