User Tag List

Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Walther Darré e l’ecologia nel III Reich

    di Francesco Moricca, da Rinascita

    Si fa un gran parlare di tutela dell’ambiente e di ecologia da quarant’anni a questa parte. Da quando gli ecologisti si sono dati alla politica con la formazione del partito dei Verdi in Europa e nel Nord America, le loro idee si sono sposate con l’internazionalismo di orientamento pacifista e sinistrorso e con un genere di proselitismo invadente di carattere quasi religioso sebbene i Verdi tengano a presentarsi come laici integrali. Essi poi, pur mostrandosi assai critici nei confronti della civiltà industriale, sono fiduciosi che la tecnologia, spina dorsale del sistema industrial-capitalistico e suo principale mezzo propulsore, possa risolvere il problema dell’approvvigionamento energetico e dell’inquinamento atmosferico col ricorso a fonti alternative al petrolio. Tuttavia, ove non si ricorra al nucleare, è assai dubbio che l’enorme macchina dell’industrialismo possa continuare a funzionare garantendo certi standard di benessere generalizzato a cui i Verdi non intendono assolutamente rinunciare ma pretendono addirittura di esportare presso tutti popoli del Pianeta. I Verdi però sono contrari al nucleare e per ragioni a cui è assai difficile replicare con l’argomento della presunta “assoluta sicurezza” delle centrali di ultima generazione. Posto che tali centrali non siano soltanto un ennesimo mito della tecnologia, è certo che i conflitti scatenati oggi per l’approvvigionamento del petrolio, domani sarebbero scatenati per l’approvvigionamento dell’uranio.
    La soluzione che nessuno vuole prendere in considerazione è semplice e radicale: bisogna abolire l’industrial-capitalismo, smantellare le megalopoli che esso ha creato, tornare a popolare le campagne e ricostruire l’economia agricola di un tempo, con gli aggiustamenti necessari a eliminare la grande proprietà terriera e ricorrendo il meno possibile ai concimi chimici, agli insetticidi, alla manipolazione genetica nella produzione agricola e nell’allevamento del bestiame.
    Questa è nella sostanza la soluzione a suo tempo proposta e in parte realizzata dall’ecologia del nazionalsocialismo la quale trasse ispirazione e approfondì idee che già circolavano in Germania, fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, grazie al movimento giovanile dei Wandervoegeln (Uccelli in Libertà). Se i Verdi hanno avuto tanto successo elettorale in Germania (niente da paragonarsi per dimensioni agli insignificanti analoghi partiti di Francia e Italia), è perché in questo Paese esisteva una tradizione che fu ripresa con apprezzabili risultati negli anni Trenta-Quaranta. Da segnalare che il Wandervoegel non era assolutamente pacifista come non lo era la Germania guglielmina.
    Si parlerà adesso di Ricardo Walther Darré, il fondatore dell’ecologia del III Reich, ministro dell’agricoltura e presidente della Lega dei contadini dal 1933 al 1942.
    Darré nacque in Argentina nel 1895 e frequentò dall’età di nove anni la scuola evangelica anglo-tedesca di Godesburg. Nel 1912 fu per un anno studente presso una scuola privata inglese, e successivamente frequentò i corsi dell’Istituto coloniale tedesco che preparava il personale destinato a svolgere attività all’estero. I suoi studi si interruppero a causa della Prima Guerra Mondiale. Finita la guerra si diplomò in agraria e si specializzò ad Halle sull’allevamento e la riproduzione degli animali.
    La sua giovinezza trascorse quindi mentre in Germania fioriva il movimento dei Wandervoegeln, gruppi di giovani itineranti per i boschi e le montagne alla ricerca di una esistenza diversa da quella alienante caratteristica delle città. I Wandervoegeln erano seguaci dell’antroposofia di Rudolf Steiner. Questi aveva un orientamento di pensiero che potremmo definire “darwinista spiritualista”. Non gli erano infatti estranee vedute del vitalismo bergsoniano e sosteneva che lo sviluppo del capitalismo avrebbe finito col distruggere le risorse della Terra. Credeva nell’astrologia in quanto studio scientifico delle influenze degli astri sulla vita del pianeta, nei fenomeni di magnetismo e nella reincarnazione. Ma soprattutto insisteva sull’obbligo inderogabile della difesa del suolo e dell’ambiente naturale.
    Finita la guerra i Wandervoegeln fondarono diverse comunità agricole di ispirazione tolstoiana. In una di esse campeggiava un motto di Gandhi: “La macchina è il più grande dei peccati”.
    Darré fece suo il forte senso pratico che caratterizzava queste comunità, ma pose in secondo piano il romanticismo che conferiva loro il tono. I suoi due libri, “Il mondo contadino come sorgente di vita della razza tedesca” (1928) e “Una nuova aristocrazia basata su sangue e suolo” (1929), sostenevano, sulla base delle scienze naturali e delle competenze specifiche dell’autore, che il binomio “sangue-suolo” è il principio che rende possibile il benessere dell’uomo sulla Terra. La formula era stata ripresa da Bismarck e da un ex socialdemocratico, August Winning.
    Il futuro ministro del Reich è stato accusato dagli esponenti del “pensiero unico” di essere nient’altro che un reazionario. Ma questo “reazionario” non guardava soltanto con prussiano disprezzo le malefatte del capitalismo, era anche il difensore della classe dei contadini, sempre mortificati e oppressi nella storia tanto dai signori feudali quanto dai borghesi che li avevano esautorati a partire dalla Rivoluzione francese (eloquente al riguardo la rivolta contadina della Vandea e il genocidio che ne seguì). Inoltre alcune riforme, che il futuro ministro suggeriva, anticipavano quelle dei migliori ecologisti dei nostri tempi: la riforma strutturale dell’industria e dell’agricoltura, tecniche di coltivazione e allevamento “biologici” (dettati cioè dalla millenaria esperienza dei contadini) a cui si potevano associare anche moderni ritrovati della tecnologia che però non sacrificassero la qualità alla quantità del prodotto e garantissero la salute dei consumatori e l’integrità dell’ambiente.
    Nel libro “Una nuova aristocrazia”, che per certi versi si può collegare all’ ”operaio” jungeriano, Darré attaccava senza mezzi termini i “discorsi edificanti e sentimentali sui mali del mondo moderno e la superiorità della pura e nobile anima tedesca”. Successivamente stigmatizzò il “romanticismo dell’intellettuale urbano” con le sue fisime sul vegetarianesimo, il nudismo, l’assegnazione di piccoli lotti di terra da coltivarsi per divertimento. Egli pretendeva tout court l’abolizione della società industriale da sostituirsi con una contadina, immunizzata dal capitalismo attraverso un sistema di corporazioni ereditarie. L’industria, l’urbanizzazione, la meccanizzazione come fenomeni di massa andavano radicalmente estirpati. Il loro crollo sarebbe stato possibile attraverso l’accerchiamento della città da parte della campagna, un’idea che anticipava Mao tse tung. I cittadini infrolliti e decadenti sarebbero stati vinti da un nucleo di contadini sani, robusti e politicizzati, veri discendenti degli antichi Germani. Il contadino tedesco era identico a tutti gli altri contadini d’Europa del Nord e suo compito, assieme ad essi, sarebbe stato quello di spezzare le catene che erano state imposte dall’influenza di un certo spirito decadente presente nell’impero di Roma, spirito che attraverso il diritto romano, il cristianesimo e la scuola aveva depotenziato nel contadino europeo la sua tradizione,la sua religione della terra, la sua “identità nordica”.
    Tali vedute furono ulteriormente chiarite in numerosi articoli successivi alla pubblicazione dei due libri e suscitarono vasti consensi fra gli Junker prussiani, che assegnarono all’autore il compito di contattare il partito conservatore e quello nazionalsocialista. Così Darré incontrò prima Hugenberg e poi Hitler. Questi aveva sentito parlare di lui quando i nazionalsocialisti, nell’intento di allargare una base elettorale ancora limitata ai ceti medio-bassi delle piccole città, avevano deciso di rivolgersi ai contadini e agli agrari puntando sul malcontento suscitato dalla crisi della produzione agricola provocata da alcune improvvide decisioni del governo di Weimar.
    Sebbene Hitler rimproverasse a Darré di non aver assunto una posizione circa la questione ebraica radicale quanto quella assunta sulla questione contadina, gli fece dare un ufficio nella sede del partito a Monaco e incaricò l’editore Lehmann di assegnargli un regolare stipendio. Darré rivelò subito grande capacità organizzativa e riuscì a legare saldamente i contadini ai nazionalsocialisti fra il ‘30 e il ‘33, anni in cui mise a punto due rivoluzionarie riforme agrarie, tramutate immediatamente in leggi dello Stato quando assunse le cariche di ministro dell’agricoltura e di presidente della Lega dei contadini.
    La prima stabiliva l’ereditarietà e inalienabilità delle aziende agricole, la seconda una rete di distribuzione nazionale dei prodotti che ne controllasse la qualità e i prezzi. Fatto notevolissimo, veniva istituito un ente nazionale, il “Reichsnaehrstand”, allo scopo di eliminare ogni forma di intermediazione fra produttore e consumatore. L’ente, con sede a Berlino, era autonomo rispetto al partito. Dopo un acceso dibattito fu deciso che la città di Goslar, antica capitale del Sacro Romano Impero nel X secolo, sarebbe stata la capitale dei contadini. Sui vasti declivi che la circondavano si tenevano periodicamente grandi saghe paesane a cui partecipavano, alla presenza di Hitler, ogni volta quasi 500.000 contadini. Darré progettava di fare di Goslar la sede di una futura Internazionale contadina europea.
    Fra il ‘33 e il ‘36 scrisse parecchi articoli su temi ecologici: alcuni trattavano dei pericoli dell’erosione, altri degli insegnamenti che si potevano trarre dalla storia della depressione economica nelle campagne. Poiché la depressione colpiva di meno le piccole aziende perché autosufficienti, egli sostenne che in queste fosse più conveniente adoperare mezzi tradizionali a trazione animale piuttosto che le moderne macchine a benzina. Stabilì che ai braccianti fosse data una casa e terreni sufficienti a garantire il sostentamento della numerosa famiglia. Questi braccianti costituiranno il 40% delle nuove colonie agricole fondate in Prussia. Darré promosse la bonifica e il risanamento delle ampie zone paludose che vi si trovavano e per questo fu attaccato dagli ecologisti filo-governativi che temevano si potesse alla lunga verificare una desertificazione come quella del Dust Bowl, regione delle grandi pianure statunitensi divenuta desertica negli anni Trenta. Il ministrò negò che ciò potesse verificarsi, ma alla fine dovette arrendersi al divieto di procedere nelle bonifiche venuto da Hitler in persona. Questi si era infatti convinto che le bonifiche delle paludi avrebbero danneggiato la superficie freatica della Germania orientale.
    Da ciò prese le mosse il dissenso di Darré dalla linea del partito, al quale rimproverava anche di aver dato allo stato un eccessivo potere e le tendenze imperialistiche impresse alla politica estera. Sebbene egli non fosse un seguace di Steiner mentre lo erano invece molti dei suoi sostenitori, la sua autorevolezza era già stata scossa in parte fin dal ‘35, quando il movimento antroposofico era stato abolito e sciolte associazioni “nordiste” in odore di massoneria come l’Ordine dei Druidi. Tuttavia egli resterà a capo del ministero fino al ‘42 e potrà continuare la sua battaglia in favore dei contadini, in difesa dei prezzi dei loro prodotti e per più consistenti investimenti in agricoltura.
    Gli steineriani non si erano però dati per vinti, sapevano che Hitler, a cui stava particolarmente a cuore l’autosufficienza alimentare del Reich, non poteva con loro essere troppo intransigente. Essi Pertanto fondarono a Marienhoehe una fattoria sperimentale i cui risultati pubblicavano sulla rivista “Demeter”. Per mezzo di essa richiesero un maggior numero di siepi frangivento, di opere di drenaggio e un incremento nell’uso di concimi naturali. Nel maggio del ‘40 Darré appoggiò queste richieste perché gli esperimenti realizzati dagli steineriani consentivano risparmi nell’acquisto di fertilizzanti e insetticidi e colpivano gli interessi della grande industria chimica consentendo di dare maggiore impulso alla lotta contro il capitalismo. Avviò così una campagna per convincere gli altri capi nazisti della convenienza dell’ agricoltura “biologico- dinamica”.
    Questa campagna fu interrotta nel ‘41 in occasione della missione di Hess in Inghilterra, mentre gli steineriani venivano perquisiti o arrestati, la loro rivista proibita e tutti gli esemplari in circolazione distrutti. L’architetto paesaggista Seifert, che lavorava nella costruzione delle autostrade del Reich per conto della “Todt” e che era uno steineriano, si rivolse a Darré perché intervenisse. E questi lo fece nonostante fosse stato avvertito da Bormann che gli ordini a che si procedesse contro gli ecologisti eretici venivano personalmente da Hitler. Il ministro scrisse dunque a Himmler e a Heydrich chiedendo che cessassero le persecuzioni contro i “suoi agricoltori”, con una iniziativa che venne subito giudicata nelle alte sfere “grottesca e politicamente pericolosa”.
    Ciò nonostante, Darré continuò a raccogliere materiale sull’agricoltura “biologico-dinamica”, sebbene un suo funzionario gli avesse fatto avere una lettera di cui era entrato in possesso e in cui vi erano le prove del complotto ordito ai suoi danni dagli industriali della chimica. Nel marzo del ‘42, per le pressioni di Goering e di Bormann, fu rimosso dal ministero.
    Si è detto che già nel ‘35, a causa dei suoi rapporti con gli ecologisti steineriani ma anche,in seguito, per le sue critiche alla linea del partito in politica estera, Darré si era screditato presso le massime cariche dello Stato. Giova adesso riprendere il discorso sul secondo punto della sua posizione nei confronti del nazionalsocialismo.
    Risulta dai suoi diari che, all’epoca dell’annessione al Reich della Boemia e della Moravia, pensava che un impero tedesco fosse inconciliabile col concetto di nazione contadina e che la Germania avrebbe finito col condividere il destino di tutti gli imperi da quello romano a quello britannico: la perdita della sua identità etnico-culturale. Aveva inoltre giudicato Himmler un “gesuita” e le sue SS “delle guardie pretoriane”. Si era risaputo, anche perché il ministro era incapace di dissimulazione. Per ordine di Hitler era stato quindi tenuto allo scuro dei piani d’attacco all’Unione Sovietica e successivamente avrebbe espresso giudizi severi sul modo con cui veniva condotta la guerra preconizzando
    un’inevitabile sconfitta.
    Tali critiche hanno un fondamento di verità. Ma per valutarle nella loro giusta luce occorre tener presente che Darré era essenzialmente un conservatore, e un rivoluzionario solo in virtù del suo radicalismo e della sua inconcussa onestà intellettuale. In secondo luogo, che Hitler intendeva la futura colonizzazione tedesca della Russia come “insediamento di colonie agricole di tipo feudale”, esattamente secondo le idee di Darré. In terzo luogo, che questi fu lasciato al suo posto, nonostante tutto, fino al ‘42 e in seguito nei suoi confronti non si ebbe una “liquidazione” di tipo staliniano. Nonostante l’irritazione provocata dalle sue esternazioni spesso inopportune, le sue idee sull’agricoltura biologico-dinamica si riconoscevano come sostanzialmente giuste, sebbene nel corso della guerra non trovarono una sistematica applicazione alcuni suoi utili suggerimenti. Per esempio, data la scarsità di azoto dovuta alle impellenti richieste della produzione di esplosivi, l’uso di fertilizzanti chimici avrebbe potuto esser notevolmente ridotto ricorrendo al sistema medioevale della rotazione delle colture e della concimazione naturale.
    Processato a Norimberga come tutti gli alti gerarchi nazionalsocialisti, fu condannato a sette anni di reclusione per avere espropriato a favore di contadini tedeschi alcuni proprietari polacchi, nei territori che erano appartenuti al II Reich in epoca antecedente alla Prima Guerra Mondiale. Venne liberato nel 1950 per le sue cattive condizioni di salute. Morirà tre anni dopo nella sua cara Goslar, la capitale dei contadini, dedicando agli studi l’ultimo tempo della sua non lunga esistenza. I suoi ultimi scritti saranno subito pubblicati sotto pseudonimo dal giornale cittadino.
    In essi Darré attaccò le grandi aziende agricole perché ignoravano volutamente le nuove tecnologie biologico-dinamiche che avevano offerto buoni risultati prima e durante la guerra, e perché l’agricoltura industriale si ostinava a praticare la divisione del lavoro e a sfruttare il bracciantato. Criticò il governo asservito agli Alleati perché sosteneva l’industria a scapito dell’agricoltura e affermò l’opportunità che l’industria meccanica producesse macchinari che potessero esser manovrati da un singolo operatore, come il piccolo trattore a benzina. Sostenne per le aziende organiche l’opportunità di installare impianti per la produzione di metano a partire dai gas sprigionati dal concime naturale e da altri materiali di recupero.
    Negli ultimi tempi si riavvicinò alle idee originarie dei Wandervoegeln e abbandonò quasi tutte le sue riserve nei confronti di Steiner. Abbozzò una sua filosofia della storia, caratterizzata dall’idea che la storia, con l’affermazione della “filosofia materialista” del capitalismo, fosse approdata a una forse irreversibile rottura del “rapporto con la forza organica della terra e del suolo” e “con Dio che vive e opera ovunque in questo mondo”. La triade contadino-natura-Dio era l’unica alternativa per il futuro dell’umanità.
    Questo olismo escatologico avvicina le posizioni dell’ultimo Darré a quelle di alcuni ecologisti nostri contemporanei come Cobbett e Goldsmith, ma se ne differenzia profondamente in quanto questi ultimi sono espressione di un dionisismo demetrico decadente, mentre a Darré, che rimase fino all’ultimo un conservatore rivoluzionario e nella sostanza un nazionalsocialista nonostante tutto, l’etichetta di ‘seguace di Demetra’ non può esser in alcuna maniera applicata: le sue critiche al nazionalsocialismo provengono da un superiore sentimento della libertà che va ricondotto alla virilità olimpica. Sotto questa prospettiva Darré è stretto parente di Junger.
    Inoltre il ministro del Reich era rimasto un razzista. Un critico piuttosto perspicace ha definito il suo razzismo “intra- razzismo”, volendo significare il tipo di razzismo ancora vivo presso le civiltà contadine del Terzo Mondo, in cui la “contadinità” si manifesta nel concepire l’identità del sangue, che contraddistingue la famiglia, in funzione espansiva in direzione dell’unità tribale. Questo “intra-razzismo”, sebbene fortemente ma inutilmente contrastato dal ‘pensiero unico’, va oggi affermandosi presso l’Occidente in tutte le nazioni con forte presenza di stranieri provenienti dal Terzo Mondo.
    Il razzismo della Lega Nord non è altro che un caso di “intra-razzismo”, che più o meno consapevolmente viene esteso alle genti dell’Italia Meridionale, ma anche le interessa direttamente come hanno dimostrato i recenti fatti di Rosarno.
    In ogni caso la “contadinità” non può secondo Darré assorbire culture e religioni aliene senza causare la propria autodistruzione. Questo è ciò che sopravvive del pensiero e dell’opera del ministro del Reich, come una provocazione e una sfida al mondo dell’attuale globalizzazione
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Walther Darré e l’ecologia nel III Reich

    Uno dei maggiori pregi dell'esperienza NS
    fu quello di promuovere l'animalismo e l'ecologismo.
    Ma l'ecologismo e l'animalismo vero,non certo quello
    dei cessi sociali che tenta di "equiparare" l'uomo all'animale
    (la lotta antispecista) e che predica la estinzione dell'uomo.
    Il vero animalismo(che si accompagna al vegetarianismo e
    ad uno stile di vita sano,non a caso la lotta del regime NS contro
    il fumo,il vizio e la promozione dello sport)è quello classico.

    p.s=una curiosità che molti devono sapere,vegetariano non deriva da vegetale ma dal latino vegetus(rinforzare,far crescere).

    p.p.s=I verdi sono un falso partito ecologista,tra di loro annoverano un cacciatore(Messner) e quando portarono un ministro nel governo Prodi promisero di abolire la vivisezione...per poi non mantenere la promessa.

    Il candidato verde Messner fa pubblicita' a un fucile da caccia, smascherato da "Striscia"

  3. #3
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Walther Darré e l’ecologia nel III Reich

    E non scordiamo che il NS fu l'unico governo al mondo(nella storia!)
    a vietare,seppur per un periodo limitato e ristretto a una sola regione
    la odiosa e inutile sperimentazione animale(vivisezione).
    Fu anche l'unico a varare una legge per quei tempi all'avanguardia
    sempre sulla vivisezione.

  4. #4
    Autarca Nichilista
    Data Registrazione
    13 Jun 2010
    Messaggi
    266
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Walther Darré e l’ecologia nel III Reich

    Le teorie di Darrè sono sicuramente interessanti, soprattutto alla luce del melting pot a cui ci sta portando il Mondialismo. Il problema di fondo però è sempre quello: come si possono conciliare queste posizioni una volta giunti al potere? Non a caso, in pieno conflitto mondiale, quando la Germania giustamente doveva aumentare la propria produzione industriale, Darrè fu messo da parte.
    "non è Maurizio Lattanzio a sentirsi Dio, ma è Dio, quando è 'in forma', a sentirsi Maurizio Lattanzio"

  5. #5
    Cancellato
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    34,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Walther Darré e l’ecologia nel III Reich

    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
    Le teorie di Darrè sono sicuramente interessanti, soprattutto alla luce del melting pot a cui ci sta portando il Mondialismo. Il problema di fondo però è sempre quello: come si possono conciliare queste posizioni una volta giunti al potere? Non a caso, in pieno conflitto mondiale, quando la Germania giustamente doveva aumentare la propria produzione industriale, Darrè fu messo da parte.
    L'ecologismo va sempre interpretato alla luce delle esigenze,quindi NO a opere inutili che servono solo
    a favorire chi sta dietro e si spartisce la torta,SI
    a opere e infrastrutture utili alla nazione(vi risparmio
    il discorso delle autostrade tedesche ).

 

 

Discussioni Simili

  1. Walther Hoeck
    Di Harm Wulf nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-07-12, 15:47
  2. Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 13-02-11, 01:52
  3. Ecologia e Nazionalsocialismo. Richard Walter Darré
    Di Tomás de Torquemada nel forum ZooPOL
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 25-12-08, 23:40
  4. Sangue e suolo - R. Walther Darrè
    Di Longinvs nel forum Padania!
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 27-09-08, 08:01

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226