La frequenza dei sinistri per le guidatrici italiane supera ormai costantemente quella dei guidatori uomini. Lo rileva il sito www.viapo20.it, magazine sul mondo delle assicurazioni, al suo esordio sul web. Secondo lo studio, che si basa sui dati Ania più recenti, i guidatori maschi di autovetture sono 14.102.303, cioè una percentuale del 57% sul totale. Hanno causato 797.056 incidenti stradali, con una frequenza sinistri del 5,65%. Le donne sono 9.131.531, hanno provocato 539.136 incidenti con una frequenza sinistri che ormai ha superato quella degli uomini: 5,90%. Il web magazine www.viapo20.it sottolinea che dal punto di vista numerico la differenza è dello 0,25, mentre la differenza reale è del 4,5%. Si tratta di una inversione di tendenza. In passato l’incidenza degli incidenti stradali con le donne al volante era più bassa di quella degli uomini, tanto che per loro alcune assicurazioni praticavano tariffe Rca più basse.
Ci sarebbe anche da considerare il chilometraggio. Sicuramente quello maschile è di gran lunga superiore a quello femminile, giacché spesso e volentieri la femmina si fa scarrozzare dagli uomini, senza pudore alcuno,, infischiandosene alla grande dei sessisti maschilisti e patriarcali ruoli di genere.
Crolla anche l'ultimo appiglio che gli restava per millantare una maggior bravura alla guida.
Vanno a 18 km/h, fanno 100 km all'anno, ma riescono comunque a causare più incidenti che gli uomini.
Immaginate cosa accadrà sulle strade quando le guidatrici saranno numericamente pari agli uomini, perché accadrà prima o dopo...




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