Lo Porto, Italia tenuta all’oscuro
Renzi: «No, Usa corretti con noi»
La morte del cooperante italiano era già nota al presidente Obama che tuttavia non ne avrebbe fatto parola con il premier nell’incontro di venerdì scorso alla Casa Bianca
di Alessandro Sala
Barack Obama sapeva o non sapeva, quando venerdì scorso ha incontrato Matteo Renzi alla Casa Bianca, che il cooperante italiano Giovanni Lo Porto fosse rimasto ucciso in un attacco americano al compound di Al Qaeda tra Pakistan e Afghanstan in cui era detenuto? E se lo sapeva perché non ne ha dato comunicazione al suo alleato? Sono i dubbi che hanno tenuto banco per l’intera giornata di venerdì, dopo la comunicazione alla Camera del ministro degli EsteriPaolo Gentiloni che ha cercato di ricostruire tutta la vicenda e di spiegare perché la notizia del decesso del nostro connazionale (e del suo collega americano Warren Weinstein) non sia stata diffusa dal governo italiano ma delegata, di fatto, allo stesso Obama e alla conferenza stampa da lui indetta giovedì pomeriggio. E’ stato proprio Matteo Renzi intervenendo in serata a Otto e mezzo , a cercare di chiudere la polemica garantendo sulla correttezza degli Stati Uniti: «La certezza che i due corpi fossero dei due cooperanti - ha detto il capo dell’esecutivo - noi l’abbiamo avuta mercoledì e credo anche gli americani».
La ricostruzione del New York Times
Una precisazione, quella del premier, che arriva al termine di una giornata di forti tensioni sulla scena politica nazionale, con il governo nel mirino delle opposizioni che non hanno gradito quella che hanno interpretato come una sudditanza nei confronti di Washington. Una ricostruzione del New York Times, del resto, aveva accreditato il dubbio che la Casa Bianca fosse già al corrente dell’identità delle due vittime «accidentali» dell’attacco condotto con i droni il 15 gennaio nella Valle di Shawal. Un raid mirato alla neutralizzazione di una cellula di Al Qaeda composta da quattro persone: l’obiettivo militare venne centrato ma gli uomini dell’intelligence Usa erano stati colti di sorpresa nel constatare che i cadaveri fossero in realtù sei. Alcune indagini a distanza e l’attivazione di alcuni intermediari - gli Usa non sono direttamente presenti sul terreno - aveva permesso di accertare che le due vittime fossero occidentali. E solo in un secondo tempo era stato possibile accertarne l’identità, o quanto meno ipotizzarla. Proprio Obama aveva commissionato un’inchiesta per fare luce sulla vicenda e secondo il quotidiano newyorkese i risultati erano già stati almeno in parte portati a conoscenza sia della Casa Bianca sia delle commissioni sull’intelligence di Senato e Camera dei Rappresentanti. Quello che non è chiaro è se il risultato finale delle indagini, ovvero la certezza sull’identità delle vittime, gli fosse stato comunicato prima della visita di Renzi. In questo caso non si capirebbe perché il presidente del consiglio non ne sia stato messo al corrente.
«Un tragico errore»
Renzi tuttavia sembra voler troncare sul nascere ogni ipotesi di sgarbo diplomatico nei confronti dell’Italia. «La Cia ha commesso un tragico errore - ha detto ancora il premier nel suo intervento a La7 -. Ho apprezzato che Obama non abbia fatto giri di parole e si sia assunto la responsabilità. Se poi c’è chi vuole fare polemica sugli orari...». Anche il ministro Gentiloni aveva spiegato che il governo aveva avuto comunicazione della morte di Lo Porto solo mercoledì sera e che la notizia non sarebbe stata immediatamente diffusa per consentire di avvertire prima i famigliari del cooperante e per permettere allo stesso presidente Usa di scusarsi con l’Italia.
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