User Tag List

Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jul 2012
    Messaggi
    16,125
    Mentioned
    118 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito La Via della Seta arriva in Sud America

    La Via della Seta arriva in Sud America

    maggio 21, 2015 Lascia un commento

    Andrew Korybko (USA) Oriental Review 20 maggio 2015Il premier cinese Li Keqiang è in visita in Sud America, e ci si aspetta che formalizzai la versione regionale della Via della Seta, la Ferrovia Interoceanica, durante il viaggio. Un ampio progetto per costruire una ferrovia di 5300 km dal Brasile al Perù, attraversando alcuni dei territori più difficili e delicati del mondo. Lungo la strada, tuttavia, affronterebbe certe minacce asimmetriche emergenti, come il potenziale assalto di gruppi ambientalisti indigeni violenti o il riemergere dell’organizzazione terroristica Sendero Luminoso. Se il progetto dovesse essere costruito e attivare il proprio potenziale economico, tuttavia, potrebbe risolvere la rivalità tra Alleanza del Pacifico e Mercosur che minaccia di dividere il continente e impedirne l’integrazione multipolare.Grandi ambizioni
    La grande strategia della Cina è facilitare il commercio globale attraverso progetti infrastrutturali strategici, credendo che la libertà economica offra ai partner la possibilità di liberarsi dal quadro unipolare occidentale e facilitare la transizione verso il sistema multipolare emergente. Assieme a questa visione, sono annunciati i progetti Fascia economica della Via della Seta e Via della Seta Marittima, diffondendo questa visione in Eurasia e Africa orientale. Informalmente, però, ha anche lo scopo di lcolegare l’America Latina a questo sistema tramite i più recenti impegni verso il continente (America Centrale e Sud America). La Cina risponde al Pivot degli Stati Uniti in Asia con il proprio perno, sia pure verso l”emisfero occidentale, e l’ultimo programma ferroviario è un’indicazione della scommessa cinese su una presenza prolungata nella regione. Il Dialogo Chino è un’ottima didascalia interattiva delle specifiche della Ferrovia interoceanica, spiegando la natura tramutante del progetto. Dovrebbe partire da Porto Do Acu, vicino Rio De Janeiro, e correre direttamente a nord-ovest fino al confine settentrionale con la Bolivia, dopo di che serpeggiare attraverso le Ande e terminare a Puerto Ilo in Perù. Lungo il percorso, attraverso il cuore industriale, carbonifero, agricolo (soprattutto soia e manzo), minerario (fosfati) e del legname del Brasile, ne trasporterebbe i prodotti oltre le Ande avvicinandoli all’affamato mercato cinese. L’obiettivo immediato è integrare le economie dei due Paesi BRICS, più vicini che mai, nonché dare a Pechino un punto d’appoggio sulla costa pacifica del Sud America, attraverso la porta peruviana, completandone la strategia emisferica assieme al Canale Transoceanico in Nicaragua, finanziato dai cinesi, con i due grandi progetti infrastrutturali che creano gli ancoraggi nord e sud del perno della Cina in America Latina.Le minacce emergenti alla Ferrovia Interoceanica
    Mentre il piano della Via della Seta sudamericana della Cina suona bene sulla carta, potrebbe in realtà essere piuttosto difficile attuarlo sul campo. A parte gli ostacoli geografici come montagne vertiginose e giungle impenetrabili, vi sono anche minacce socio-politiche e militari che potrebbero ritardarne o fermarne completamente la costruzione in alcune aree. Ecco ciò che potrebbe ragionevolmente incontrare la Ferrovia Interoceanica o essere fabbricato.Resistenza ambientalista indigena
    Anche se la rotta ufficiale della ferrovia deve ancora essere resa pubblica, le stima di ciò che probabilmente attraverserà preoccupa alcuni per le conseguenze ambientali e sociali. Più precisamente, importanti tratti di foresta pluviale, fauna selvatica e comunità indigene (alcune delle quali rimangono volontariamente isolate) probabilmente rischierebbero di essere disturbati dal progetto, e questi due temi, ambiente e diritti degli indigeni, notoriamente creano coalizioni di sostenitori nazionali ed internazionali. Il rischio è che la resistenza da tali due gruppi (soprattutto da comunità indigene e sostenitori) potrebbe divenire uno scandalo per le pubbliche relazioni, creando un caso di politica interna e dibattito nazionale, consentendo ai movimenti di opposizione anti-multipolarismo in Brasile e Perù di capitalizzare sui sentimenti negativi e sfruttarli nelle loro campagne per il potere.Opposizione armata
    L’evoluzione dello scenario delle minacce già citato per la Ferrovia interoceanica, è possibile se gli attori citati infine passassero all’opposizione armata. Dopo tutto, non sarebbe del tutto peculiare, dato che una guerriglia che in generale sostiene tali movimenti è recentemente spuntata in Paraguay. L’Esercito Popolare Paraguaiano (PPE) è un presunto gruppo di guerriglieri marxisti con legami con FARC ed organizzazioni di narcotrafficanti sudamericani, ed usa l’ambientalismo militante come suo ultimo grido di battaglia. L’ultimo attacco del PPE, ad aprile, ha visto la presenza di opuscoli di propaganda accanto a tre vittime uccise, denigrando la coltivazione di “soia, mais e altri prodotti che richiedono pesticidi” (prevedibilmente in risposta al controllo della Monsanto sul Paese), così come l’armamento delle milizie antiguerriglia degli agricoltori. Invano esso cercò il favore della popolazione indigena Mbya Guaraní in passato, ma ciò non significa che le mosse precedenti lo portino in futuro ad abbandonare completamente tale strategia. Pertanto, come si vede nel suo intenzionale (ma non necessariamente riuscito) uso di ambientalismo e diritti dei popoli indigeni, nell’ambito degli sforzi per sensibilizzare la comunità, il PPE presenta la violenta fusione di due temi principali che un giorno potrebbero riunire i principali come massa organizzata i gruppi d’interesse che si oppongono alla Ferrovia interoceanica. Non si prevede che il PPE espanda le attività in Brasile o Perù, ma movimenti simili potrebbero svilupparsi attorno a tali principi, e il fatto stesso che il PPE le utilizzi nell’ambito della propria attività d’informazione, crea il presupposto per futuri gruppi violenti nascosti dietro di essi.Campagne terroristiche
    L’apice dell’opposizione alla Via della Seta sudamericana vede gruppi ambientalisti e indigeni unirsi in una campagna terroristica contro i governi brasiliano e peruviano. Mentre il Brasile non ha una storia di terrorismo rurale, finora, il Perù sì ed è possibile che tale problema possa rispuntare ‘convenientemente’ con la Cina che porta la Ferrovia interoceanica nel Paese. Sendero Luminoso, riconosciuto come gruppo terrorista da Stati Uniti e Unione europea, mostra piccole scintille di una rinnovata attività negli ultimi due anni (per lo più traffico di droga), facendo pensare che un giorno possa acquisire una seconda vita. Se il movimento si rianima (forse anche con supporto esterno (occidentale)), potrebbe rappresentare un disastro per la costruzione della Via della Seta sudamericana, soprattutto perché il gruppo ha un passato operativo nelle giungla e montagne che la ferrovia dovrebbe attraversare. C’è anche lo scenario inquietante che tattiche terroristiche e motivazioni di Sendero Luminoso ed Esercito Popolare Paraguaiano si diffondano nell’Amazzonia brasiliana, creando una grave crisi interna che potrebbe impantanare il bastione sudamericano dei BRICS.UNASUR più forte?
    La costruzione della Ferrovia interoceanica collegando le coste atlantica e pacifica del Sud America attraversa il centro del continente, rappresenta un’impresa ingegneristica storica dalle profonde implicazioni economiche e politiche. Uno dei segni più importanti del completamento del progetto potrebbe benissimo essere la mitigazione delle tensioni tra i blocchi commerciali Alleanza del Pacifico e Mercosur e il rafforzamento del gruppo integrativo continentale UNASUR. Il ragionamento ditrro questo ottimismo è semplice, l’economia cinese ha dimensione e forza tali che Pechino potrebbe usarla ‘mediando’ tra i due blocchi, e ciò ancora di più se i progetti ferroviari (l’unico dei grandi progetti infrastrutturali che li collega) venissero completati. Se l’Alleanza del Pacifico e il Mercosur convergono, come è stato già detto, il risultato logico sarà la creazione di una zona di libero scambio pan-continentale fornendo la base economica essenziale a una maggiore integrazione in altri campi. Dovrebbe essere un dato di fatto che la maggiore integrazione renderebbe il Sud America più resistente all’egemonia degli Stati Uniti; e con la Ferrovia Interoceanica quale motore del processo multipolare, ci si può aspettare che gli Stati Uniti mobilitino i loro agenti in qualsiasi modo possibile, per sabotarla ad ogni costo.
    Andrew Korybko è analista politico e giornalista presso Sputnik, attualmente vive e studia a Mosca, in esclusiva per Oriental Review.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    81,518
    Mentioned
    263 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: La Via della Seta arriva in Sud America

    China's Building a Huge Canal in Nicaragua, But We Couldn't Find It


    Deep on the southeastern side of Lake Nicaragua, along a bumpy dirt road that climbs gently through lush-green forest, sits the tiny town of El Tule. It is quintessential rural Central America: Chickens roam outside tin-roofed homes while pigs stand tied to trees, awaiting slaughter; the sound of drunk locals singing along to ranchera music greeted visitors on a recent rain-soaked afternoon.
    The village, if you listen to Nicaraguan officials, is a key point in what will be the biggest infrastructure project the region has ever seen, the construction of a $50 billion canalslated to run 170 miles from the country’s east to west coast. Awarded two years ago by President Daniel Ortega to an obscure Chinese businessman named Wang Jing, the concession calls for El Tule to be ripped up, erased essentially, in order to make way for the canal right before it plunges into the lake and then meets the Pacific Ocean a few miles later.
    The idea is that the waterway will attract many of the larger vessels that the Panama Canal — located just 300 miles to the southeast — has historically struggled to accomodate. A construction deadline of 2020 has been set. Yet a four-day tour through El Tule and surrounding areas slated for crucial initial development only seemed to corroborate the belief, harbored by many analysts inside and outside Nicaragua, that this project isn’t going to get done.


    The townspeople haven’t seen any signs of canal workers in months. And the work that was done was marginal. A handful of Chinese engineers were spotted late last year making field notations on the east side of the lake; early this year, a dirt road was expanded and light posts were upgraded at a spot on the west side where a port is to be built.
    Juharling Mendoza, a 32-year-old local entrepreneur, is so convinced that the project won’t proceed that he’s constructing a two-story house with three guest rooms and an attached convenience store just outside of El Tule. He says bluntly: “There isn’t going to be a canal.”
    It is true, as supporters of the canal quickly point out, that public works of this magnitude tend to move in fits and starts. The Panama Canal itself was decades in the making. However, for a project that made so little sense to so many skeptics from the very beginning, the almost non-existent initial progress — along with the struggles to raise financing — is only fanning those doubts.
    Sverre Svenning, a shipping expert at Oslo-based Fearnley Consultants AS, notes that Panama’s current $5 billion canal expansion will allow it to better accomodate today’s bigger tankers. Overall traffic, he says, isn’t strong enough to sustain a second route. And then there are the massive engineering and environmental challenges to overcome, like making sure the country’s volcanos don’t disrupt the canal, according to Eric Farnsworth, vice president of the Council of the Americas. “I’m very skeptical,” he said.


    Conspiracy Theories

    Many people doubt that Ortega — a former guerrilla who rose to international fame when he defeated U.S.-backed forces in the 1980s — and his Chinese partners ever truly intended to build a canal.
    Conspiracy theories abound as to what their real intentions are. It has become something of its own cottage industry. A small sampling: The project is a land grab by Ortega; or a tool to whip up support ahead of next year’s elections; or a Chinese plan to threaten U.S. hegemony in the region by mapping out infrastructure designs so close to its shores.


    While Wang, a billionaire who made his fortune largely in the telecom industry, hasn’t received official public backing from Beijing, China watchers say it’s unlikely he’d have signed such a deal without getting the green light at first from home.
    In extending its influence throughout Latin America and the rest of the developing world, China’s record on these mega projects is spotty. Several have been put on hold long after companies began the work, like a $3.5 billion resort in the Bahamas and a $1.3 billion refinery upgrade in Costa Rica.
    Back in a 2013 interview, Wang made it clear he was aware of the public perception. “I don’t want it to become a joke or an example of a failed overseas Chinese enterprise,” he said.
    In response to questions this week, Wang’s Hong Kong-based HKND Group said construction of the port on the Pacific Coast will begin this year, a position echoed in Managua by Manuel Colonel Kautz, the head of the country’s new canal authority. HKND said it’s waiting for the Nicaraguans to sign off on the environmental impact study before proceeding and that it’s held talks with companies across the globe looking to invest.
    Ortega’s press office declined to comment.


    Vanderbilt’s Failure

    The dream of a canal cutting across Nicaragua dates back centuries. Before Teddy Roosevelt and the Americans settled on Panama, Nicaragua was the top pick for an inter-oceanic waterway that would end the need for ships to make the long trek around Cape Horn. Railroad magnate Cornelius Vanderbilt even took a shot at building one in the 1850s. The mast of his dredge boat still stands as a symbol of that failure, rising out of a lagoon in southeast Nicaragua.
    The job looks no easier today really than it did then.
    It will require 16 million cubic meters of concrete, nearly one million tons of rebar and steel and the excavation of 4 billion cubic meters of rock and soil. Nearly all of these materials — as well as the bulldozers and cranes — will have to be imported, HKND says. The $50 billion price tag is almost five times the annual economic output in Nicaragua, the poorest nation in Central America.
    ‘Go Away’

    In a country with little independent polling, it’s hard to gauge support for the project. Traveling along the canal route last month, the most common concerns heard were about eviction and, to a lesser extent, the environmental impact.
    In Rio Grande, a town along the Pacific Coast, Antonia Ponce was adamant that she’s not moving. “Only over my dead body,” she said. Her 19-year-old granddaughter, Tatiana, then pulled out a sign she made last year when the Chinese workers showed up to work on the road. In Chinese lettering surrounded by an axe and machete, emblems of the Nicaraguan countryside, it reads: “Go Away, Chinamen.”


    But the overriding sentiment on the ground was skepticism.
    A few miles to the west of Rio Grande, in a village where oxen-pulled wooden carts pass through empty dirt streets, a rancher named Jose Mena Cortez said he’s seen all this before — the bold promises from politicians of public works and growth. “They always come with big plans,” he said. “And they never do anything.”—With Haixing Jin

    China's Building a Huge Canal in Nicaragua, But We Couldn't Find It - Bloomberg Business
    Globalizzazione..... si grazie.

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    27 Aug 2010
    Messaggi
    15,531
    Mentioned
    590 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: La Via della Seta arriva in Sud America

    CarA Amatessa

    ma scrivi pure qua ?

    GUarda che qui le euroasitichecche le cucine di cartone non le comprano.
    Vendile alle sudache e cubane zozze toutta

  4. #4
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    81,518
    Mentioned
    263 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: La Via della Seta arriva in Sud America

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    CarA Amatessa

    ma scrivi pure qua ?

    GUarda che qui le euroasitichecche le cucine di cartone non le comprano.
    Vendile alle sudache e cubane zozze toutta
    Un po' di umana compassione la provoca.


    Sent from my iPhone using Tapatalk
    Globalizzazione..... si grazie.

 

 

Discussioni Simili

  1. La Via della seta marittima della Cina passa per Suez
    Di Metabo nel forum Politica Estera
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 30-12-14, 19:57
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-01-13, 12:16
  3. L'asse Cina-Pakistan sulla nuova 'Via della Seta'
    Di Sandinista nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-05-11, 18:14
  4. EURASIA : la Via della Seta riaperta. Preoccupati?
    Di lorenzo v. nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 06-07-06, 12:06
  5. Arazzi al Museo della Seta di Como.
    Di Eymerich (POL) nel forum Arte
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-05-06, 14:45

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226