Vista la passione per la storia che accomuna molti frequentatori di TP ho pensato di aprire un thread in cui recensire e, volendo, anche commentare gli altrui recensiti romanzi storici.
L'idea mi è venuta perchè ho appena finito di leggere l'ultimo dei 3 libri che compongono il Ciclo dei Pirati di Valerio Evangelisti:
Avevo letto in passato anche i primi 2, avvincente nel primo (Tortuga) la storia del nostromo Rodrigo, della bellissima schiava di colore e del crudele ma a suo modo leale Capitano De Grammont (quest'ultimo esistito veramente), un classico menage a trois con finale ineluttabile e realistico come piace a me con un limite però: gli avvenimenti della filibusta rimangono sempre troppo sullo sfondo, al contrario del secondo (Veracruz) dove il sacco della città messicana viene narrato fin nei minimi (e forse troppo minuziosi) particolari, esagerando nell'indugiare sulla descrizione dettagliata delle tecniche di violenza che i pirati si divertirono a somministrare ai coloni spagnoli e contemporaneamente ignorando o trattando troppo superficialmente le relazioni tra i personaggi e i personaggi stessi.
E' soprattutto l'ultimo dei 3 libri che qui voglio recensire, Cartagena. Gli ultimi della Tortuga che può essere letto anche da solo dato che narra fatti avvenuti nel 1697 e dunque è abbastanza sganciato dagli altri 2 romanzi quasi contemporanei: Tortuga si svolge nel 1685 e Veracruz è una specie di prequel del primo nel 1683. I personaggi del terzo romanzo sono dunque tutti diversi o appena menzionati nei libri precedenti in quanto troppo giovani (come il ferocissimo Jean Baptiste Ducasse, che nella Tortuga è un semplice marinaio e lo ritroviamo a capo dei filibustieri che compiono quello che probabilmente è la loro impresa più eroica e allo stesso tempo crudele di sempre: l'occupazione e il saccheggio di Cartagena, città che fino ad allora era considerata imprendibile).
In Cartagena viene trovato quell'equilibrio che secondo me mancava all'autore nei romanzi precedenti che ne fa un capolavoro: non viene tralasciato alcun dettaglio storico, la presa della città viene fedelmente descritta secondo i resoconti storici di allora come dimostrerà l'autore con un'ampia bibliografia finale, e la storia è davvero avvincente, eroica ma anche cruda con il finale tragico che si addice ad una storia di pirateria... personaggi, regole e relazioni sono così ben delineate che sembra di essere veramente su uno di quei vascelli in mezzo a belve che si abbandonano ai loro istinti più biechi e cercano solo 2 cose: sesso e soldi con cui spassarsela prima che prima o poi la caducità della vita porti la grande sorella con la falce a far loro visita, consapevoli che erano pochi i filibustieri che superavano i 60 anni di vecchiaia. Seduzione, tradimento, violenza, vendetta e morte sono uno sfondo ricorrente e senza soluzione di continuità, rendendo perfettamente l'idea di quanto fosse dura la vita nei caraibi alla fine del XVII secolo. Consigliatissimo.





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