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    Predefinito Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XII

    Magistero del Venerabile Papa Pio XII – Caratteri degli uomini che nella democrazia tengono il pubblico potere

    By Redazione On 26 aprile 2015 · Add Comment

    Estratto dalRADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XIIAI POPOLI DEL MONDO INTERODomenica, 24 dicembre 1944
    .
    Lo Stato democratico, sia esso monarchico o repubblicano, deve, come qualsiasi altra forma di governo, essere investito del potere di comandare con una autorità vera ed effettiva. Lo stesso ordine assoluto degli esseri e dei fini, che mostra l’uomo come persona autonoma, vale a dire soggetto di doveri e di diritti inviolabili, radice e termine della sua vita sociale, abbraccia anche lo Stato come società necessaria, rivestita dell’autorità, senza la quale non potrebbe né esistere né vivere. Che se gli uomini, prevalendosi della libertà personale, negassero ogni dipendenza da una superiore autorità munita del diritto di coazione, essi scalzerebbero con ciò stesso il fondamento della loro propria dignità e libertà, vale a dire quell’ordine assoluto degli esseri e dei fini.Stabiliti su questa medesima base, la persona, lo Stato, il pubblico potere, con i loro rispettivi diritti, sono stretti e connessi in tal modo che o stanno o rovinano insieme.E poiché quell’ordine assoluto, alla luce della sana ragione, e segnatamente della fede cristiana, non può avere altra origine che in un Dio personale, nostro Creatore, consegue che la dignità dell’uomo è la dignità dell’immagine di Dio, la dignità, dello Stato è la dignità della comunità morale voluta da Dio, la dignità dell’autorità politica la dignità della sua partecipazione all’autorità di Dio.Nessuna forma di Stato può non tener conto di questa intima e indissolubile connessione; meno di ogni altra la democrazia. Pertanto, se chi ha il pubblico potere non la vede o più o meno la trascura, scuote nelle sue basi la sua propria autorità. Parimente, se egli non terrà abbastanza in conto questa relazione, e non vedrà nella sua carica la missione di attuare l’ordine voluto da Dio, sorgerà il pericolo che l’egoismo del dominio o degli interessi prevalga sulle esigenze essenziali della morale politica e sociale, e che le vane apparenze di una democrazia di pura forma servano spesso come di maschera a quanto vi è in realtà di meno democratico.Soltanto la chiara intelligenza dei fini assegnati da Dio ad ogni società umana, congiunta col sentimento profondo dei sublimi doveri dell’opera sociale, può mettere quelli, a cui è affidato il potere, in condizione di adempire i propri obblighi di ordine sia legislativo, sia giudiziario od esecutivo, con quella coscienza della propria responsabilità., con quella oggettività, con quella imparzialità, con quella lealtà, con quella generosità, con quella incorruttibilità, senza le quali un governo democratico difficilmente riuscirebbe ad ottenere il rispetto, la fiducia e l’adesione della parte migliore del popolo.Il sentimento profondo dei principi di un ordine politico e sociale, sano e conforme alle norme del diritto e della giustizia, è di particolare importanza in coloro che, in qualsiasi forma di regime democratico, hanno come rappresentanti del popolo, in tutto o in parte, il potere legislativo. E poiché il centro di gravità di una democrazia normalmente costituita risiede in questa rappresentanza popolare, da cui le correnti politiche s’irradiano in tutti i campi della vita pubblica — così per il bene come per il male —, la questione della elevatezza morale, della idoneità pratica, della capacità intellettuale dei deputati al parlamento, è per ogni popolo in regime democratico una questione di vita o di morte, di prosperità o di decadenza, di risanamento o di perpetuo malessere.Per compiere un’azione feconda, per conciliare la stima e la fiducia, qualsiasi corpo legislativo deve – come attestano indubitabili esperienze – raccogliere nel suo seno una eletta di uomini, spiritualmente eminenti e di fermo carattere, che si considerino come i rappresentanti dell’intero popolo e non già come i mandatari di una folla, ai cui particolari interessi spesso purtroppo sono sacrificati i veri bisogni e le vere esigenze del bene comune. Una eletta di uomini, che non sia ristretta ad alcuna professione o condizione, bensì che sia l’immagine della molteplice vita di tutto il popolo. Una eletta di uomini di solida convinzione cristiana, di giudizio giusto e sicuro, di senso pratico ed equo, coerente con se stesso in tutte le circostanze; uomini di dottrina chiara e sana, di propositi saldi e rettilinei, uomini soprattutto capaci, in virtù dell’autorità che emana dalla loro pura coscienza e largamente s’irradia intorno ad essi, di essere guide e capi specialmente nei tempi in cui le incalzanti necessità sovreccitano la impressionabilità del popolo, e lo rendono più facile ad essere traviato e a smarrirsi; uomini che nei periodi di transizione, generalmente travagliati e lacerati dalle passioni, dalle divergenze delle opinioni e dalle opposizioni dei programmi, si sentono doppiamente in dovere di far circolare nelle vene del popolo e dello Stato, arse da mille febbri, l’antidoto spirituale delle vedute chiare, della bontà premurosa, della giustizia ugualmente favorevole a tutti, e la tendenza della volontà verso l’unione e la concordia nazionale in uno spirito di sincera fratellanza.I popoli, il cui temperamento spirituale e morale è bastantemente sano e fecondo, trovano in se stessi e possono dare al mondo gli araldi e gli strumenti della democrazia, che vivono in quelle disposizioni e le sanno mettere realmente in atto. Dove invece mancano tali uomini, altri vengono ad occupare il loro posto, per far dell’attività politica l’arena della loro ambizione, una corsa ai guadagni per se stessi, per la loro casta o per la loro classe, mentre la caccia agl’interessi particolari fa perdere di vista e mette in pericolo il vero bene comune.
    L’assolutismo di Stato
    Una sana democrazia, fondata sugl’immutabili principi della legge naturale e delle verità rivelate, sarà risolutamente contraria a quella corruzione, che attribuisce alla legislazione dello Stato un potere senza freni né limiti, e che fa anche del regime democratico, nonostante le contrarie ma vane apparenze, un puro e semplice sistema di assolutismo.L’assolutismo di Stato (da non confondersi, in quanto tale, con la monarchia assoluta, di cui qui non si tratta) consiste infatti nell’erroneo principio che l’autorità dello Stato è illimitata, e che di fronte ad essa — anche quando dà libero corso alle sue mire dispotiche, oltrepassando i confini del bene e del male, — non è ammesso alcun appello ad una legge superiore e moralmente obbligante.Un uomo compreso da rette idee intorno allo Stato e all’autorità e al potere di cui è rivestito, in quanto custode dell’ordine sociale, non penserà mai di offendere la maestà della legge positiva nell’ambito della sua naturale competenza. Ma questa maestà del diritto positivo umano allora soltanto è inappellabile, se si conforma — o almeno non si oppone — all’ordine assoluto, stabilito dal Creatore e messo in una nuova luce dalla rivelazione del Vangelo. Essa non può sussistere, se non in quanto rispetta il fondamento, sul quale si appoggia la persona umana, non meno che lo Stato e il pubblico potere. È questo il criterio fondamentale di ogni sana forma di governo, compresa la democrazia; criterio col quale deve essere giudicato il valore morale di ogni legge particolare..Per il testo completo del Radiomessaggio, vedi il Sito della Santa Sede
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  2. #2
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Troppo spesso e' stata dispensata la qualifica di ' uomo della Provvidenza' a discutibili governanti, dittatori o con vocazione dittatoriale, sulla base dei trattamenti di favore disposti a concedere . Sarebbe stato consigliabile maggiore distacco, piu' senso critico, meno entusiastica adesione.


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  3. #3
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Troppo spesso e' stata dispensata la qualifica di ' uomo della Provvidenza' a discutibili governanti, dittatori o con vocazione dittatoriale, sulla base dei trattamenti di favore disposti a concedere . Sarebbe stato consigliabile maggiore distacco, piu' senso critico, meno entusiastica adesione.


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    Parole random e concetti assai banali di anticlericalismo paleolitico che non apportano nulla alla discussione se non un generico "dagli a Pio XII" Ma perchè? Boh.
    Preferisco di no.

  4. #4
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Parole random e concetti assai banali di anticlericalismo paleolitico che non apportano nulla alla discussione se non un generico "dagli a Pio XII" Ma perchè? Boh.
    Credo che Anthos, come taluni "partigiani" (in ogni senso), abbia inteso l'estratto del Radiomessaggio natalizio del 1944 da te postato come una sorta di adesione del Vaticano alla causa degli Alleati, non comprendendo evidentemente il taglio 'critico' dato da Papa Pacelli al discorso.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #5
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Credo che Anthos, come taluni "partigiani" (in ogni senso), abbia inteso l'estratto del Radiomessaggio natalizio del 1944 da te postato come una sorta di adesione del Vaticano alla causa degli Alleati, non comprendendo evidentemente il taglio 'critico' dato da Papa Pacelli al discorso.
    Diciamo che , con gli ultimi Pontefici (ad esclusione con molti forse e molti ma, di Benedetto XVI) ci si è abituati ai discorsi del Papa come legati direttamente alla situazione contingente e collegabili immediatamente e quasi esclusivamente ad essa, Il Papa parla oggi cioè rivolto ad oggi.

    I Papi cronologicamente "più lontani" pur non astenendosi (tutt'altro, ne sarebbe stato inficiato il ruolo di pastore Universale rivolto alla quotidianità) dalla logica esclusivista dell'Hic et Nunc tendevano a parlare in maniera più metatemporale annunciando o rielaborando concetti eterni, pur se contingentati dal cambiamento quotidiano.

    Probabilmente anche perchè i Papi in passato parlavano assai di meno in pubblico di argomenti non concernenti Verità di Fede da ricordare (anzi parlavano meno e basta)
    Quello che ha scritto Pio XII nel 1944 non è diverso da quanto diceva Leone XIII cinquant'anni prima, nè potrebbe essere altrimenti.
    Preferisco di no.

  6. #6
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Diciamo che , con gli ultimi Pontefici (ad esclusione con molti forse e molti ma, di Benedetto XVI) ci si è abituati ai discorsi del Papa come legati direttamente alla situazione contingente e collegabili immediatamente e quasi esclusivamente ad essa, Il Papa parla oggi cioè rivolto ad oggi.

    I Papi cronologicamente "più lontani" pur non astenendosi (tutt'altro, ne sarebbe stato inficiato il ruolo di pastore Universale rivolto alla quotidianità) dalla logica esclusivista dell'Hic et Nunc tendevano a parlare in maniera più metatemporale annunciando o rielaborando concetti eterni, pur se contingentati dal cambiamento quotidiano.

    Probabilmente anche perchè i Papi in passato parlavano assai di meno in pubblico di argomenti non concernenti Verità di Fede da ricordare (anzi parlavano meno e basta)
    Quello che ha scritto Pio XII nel 1944 non è diverso da quanto diceva Leone XIII cinquant'anni prima, nè potrebbe essere altrimenti.
    Esattamente.
    Il Radiomessaggio natalizio del '44 fu l'occasione che Pio XII ebbe, di fronte al 'gran parlare' che si faceva, in Italia e altrove, di "ritorno alla democrazia", per ribadire l'insegnamento del Magistero sulle forme di governo e spiegare in quali termini un cattolico avrebbe potuto accettare un sistema democratico.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Esattamente.
    Il Radiomessaggio natalizio del '44 fu l'occasione che Pio XII ebbe, di fronte al 'gran parlare' che si faceva, in Italia e altrove, di "ritorno alla democrazia", per ribadire l'insegnamento del Magistero sulle forme di governo e spiegare in quali termini un cattolico avrebbe potuto accettare un sistema democratico.
    E di per se non ha inventato nulla di nuovo.
    Ha solo ricordato il Magistero, ovviamente in funzione anche di una condizione contingente, ma il Magistero è appunto metatemporale, laddove la sua formulazione parte sempre da una base più vetusta (e di verità di Fede) appunto del momento contingente.
    Certo S. Tommaso d'Aquino non avrebbe potuto immaginarsi , chessò, le primarie del PD, ma non avrebbe formulato il medesimo concetto in maniera diversa.
    Preferisco di no.

  8. #8
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Troppo spesso e' stata dispensata la qualifica di ' uomo della Provvidenza' a discutibili governanti, dittatori o con vocazione dittatoriale, sulla base dei trattamenti di favore disposti a concedere . Sarebbe stato consigliabile maggiore distacco, piu' senso critico, meno entusiastica adesione.


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    Quando Pio, non XII ma XI, dette quella definizione c'erano tutte le ragioni per darla. Senza Mussolini l'Italia sarebbe stata ridotta come la Jugoslavia, la fede sarebbe stata fortemente minacciata con tanto di persecuzioni ai danni dei cristiani. Ma queste persecuzioni (la cui dimensione per immaginarsela basta vedere la guerra civile spagnola, le persecuzioni comuniste nei paesi dell'Est), si sa, non contano nulla al confronto di altre, eh!
    Ultima modifica di emv; 02-05-15 alle 02:19
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  9. #9
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    Predefinito Re: Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pio XI

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Quando Pio, non XII ma XI, dette quella definizione c'erano tutte le ragioni per darla. Senza Mussolini l'Italia sarebbe stata ridotta come la Jugoslavia, la fede sarebbe stata fortemente minacciata con tanto di persecuzioni ai danni dei cristiani. Ma queste persecuzioni (la cui dimensione per immaginarsela basta vedere la guerra civile spagnola, le persecuzioni comuniste nei paesi dell'Est), si sa, non contano nulla al confronto di altre, eh!
    L'Italia nel 1920-22 era veramente sull'orlo della guerra civile.
    E' un dettaglio di cui non dimenticarsi.
    Che poi Pio XI è anche quello dei ferri corti col regime per via della battaglia contro l'Azione Cattolica.
    Il mito de la Chiesa perennemente a pomiciare col Fascismo è appunto un mito.
    Giò sicuramente conosce la cosa meglio di me.
    Preferisco di no.

  10. #10
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    Predefinito Che carattere deve avere l'uomo di potere in una democrazia? L'opinione di Pi...

    Infatti puo' succedere che fintantoche' lasciano liberi alcuni - vicini- e imprigionano gli altri non ci si accorge di certe derive autoritarie ( tanto sono gli altri a finire in galera) ma questo vale come discorso generale. Poi la luna di miele e la corrispondenza di amorosi sensi finisce ...


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    Ultima modifica di Anthos; 02-05-15 alle 18:05

 

 
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