Dal Catechismo:
Chi appartiene alla Chiesa cattolica?
art.n.836: « Tutti gli uomini sono chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio [...], alla quale in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia, infine, tutti gli uomini, che dalla grazia di Dio sono chiamati alla salvezza».(nota 324)
art.n.837: « Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integra la sua struttura e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e nel suo organismo visibile sono uniti con Cristo – che la dirige mediante il Sommo Pontefice e i Vescovi – dai vincoli della professione di fede, dei sacramenti, del governo ecclesiastico e della comunione. Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane, sì, in seno alla Chiesa col "corpo" ma non col "cuore"».(nota 325)
art.n.838: « Con coloro che, battezzati, sono sì insigniti del nome cristiano, ma non professano la fede integrale o non conservano l'unità della comunione sotto il Successore di Pietro, la Chiesa sa di essere per più ragioni unita».(nota 326) «Quelli infatti che credono in Cristo e hanno ricevuto debitamente il Battesimo sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica».(nota 327) Con le Chiese ortodosse, questa comunione è così profonda « che le manca ben poco per raggiungere la pienezza che autorizzi una celebrazione comune della Eucaristia del Signore».(nota 328)
FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica
note:
(324) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 13: AAS 57 (1965) 18.
(325) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 14: AAS 57 (1965) 18-19.
(326) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 15: AAS 57 (1965) 19.
(327) Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 3: AAS 57 (1965) 93.
(328) Paolo VI, Discorso nella Cappella Sistina nella ricorrenza del decimo anniversario della mutua cancellazione delle scomuniche fra le Chiese di Roma e di Costantinopoli (14 dicembre 1975): AAS 68 (1976) 121; cf Concilio Vaticano II, Decr. Unitatis redintegratio, 13-18: AAS 57 (1965) 100-104.
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L'ufficio di insegnare
art.n.888: I Vescovi, con i presbiteri, loro cooperatori, « hanno anzitutto il dovere di annunziare a tutti il Vangelo di Dio », (nota 418) secondo il comando del Signore.(nota 419) Essi sono « gli araldi della fede, che portano a Cristo nuovi discepoli, sono i dottori autentici » della fede apostolica, « rivestiti dell'autorità di Cristo ».(nota 420)
art.n.889: Per mantenere la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli Apostoli, Cristo, che è la verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità. Mediante il « senso soprannaturale della fede », il popolo di Dio « aderisce indefettibilmente alla fede », sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa.(nota 421)
FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - I fedeli: gerarchia, laici, vita consacrata
note:
(418) Concilio Vaticano II, Decr. Presbyterorum ordinis, 4: AAS 58 (1966) 995.
(419) Cf Mc 16,15.
(420) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 25: AAS 57 (1965) 29.
(421) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16; cf Id., Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
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Il Magistero della Chiesa
art.n.85: « L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo »,(nota 99) e cioè ai Vescovi in comunione con il Successore di Pietro, il Vescovo di Roma.
[...]
art.n.87: I fedeli, memori della parola di Cristo ai suoi Apostoli: « Chi ascolta voi, ascolta me » (Lc 10,16), (nota 101) accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.
[...]
La crescita nell'intelligenza della fede
art.n.94: Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
— « con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro »; (nota 108) in particolare « la ricerca teologica [...] prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata »; (nota 109)
— « con la profonda intelligenza che [i credenti] provano delle cose spirituali »; (nota 110) « divina eloquia cum legente crescunt – le parole divine crescono insieme con chi le legge »; (nota 111)
— « con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità ». (nota 112)
FONTE: Catechismo della Chiesa Cattolica - La trasmissione della rivelazione divina
note:
(99) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
(101) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 20: AAS 57 (1965) 24.
[...]
(108) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(109) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 62: AAS 58 (1966) 1084; cf Ibid., 44: AAS 58 (1966) 1065; Cost. dogm. Dei Verbum, 23: AAS 58 (1966) 828; Ibid., 24: AAS 58 (1966) 828-829; Decr. Unitatis redintegratio, 4: AAS 57 (1965) 94.
(110) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(111) San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: CCL 142, 87 (PL 76, 843).
(112) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
(113) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822.
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Bene dopo aver ricordato che:
- il compito di interpretare i testi sacri spetta alla Chiesa (non ai singoli parroci, vescovi e tantomeno ai fedeli),
- i cattolici devono ubbidire a tale interpretazione della Chiesa vivente che costituisce "il cattolicesimo",
cerchiamo di capire chi sono coloro che attualmente minacciano, sabotano e/o attaccano la Chiesa.
E' facile subito vedere le minacce religiose esterne, ad esempio: atei, laicisti, ebrei, musulmani. Questo è scontato in quanto trattasi di altre religioni.
Poi ovviamente gli attacchi semi-esterni, ad esempio: protestanti, ortodossi.
Quello che invece a volte non si considera ed invece è un fattore di grande logorio della Chiesa sono le minacce cosiddette interne: i tradizionalisti lefebriani, i sedevacantisti. Infatti sono questi che attualmente indeboliscono maggiormente la Chiesa, sottoponendola ad un logorio continuo e costante che ne mina alle basi l'autorità: difatti entrambi questi due gruppi rivendicano di saper interpretare i testi sacri meglio della Chiesa e addirittura tacciano la Chiesa e i Pontefici di eresia, disubbidendo pubblicamente alla dottrina della Chiesa vivente. Si che tutti i cattolici sono peccatori ma la differenza è che questi due gruppi disubbidiscono alla Chiesa dicendo che non stanno disubbidendo ma che anzi è la Chiesa che sta disubbidendo a Cristo.
Non tutti i tradizionalisti sono parte di questi due gruppi ci sono anche tradizionalisti "regolari" come la Fraternità Sacerdotale San Pietro o la Fraternità San Vincenzo Ferrer che non assumono comportamenti scismatici ed eretici.
quindi occhi aperti cattolici, cercate di ricordare sempre ai tradizionalisti irregolari che ogni cattolico deve ubbidire al magistero della Chiesa e non è sensato pensare di fare come i protestanti, i quali decidono ognuno con la propria testa cosa è cristianesimo e cosa non lo è, costruendosi ognuno la propria religione.




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] pressapochiste in vita mia.
hefico:
