La gogna era allestita nelle piazze o agli incroci delle strade.
Serviva a esporre i delinquenti comuni all'umiliazione pubblica, spesso con un cartello appeso al collo che indicava il delitto e la pena.
È considerata una pratica medievale (ma ha resistito più a lungo).
La televisione ha trovato una soluzione per attualizzarla, e ha dato alla gogna nuova vita.
Basta guardare
"Striscia la notizia" o "Le iene", programmi molto amati da persone civili:
un impiegato delle poste che sottrae il resto ai clienti, un piccolo truffatore, o un commerciante che non fa la ricevuta non vengono più condannati a delle pene proporzionate, ma vengono messi alla berlina (si dice anche così) davanti a milioni di spettatori.
Da qualche anno bisogna coprirne il volto, ma nella comunità dove vivono queste persone, la gogna è ottenuta in pieno.
Adesso, la gogna passa a esporre i conduttori dei programmi televisivi.
Al loro collo verrà appeso un cartello con i soldi che prendono per fare quel programma.
Qualsiasi cifra prenderanno, nonostante mille ragioni, ai loro affezionati spettatori sembrerà comunque spropositata rispetto agli stipendi di chi guarda e al fatto che in fondo si divertono.
E ognuno di loro ci sembrerà peggiore (che è quello che si voleva ottenere).
Questa pratica sta per diventare una regola da seguire, virtuosa come i programmi televisivi di cui siamo appassionati.
In realtà è una pratica incivile, alla quale ci si abituerà subito, perché provoca un piacere perverso e quindi irrinunciabile.
QUELLI CHE COME LEONI SI BATTERONO PER LA DISTRUZIONE DI ANTICHI FASCICOLI, OGGI SI BATTONO PERCHÉ CON LA LEGGE BAVAGLIO NON POTREBBERO PIÙ DARCI IL LORO SIFAR QUOTIDIANO – ARBASINO E L’INNO: “L’ELMO DI SCIPIO... CHÉ SCHIAVA DI ROMA...”, QUALI SAREBB
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proviamo con le immagini ...
e con l'impareggiabile Andrea's version :sofico:
DATECI OGGI IL VOSTRO SIFAR QUOTIDIANO...
Andrea Marcenaro per "il Foglio"
Quelli che abbasso i dossier di una volta.
Quelli che, mamma mia, quale repellente schifezza era redigere e raccogliere schede informative poliziesche sulla vita privata degli uomini politici, dei militari, degli ecclesiastici, degli uomini di cultura, dei sindacalisti, e insomma, di tutta la classe dirigente del paese.
Quelli che un simile esercizio suonava francamente intollerabile.
Quelli che "nessuna democrazia moderna avrebbe potuto accettarlo". Nessun paese appena appena civile.
Quelli che ah, le gloriose copertine dell'Espresso contro il doppio Stato.
Quelli che, per dirne una, la nota e spiccata affezione del presidente Saragat per gli alcolici avrebbe potuto essere strumentalmente utilizzata al fine di ricattarlo e di screditarne le scelte.
Quelli che guai agli scopi ricattatori, guai a spiare le persone dal buco della serratura, guai ad avvelenare il dibattito pubblico raccogliendone l'ordine del giorno dai bidoni della monnezza.
Quelli che come leoni si batterono per la distruzione di antichi fascicoli, eppure ancora oggi si battono, sempre come leoni, perché con la legge bavaglio non potrebbero più darci il loro Sifar quotidiano.
QUELLI CHE COME LEONI SI BATTERONO PER LA DISTRUZIONE DI ANTICHI FASCICOLI, OGGI SI BATTONO PERCHÉ CON LA LEGGE BAVAGLIO NON POTREBBERO PIÙ DARCI IL LORO SIFAR QUOTIDIANO – ARBASINO E L’INNO: “L’ELMO DI SCIPIO... CHÉ SCHIAVA DI ROMA...”, QUALI SAREBB
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A M E Nhefico:





hefico:

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