Evviva!
Col nuovo governo, finalmente, a scuola sarà possibile (speriamo) applicare le regole di una sana impresa privata.
Lavori? Ti pago.
Produci? Ti pago e ti promuovo!
Lavori e produci poco!? Ti tollero!
Non lavori? Ti licenzio!
Lavori e non ti pago? Giudice del lavoro!
Dunque...
Tutti gli insegnanti che lavorano su progetto, fin qui, nel corso dell'anno, a titolo di TOTALE volontariato, smetteranno di lavorare. Si stima (io, lo stimo, per esperienza diretta) almeno 20 ore a mese a cranio, tra una cosa e l'altra. Nessuna impresa pretende prestazioni fuori contratto, prestazioni aggiuntive non pagate.
E dunque gli insegnanti che, fino ad ora, hanno fatto spreco di sè possono pure stare tranquilli. Da ora in poi, tranquilli, a casa a cercare un secondo lavoro, in nero, a concorrenza spietata, con prezzi che nessuno può fare (tanto la maggior parte della gente DICE che tutti gli insegnanti hanno il secondo lavoro, no?).
O contrattualità d'impresa, coperta da fondi o vi attaccate al tram.
I casi di lavoro richiesto senza copertura finiranno davanti al giudice del lavoro. No?
L'altro giorno vado a chiedere la sorte del compenso per 7 giorni all'estero nel mese di aprile.
_ Non ci sono i soldi, dice la segretaria.
_ Dunque mi avete estorto una prestazione aggiuntiva senza copertura?
_ Sì.
_ E le spese da me sostenute?
_ Eh!... Forse... magari...
_ Spendo soldi miei per fare servizio?
_ eh... forse... magari...
Bene! Giudice del lavoro!
Vedo ritirarsi tutti quei colleghi che, li conosco da anni, passavano i loro pomeriggi a scuola, a preparare l'eccellenza degli Istituti.
Non ci sono più. E molti formalizzano la cosa per iscritto.
Appello a tutti quegli insegnanti, elementari soprattutto, che spendono di tasca propria per pagare i fazzoletti ai bambini, o la carta igienica dei cessi, o gessi e suppellettili!
Basta! Che non passi l'idea che il nostro è un paese-impresa di barboni!
I soldi giocateli in borsa!
Dove sbaglio?




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repapelle:
