Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Conservatori e tasse

  1. #1
    .
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Località
    Parma
    Messaggi
    2,994
     Likes dati
    22
     Like avuti
    86
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Conservatori e tasse

    Thatcher addio. Nasce la destra delle tasse
    Da Cameron alla Merkel, i conservatori infrangono uno storico tabù


    BERLINOIl «budget inevitabile » presentato martedì dal governo di centrodestra britannico è un tradimento. George Osborne, conservatore, cancelliere dello Scacchiere, ha preso la valigetta rossa e spelacchiata che contiene i conti dello Stato e che i ministri delle Finanze del Regno si passano di mano, è uscito dal numero 11 di Downing Street e alla Camera dei Comuni ha annunciato il piano di rientro dal deficit pubblico, salito a oltre il 10% con la crisi economica. Tagli alla spesa ma soprattutto tasse. Parola che gli eredi di Margaret Thatcher avrebbe dovuto sempre accompagnare con «tagli» ma ora avvicinano ad «aumento ».

    Disperati per lo stato delle finanze pubbliche, i conservatori britannici cambiano pelle: la riduzione delle imposte non è più la chiave che apre l’economia e fa prosperare il Paese. Il tradimento di quasi trent’anni di politiche fondate sulla supply side economics — cioè sull’economia che favorisce l’offerta e i suoi soggetti lanciata negli Anni Ottanta dalla signora Thatcher e dal presidente americano Ronald Reagan — non si consuma solo a Londra. Lì, il governo guidato da David Cameron ha deciso di aumentare l’Iva dal 17,5 al 20%, di introdurre nuove tasse su seconde case e investimenti in titoli finanziari, di ridurre le esenzioni fiscali e di inventare un prelievo sui patrimoni delle banche, l’industria più potente del Regno. Una manovra giustificata con i numeri spaventosi del deficit ma presentata anche con una certa baldanza, il che fa pensare che non sia stata una scelta sofferta. In altri Paesi succede lo stesso: magari con meno zelo, ma i partiti di centrodestra mettono le mani nelle tasche dei cittadini proprio come accusavano di fare i rivali socialisti e socialdemocratici. E’ l’austerità, cari europei.

    In Germania, il governo tra conservatori e liberali ha vinto le elezioni lo scorso settembre promettendo meno tasse. Nella manovra di risparmi per 80 miliardi varata due settimane fa, Angela Merkel e il suo ministro Wolfgang Schäuble hanno invece introdotto tagli alla spesa ma anche imposte sulle banche, sulla produzione di energia nucleare, sui biglietti aerei. In Francia, Nicolas Sarkozy, altro presidente di centrodestra, è più prudente. Ciò nonostante prevede di chiudere alcune scappatoie fiscali per cinque miliardi e di recuperare altri 35 miliardi quando l’economia tornerà a crescere. In Ungheria, il governo conservatore di Viktor Orbán cerca di evitare la catastrofe finanziaria anche con un prelievo speciale sui profitti delle banche e l’introduzione di una tassa sui redditi uguale per tutti, al 16%, per convincere i cittadini a pagare le imposte. In Svezia, il governo di centrodestra guidato da Fredrik Reinfeldt andrà probabilmente alle elezioni del prossimo autunno con un programma meno aggressivo in fatto di riduzione delle imposte.

    Non è ovunque così. In Canada, il primo ministro conservatore Stephen Harper ha tagliato l’Iva, le tasse sul reddito e quelle sulle imprese. E accompagna il tutto con una retorica robusta, tanto che gli avversari lo accusano di avere reso il termine tasse «una parola sporca». E negli Stati Uniti non tutti i conservatori hanno girato le spalle al reaganismo. Arthur Laffer — l’economista che ha inventato la curva che indica che oltre un certo livello di tassazione le entrate dello Stato calano perché l'economia non cresce—sostiene che gli Usa entreranno in recessione nel 2011. Il 1˚ gennaio dell' anno prossimo, infatti, finiscono i tagli alle imposte effettuati da George Bush. «La mia migliore stima — sostiene — è che il treno uscirà dai binari e si avvererà il nostro incubo peggiore, una seria ricaduta nella recessione». In Europa, però, il cambio di stagione è palese, le tasse sono tornate. Nella maggior parte dei casi, forse esclusa la Gran Bretagna, non si tratta però di una rivoluzione ideologica ma di un adattamento ai deficit insostenibili. I partiti conservatori seguono, con moderazione, i modelli socialdemocratici sul versante delle imposte ma non su quello della spesa: quella la tagliano.

    Mettono cioè l’accento sulla necessità di riportare sotto controllo i conti anche limitando le dimensioni dello Stato. Pragmaticamente, diventano partiti delle tasse ma non della spesa, un lumicino liberista lo tengono acceso: non mettono imposte allo scopo di spendere di più. Infatti, lo scontro tra destre e sinistre, in questo dopo crisi, si è spostato: le prime vogliono austerità per riprendere in fretta il controllo dei conti, le seconde, ad esempio l'Amministrazione Obama o economisti come il Nobel Paul Krugman, chiedono che gli stimoli alle economie vadano avanti fino a quando la ripresa non sarà solida. Il dilemma diventa acuto in Europa, dove il Welfare State e l’invecchiamento della popolazione mettono in crisi i conti pubblici. Tant’è vero che le sinistre, quando sono al governo come in Spagna e in Grecia, tagliano i sussidi, aumentano l’età pensionabile, liberalizzano il mercato del lavoro. In altre parole, tradiscono anche loro.


    Thatcher addio. Nasce la destra delle tasse - Corriere della Sera

    Che ne pensate?
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  2. #2
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Conservatori e tasse

    Cosa penso?
    Government is not the solution to our problem. Govrnment IS the problem.



    Quando i conservatori scimmiottano i socialisti, significa solo che hanno perso sé stessi. Occorre ripensare a ciò che ci rende diversi, che ci rende LIBERI.
    Tasse che servono solo a creare altre spese, che creano necessità di altre tasse. Lo Stato non smetterà mai di essere vorace e di volere di più...
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 

Discussioni Simili

  1. Grillini: ricetta per uscire dalla crisi? Tasse, tasse e ancora tasse
    Di salvo.gerli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 03-04-13, 17:08
  2. Grillo=Bersani...tase, tasse, tasse, tasse, tasse, tasse
    Di Phileas nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 13-12-12, 23:58
  3. Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 02-05-10, 09:56
  4. Conservatori e tasse
    Di JohnPollock nel forum Conservatorismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 30-01-08, 16:35
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-01-06, 11:20

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito