User Tag List

Risultati da 1 a 1 di 1
  1. #1
    utente cancellato
    Data Registrazione
    03 Oct 2013
    Località
    Perugia. Umbria
    Messaggi
    6,085
    Mentioned
    45 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Perugia romana, ma senza teatro

    Tutte le città di una certa importanza che sono furono sotto il dominio di Roma hanno un teatro, piccolo o grande, ma ce l'hanno. Vedi per esempio Spoleto, col suo bel Teatro Romano che il Festival dei due Mondi ha valorizzato con tanti spettacoli di danza ad altissimo livello, altro esempio è Gubbio, altro teatro che in estate ospita manifestazioni di prosa e musicali. Perugia, anzi Perusia, invece il suo teatro non ce l'ha, ma questa assenza non è caso, c'è infatti una precisa ragione storica che risale all'epoca augustea, del così detto “bello perusino”.

    Perusia aveva gravitato nell'orbita romana, pur avendo conservato le sue radici etrusche nella lingua e nell'organizzazione municipale autonoma. Durante la seconda guerra punica nel 217 A.C., ad esempio Perusia aveva dato rifugio ai Romani dopo la terribile sconfitta del Lago Trasimeno subita da parte di Annibale. La città restò fedele ai Romani fino al 41 A.C., cioè all'epoca che segue la morte di Giulio Cesare e segna l'ascesa di Augusto. Il mondo romano fino ad allora conquistato, veniva suddiviso fra tre uomini : Marco Antonio, Ottaviano Augusto e Marco Emilio Lepido. Marco Antonio scelse l'Oriente, ricco ed opulento, Augusto si riservava l'Italia e Marco Emilio Lepido prese le colonie nordafricane. Ma ben presto questo assetto si rivelò assai difficile da mantenere e sorsero dissidi fra i trimviri. Marco Antonio stava preparando una ennesima spedizione contro i Parti, ma aveva fatto i conti senza Cupido... Durante il suo soggiorno egiziano si innamorava perdutamente della fascinosa Cleopatra., e il suo destino sarebe cambiato da quel momento in poi. Intanto in Italia la moglie di Antonio, la bella ed ambiziosa Fulvia, si era alleata con il cognato Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio con il quale comiciò ad interessere una storia amorosa, forse per rendere la pariglia all'infedele marito che si rifiutava di tornare a Roma, soggiogato delle grazie di Cleopatra. Fulvia, donna volitiva ed intrigante, priva di qualunque scrupolo, stava cercando di opporsi ad Augusto, che aveva intenzione di dare ai suoi soldati veterani le terre dell'Etruria, e organizzò una sollevazione fra i proprietari delle terre destinate ad essere confiscate, per dare fastidio ad Ottaviano Augusto, suo grane nemico. Le forze di Augusto che erano molto maggiori, costrinsero Fulvia e Lucio Antonio con il loro relativamente piccolo esercito, a rinchiudersi entro le possenti mura etrusche, resistendo all'attacco dell'esercio di nemico. L'assedio durò diversi mesi fino all'inverno, ma la mancanza di cibo costrinse la città alla capitolazione. I due amanti fuggirono, ognuno verso un diverso destino. Fulvia sarebbe morta poco dopo di malattia in Puglia, mentre Lucio Antonio venne perdonato da Augusto per il suo indubbio valore miliare, che avrebbe potuto tornare utile a colui che di lì apoco sarebbe stato imperatore.

    Quando l'esercito romano entrò in Perusia l'ira vendicativa di Augusto per la ribellione della città si scatenò contro i “perusini” che avevano tradito il "foedus" nei confronti di Roma, facendo uccidere trecento esponenti delle più importanti famiglie della città, che vebbero portate sulla parte più alta della città, il Colle del Sole (l'odierna Porta Sole), dove giovani e vecchi vennero tutti decapitati. La città era sconvolta da quella crudelissima punizione, mentre le truppe di Augusto si preparavano a mettere al sacco la città. Ma durante la notte alcuni abitanti appiccarono il fuoco in più parti della città, in modo che l'esercito non trovasse nulla da razziare. Le case avevano la copetrtura del tetto di paglia, all'uso etrusco, e in poco tempo la città fu tutta un rogo. Perusia non poteva più offrire nulla da predare all'esercito nemico. Si narra che fra le ceneri rimanesse intatta solo una statua di pietra del tempio della dea Giunone, che occupava allora più o meno l'area dell'attuale duomo. Augusto, già irato con la città ribelle si infuriò ancora di più. Era infatti uso che l'esercito vincitore si auto-remunerasse con il sacco della città conquistata, ma non essendoci più nulla da predare Augusto fu costretto ad allargare i cordoni della borsa per pagare di tasca sua i suoi legionari. Perusia non avrebbe avuto mai il perdono del futuro imperatore. Dopo aver fatto costruire un arco sulle mura etrusche a ricordo della sua vittoria, lasciò nella città, ormai distrutta, alcuni presidi militari che dovevano impedirne ai cittadini la ricostruzione, ad ulteriore punizione del gesto dei suoi abitanti.

    Si sa che i romani non appena conquistavano un citta vi costruivano prima di tutto il palazzi del potere con il municipio, il tribunale e l'archivio delle finanze, e subito dopo venivano le terme, senza le quali né cittadini né militari concepivano di vivere, essendo luogo di relax, di salutare esecicizio fisico e di aggregazione sociale. I Romani di stanza a Perugia costruirono quindi ciò che ritenevano necessario per il loro benessere, le terme appunto, di cui tutt'ora è visibile un piccolo frammento di mosaico del frigidarium, nei pressi di Porta Conca, ma fu tassativamente impedita da Augusto la costruzione del teatro la cui frequentazione era uno degli svaghi preferiti dei romani. Niente rappresentazioni, niente ludi gladiatorii che tanto appassionavano civili e militari, ma di cui avrebbe usufruito ma anche la popolazione autoctona. Ma nessun beneficio, nessuno svago la città si era meritata quindi niente teatro. Altri presidi romani lungo il tragitto della via Faminia ebbero un impulso importante da parte di Augusto, ma non la ribelle Perusia, che ebbe solo il minimo indisopenabile per la sua esistenza e venne tagliata fuori dai commerci e dagli scambi con Roma. Solo dopo alcuni anni dopo il fatidico incendio, venne permessa la ricostruzione, ma il teatro no, non venne mai costruito, perché anche dopo lungo tempo il rancoroso nipote di Giulio Cesare non aveva dimenticato la ribellione, e il gesto d'orgoglio dei perusini del rogo della città, anche se le consenti, diremmo meglio le impose, il nome di Augusta Perusia.
    Ultima modifica di Xenia888; 24-05-15 alle 13:13
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 27-07-12, 08:55
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-07-12, 08:43
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-12-09, 20:18
  4. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 08-05-08, 15:10
  5. Per amanti di storia antica: Italia romana e pre-romana
    Di Alvise nel forum Destra Radicale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 01-05-06, 01:27

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226