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Re: Teste rasate
In me hanno vinto lo schifo e la misantropia, ma lo dico in assoluta convinzione.
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Re: Teste rasate
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Originariamente Scritto da
Giò
Quel che Orco ti voleva dire è che nel 1919-1922 il criterio di legittimità politica non poteva essere la mera appartenenza ad una dinastia nobiliare perché, almeno in Italia, si trattava di qualcosa che aveva perso quella dignità, forza e valore che invece aveva avuto in epoche passate.
Scusate se rispondo solo ora, ma volevo replicare che a finanziare e comandare i fascisti spesso erano i proprietari terrieri, allora in gran parte di nobili, e non lo facevano solo per convenienza, per lo meno all'epoca il dato economico si legava al dato di sangue. Quel che voglio dire è che non essendovi stata ancora la riforma agraria (arrivata nel dopoguerra) élite economico-politica-militare coincideva in buona parte con nobiltà. Poi vi era l'élite più borghese e liberale (e massonica), ma aveva un contraltare, appunto.
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Re: Teste rasate
Citazione:
Originariamente Scritto da
Orco Bisorco
In me hanno vinto lo schifo e la misantropia, ma lo dico in assoluta convinzione.
Non sei l'unico.
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Re: Teste rasate
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Originariamente Scritto da
El Gran Capitan
Scusate se rispondo solo ora, ma volevo replicare che a finanziare e comandare i fascisti spesso erano i proprietari terrieri, allora in gran parte di nobili, e non lo facevano solo per convenienza, per lo meno all'epoca il dato economico si legava al dato di sangue. Quel che voglio dire è che non essendovi stata ancora la riforma agraria (arrivata nel dopoguerra) élite economico-politica-militare coincideva in buona parte con nobiltà. Poi vi era l'élite più borghese e liberale (e massonica), ma aveva un contraltare, appunto.
Veramente erano la stessa cosa.
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Re: Teste rasate
Citazione:
Originariamente Scritto da
Pieralvise
Veramente erano la stessa cosa.
Indubbiamente una parte coincideva, ma Pio Filippani Ronconi, Evola e simili venissero da quel milieu sociale? La parte che coincideva comunque era in gran parte quella nobiltà recente, nobilitata per motivi economici.
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Re: Teste rasate
Citazione:
Originariamente Scritto da
samuel cramer
Ma se non era per il figlio del fabbro e l'imbianchino più la "feccia" che ingrossava le file delle milizie la tua amata alto-borghesia medio-borghesia e l'aristocrazia si sarebbero vendute al capitalismo fin da subito per difendere i propri agi.
Ma allora oggi serve definirsi reazionari o rivoluzionari? Conservatori o progressisti? E poi, in quale fascia sociale oggi si può ritrovare la dignità neccesaria per ripristinare un ordine nuovo o vecchio che sia?
Mai letto il proclama con cui gli Alleati si ripromettevano di smembrare la Prussia? Piuttosto che la nazista Baviera? Magari perché i Von Manteuffel e simili erano molto più pericolosi per il nuovo ordine liberale dei neofascisti.
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Re: Teste rasate
Citazione:
Originariamente Scritto da
El Gran Capitan
Scusate se rispondo solo ora, ma volevo replicare che a finanziare e comandare i fascisti spesso erano i proprietari terrieri, allora in gran parte di nobili, e non lo facevano solo per convenienza, per lo meno all'epoca il dato economico si legava al dato di sangue. Quel che voglio dire è che non essendovi stata ancora la riforma agraria (arrivata nel dopoguerra) élite economico-politica-militare coincideva in buona parte con nobiltà. Poi vi era l'élite più borghese e liberale (e massonica), ma aveva un contraltare, appunto.
I grandi proprietari terrieri spesso erano d'estrazione alto-borghese. Tant'è che la menata antifascista sugli squadristi "mazzieri del capitale" nasce proprio perché l'accusa verso i fascisti era quella di essere foraggiati dagli agrari e dai grandi industriali. E' vero che non mancavano i grandi proprietari terrieri di origine aristocratica, soprattutto nel Sud Italia, ma ricordiamoci che il "cuore pulsante" del movimento fascista fu nel Centro-nord del paese e solo in misura minore nel Sud e nelle isole (peraltro, in una fase conclusiva del cosiddetto "biennio rosso"), dove invece questa correlazione era molto più forte e diffusa. De Felice ha giustamente definito quella fascista la rivoluzione dei ceti medi produttivi, perché quello era il "blocco sociale" di riferimento del Fascismo e quella fu l'estrazione della stragrande maggioranza di essi. Non mancarono gli alto-borghesi o i nobili aristocratici, ma furono semplici eccezioni. Il Fascismo poi fu sempre anti-latifondista e la stessa lotta alla mafia rappresentò un aspetto di questa tendenza interna. L'Italia liberale comunque era un'Italia fondamentalmente borghese, non pensare che quella nobiliare fosse un'élite esclusiva di governo. Anzi, se pensiamo ad un secolo prima era fortemente marginalizzata rispetto all'alta borghesia e comunque vi era una simbiosi tale che le due "classi", seppur non monoliticamente, facevano parte dello stesso sistema di potere. L'unica aristocrazia estranea al sistema, per evidenti motivi, era l'aristocrazia nera, che era legata strettamente al Papato.