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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Da quello che so, reminiscenze scolastiche, il termine "marxismo-leninismo" fu coniato da Stalin.

    Come mai trotskisti e "cervettisti" (lotta comunista) si richiamano a questa corrente?

    Anche wikipedia riporta:

    "All'interno dell'ideologia comunista-marxista, il trotskismo (benché riprenda idee marxiste e leniniste) e il luxemburghismo sono invece considerati esterni al gruppo del marxismo-leninismo."

    fonte:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo-leninismo

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  2. #2
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    boh.
    a me sembra che il trotskismo sia marxismo leninimo appunto perchè trotsky guarda a lenin e marx.

    poi ci possono essere delle convenzioni, nate sul sentire più generalizzato che era ovviamente dato dai più numerosi stalinisti.
    Ultima modifica di MaIn; 29-05-15 alle 22:14

  3. #3
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Penso che fondamentalmente il termine sia di chi per primo riesca ad appropriarsene... e metterci su il "copyright".*
    Ovvio che anche il trozkismo si rifaccia a Marx e Lenin, ma ormai il termine marxismo-leninismo è stato monopolizzato da quei partiti che si rifanno in toto all'esperienza sovietica e cinese, con Stalin e Mao sempre presenti nelle loro bandiere e nei manifesti, ed ormai m-l è sinonimo di stalinista e maoista.

    * un pò come il termine "Socialismo" o "Sinistra"...
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  4. #4
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Penso che fondamentalmente il termine sia di chi per primo riesca ad appropriarsene... e metterci su il "copyright".*
    Ovvio che anche il trozkismo si rifaccia a Marx e Lenin, ma ormai il termine marxismo-leninismo è stato monopolizzato da quei partiti che si rifanno in toto all'esperienza sovietica e cinese, con Stalin e Mao sempre presenti nelle loro bandiere e nei manifesti, ed ormai m-l è sinonimo di stalinista e maoista.

    * un pò come il termine "Socialismo" o "Sinistra"...
    Già. E' anche sinonimo di Hoxhaismo e Castrismo.

  5. #5
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Fatevelo spiegare da Gianky, alias Ultima Legione.

  6. #6
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Io sapevo che i trotskisti non si definivano all'inizio marxisti-leninisti, ma marxisti e (anche) leninisti. La differenza non è solo semantica, in quanto il m-l era la dottrina ufficiale dell'URSS e i trotskisti dopo la cacciata di Trotsky non si sono più identificati con l'URSS, dove erano considerati dei nemici al pari di fascisti e capitalisti (almeno sotto Stalin, comunque nemmeno Gorbaciov ha riabilitato Trotsky, se è per questo). Poi può darsi che col tempo il termine marxismo-leninismo sia stato adottato anche dai trotskisti, di certo so che lo usa Lotta Comunista (bordighisti-cervettisti), sul cui giornale che vendono porta a porta c'è scritto "organo dei gruppi rivoluzionari marxisti-leninisti".
    https://it.wikipedia.org/wiki/Marxismo-leninismo

  7. #7
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    Predefinito Re: Quali paletti per comprendere cos'è m-l e cosa non lo è?

    Differenza tra trotzkisti e leninisti


    Da I. Stalin, "Trotzkismo o leninismo?"

    Capitolo III

    Abbiamo parlato in precedenza delle leggende contro il partito e su Lenin, diffuse da Trotzki e dai suoi seguaci in relazione all'Ottobre e alla sua preparazione. Abbiamo smascherato e confutato queste leggende. Ma ci si chiede: perché ha avuto bisogno Trotzki di tutte queste leggende sull'Ottobre e sulla preparazione dell'Ottobre, su Lenin e sul partito di Lenin? A che cosa dovevano servire i nuovi scritti di Trotzki contro il partito? Dov'è il senso, lo scopo di questi scritti, ora che il partito non intende fare delle discussioni, ora che il partito è sovraccarico di compiti improrogabili, ora che il partito ha bisogno di un lavoro concorde per la ricostruzione dell'economia, e non di una nuova lotta su vecchie questioni? Che bisogno aveva Trotzki di spingere il partito indietro, verso nuove discussioni?
    Trotzki assicura che tutto ciò è necessario per "studiare" l'Ottobre. Ma è possibile che non si possa studiare l'Ottobre senza sferrare un colpo di più al partito e al suo capo Lenin? Che cosa è questa "storia" dell'Ottobre, se non tutto un tentativo di menomare il prestigio del principale artefice dell'insurrezione d'Ottobre, del partito che organizzò e attuò quest'insurrezione? No, qui non si tratta di studiare l'Ottobre. Così non si studia l'Ottobre. Così non si scrive la storia dell'Ottobre. E' evidente che qui l'intenzione è un'altra. E questa "intenzione", secondo tutti i dati, consiste nel fatto che Trotzki nei suoi scritti compie un altro (un altro ancora!) tentativo di preparare il terreno per sostituire il trotzkismo al leninismo. Trotzki "è preso alla gola" dal bisogno di denigrare il partito e i suoi quadri che attuarono l'insurrezione, per poi passare dalla denigrazione del partito alla denigrazione del leninismo. La denigrazione del leninismo, a sua volta, è necessaria per gabellare il trotzkismo come l'"unica" ideologia "proletaria" (non si scherza!). Tutto questo, naturalmente (o, naturalmente!) sotto la insegna del leninismo, affinché questo trattamento si svolga nel modo "il più possibile indolore".
    In questo sta l'essenza degli ultimi scritti di Trotzki.
    Perciò questi scritti di Trotzki pongono in modo acutissimo la questione del trotzkismo.
    Che cos'è quindi il trotzkismo?
    Il trotzkismo ha tre peculiarità, che lo pongono in contraddizione inconciliabile con il leninismo.
    Quali sono queste peculiarità?
    In primo luogo. Il trotzkismo è la teoria della rivoluzione "permanente". E che cosa è la rivoluzione permanente nella concezione trotzkista? è la rivoluzione che non tiene conto dei contadini poveri quale forza rivoluzionaria. La rivoluzione "permanente" di Trotzki vuol dire, come dice Lenin, "scavalcare" il movimento contadino, "giocare alla presa del potere". Che pericolo essa racchiude? Il pericolo che una simile rivoluzione, se ci si provasse a realizzarla, finirebbe con un immancabile fallimento, poiché essa staccherebbe dal proletariato russo il suo alleato, cioè i contadini poveri. Questo, appunto, spiega la lotta che il leninismo conduce contro il trotzkismo sin dal 1905.
    Come valuta Trotzki il leninismo dal punto di vista di questa lotta? Egli lo considera come una teoria che contiene in sé dei "tratti antirivoluzionari". Su che cosa è fondato un giudizio tanto rabbioso del leninismo? Sul fatto che il leninismo difendeva ed ha saputo difendere a suo tempo l'idea della dittatura del proletariato e dei contadini.
    Ma Trotzki non si limita a questo giudizio rabbioso. Egli va ben oltre, affermando che "l'intero edificio del leninismo è attualmente costruito sulla menzogna e la falsificazione e porta in sé il germe avvelenato della propria decomposizione" (vedi la lettera di Trotzki a Ckheidze, 1913). Come vedete, abbiamo a che fare con due linee opposte.
    In secondo luogo. Il trotzkismo è la mancanza di fiducia nello spirito bolscevico di partito, nel suo carattere monolitico, nella sua ostilità verso gli elementi opportunisti. Il trotzkismo nel campo organizzativo è la teoria della convivenza dei rivoluzionari con gli opportunisti, con i loro gruppi e gruppetti, in seno ad un unico partito. Voi conoscete probabilmente la storia del blocco di agosto di Trotzki, in cui collaborarono felicemente i seguaci di Martov e gli otzovisti, i liquidatori e i trotzkisti, facendosi passare per un "vero" partito. Si sa che questo "partito" mosaico perseguiva lo scopo di distruggere il partito bolscevico. In che cosa consistevano allora i "nostri dissensi"? Nel fatto che il leninismo vedeva nella distruzione del blocco di agosto la garanzia dello sviluppo del partito proletario, mentre il trotzkismo vedeva in questo blocco la base per la creazione di un "vero" partito.
    Di nuovo, come vedete, due linee opposte.
    In terzo luogo. Il trotzkismo è la sfiducia verso i capi bolscevichi, il tentativo di screditarli, di denigrarli. Non conosco nessuna corrente nel partito che possa stare a pari col trotzkismo in fatto di diffamazione dei capi del leninismo o degli organismi centrali del partito. Che cosa altro è, per esempio, il "lusinghiero" giudizio di Trotzki su Lenin, da lui caratterizzato come uno "sfruttatore professionale di ogni arretratezza nel movimento operaio russo" (vedi ivi). Eppure questo non è ancora il giudizio più "lusinghiero" di tutti i giudizi "lusinghieri" di Trotzki.
    Come è potuto accadere che Trotzki, il quale ha sulle spalle un fardello tanto sgradevole, si sia ciò nondimeno trovato nelle file dei bolscevichi durante il movimento di Ottobre? Ciò è accaduto perché Trotzki aveva allora rinunciato (rinunciato di fatto) al suo fardello, lo aveva nascosto in un armadio. Senza questa "operazione" una collaborazione seria con Trotzki sarebbe stata impossibile. La teoria del blocco di agosto, cioè la teoria dell'unità con i menscevichi era già stata sbaragliata e liquidata dalla rivoluzione, poiché di quale unità si poteva parlare, se c'era la lotta armata tra i bolscevichi e i menscevichi? a Trotzki non rimase che riconoscere che questa sua teoria non aveva alcun valore.
    Con la teoria della rivoluzione permanente "accadde" la stessa storia sgradevole, poiché nessuno dei bolscevichi pensava all'immediata conquista del potere all'indomani della rivoluzione di febbraio, e Trotzki non poteva ignorare che i bolscevichi non gli avrebbero permesso di "giocare alla presa del potere", per dirla con le parole di Lenin. A Trotzki non rimase che accettare la politica dei bolscevichi: lotta per l'influenza nei Soviet, lotta per la conquista dei contadini. Quanto alla terza particolarità del trotzkismo (mancanza di fiducia verso i capi bolscevichi), essa doveva naturalmente passare in secondo piano, dato l'evidente fallimento delle prime due.
    Poteva Trotzki, in una simile situazione, non nascondere il suo fardello nell'armadio e non seguire i bolscevichi, egli che non aveva dietro di sé nessun gruppo più o meno serio e che veniva ai bolscevichi come un'unità politica isolata, priva di esercito? Certamente non poteva!
    Quale lezione bisogna trarne? La lezione è una sola: la collaborazione durevole dei leninisti con Trotzki è possibile soltanto a condizione che questi rinunci completamente al suo vecchio fardello, a condizione che egli aderisca completamente al leninismo. Trotzki scrive sulle lezioni dell'Ottobre, ma egli dimentica, che oltre a tutte le altre lezioni, ve n'è ancora una, quella di cui ho parlato or ora e che ha un'importanza essenziale per il trotzkismo. Non sarebbe male per il trotzkismo tener conto anche di questa lezione dell'Ottobre.
    Si vede, però, che questa lezione non ha giovato al trotzkismo. Il fatto è che il vecchio fardello del trotzkismo, nascosto nell'armadio nei giorni del movimento di Ottobre, viene ora di nuovo tirato fuori nella speranza di poterlo smerciare, visto che il nostro mercato si sta allargando. Non vi è dubbio che nei recenti scritti di Trotzki si tentava di tornare al trotzkismo, di "superare" il leninismo, di far passare di soppiatto, di diffondere tutte le peculiarità del trozkismo. Il nuovo trotzkismo non è la semplice ripetizione del vecchio, esso è abbastanza spennato e logoro, molto più mite nello spirito e moderato nella forma, ma ne conserva in sostanza, indubbiamente, tutte le peculiarità. Il nuovo trotzkismo non si azzarda a prender posizione, come forza combattiva, contro il leninismo; esso preferisce operare sotto l'insegna comune del leninismo, e agire con la parola d'ordine dell'interpretazione e del perfezionamento del leninismo. Questo perché è debole. Non si può ritenere casuale il fatto che l'entrata in scena del nuovo trotzkismo abbia coinciso con la scomparsa di Lenin. Con Lenin non si sarebbe azzardato a questo passo rischioso.
    Quali sono i tratti caratteristici del nuovo trotzkismo?
    1) Sulla rivoluzione "permanente". Il nuovo trotzkismo non ritiene necessario difendere a viso aperto la teoria della rivoluzione "permanente". Esso stabilisce "semplicemente" che la Rivoluzione d'Ottobre ha del tutto confermato l'idea della rivoluzione "permanente". E ne trae la seguente conclusione: del leninismo è importante e accettabile ciò che è stato attuato dopo la guerra nel periodo della Rivoluzione d'Ottobre, e, al contrario, è sbagliato e inaccettabile ciò che è stato attuato prima della guerra, prima della Rivoluzione d'Ottobre. Di qui la teoria dei trotzkisti che scinde in due parti il leninismo: in leninismo anteguerra, leninismo "vecchio", "non valido", con la sua idea della dittatura del proletariato e dei contadini, e leninismo nuovo, del dopoguerra, dell'Ottobre, che si conta di poter adattare alle esigenze del trotzkismo. Questa teoria che scinde in due parti il leninismo è necessaria al trotzkismo come primo passo, più o meno "accettabile", che deve poi facilitargli i passi successivi nella lotta contro il leninismo.
    Ma il leninismo non è una teoria eclettica, composta di vari elementi incollati insieme, che ammetta la possibilità di essere scissa. Il leninismo, sorto nel 1903, è una teoria che forma un tutto organico, che è passata attraverso le prove di tre rivoluzioni e ora marcia in avanti come bandiera di combattimento del proletariato mondiale.
    "Il bolscevismo - dice Lenin - come corrente del pensiero politico e come partito politico esiste dal 1903. Soltanto una storia del bolscevismo che abbracci tutto il periodo della sua esistenza, può spiegare in maniera soddisfacente perché esso abbia potuto forgiare e mantenere, nelle più difficili circostanze, la ferrea disciplina che è necessaria per la vittoria del proletariato" (vedi vol. XXV, p. 174).
    Bolscevismo e leninismo sono una cosa sola. Sono due denominazioni dello stesso oggetto. Perciò la teoria della scissione del leninismo in due parti è la teoria della distruzione del leninismo, la teoria della sostituzione del trotzkismo al leninismo.
    Non occorre neppure dire che il partito non può accettare questa strana teoria.
    2) Sullo spirito di partito. Il vecchio trotzkismo cercava di insidiare lo spirito bolscevico di partito mediante la teoria (e la pratica) dell'unità coi menscevichi. Ma questa teoria ha fatto fallimento in modo così clamoroso, che ora non se ne vuole nemmeno più sentir parlare. Per insidiare lo spirito di partito, il trotzkismo attuale ha inventato una nuova teoria, meno clamorosa e quasi "democratica": la contrapposizione dei vecchi quadri ai giovani membri del partito. Per il trotzkismo non esiste una storia unica e organica del nostro partito. Il trotzkismo divide la storia del nostro partito in due parti non equivalenti, quella ante-ottobre e quella post-ottobre. La parte ante-ottobre della storia del nostro partito è in fondo, non la storia, ma la "preistoria", un periodo senza importanza, o, in ogni caso, di non grande importanza, il periodo preparatorio del nostro partito. Invece da parte post-ottobre è la vera, l'autentica storia. Là, i "vecchi" quadri "preistorici", poco importanti per il nostro partito; qui, il nuovo, il vero partito "storico". Ritengo superfluo dimostrare che questo originale schema della storia del partito è uno schema che mira a spezzare l'unità fra i vecchi e i nuovi quadri del nostro partito, a distruggere lo spirito di partito bolscevico.
    Non occorre neppure dire che il partito non può accettare questo strano schema.
    3) Sui capi bolscevichi. Il vecchio trotzkismo cercava di menomare il prestigio di Lenin più o meno apertamente, senza temere le conseguenze. Il nuovo trotzkismo agisce più prudentemente. Esso cerca di fare quel che faceva il vecchio trotzkismo, presentandosi però come esaltazione e incensamento di Lenin. Credo valga la pena di citare alcuni esempi.
    Il partito conosce Lenin come un rivoluzionario inflessibile. Ma sa pure che Lenin era prudente, non amava gli esaltati e non di rado fermava, con mano decisa, coloro che si lasciavano trascinare ad atti di terrorismo, tra cui anche lo stesso Trotzki. Trotzki tocca questo tema nel suo libro Su Lenin. Ma dalle sue parole risulta che Lenin non faceva altro che "martellare ad ogni occasione propizia l'idea dell'inevitabilità del terrorismo". Si crea così l'impressione che Lenin fosse il più sanguinario di tutti i sanguinari bolscevichi.
    Perché ha avuto bisogno Trotzki di caricare le tinte in questo modo, di ricorrere a questo mezzo inutile e non giustificato?
    Il partito conosce Lenin come un militante esemplare, che non ama risolvere i problemi da solo, senza un collegio di dirigenti, di colpo, senza accurati sondaggi e controlli. Trotzki tratta nel suo libro anche questo aspetto della questione. Però ne vien fuori non Lenin, ma una specie di mandarino cinese, che decide le questioni più importanti nella quiete del suo studio, per ispirazione.
    Volete sapere come è stata decisa dal nostro partito la questione dello scioglimento dell'Assemblea costituente? Ascoltate Trotzki:
    "Bisogna certo, sciogliere l'Assemblea costituente - diceva Lenin - ma che faranno i socialisti-rivoluzionari di sinistra?
    Fummo, però, molto tranquillizzati dal vecchio Nathanson. Egli venne da noi per "consigliarsi'' e le sue prime parole furono:
    - Bisognerà probabilmente sciogliere l'Assemblea costituente con la forza.
    - Bravo! - esclamò Lenin - Quel che è giusto è giusto! Ma i vostri marceranno?
    - Da noi alcuni esitano, penso però che in fin dei conti acconsentiranno - rispose Nathanson".
    E' così che si scrive la storia.
    Volete sapere come il partito avrebbe risolto la questione del Consiglio militari supremo? Ascoltate Trotzki:
    "Senza militari seri ed esperti non ce la faremo ad uscire da questo caos - dicevo io a Vladimir Ilic ogni qualvolta tornavo dallo stato maggiore.
    - Credo che questo sia giusto. Temo però che tradiscano...
    - Mettiamo vicino a ognuno di essi un commissario.
    - Meglio ancora due - esclamò Lenin - e di quelli in gamba. è possibile che non abbiamo dei comunisti in gamba?
    Così sorse l'ossatura del Consiglio militare supremo".
    E' così che Trotzki scrive la storia.
    Che bisogno aveva Trotzki di queste fiabe arabe che mettono in cattiva luce Lenin? Per esaltare il capo del partito V. I. Lenin? Non mi pare che sia così.
    Il partito conosce Lenin come il più grande marxista del nostro tempo, come teorico profondo ed espertissimo rivoluzionario, senza neppure l'ombra di blanquismo. Trotzki parla nel suo libro anche di questo aspetto della questione. Ma dalle sue parole esce fuori non il gigante Lenin, ma un nano blanquista, che consiglia al partito nelle giornate di Ottobre di "prendere il potere con le proprie mani, indipendentemente dal Soviet e dietro le sue spalle". Ma ho già detto che queste parole non corrispondono neppure di un iota alla realtà.
    Che bisogno aveva Trotzki di questa scandalosa... inesattezza? Non vi è forse qui un tentativo di denigrare "un pochino" Lenin?
    Questi sono i tratti caratteristici del nuovo trotzkismo.
    Quale pericolo racchiude il nuovo trotzkismo? Il pericolo di trasformarsi, per tutto il suo contenuto intrinseco, in centro e punto di raccolta degli elementi non proletari, che aspirano a indebolire, a disgregare la dittatura del proletariato.
    E allora - chiederete voi - quali sono i compiti immediati del partito di fronte ai nuovi scritti di Trotzki?
    Il trotzkismo opera adesso per menomare il prestigio del bolscevismo e scalzarne le basi. Il compito del partito è di sotterrare il trotzkismo in quanto corrente ideologica.
    Si parla di rappresaglie contro l'opposizione e di possibilità di scissione. Sono sciocchezze, compagni. Il nostro partito è forte, è possente. Esso non tollererà nessuna scissione. Quanto alle rappresaglie, io sono decisamente contrario ad esse. In questo momento non ci occorrono rappresaglie, bensì una vasta lotta ideologica contro il rinascente trotzkismo.
    Non abbiamo voluto, non abbiamo cercato questa discussione letteraria. Il trotzkismo ce la impone con i suoi scritti antileninisti. Ebbene compagni, siamo pronti.

 

 

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