Fantozzi se avesse visto questo film lo avrebbe detto di certo!
Fra non molto si ricomincerà a parlare delle candifature agli Oscar 2016 e io non mi sono ancora riprese dall bruttezza di questa porcheria di film!
Accostarlo alla "Dolce Vita" di Fellini è una bestemmia vera e propria, a parte la novità che costituiva nel 1960 la pellicola felliniana, non c' è da fare nessun paragone né per gli interpreti né per il senso dei due film. Non so se il regista Sorrentino intendesse fare il controcanto della Dolce Vita o se a questo l' abbiano pensato a posteriori i critici... Spero che sia la secomda ipotesi quella giusta, perché se il regista avesse voluto mostrare Roma come è oggi avrebbe dovuto mostrare anche altro e non solo la porcheria e la bamnalità di una ridotta parte della mondanità romana, e se mai avrebbe dovuto rivolgersi alla "Grande Schifezza" della politìica attuale, quella di Piazza Madama e di Montecotorio e dei vari palazzi della poltica, a partire da Palazzo Grazioli...
La Dolce Vita fu un capolavoro, la Grande bellezza è solo una bufala.
Personalmente non riesco a sopportare Tony Servillo, che in teatro è anche un bravo attore, ma che è irrimediabilmente odioso qualunque parte faccia, a partire dall'ingrato aspetto fisico. I tormenti e le insodddifazioni del giovane Mastroianni non sono l'pposto a bieco cinismo di Jep Gambardellama sono tutt'altra cosa... Le donne sembrano tutte caricature delle mignotte che stanno sul raccordo anulare, anche se sono state messe sulle terrazze-saotto della capitale. L'idea della nana direttrice del giornale è volgare quanto peregrina.
In cinquant'anni tutto è cambiato e in peggio... Era questo il senso e lo scopo del film? Tutto qui? Poco per tenere in piedi due ore di pellicola brutta e noiosissima... Oltre tutto non so se volutamente, probailmente sì, tutto è insopportabilmente kitch, volgare, ossessivo, scene buie, musica sguaiata, colori foschi e Insomma, secondo me è un film brutto e inutile e avergli dato un Oscar avrà fatto piacere a Sorrentinoi, ma non ha fatto un buon servizio all'Italia e a Roma, io me ne sonto offesa... Ci volevano due ore di pellicola per sapere che Roma è corrotta e piena di mignotte, magnaccia e gente da nulla? Il film di Fellini si chiudeva con la speranza del volto adolescente di Valeria Ciangottini sulla spiaggia all'alba, qui nulla del genere solo degrado senza speranza... Un film inutile che avrebbe dovuto "chiamarsi la grande bruttezza". Neanche nello scadimento della società romana di oggi è lecito essere solo e unicamente cinici. Roma è un simbolo e trascinarlo ulteriormente nel fango non serve risollevarne le sorti, è solo una operazione inutilmente e carognamente maramaldesca.
Mi viene in mente canzone del 1983 dei Matia Bazar, nella quale la bellissima voce acccorata di Antonella Ruggero già denunciava il decadenza di Roma, ma con accenti accorati e non certo compiacenti. Mi pare piace riportatre qui le parole di quella canzone che sono davvero qualcosa di struggente e poetico:
Vacanze Romane
Roma dove sei? Eri con me,
oggi prigione tu, prigioniera io.
Roma, antica città, ora vecchia realtà
non ti accorgi di me
e non sai che pena mi fai.
Ma piove il cielo sulla città
tu con il cuore nel fango,
l'oro e l'argento, le sale da tè
paese che non ha più campanelli,
vai dolce vita che te ne vai
sul Lugotevere in festa,
concerto di viole e mondanità,
profumo tuo di vacanze romane.
Roma bella, tu, le muse tue,
asfalto lucido, "Arrivederci Roma",monetina e voilà,
c'è chi torna e chi va
la tua parte la fai,
ma non sai che pena mi dai
Greta Garbo di vanità
tu con il cuore nel fango,
l'oro e l'argento, le sale da tè
paese che non ha più campanelli,
poi, dolce vita che te ne vai
sulle terrazze del Corso
"vedova allegra", maitresse dei caffè
profumo tuo di vacanze romane...




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