Stavo leggendo su fb certi soliti ciarlatani “tradizionalisti” un po’ ossessivo-compulsivi, lamentarsi, tanto per cambiare, dei “mala tempora” che starebbero correndo. Al contempo stavo scorrendo col mouse la parabola dei talenti, confrontandola a quella della pesca miracolosa. Ho riflettuto un po’, associato delle idee.Prendi i cattolici: i progressisti dicono male di questi tempi perché sarebbero “reazionari”; i tradizionalisti perché sarebbero “modernisti”; quelli che stanno in mezzo perché “ci sono opposti estremismi”. Qualche anima buona e senza schieramento, perché così s’è “divisa l’un contro l’altra armata” la cattolicità. Ma i tradizionalisti sono i più insopportabili e lagnosi. Da prenderli a calcioni nel sedere, a fargli ritrovare il senso della realtà.Non ho mai creduto ai pessimisti a prescindere. Quelli che si lamentano del tempo cinico e baro nel quale gli è stato dato di nascere. È una scusa per non agire, è la grande generica giustificazione e autoassoluzione di massa per gli inetti, i pigri, gli ignavi, quelli senza immaginazione. In una parola: i fessi!Cristo affida ciascuno a dei “tempi” e a dei secoli precisi, che non sono mai quelli “sbagliati”, bensì quelli adatti ad accogliere la semina e la messa a frutto degli specifici talenti dei quali ci ha forniti. Che trovano l’humus favorevole proprio in questo tempo, sebbene “sbagliato”; ma che seccherebbero e non frutterebbero in secoli diversi da questo, per quanto “giusti”. Cristo ha messo nelle mani di ciascuno di noi un pezzo mancante del puzzle che per i due terzi ha già ricomposto lui: quel puzzle è il tempo nel quale siamo chiamati a convertirci e a testimoniare. Può non piacere il disegno che il divino puzzle traccia, ma non siamo noi i padroni del gioco.La verità è che così come il peccato originale ha fatto sì che non vi siano uomini puri e impuri, accomunando tutti nella colpa incancellabile, alla stessa maniera non esistono, non sono mai esistiti, mai esisteranno tempi e secoli “buoni” o “cattivi”, “giusti” o “sbagliati”. Sono tutti uguali. E tutti “sbagliati”. E tutti, al contempo, “giusti”. Giusti… per noi, per i nostri talenti, per il nostro compito, per la radice del nostro albero da innestare in Cristo. Qualsiasi cosa che non sorge da Cristo è “cattiva”, qualsiasi secolo che sorge contro di Lui “è sbagliato”. Fatti bene i conti, allora, non ve n’è alcuno che si salvi.Ma poi quel detto cretino, motto di tutti gli accidiosi: la locuzione latina MALA TEMPORA CURRUNT. Quella proprio non la sopporto! Non solo l’ho sentita ripetere da tutti i miei contemporanei, ma la leggo nelle riflessioni di qualsiasi uomo di qualunque tempo: pure per questi la canzona non mutava: chiamavano MALA TEMPORA CURRUNT, quel che noi oggi chiamiamo, guardandoci indietro, ETÀ DELL’ORO. Dato che il passato ha sempre il culo più roseo. Ma la cosa più curiosa è che quel modo liquidatorio e deresponsabilizzante di dire, MALA TEMPORA CURRUNT, se vai a vedere, è antico di millenni. Persino precedente a Cristo.Anche quando è nato il Messia, quando è risorto, qualcuno guardò tutto questo ed esclamò, lavandosene le mani: MALA TEMPORA CURRUNT! E no, non esistono i tempi giusti (va da sé, quelli degli altri) o sbagliati (va da sé, i nostri): esistono momenti. E ogni momento è sempre quello giusto. Per realizzare quanto ci è stato chiesto di fare: trasmettere quel che abbiamo ricevuto. A prescindere dalle condizioni meterologiche.Non è forse anche quello che successe nella pesca miracolosa? Quando contro ogni evidenza, persino contro la furia degli elementi, contro lo stesso scetticismo dei discepoli, dinanzi al cattivo tempo Cristo, grande psicologo sfida i suoi, dice buttate comunque le reti, come a dire i vostri tempi non sono i miei, fidatevi, buttate… e la pesca allora fu miracolosamente abbondante. “Uomini di poca fede!” li apostrofò dopo… e ci aveva ragione ci aveva!Se fossimo veramente cristiani, se veramente conoscessimo ciò che le Scritture dicono, cosa è la Provvidenza, non ci sogneremmo di tirare fuori dalla finestra solo il palmo della mano, per saggiare il tempo… e alla prima goccia che potrebbe annunciare un temporale, ritrarla, sigillando finestre e persiane, e tornandocene a letto. Con la scusa: “E’ cattivo tempo oggi”… mala tempora currunt!L’operaio della Vigna sa che quand’è stagione di vendemmia, ma si annuncia grandine, non si resta a casa, si va ugualmente nel vigneto: se non a raccogliere i grappoli, sicuramente a coprire la vite con dei teloni. Diversamente il temporale la distruggerebbe. Per raccogliere, ci sarà tempo: ma prima occorre difendere. Non esiste perciò il “cattivo tempo”: esistono i cattivi operai.

Il motto del cretino: ?Mala tempora currunt!? | La cuccia del Mastino