Dice la Corte: «L’esclusione permanente dalla donazione per uomini che abbiano avuto rapporti omosessuali può, alla luce della situazione in Francia, essere giustificata»



Milano, Gay Pride del 2014 (LaPresse)

I gay possono donare il sangue? Alcuni paesi lo vietano, altri no. In Francia, da 32 anni, gli omosessuali non possono donare il sangue. Ma ad aprile un emendamento votato all’unanimità dall’Assemblea nazionale, ribalta la situazione. Sul tema interviene, mercoledì, la Corte di giustizia Ue: «L’esclusione permanente dalla donazione di sangue per uomini che abbiano avuto rapporti omosessuali può - si legge nella sentenza - alla luce della situazione in Francia, essere giustificata».

«Occorre dimostrare il rischio di contrarre malattie infettive»

In Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Russia, Messico non è prevista alcuna esclusione preventiva per gli omosessuali. Sul caso francese, la Corte poi aggiunge e precisa: «Occorre dimostrare che per queste persone esiste un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive, come l’Hiv, e che non sono disponibili tecniche efficaci di ricerca o metodi per assicurare un livello elevato di protezione della salute dei riceventi, meno restrittivi dell’esclusione». Nella sentenza la Corte indica che il giudice francese «dovrà verificare se, nel caso di un uomo che abbia avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso, esista, in Francia, un alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue» e dovrà quindi «prendere in considerazione la situazione epidemiologica» in Francia. Una direttiva comunitaria indica, inoltre, che le persone la cui condotta sessuale implica un alto rischio di contrarre malattie infettive trasmissibili attraverso il sangue vengano escluse in modo permanente dalle donazioni.

I dati

Secondo dati in suo possesso, riferiti al periodo 2003-2008, la Corte Ue sottolinea ancora che in Francia la quasi totalità dei contagi da Hiv ha avuto la sua causa in un rapporto sessuale, mentre la metà dei nuovi contagi riguardano uomini che hanno avuto rapporti omosessuali. Sempre nello stesso periodo, questi ultimi rappresenterebbero la popolazione più colpita da contagio da Hiv, con un tasso 200 volte superiore a quello della popolazione eterosessuale francese. Il giudice francese «dovrà quindi verificare se, alla luce delle attuali conoscenze mediche, scientifiche e epidemiologiche, i suddetti dati siano affidabili e tuttora rilevanti». La sentenza aggiunge che «fra tutti i Paesi dell’Europa e dell’Asia centrale, la Francia è quello che presenta una maggiore prevalenza di Hiv tra gli uomini che hanno avuto relazioni sessuali con altri uomini». Rispetto alla normativa francese, la corte spiega che essa può «comportare una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale nei confronti degli omosessuali maschi». Per questo sottolinea che «si possono introdurre limiti all’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue solo quando sono necessari e rispondano effettivamente a obiettivi di interesse generale riconosciuti dall’Unione europea o alla necessità di proteggere i diritti e le libertà altrui».

La denuncia

Con questa sentenza il tribunale dà risposta a una questione sollevata da una corte amministrativa di Strasburgo, in Francia, dopo che un medico respinse un donatore francese che aveva avuto un rapporto sessuale con un altro uomo. Il donatore ha sollevato la questione al tribunale locale. La legge francese esclude, appunto, in modo permanente dalle donazioni di sangue gli uomini che hanno avuto relazioni omosessuali.

La Corte Ue e le donazioni di sangue dai gay: «In Francia ok a esclusione» - Corriere.it