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Discussione: Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”

  1. #1
    Lo Stato è un furto!
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    Predefinito Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”

    Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”


    Murray Newton Rothbard nasce a New York nel 1926 da genitori immigrati dalla Polonia. Già ai tempi degli studi in economia presso la Columbia University, Rothbard è un convinto oppositore del comunismo, delle politiche del New Deal, del militarismo e di qualunque forma di egualitarismo. Alla fine degli studi universitari avviene l’incontro con la Scuola austriaca di economia, che segnerà una svolta fondamentale per la formazione intellettuale di Rothbard. Questi inizia, infatti, a frequentare il seminario austriaco di Ludwig von Mises presso la New York University e, in maniera molto originale, unirà la tradizione liberale classica americana con la Scuola austriaca rielaborandone alcuni degli assunti fondamentali.

    Rothbard, infatti, sarà in grado di andare oltre la Scuola austriaca apportandovi innovazioni di non poco conto. In primo luogo porta alle estreme conseguenze le implicazioni del liberalismo classico e propone l’idea di una società nella quale la coercizione non sia semplicemente ridotta al minimo necessario, ma in cui la coercizione sia del tutto eliminata. In secondo luogo, il nostro autore vuole andare oltre la difesa avalutativa della libertà tipica della Scuola austriaca fondando un’etica della libertà attraverso il recupero degli insegnamenti del diritto naturale che all’interno della tradizione austriaca era del tutto assente (qui puoi scaricare il volume Stato vs proprietà).

    Rothbard parte dalla constatazione che ognuno possiede se stesso. Il diritto alla proprietà di sé viene posto alla base di quello è definito assioma di non aggressione. Tale assioma ci dice che nessuno deve essere aggredito nella persona e nella proprietà. Nessuno, pertanto, ha il diritto di aggredire la persona e la proprietà altrui, neppure lo Stato. Ebbene, ci spiega Rothbard, esistono solo due modi per acquisire ricchezza: uno è il metodo della produzione e dello scambio volontario, il metodo dei mezzi economici; l’altro è il metodo del sequestro forzoso della proprietà altrui, cioè a dire il metodo dei mezzi politici. La natura dell’essere umano, prosegue Rothbard ancorandosi all’antica tradizione della legge di natura, è quella di vivere e prosperare attraverso la produzione e lo scambio. Pertanto chi vive del sequestro forzoso della proprietà altrui vive contro la natura umana e viola un’etica universale. Ebbene solamente lo Stato ha il potere di procurarsi le entrate attraverso il sequestro forzoso della proprietà altrui, cioè a dire attraverso la tassazione. Con la tassazione lo Stato si procura ricchezza, impone il proprio codice morale di comportamento e obbliga alcuni cittadini ad aiutarne altri.


    Nella storia Rothbard individua un unico e supremo aggressore della persona e della proprietà altrui: lo Stato. Il libertarian alla Rothbard considera lo Stato alla stregua di una banda criminale mentre la tassazione come furto organizzato su vasta scala che nessuna banda criminale, nessuna mafia riuscirebbe a perpetrare. Ma non è forse vero che lo Stato siamo noi? Ebbene, la natura stessa dello Stato crea due classi diseguali e intrinsecamente conflittuali: coloro che pagano le tasse, i contribuenti, e coloro che vivono delle tasse, i consumatori di tasse, lo Stato e il suo apparato burocratico. Allo Stato è consentito di commettere atti che anche i non rothbardiani considerano crimini riprovevoli. «Lo Stato – scrive Rothbard – commette abitualmente omicidio di massa, chiamandolo guerra o talvolta eliminazione dei sovversivi; lo Stato pratica la schiavitù nelle proprie forze militari e la chiama coscrizione; vive e giustifica la propria esistenza attraverso la pratica della rapina, chiamata tassazione. Il libertario sostiene che il fatto che tali nefandezze vengano o meno sancite dalla maggioranza della popolazione non altera la loro vera natura: ossia, a prescindere dalla ratifica popolare, la guerra è e rimane omicidio di massa, la coscrizione è schiavitù, la tassazione è rapina». Rothbard, in breve, è «quel bambino della favola che con insistenza ribadisce che l’imperatore è nudo».

    Ecco perché possiamo dire che Rothbard ha portato alle estreme conseguenze le implicazioni del liberalismo classico. L’ideale del liberalismo classico è quello di uno Stato minimo, limitato nei poteri e nelle funzioni, cioè a dire una società in cui la coercizione sia ridotta al minimo indispensabile. L’ideale rothbardiano è una società in cui la coercizione sia eliminata, cioè a dire una società in cui lo Stato semplicemente cessi di esistere, scompaia del tutto, una società in cui il monopolio dell’esercizio della forza e dell’amministrazione della giustizia venga meno, in cui tutti i beni e i servizi siano prodotti e venduti sul mercato, compresi i servizi di protezione dalle aggressioni e di amministrazione della giustizia.

    In breve quel che di Rothbard resta sempre molto attuale è il suo messaggio. Il suo intento è stato, infatti, quello di risvegliare le masse del ceto medio e di renderle consapevoli della realtà di élitesgovernative che le sfruttano, le controllano, le dirigono e le tassano. In conclusione Rothbard ci avverte che lo Stato non è un male necessario, è un male e basta.

    L’autrice è professoressa di Dottrine politiche presso l’Università di Roma Tre

    http://www.lintraprendente.it/2015/05/rothbard-e-lintuizione-dello-stato-come-banda-criminale/

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  2. #2
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    Predefinito Re: Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”

    Bello. Articolo scarno ma estremamente chiaro e diretto. Tutto giusto e coerente.
    Ultima modifica di John Orr; 26-05-15 alle 15:15
    Mister Libertarian likes this.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  3. #3
    Lo Stato è un furto!
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    Predefinito Re: Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”

    Sapete perchè la mafia mi fa molta meno paura dello Stato? In un sistema dominato dalla criminalità organizzata, tutti sanno se sono dalla parte delle vittime o dei delinquenti. E' un sistema sociale elementare. Se apri bottega e ti tocca pagare il pizzo, sei la vittima, se passi a riscuoterlo, sei il delinquente.


    Lo Stato è molto più pericoloso e sofisticato perchè gli individui non sono in grado di capire se sono vittime o delinquenti. Solo dopo aver demolito la montagna di stupidate retoriche propagandate incessantemente dalla scuola pubblica e dalle istituzioni governative riesci a capire che un dipendente pubblico che non si può licenziare per scarso rendimento o per eccesso di giorni di malattia, è un vero e proprio delinquente, schifoso quanto, se non più di un picciotto. E che le tasse con cui gli pagano lo stipendio sono il frutto dell'estorsione di un'organizzazione enorme e ramificata che, in confronto, gli esattori mafiosi sono dei teppistelli.


    Un'altra differenza di complessità tra un sistema comunemente criminale e uno "statalmente" criminale è che nel primo sistema non c'è spazio per i parassiti, il picciotto non si intasca i quattrini del boss, nè può negoziare uno sconto con la vittima per spartirselo. Il malaffare nella mafia non esiste. Lazzaroni scansafatiche nelle organizzazioni criminali non ce ne possono essere.


    Quindi lo Stato è immensamente più potente e pericoloso delle mafie. Dispone di soldati, poliziotti, armi di ogni genere e mette le mani su enormi quantità di quattrini a cui nessun cartello mondiale della droga o della tratta di esseri umani può sperare di avvicinarsi.

    Consideriamo poi che è così forte da essere l'unico che può stampare tutti i soldi che vuole e che può imporre a tutti, con la minaccia dei suoi picciotti, di usarli. E quando potrà mai farlo una semplice organizzazione di criminalità comune? Persino il capo di un cartello colombiano della droga, se vuole comprarsi uno yacht da nababbo, è obbligato a usare soldi stampati dalla FED o dalla BCE.

    Eric Draven likes this.

  4. #4
    Lo Stato è un furto!
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    Predefinito Re: Rothbard e l’intuizione dello Stato come “banda criminale”

    Hai una casa,paghi il pizzo alla stato con l'Imu.

    Prendi un'autostrada o una tangenziale per andare al lavoro,paghi il pizzo allo stato.

    Fai benzina,l' 80% é pizzo allo stato.


    Ti curi, paghi il pizzo allo stato con il ticket dopo averlo già pagato con le tasse.


    Compri il cibo per sfamarti e paghi con l'Iva il pizzo allo stato.


    Lavori e produci e paghi il pizzo con una imposizione fiscale che non ha uguali in nessun posto del mondo.

    Stato =statalesi=mafia.
    Ultima modifica di Mister Libertarian; 13-06-15 alle 08:01
    Indra88 and John Orr like this.

 

 

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