Pagina 1 di 36 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 359
  1. #1
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    domani pubblicheremo le nostre previsioni sulla fiducia all'Italicum

    secondo calcoli a spanne Renzi ha sulla carta oltre 400 voti (senza contare i dissidenti)

    ma quanti sono i dissidenti? Molti alla fine voteranno si, altri si asterranno, solo alcuni voteranno no probabilmente

    va tenuto presente che ci sono anche una ventina di voti di FI che arriverebbero in suo soccorso alla bisogna


  2. #2
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    si parte da oltre 400 sulla carta in favore
    di questi 400 ci sono circa 80 dissidenti tra incerti se votare o non votare e votanti no

    1.Davide Zoggia: area riformista, a rischio2.Sandra Zampa: prodiana, a rischio
    3.Simone Valiante: fioroniano, a rischio
    4.Veronica Tentori: civatiana, no
    5.Luigi Taranto: indipendente, a rischio
    6.Chiara Scuvera: bersaniana, no
    7.Giovanni Sanga: fioroniano, a rischio
    8.Michela Rostan: bersaniano-area riformista, a rischio
    9.Giuseppe Romanini: bersaniano, a rischio
    10.Maria Grazia Rocchi: civatiana, a rischio
    11.Roberto Rampi: area riformista, a rischio
    12.Lapo Pistelli: area dem, a rischio
    13.Salvatore Piccolo: fioroniano, a rischio
    14.Paolo Petrini: area riformista, a rischio
    15.Edoardo Patriarca: indipendente, a rischio
    16.Luca Pastorino: civatiano, no
    17.Giulia Narduolo: bersaniana, a rischio
    18.Romina Mura: area riformista, a rischio
    19.Francesco Monaco: bindiano, no
    20.Colomba Mongiello: bersaniano, a rischio
    21.Daniele Montroni: bersaniano, a rischio
    22.Anna Margherita Miotto: bindiana, no
    23.Marco Miccoli: area riformista, a rischio
    24.Michele Meta: ex civatiano, a rischio
    25.Marco Meloni: lettiano, no
    26.Michela Marzano: indipendente, a rischio
    27.Gianna Malisani: area riformista, a rischio
    28.Patrizia Maestri: area riformista, a rischio
    29.Enrico Letta: no
    30.Donata Lenzi: area riformista, a rischio
    31.Francesco Laforgia: cuperliano, a rischio
    32.Francesca La Marca: indipendente, no
    33.Maria Iacono: bersanianano, a rischio
    34.Mauro Guerra: area riformista, a rischio
    35.Maria Gullo: area riformista, a rischio
    36.Giuseppe Guerini: civatiano, no
    37.Gero Grassi: fioroniano, a rischio
    38.Marialuisa Gnecchi: bersaniano, a rischio
    39.Tommaso Ginoble: fioroniano, a rischio
    40.Federico Ginato: lettiano, a rischio
    41.Paolo Gandolfi: civatiano, no
    42.Giampaolo Galli: indipendente, a rischio
    43.Gianluca Fusilli: lettiano, a rischio
    44.Giuseppe Fioroni: a rischio
    45.Gianni Farina: bersaniano, a rischio
    46.Stefano Fassina: no
    47.Marco Fedi: indipendente, no
    48.Marilena Fabbri: bersaniana, a rischio
    49.Paola De Micheli: lettiana, a rischio
    50.Umberto Del Basso De Caro: lettiano, a rischio
    51.Andrea De Maria: cuperliano, a rischio
    52.Alfredo D’Attorre: area riformista, no
    53.Cesare Damiano: area riformista, a rischio
    54.Giovanni Cuperlo: no
    55.Matteo Colaninno: bersaniano, a rischio
    56.Giuseppe Civati: no
    57.Eleonora Cimbro: area riformista, a rischio
    58.Franco Cassano: indipendente, a rischio
    59.Antonio Castricone: bersaniano, a rischio
    60.Maria Chiara Carrozza: lettiana, a rischio
    61.Mara Carocci: area riformista, a rischio
    62.Angelo Capodicasa: area riformista, a rischio
    63.Vincenza Bossio: dalemiano, a rischio
    64.Massimo Bray: dalemiano, a rischio
    65.Giorgio Brandolin: lettiano, a rischio
    66.Luisa Bossa: area riformista, a rischio
    67.Gianpiero Bocci: fioroniano, a rischio
    68.Tamara Blazina: area riformista, a rischio
    69.Rosy Bindi: no
    70.Pier Luigi Bersani: no
    71.Paolo Beni: bersaniano-cuperliano, a rischio
    72.Teresa Bellanova: area riformista, a rischio
    73.Davide Baruffi: area riformista, a rischio
    74.Lorenzo Basso: lettiano, no
    75.Ileana Argentin: bersaniana, no
    76.Sesa Amici: dalemiana, no
    77.Tea Albini: bersaniana, a rischio
    78.Barbara Pollastrini: dalemiana, a rischio
    79.Nicola Stumpo: area riformista, a rischio
    80.Matteo Mauri: area riformista, a rischio
    81.Andrea Giorgis: indipendente, a rischio
    che poi Civati conoscendolo non voterà, uscirà dall'aula... scommettiamo?

  3. #3
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    L’Ipocritum, la legge elettorale perfettaHo viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Fassina da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Bindiani. E ho visto i raggi Bersaniani balenare nel buio vicino alle porte di D’Attorre. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia.
    È tempo…di legge elettorale.



    Scritto da Bianca La Rocca












    L’opposizione al governo Renzi, tutta targata PD (a dire il vero, l’unica opposizione, visto che gli altri partiti, vuoi per un verso, vuoi per un altro, non rappresentano alcuna seria minaccia, né alternativa all’attuale governo)adesso si concentra sulla battaglia campale per contrastare l’approvazione della legge elettorale.
    Una legge in discussione da tempo, cambiata in vari punti, proprio come le minoranze hanno chiesto, di cui sono stati rispettati tutti i passaggi parlamentari, e che rischierebbe, se si dovesse cedere alla linea disfattista della minoranza dem, di essere definitivamente respinta indietro al punto di partenza e proprio nel momento in cui sta tagliando il traguardo.
    Inoltre, convincono poco gli appunti di anti-democraticità e derive autoritarie, anche se valutate nel combinato disposto con le riforme istituzionali. In una legge che prevede che solo il partito che raggiunge il 40% al primo turno, o la maggioranza al secondo turno, ha il dovere-diritto di governare, di tutto la si può accusare, tranne che di deriva autoritaria. Inoltre, tutti gli organismi istituzionali verranno eletti con maggioranze qualificate e quindi con il coinvolgimento di gran parte del Parlamento, comunque questo si componga.
    Semmai si può dire che privilegia la governabilità alla rappresentanza, ma bisogna anche obiettivamente aggiungere che è proprio la mancanza di governabilità, nella prima come nella seconda repubblica, che ha portato spesso il Paese a crisi politiche-istituzionali producendo governi instabili, rissosi e inconcludenti.
    Ma c’è un altro aspetto che merita di esser sottolineato. Quanti contrastano, da sinistra a sentir loro, l’Italicum hanno accusato Renzi di aver distrutto lo spirito dell’Ulivo, mentre gli stessi vogliono lavorare per ricostruirlo.
    E qui casca l’asino!
    Lo spirito dell’Ulivo, sostanzialmente un cartello di sigle e simboli, alcuni dei quali con percentuali di elettori daassemblea condominiale, che portò a due vittorie Romano Prodi fu lo stesso che provocò anche il suo affossamento, aprendo autostrade per le vittorie di Berlusconi.
    I piccoli egoismi partitici, le smanie di protagonismo di alcuni, le battaglie strumentali su questioni secondarie (le 35 ore per Bertinotti, il passaggio di Mastella da forza di Governo all’opposizione nel 2008 per ripicca e la mancata fiducia al Senato anche per il voto contrario del famoso Franco Turigliatto, che dichiarò di votare contro, perché preferiva coltivare le sue rose, piuttosto che stare in Parlamento) sono parte integrante di quell’esaltato spirito dell’Ulivo che aveva prodotto un governo composto da 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 103 membri.
    Le sigle che sostenevano il Governo erano: Democratici di Sinistra e Margherita (poi divenuti PD), Indipendenti nell’Ulivo (cui apparteneva lo stesso Romano Prodi), Socialisti Italiani, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Italia dei valori, Verdi, Udeur, Comunisti Italiani, Lega per l’autonomia Alleanza Lombarda, Democratici Cristiani Uniti, Italia di Mezzo, Movimento Repubblicani Europei, Consumatori Uniti, Unione Democratica, Südtiroler Volkspartei, Autonomie Liberté Démocratie, Associazioni Italiane in Sud America, Movimento Politico dei Cittadini, Sinistra Critica (e vi assicuro che sono dovuta ricorrere alla Navicella, perché pur avendo vissuto quel periodo e godendo di una memoria di ferro, ho difficoltà a ricordare tutti).
    E’ questo lo spirito dell’Ulivo cui si vuole tornare?
    Penso proprio di sì. Anche perché diversi di quelli che, oggi, anelano un’improbabile età dell’oro dell’Ulivo erano già allora protagonisti del caravanserraglio descritto e contribuirono non poco a far cadere il Governo Prodi.
    Il Partito Democratico a vocazione maggioritaria voluto da Veltroni, nacque proprio per evitare una simile inqualificabile babele. E Matteo Renzi, segretario del PD e Presidente del Consiglio, fa più che bene a tenere la barra a dritta e a non cedere a ricatti di chi voterebbe contento solo l’ipocritum, l’unica legge elettorale che gliconsentirebbe di ricattare qualsiasi governo e qualsiasi maggioranza.
    O sarà Italicum o sarà un tutti a casa.
    Inutile cercare improbabili nuove maggioranze di governo tra Brunetta, Fassina, Salvini e Di Maio. Più facile che nevichi a Ferragosto sulle coste della Sicilia.


    Basta chiacchiere e inciuci… E’ tempo di legge elettorale.
    L?Ipocritum, la legge elettorale perfetta

  4. #4
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    scritta anni fa:
    L'ipocrisia della legge elettorale - Termometro Politico
    Ci sono vari argomenti di cui si sente parlare continuamente gli esponenti politici negli ultimi mesi: la crisi economica, gli scandali, le intercettazioni. Di una cosa pero’ siamo certi: non si smetterà mai di parlare della legge elettorale, di come cambiarla e di come “migliorarla”. Il gioco appassiona sempre gli addetti ai lavori, un evergreen buono per tutte le stagioni da elaborare in tutte le salse.




    Il combinato disposto di questo fattore col rinnovato interesse verso i referendum, finalmente rivitalizzati dopo 15 anni di agonia e abusi dello strumento, sta diventando una miscela esplosiva che scatena dichiarazioni a raffica un po’ da tutti i partiti politici. Il gioco appassiona tutti perché cambiando la legge elettorale si ha la possibilità di cambiare all’ultimo istante anche l’esito di una partita che sembrava scontata. Il primato della politica direbbe qualcuno, quel sottile gioco nel quale tutti si siedono al tavolo e propongono la loro idea sapendo bene che e’ impossibile che una nuova regola comune possa avvantaggiare tutti e che quindi qualcuno nell’accettare le nuove regole stia facendo male i calcoli. Ma come tutti i giochi di strategia pura chi ha guadagnato e chi ha perso lo si capisce solo dopo e i sondaggi politico elettorali in questi casi non sempre aiutano a capirlo con sufficiente anticipo.La cosa bizzarra e’ che ora questa legge elettorale la vogliono cambiare tutti, ma proprio tutti…[ad]Premesso che questa legge nata nel 2005 nacque sotto la spinta di una richiesta forte dell’UDC, di cui Cesa era segretario, verso un sistema proporzionale, e che fu frutto di un compromesso nel quale un po’ tutti trovarono buoni motivi per votarla o per non osteggiarla più di tanto malgrado le dichiarazioni di facciata (non si videro certo gli scontri di piazza che videro protagonista Pajetta nel 1953 durante l’approvazione della “legge truffa” voluta da De Gasperi, ma nemmeno una parvenza di ostruzionismo parlamentare, la legge sotto sotto faceva comodo anche al centrosinistra soprattutto per quanto riguarda le preferenze).Ora è davvero curioso che gli esponenti degli stessi partiti, addirittura gli stessi protagonisti del 2005 rilascino dichiarazioni pesantissime verso la loro stessa creatura, ma vediamo con ordine:1) Cesa (segretario UDC): “L’Unione di centro sta lavorando a un referendum per modificare la legge elettorale reintroducendo le preferenze e abolendo il premio di maggioranza.”2) Alfano (segretario PDL): “Berlusconi d’accordo: Legge elettorale da cambiare. L’obiettivo, è ottenere il risultato di candidati non calati dall’alto ma spinti dal basso, per essere rappresentativi dell’intero Paese e dei singoli territori.3) Fini (leader di FLI): “la sovranità popolare significa che gli elettori e le elettrici devono avere la libertà di scegliere non solo il premier ma anche i parlamentari”4) Bossi (leader della Lega): “E’ possibile un accordo con le opposizioni sulla riforma della legge elettorale”Insomma nessuno dei protagonisti della vicenda del “porcellum” sembra disposto a difendere ciò che ha invece voluto con forza anche a costo di operare una forzatura rispetto a prassi precedenti. Infatti quando nel 2000 l’Ulivo ipotizzo’ un cambio della legge elettorale a colpi di maggioranza lo sdegno si levo’ alto e vibrante da parte di Berlusconi allora all’opposizione. 5 anni dopo, a parti invertite lo stesso Berlusconi non solo pavento’ l’ipotesi di un cambio di legge elettorale a colpi di maggioranza ma lo mise pure in atto nel giro di pochi giorni e senza quasi resistenza. Segno di un indubitabile primato politico da parte sua, ad onta di tutti coloro che negli anni lo hanno descritto come una specie di caricatura da operetta. La ragione di quella scelta da parte di Berlusconi nasceva dal fatto che nella quota proporzionale, allora valida per l’attribuzione del 25% dei seggi totali, la coalizione di centrodestra prendeva in media circa il 5% in più di voti rispetto al risultato della quota maggioritaria. Spostando quindi il campo di battaglia tutto sul proporzionale ed eliminando la quota maggioritaria Berlusconi, anche secondo i suoi sondaggi elettorali riservati, riduceva drasticamente la forbice tra le due coalizioni. Questo avrebbe dovuto scatenare le ire del centrosinistra che si vedeva scippare o mettere in discussione una vittoria certa alle susseguenti politiche. Ira furibonda che come dicevamo Berlusconi ebbe nel 2000, ma che non si scateno’ affatto nel 2005 a parti invertite, per svariati motivi, e non solo per un carattere più malleabile e incline al compromesso al ribasso da parte degli esponenti del centrosinistra, che pure e’ diventato per moltissimi elettori un luogo comune piuttosto consolidato, una etichetta che questi ultimi faticheranno a scrollarsi di dosso anche perché in gran parte meritata.

    Le ragioni principali del mancato ostruzionismo parlamentare stile PCI del 1953 non furono tanto dovute alle suddette mollezze da parte di chi era cresciuto a te e biscotti nei salotti romani, ma a calcolo e convenienza. Pensarono: “Si è vero, il Senato sarà quasi certamente ingovernabile, ma quando si e’ mai vista una crisi di governo al Senato nella storia della repubblica? (e qui sbagliarono drammaticamente previsione), e poi anche se perdessimo il 5% (cosa che comunque non credevano possibile e invece si verifico’ eccome) i nostri sondaggi riservati ci dicono che abbiamo ancora un certo margine e quindi avremo il premio di maggioranza in ogni caso (questo avvenne anche se per soli 24000 voti)” Non c’era quindi di che allarmarsi, avrebbero comunque vinto alla Camera, secondo i loro sondaggi elettorali riservati, e al Senato sarebbe comunque andata bene perché storicamente era sempre stato un luogo tranquillo.Ma dove era quindi la convenienza di tutti? Nelle liste bloccate…ufficialmente nessuno lo poteva dire in maniera aperta ma la possibilità che le segreterie decidessero le liste faceva comodo, troppo comodo. I titolari dei collegi sicuri erano diventati quasi ingestibili, tanti piccoli mandarini locali legati al loro elettorato di collegio con una libertà rispetto al partito assolutamente insopportabile da parte di chi reggeva il timone della coalizione. Era un obiettivo per chi controllava le varie correnti di partito (ma anche per chi egemonizzava i partitini) che valeva qualsiasi contropartita, persino il rischiare di perdere il 5% dei voti a favore dell’avversario sembrava ragionevole pur di ottenere l’agognato privilegio di poter scegliere a uno a uno quelli che sarebbero poi stati eletti e far dipendere la loro elezione ed eventuale rielezione dalla fedeltà al gruppo di potere che l’aveva fatti eleggere. La prova definitiva che anche al centrosinistra in fondo questa legge non dispiacesse sta nel fatto che nei due anni di governo successivi non solo l’argomento non e’ mai stato messo all’ordine del giorno, ma non se ne e’ nemmeno parlato nei termini nei quali se ne parla ora. Eppure i difetti di questa legge erano ben noti a tutti sin dall’inizio.Suona estremamente ipocrita da parte di tutti quindi questa lotta a chi condanna di più questo aspetto della legge elettorale da loro stessi voluta, votata o comunque non osteggiata fino in fondo, ma la domanda che sorge spontanea a questo punto e': Ma se siete tutti d’accordo nel condannare le liste bloccate perché non fate un emendamento in 5 minuti e cominciate a cambiare almeno questo punto? L’attuale opposizione si e’ sempre dichiarata ufficialmente contraria, l’attuale maggioranza che volle e voto’ questa legge ora la condanna a pieni polmoni.E che aspettano a cambiarla nella sede naturale ovvero il parlamento?Perché sprecare tempo e denaro pubblico se sono già’ tutti d’accordo?

  5. #5
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    verdiniani in soccorso in caso di voto segreto...
    Maurizio Bianconi, Adriano Biasotti, Michela Brambilla ( qui la sua replica ), Basilio Catanoso ( qui la sua replica ), Nicola Ciracì, Luca D'Alessandro, Monica Faenzi, Sestino Giacomoni, Cosimo Latronico, Piero Longo, Giovanni Mottola, Massimo Parisi, Gianfranco Rotondi, Elivira Savino, Luca Squeri, Elio Vito.
    e i fittiani
    Daniele Capezzone, Saverio Romano, Maurizio Bianconi, Sisto, Bonfrisco, Altieri, D'Anna e Ruvolo

  6. #6
    catcher in the rye
    Data Registrazione
    09 May 2002
    Località
    Pianeta terra
    Messaggi
    82,091
     Likes dati
    15,008
     Like avuti
    16,222
    Mentioned
    2795 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    L'Italicum spiegato bene - Il Post

    Le principali critiche all’Italicum sono cinque e riguardano collegi plurinominali, pluricandidature dei capilista, capilista bloccati, negazione di coalizioni al primo turno, impossibilità di apparentamenti o collegamenti di lista al secondo turno.
    - I collegi dell’Italicum saranno grandi fino a cinque volte quelli del Mattarellum e comprenderanno fino a 600 mila persone: più o meno, ogni collegio eleggerà sei deputati. Gli eletti verranno selezionati prima sulla base del risultato nazionale del partito e poi sulla base del risultato nel singolo collegio. Al partito vengono infatti assegnati i seggi proporzionali al suo risultato nazionale, e solo a questo punto quel numero di seggi è distribuito in base ai voti ottenuti nei singoli collegi. La conseguenza è che non necessariamente un ottimo risultato locale si traduce in un’elezione: e che la scelta fatta dagli elettori in un collegio verrà limitata dalla scelta fatta da tutti gli altri elettori su scala nazionale. Per i critici della legge questa è una limitazione del rapporto diretto tra collegi ed eletti.
    - le pluricandidature dei capilista permetteranno ai partiti di governare la scelta finale su uno o l’altro dei secondi arrivati in lista.
    - i capilista bloccati: tutti gli eletti dei partiti non vincitori saranno i primi della lista, cioè quelli scelti dai partiti. Gli elettori che voteranno un partito che perderà le elezioni non potranno sostanzialmente scegliere i loro eletti, a meno di capilista pluricandidati. Una legge elettorale, sostengono i critici dell’Italicum, dovrebbe garantire massima rappresentanza a chi governa ma anche a chi sta all’opposizione.
    - la negazione di coalizioni al primo turno, porterà, come ha detto Rosy Bindi criticando questo preciso punto, «a un partito unico della nazione, che avrà nella sola Camera una maggioranza “pigliatutto” di 340 deputati e avrà intorno 4 o 5 mini partiti in lotta tra di loro».
    - l’impossibilità di apparentamenti o collegamenti di lista al secondo turno è innanzitutto lontano dal modello che Matteo Renzi ha più volte citato, quello cioè delle elezioni dei sindaci. Negare entrambe queste possibilità a livello nazionale produrrebbe, secondo i critici, una forte polarizzazione, una mancanza di pluralismo (o entri nella lista o sei fuori) e una mancanza di rappresentanza.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  7. #7
    Forum Admin
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    34,059
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11,251
    Mentioned
    2088 Post(s)
    Tagged
    22 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    5

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    strano, la Bindi ha firmato il referendum Guzzetta che prevedeva proprio il premio di maggioranza alla lista

    deve avere cattiva memoria

    sul resto hanno fatto bene, dare tutto il potere alle preferenze favorisce le clientele

    avanti così, è una ottima legge

  8. #8
    catcher in the rye
    Data Registrazione
    09 May 2002
    Località
    Pianeta terra
    Messaggi
    82,091
     Likes dati
    15,008
     Like avuti
    16,222
    Mentioned
    2795 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    Secondo me il premio di maggioranza è assurdo. Ma non mi piacciono nemmeno le preferenze.
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Feb 2013
    Messaggi
    20,609
     Likes dati
    295
     Like avuti
    7,820
    Mentioned
    66 Post(s)
    Tagged
    24 Thread(s)

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    strano, la Bindi ha firmato il referendum Guzzetta che prevedeva proprio il premio di maggioranza alla lista

    deve avere cattiva memoria

    sul resto hanno fatto bene, dare tutto il potere alle preferenze favorisce le clientele

    avanti così, è una ottima legge
    Che poi, se uno volesse il famigerato partito della nazione, si terrebbe il proporzionale puro, che è perfetto per cristallizzare la situazione e rendere il PD un partito pigliatutto di governo che si allea poi con partitini vari per avere la maggioranza. Di certo non vorrebbe un sistema iper-maggioritario che nell'arco di due/tre legislature porterà alla nascita di un sistema sostanzialmente bipartitico. E la Bindi, da buona democristiana, dovrebbe saperlo.

  10. #10
    catcher in the rye
    Data Registrazione
    09 May 2002
    Località
    Pianeta terra
    Messaggi
    82,091
     Likes dati
    15,008
     Like avuti
    16,222
    Mentioned
    2795 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Domani su TP il "fiduciometro" sull'Italicum!

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    Che poi, se uno volesse il famigerato partito della nazione, si terrebbe il proporzionale puro, che è perfetto per cristallizzare la situazione e rendere il PD un partito pigliatutto di governo che si allea poi con partitini vari per avere la maggioranza. Di certo non vorrebbe un sistema iper-maggioritario che nell'arco di due/tre legislature porterà alla nascita di un sistema sostanzialmente bipartitico. E la Bindi, da buona democristiana, dovrebbe saperlo.
    Il punto è che renzi è convinto di piacere anche alle lucertole
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

 

 
Pagina 1 di 36 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Scalfari sull' "Italicum"
    Di Frescobaldi nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 144
    Ultimo Messaggio: 19-04-15, 19:22
  2. Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 27-01-14, 13:46
  3. Risposte: 446
    Ultimo Messaggio: 13-10-10, 15:05
  4. Qualcuno "resiste" alla vulgata razzista di domani e non si "allinea"
    Di Guido Keller nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 03-11-05, 10:32
  5. Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 18-12-02, 13:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito