Charles Dickens, di passaggio a Roma, assistette nel marzo del 1845 a una decapitazione pubblica di cui poi parlò nelle sue "Pictures from Italy", definendola "Uno spettacolo brutto, sudicio, trascurato, disgustoso; che altro non significava se non un macello, all’infuori del momentaneo interesse per l’unico disgraziato attore".
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22 marzo 1796: prende servizio a soli 17 anni come boia pontificio Giovanni Battista Bugatti, detto Mastro Titta, "er boja de Roma". Nella sua carriera dichiarò di aver ucciso 516 condannati, ma in realtà furono solo 514: uno lo impiccò e poi squartò il suo assistente, l'altro venne fucilato.
Quando non uccideva gente in giro per tutto lo Stato Pontificio, come ancora oggi fanno i decapitatori in Arabia Saudita spostandosi in base alla chiamata, aveva un'attività di venditore di ombrelli a Roma. Pio IX, proclamato beato nel 2000 e famoso per l'efferatezza delle violenze che fece commettere sulla popolazione inerme di Perugia nel 1859, mandò in pensione Mastro Titta nel 1864… per sostituirlo con un altro boia.
Le esecuzioni capitali erano pubbliche e, talvolta, avevano lo scopo di ammonire ed educare la popolazione. Per esempio nel caso di una impiccagione con conseguente squartamento tramite cavalli, al posto di una semplice decapitazione. Non volendo sporcare con l'omicidio il lato buono di Roma, quello "papalino", di solito venivano eseguite sull'altra sponda del Tevere a Piazza del Popolo o a Campo de' Fiori.
Charles Dickens, di passaggio a Roma, assistette nel marzo del 1845 a una decapitazione pubblica di cui poi parlò nelle sue "Pictures from Italy", definendola "Uno spettacolo brutto, sudicio, trascurato, disgustoso; che altro non significava se non un macello, all’infuori del momentaneo interesse per l’unico disgraziato attore".
La pena di morte venne completamente rimossa dal Vaticano solo nel 2001, anche se in teoria era stata abrogata per tutti i reati a partire dal 1969.





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