Santa Messa. Banalizzazione, marketing e questionari al confine con la blasfemia
[COLOR=rgba(0, 0, 0, 0.701961)]By Redazione On 26 maggio 2015 · 11 Comments[/COLOR]
Redazione
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Da una parrocchia veneta, e lasciamo perdere altre precisazioni geografiche, ci arriva un questionario, il nuovo formidabile strumento che la Chiesa ha scoperto, sulla scia delle indagini di mercato, per capire come adeguare un prodotto ai volubili gusti del pubblico e poter quindi sperare in un incremento delle vendite. Però non si parla di un detersivo o di una bibita: il questionario è sulla Santa Messa…Ogni commento è inutile di fronte a questa vergognosa banalizzazione quasi blasfema, che non trova certo giovamento nella citazione bergogliana, da leggere per avere conferma della bontà del detto popolare “il silenzio è d’oro”…Ognuno può leggere e valutare da sé. Probabilmente le vivaci menti dei membri del Consiglio Parrocchiale (ma a che serve???) sono convinte di aver fatto una cosa tanto spiritosa e adeguata ai tempi.Non possiamo nemmeno consolarci pensando che forse un gruppo di “fedeli”, diciamo così, abbia attuato un colpo di mano e diffuso questa ignobile fesseria all’insaputa del parroco. No, no: un parroco c’è, non è stato legato, imbavagliato e chiuso in cantina. O approva o comunque lascia fare. Il che è ancora peggio.E’ istruttivo notare che nel questionario non si fa nemmeno accenno a cos’è la Santa Messa. Leggiamo il Catechismo di S. Pio X, num. 348: “La santa Messa é il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio sull’altare, in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce“. Evidentemente questo aspetto non interessa molto…Ci scusiamo con i lettori, ai quali vorremmo fornire letture più edificanti e consolanti: ma questa è la realtà in cui viviamo. Proprio oggi, nella rubrica “Fuori moda”, Alessandro Gnocchi ci ricorda che “…La “Madre Chiesa” a cui ci si appella, quella di sempre, non è morta perché “non praevalebunt”, ma in questo momento è nascosta e solo il Signore sa veramente come e dove sopravviva: il nostro compito non è quello di sezionare un cadavere per andare in cerca di qualcosa che temperi il nostro dolore, ma quello di credere che il Corpo Mistico di Cristo continua a essere vivo e volere con tutto il nostro essere di farne parte. Al resto ci penserà la Provvidenza...”Ecco il formidabile questionario:
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