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    Thumbs up Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    All'angolo di una strada un oratore improvvisato, dal tipo marcatamente
    ebraico, parla ad un gruppetto di persone. «Compagni
    – dice – la nostra rivoluzione dilaga rapidamente in tutto
    il mondo. La Germania è in rivolta e presto sarà rossa. In Francia
    vi sono agitazioni e tornerà la Comune. Anche in Inghilterra
    gli operai lottano... la rivoluzione trionferà ovunque!» «Balle – interrompe
    uno dei presenti – non ci sono abbastanza ebrei per
    farla!»

    witz circolante in URSS negli anni Venti

    Costringeremo il genere umano ad essere felice, costi quel che costi!

    Vladimir Ilic Uljanov dit Lenin

    In tutte le sue manifestazioni la storia ebraica riflette un solo
    tema, una sola convinzione: Israele è il popolo scelto da Dio per
    redimere il mondo dalle imperfezioni, divenendo una benefizione
    per l'umanità. Attraverso epoche di speranza e disperazione,
    di agonia e di vittoria, gli storici del Popolo Eletto registrarono il
    lento ma inevitabile compimento della promessa. Se Israele sarà
    fedele, il piano di Dio giungerà a compimento; se Israele diverrà
    un regno di sacerdoti e una gente santa, il mondo vedrà la salvezza.
    Ma ciò avverrà solo con la missione dinamica, col concorso
    attivo degli ebrei, perché non basta essere il popolo della Sua scelta, amato e punito come nessun altro, non
    basta essere un oggetto, neppure d'amore. Occorre invece essere un partner attivo, nelle intraprese umane come
    nelle divine: se Israele ha bisogno di Dio per marcare il proprio destino, Dio ha bisogno di Israele per realizzare i
    Suoi piani. Nel XIX e XX secolo, impazienti, senza più attendere l'arrivo di quel Messia che avrebbe liberato loro
    e l'umanità da ogni asprezza, gruppi sempre più numerosi di ebrei diedero vita, fidenti nelle nuove Tavole laicizzate
    da Marx, al più lungo ed atroce tentativo di distruggere il mondo reale. Le doglie messianiche seguite ad ogni
    straccio rosso videro la decapitazione degli strati dirigenti di interi popoli, il massacro di cento milioni di uomini,
    l'intossicazione psichica di cinque generazioni, la consegna infine dell'umanità nelle mani di quel liberalcapitalismo
    tanto avversato a parole quanto favorito nei fatti. Perché gestito da quelle stessi genti che si erano
    fatte, attraverso il comunismo, banditori dell’antico Delirio.

    Gianantonio Valli

    pp. 1280, € 85,00

    Effepi Edizioni
    Ultima modifica di Der Wehrwolf; 17-06-10 alle 16:17
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Dietro la bandiera Rossa: il comunismo, creatura ebraica

    di: Gianmario Monaldo

    Un witz – motto di spirito – circolante in Urss negli anni Venti e riportato in quarta di copertina può riuscire utile al fine di illustrare e sintetizzare la dichiarata tesi dell’ultimo e ponderoso saggio del medico e scrittore Gianantonio Valli, i svolta per 1280 pagine, delle quali 90 di puntigliosa e accurata bibliografia per un totale di circa 10.000 titoli. “All’angolo di una strada un oratore improvvisato, dal tipo marcatamente ebraico, parla ad un gruppetto di persone. “Compagni – dice – la nostra rivoluzione dilaga rapidamente in tutto il mondo. La Germania è in rivolta e presto sarà rossa. In Francia vi sono agitazioni e tornerà la Comune. Anche in Inghilterra gli operai lottano… la rivoluzione trionferà ovunque!” “Balle – interrompe uno dei presenti – non ci sono abbastanza ebrei per farla!”.
    In realtà il ciclopico lavoro fitto di dati e di analisi è una autentica ed unica Enciclopedia del Terrore “Rosso” (ma non precipuamente “russo”, se consentiamo alla tesi di Valli), prima e dopo l’Arcipelago GULAG – che l’Autore ci precisa essere l’acronimo di Glavnoe Upravlenie Lagerej ovvero Amministrazione Generale dei Campi - e che quindi si diparte temporalmente dai primi e preliminari attentati effettuati tra il 1870 ed il 1918 e, non limitandosi all’Urss, prende in considerazione altresì le violenze “esportate” in Messico e Spagna, nonché Algeria e Cina, delle quali viene fornita una impietosa documentazione anche fotografica. Terrore che ha un seguito ancor oggi, a danno del popolo palestinese, per mano della ormai secolare sinergia tra rabbinato (askenazita) e mugikato. Scrive Sergio Romano dopo il “geniale” raid contro la flottiglia della pace e l’assassinio di alcuni cittadini turchi (cfr. pag.105 di Panorama del 10 giugno 2010) che se nella prima fase della sua esistenza “Israele fu un paese europeo composto da uomini e donne che erano stati allevati in un ambiente laico, socialista” successivamente arrivarono persone con “tradizioni culturali diverse” e, sopratutto “arrivarono circa 900.000 ebrei russi, spesso solo parzialmente ebrei ma culturalmente ancora sovietici” e ancor prima Ariel Toaff (Ebraismo Virtuale, Rizzoli, 2008) non aveva mancato di sottolineare l’esistenza e lo strapotere in Israele di una “leadership egemonica ashkenazita” ii
    Tornando alla tesi dichiarata, Valli indica come sintomatica al riguardo della netta prevalenza nella rivoluzione “russa” della componente ebraica (cfr.pag.281) anche la composizione del Politburo, organo centrale di tutte le più importanti decisioni sovietiche, nei suoi sette membri effettivi in carica nel marzo del 1919, nonché la composizione della Guardia d’Onore alla salma di Lenin subito dopo la sua morte, cinque anni dopo, dove sei guardie sono di ascendenza ebraica ed una sola – Tuchacevskij – è russa. Del pari, ed ancor più significativamente, nel Comitato Centrale Esecutivo di 65 membri gli ebrei sono indicati in numero di 45 e nel Consiglio dei Commissari del Popolo giungono ad essere 20 su 22 componenti. E senza trascurare di collegare il tradizionale saluto “comunista” a pugno chiuso al millenario rituale della festa ebraica di Purim (pag.1076).
    Il saggio qui in recensione, dedicato alle vittime di ogni messianismo, è strutturato su 17 capitoli ed è corredato da una trentina di tabelle ed altrettante tavole, mentre manca di un indice dei nomi (ed anche dei numerosissimi acronimi, in buona parte di derivazione russa e quindi necessariamente traslitterati), indicativamente attorno ai 24.000.
    “Dietro la bandiera rossa” riporta integralmente documenti utili per una non superficiale comprensione del livello di consapevolezza e determinazione del rivoluzionarismo rosso: tra gli altri, il sicuramente significativo “Catechismo del rivoluzionario” di Sergej Gennadevic Necaev, che Valli non esita a riportare integralmente da pag.127 a pag.130, enumerante articolatamente e separatamente i doveri del rivoluzionario verso se stesso, verso i compagni rivoluzionari, verso la società e verso il popolo. Tralasciando gli aspetti più scontatamente massimalisti, va osservato che al punto 7 Necaev inequivocabilmente afferma che “La natura di un vero rivoluzionario esclude qualsiasi forma di romanticismo, di sensibilità, di entusiasmo, di impulsività; esclude anche l’odio e la vendetta personali” ed al punto 11 ribadisce che “Quando un compagno è in pericolo e si deve decidere se salvarlo o no, il rivoluzionario non deve badare ad alcun sentimento personale ma… deve calcolare da un lato il grado di utilità di quel compagno e dall’altro la quantità di forze rivoluzionarie necessarie e liberarlo”. Al punto dedicato alla sesta ed ultima categoria sociale (le donne) troviamo le stesse impietosamente – e forse realisticamente - divise in tre classi : “le donne futili, senza cervello e senza cuore, che bisogna usare come la terza e la quarta categoria di uomini; le donne ardenti, leali e capaci, ma che non sono dei nostri perchè non sono giunte alla comprensione rivoluzionaria pratica e inequivocabile: dobbiamo usarle come gli uomini della quinta categoria; infine le donne che sono interamente dei nostri, cioè completamente iniziate e che hanno accettato il nostro programma nella sua totalità. Dobbiamo considerarle come il più prezioso dei nostri tesori, senza l’aiuto del quale non potremmo fare nulla”.
    Esaminando le tabelle che corredano il testo possiamo constatare che le dette sono precipuamente strumentali a sostenere ed a riassumere con dati quantitativi sia la tesi di fondo del libro sulla ebraicità della rivoluzione “russa” (e.g. Quota etnica dei capi NKVK, 1934 – 1941, pag. 241 - Quota etnica negli Organi, 1937 – 1950, pag. 242 - Quota ebrei sui capi bolscevici, 1919 – 1920, pag. 282 – Composizione etnica del CC del PCUS, pag. 212 – Composizione etnica del Politburo, pag. 291 – Composizione etnica della CCC, pag. 292) sia ad evidenziare l’elevatissimo numero di esecuzioni, e comunque di Caduti, negli opposti schieramenti.
    Vengono quindi elencate in comparazione le numericamente assai inferiori condanne a morte del tedesco Volksgerichtshof (pag.411) ovvero “Tribunale del popolo” istituito nel 1934, che giudicava i delitti di Hoch und Landesverrat (alto tradimento), Heimtucke (slealtà), Wehrkraftzersetzung (disfattismo) e Feindbegungstigung (favoreggiamento del nemico) e le 62 condanne a morte del TSDS (Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, pag.461), eseguite in Italia tra il 1927 ed il 1943.
    Quanto alle accurate ed analitiche tabelle sui caduti fascisti (Fascisti uccisi in Italia ed estero, 1922-25, pag. 442, Fascisti ed anti uccisi in Italia, 1925, pag. 443, Fascisti uccisi e feriti
    all’estero, 1921-32, pag. 444, Fascisti uccisi all’estero, 1921-35, pag. 446, Fascisti caduti dal 1 nov. 1922 al 1940, pag. 447, Fascisti caduti dal 9/IX/1943 al 25/4/1945, pag. 468, Fascisti uccisi dopo il 25 aprile 1945, pag. 474) Valli, sotto il profilo dell’esattezza storica, non fa sconti e bacchetta anche il Duce osservando e documentando seccamente che (pag. 425) “la cifra di tremila “Caduti per la Rivoluzione” riportata da fonti fasciste e più volte dichiarati pubblicamente anche da Mussolini è inesatta”, ma è ben minore, come analiticamente non manca di precisare.
    Con le tavole l’Autore ritiene di portare visivamente l’attenzione del lettore su due distinte classi di fenomeni: le strumentali e spesso banali “immutatio veri” di regime e le crudeltà goffamente ostentate, volte ad intimidire gli avversari politici.
    Nella prima categoria un classico tutto “soviet” è la cancellazione da foto ufficiali e più o meno storiche dei politici epurati. Così a pag. 248 si documenta la intervenuta sparizione dalla foto lungo il canale Mosca – Volga della trojka Voroscilov-Molotov-Stalin del “nano sanguinario” Nicolaj Ivanovic Ezov, a capo della GPU-NKVD dopo Jagoda e prima di Berija, sparato alla nuca il 4 febbraio 1940. Di tutti e tre i preposti alla delicata funzione, Valli non esita a esplicitare e sottolineare l’origine ebraica, assieme all’osservazione (Tabella a pag.242 “Percentuale del personale NKVD-MVD/MGB per nazionalità ed anno”) “tra i carnefici del Grande Terrore gli ebrei sono 43 volte più numerosi dei russi”. Analogamente, a pag. 218 nella foto del 7 novembre 1919 sulla Piazza Rossa, in occasione del secondo anniversario spariscono attorno a Lenin sia Kamenev c.d. “uomo di pietra”, eliminato nel 1936 che Trockij, macellato da un killer nel 1940 che il georgiano Khalatov, desaparecido sin dal 1937. Del pari, a pag.216 e 217, si documenta la trasformazione subita dalla storica foto del discorso tenuto da Lenin il 5 maggio 1920 sulla piazza del teatro Bolscioi alle truppe in partenza contro i polacchi. Anche qui infatti si documenta la successiva e progressiva sparizione accanto a Lenin dei politici di parte perdente, ovvero sia di Trockij che di Kamenev.
    Nella seconda categoria, le immagini del Terrore, fa orrido spicco a pag. 340 la foto del generale polacco Rosinski, denudato, torturato ed impalato nell’estate del 1920 da volonterosi ragazzoni dell’Armata Rossa che ne circondano disciplinatamente il cadavere appeso per il tallone ad un albero. Così come la documentazione a pag. 919 delle atrocità delle persecuzioni anticattoliche in Messico, con impiccagioni ed esecuzioni intervenute nel 1926 e nel 1927. A pag 979 l’orrore, tra gli altri, della esibizione di crani di cadaveri di religiosi, esumati dalle bare dai miliziani rojos dopo la distruzione della Chiesa del Carmelo a Madrid e della salma di una suora del Convento delle Carmelitane a Barcellona “trascinata in strada ed irrisa da un miliziano”.
    Col XVII ed ultimo capitolo “Morale” si arriva alla illustrazione di un Terrore più “moderno” (Finanziario e Monetario) che ci riguarda e continua dopo la intervenuta liquidazione di buona parte del patrimonio pubblico in Russia ed in Italia da parte di oligarchi e collaborazionisti a vari livelli statuali iii. In relazione al quale e conclusivamente, in termini propositivi, rinviamo al concreto rimedio proposto a chiare lettere da Giorgio Vitali: “L’Europa, sconfitta nel 1945, ha reagito alla sconfitta con l’Unificazione, ma non è capace, almeno fino ad oggi, di reagire all’attacco finanziario scattato in Usa da parte della finanza ebraika, attraverso i suoi uomini di punta: Soros, Paulson, Cohen, Einhorn, Morgan, Monness. Possiamo però sottolineare che, qualora l’UE volesse reagire all’attacco ebraico-statunitense, avrebbe una sola soluzione davanti a sé: modificare lo statuto costitutivo della Banca Centrale Europea”.
    - L’Autore (cfr.pag.1) esplicitamente si riconosce nel solco del realismo pagano (visione del mondo elleno-romana, machiavellico-vichiana, nietzscheana ed infine compiutamente fascista, dichiarandosi in radicale opposizione ad ogni allucinazione politica demoliberale e socialcomunista e ad ogni allucinazione filosofico-religiosa giudaico e giudaico discesa. Assicura peraltro, e con un indubbio effetto tranquillizzante, che “gli sono grati spunti critico-operativi di ascendenza volterriana”. Premette di non aver mai fatto parte di movimenti politici e considera l’assoluta urgenza di prese di posizione chiare e puntuali …. sul piano dell’analisi storica ed intellettuale”. Sempre il nostro ritiene di puntualizzare nella successiva Avvertenza (cfr. pag.3), contestualmente ad una citazione dei Ricordi, I, 114, di Francesco Guicciardini, che “si vede costretto a precisare che la documentazione presentata nel saggio e le argomentazioni conseguentemente svolte non rappresentano una forma mascherata di istigazione all’odio né obbediscono ad un inconfessato disegno di reiterazione di ciò che viene definito olocausto” scusandosi quindi col lettore per la ovvietà ed invitando socraticamente al rispetto di tutte le leggi, anche quelle che siano effetto di “ricatti di lobby criminali”.
    Vittime degli azkenaziti, anche oggi, sono non solo i palestinesi ma anche gli ebrei doc ovvero i sefarditi, cacciati dalle loro case in Africa del Nord a causa della -a dir poco - maldestra invasione e gestione sionisto-azkenazita della Palestina. A commento dei modi e del modesto livello di intelligenza della stessa, è stato considerato che i maggioritari askenaziti (oltre l’80% delle comunità di religione ebraica) sarebbero poco semiti e molto turchici, discendendo direttamente dai Khazari. Arthur Koestler sostenne in modo particolare questa tesi, mentre da altri (cfr. anche la “indipendente e imparziale” Wikipedia) si afferma che elementi genetici originari del Medio Oriente (il cosiddetto cromosoma Y Aaron) caratterizzino la linea maschile askenazi.
    Cfr. il Redazionale de Il Giornale di Feltri del 11/12/09 sul tema di una sovranità della moneta in mani private che, per la sua incontrollata irresponsabilità ed incapacità di distinguere amici da nemici (v. Bernie Madoff che, senza alcun rispetto, massacra finanziariamente i “correligionari”), oggi non è più accettata neppure in ambienti dichiaratamente filo-ebraici : “Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea.
    Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo. Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”.
    Gianantonio Valli “Dietro la bandiera rossa. Il comunismo, creatura ebraica.” Ed. EFFEPI, via Balbi Piovera n.7, 16149 Genova – Prima edizione aprile 2010 – pagine 1280, Euro 85,00 per ordinarlo:
    tel. 338-9195220,
    email:
    effepiedizioni@hotmail.com
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    E' più di vent'anni che Dago dice che il marxismo è una creatura del giudaismo, ma gli epigoni dell'estrema destra italiota hanno preferito cambiare campo e diventare stalinisti...sì, è così, ammiratori di quello che ha sposato tre ebree...contenti loro!
    "non è Maurizio Lattanzio a sentirsi Dio, ma è Dio, quando è 'in forma', a sentirsi Maurizio Lattanzio"

  4. #4
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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
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    E' più di vent'anni che Dago dice che il marxismo è una creatura del giudaismo, ma gli epigoni dell'estrema destra italiota hanno preferito cambiare campo e diventare stalinisti...sì, è così, ammiratori di quello che ha sposato tre ebree...contenti loro!
    Personalmente non ammiro Stalin(che tra l'altro ha riconosciuto per PRIMO l'entità sionista).
    Ma troppo anticomunismo spesso porta e ha portato
    nelle paludi dell'atlantismo.
    È vero che il comunismo ha radici nell'ebraismo e nella
    massoneria,ma ci sono stati esempi di comunisti dignitosi come la DDR che rifiutò di pagare a sion i "risarcimenti" per l'olocausto.
    Però volendo possiamo ricordare il ponte aereo fornito
    dalla allora Cecoslovacchia all'entità sionista durante la prima guerra con gli arabi...
    Insomma penso che le cose vadano giudicate dai fatti
    e non coi paraocchi(o vogliamo fare come la ridicola
    sinistra radicale che vive di antifascismo eterno?)
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 17-06-10 alle 17:02

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
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    E' più di vent'anni che Dago dice che il marxismo è una creatura del giudaismo, ma gli epigoni dell'estrema destra italiota hanno preferito cambiare campo e diventare stalinisti...sì, è così, ammiratori di quello che ha sposato tre ebree...contenti loro!
    Quali sarebbero le 3 donne sposate da Stalin?

  6. #6
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Ma poi strana sta logica degli ebbbrei:

    Loro, che tutto comandano e tutto vedono e sanno, si sa, hanno i loro capisaldi nell'angloamerica: diciamo New York.

    Quindi Loro sarebbero le menti della rivoluzione bolscevica, che, tatatan!, priva all'angloamerica il più importante degli alleati nella Ia guerra mondiale, facendo un favore enorme all'ultimo barlume di Tradizione Europea (Impero prussiano e Imperialregio Austro-ungarico).

    Ma di fatto, dei finanziamenti del Kaiser a Lenin e compagnia, si sa, ce ne sbattiamo il cazzo.
    Tanto la storia del megaultrastragombloddone mondiale è quella.

    In fin dei conti, l'Amerriga è fika, sono gli ebrei e i bolscevichi ad averla rovinata.

  7. #7
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
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    E' più di vent'anni che Dago dice che il marxismo è una creatura del giudaismo, ma gli epigoni dell'estrema destra italiota hanno preferito cambiare campo e diventare stalinisti...sì, è così, ammiratori di quello che ha sposato tre ebree...contenti loro!
    A riguardo delle "Ipotesi demonologiche del marxismo", chissà che importanza possono avere degli scritti di un Marx sedicenne o diciotenne. Chissà cosa scriveva Verona Front a diciasette anni. O dobbiamo ricordare cosa scriveva il Mussolini diciasettenne?
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------

    "La lotta di razza è prioritaria, dopo viene quella di classe! Il problema razziale traspare in tutti i problemi di nazionalità e libertà. Tutta la storia del passato è una lotta tra classi e razza!"

    E questa, chi di voi non si sentirebbe di firmarla e controfirmarla?
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------

    "Rivelatoria ammissione di un particolare trattamento di riguardo rispetto al culto ebraico mentre nella stessa Urss i credenti, ortodossi o cattolici o islamici, venivano pesantemente perseguitati, soppressi i loro luoghi di culto e sicuramente non godevano di simili privilegi. "


    Peccato che Stalin, durante la Guerra Patriottica, andò a trovare il Patriarca di Mosca e non il Rabbino di Jew York.
    Ma qualcuno l'ha spiegato a Baffone che era un cripto-giudeo?
    Ultima modifica di Spetaktor; 19-06-10 alle 00:30

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
    [ stalinisti...sì, è così, ammiratori di quello che ha sposato tre ebree...
    ..ma questo non gli ha impedito di liquidare tutto il primo soviet... quello TOTALMENTE ebraico...

    perche' spesso sono "strane " le vie divine per stroncare il regno dell' iniquita'... 200 anni e non hanno ancora trionfato
    Ultima modifica di larth; 19-06-10 alle 01:15
    vulgus vult decipi

  9. #9
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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    Ma poi strana sta logica degli ebbbrei:

    Loro, che tutto comandano e tutto vedono e sanno, si sa, hanno i loro capisaldi nell'angloamerica: diciamo New York.

    Quindi Loro sarebbero le menti della rivoluzione bolscevica, che, tatatan!, priva all'angloamerica il più importante degli alleati nella Ia guerra mondiale, facendo un favore enorme all'ultimo barlume di Tradizione Europea (Impero prussiano e Imperialregio Austro-ungarico).

    Ma di fatto, dei finanziamenti del Kaiser a Lenin e compagnia, si sa, ce ne sbattiamo il cazzo.
    Tanto la storia del megaultrastragombloddone mondiale è quella.

    In fin dei conti, l'Amerriga è fika, sono gli ebrei e i bolscevichi ad averla rovinata.
    Non è strana la logica dei banchieri ebrei, è solo che sei ignorante di come gli avidi di potere costruiscano nuove opportunità per poterlo accrescere, tutto qui.

    Poi, privare gli angloamericani di un importante alleato, che sciocchezza vai dicendo, alla fine vinsero comunque le potenze angloamericane dell'Intesa e i due Imperi Centrali scomparvero; nello stesso momento si dissolse un'altra nazione tradizionalista nel cuore dell'asia, quindi come la mettiamo? Tre Imperi tradizionalisti europei annullati in 4 anni, alla fine chi ha vinto quella guerra? L'hanno vinta i banchieri hefico:

    Posso postarti senza problemi i finanziamenti dei banchieri americani al PCUS di Lenin se preferisci, o vuoi vedere come gli stessi banchieri finanziarono il NSDAP?

    Tò, fatti una cultura in proposito:

    http://www.disinformazione.it/fonti%20finanziarie1.pdf

    http://www.disinformazione.it/fonti%20finanziarie2.pdf

    iaociao:iaociao:
    Ty fian dwma fiatua! - Sono un uomo libero, abitante di una nazione libera! - Dumnorix

    Se roma desidera dominare il mondo, questo vuol forse dire che tutti vogliano esserne suoi schiavi? - Caratacos

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    Predefinito Rif: Interessante libro di G.Valli sul comunismo

    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf Visualizza Messaggio
    Dietro la bandiera Rossa: il comunismo, creatura ebraica

    di: Gianmario Monaldo

    Un witz – motto di spirito – circolante in Urss negli anni Venti e riportato in quarta di copertina può riuscire utile al fine di illustrare e sintetizzare la dichiarata tesi dell’ultimo e ponderoso saggio del medico e scrittore Gianantonio Valli, i svolta per 1280 pagine, delle quali 90 di puntigliosa e accurata bibliografia per un totale di circa 10.000 titoli. “All’angolo di una strada un oratore improvvisato, dal tipo marcatamente ebraico, parla ad un gruppetto di persone. “Compagni – dice – la nostra rivoluzione dilaga rapidamente in tutto il mondo. La Germania è in rivolta e presto sarà rossa. In Francia vi sono agitazioni e tornerà la Comune. Anche in Inghilterra gli operai lottano… la rivoluzione trionferà ovunque!” “Balle – interrompe uno dei presenti – non ci sono abbastanza ebrei per farla!”.
    In realtà il ciclopico lavoro fitto di dati e di analisi è una autentica ed unica Enciclopedia del Terrore “Rosso” (ma non precipuamente “russo”, se consentiamo alla tesi di Valli), prima e dopo l’Arcipelago GULAG – che l’Autore ci precisa essere l’acronimo di Glavnoe Upravlenie Lagerej ovvero Amministrazione Generale dei Campi - e che quindi si diparte temporalmente dai primi e preliminari attentati effettuati tra il 1870 ed il 1918 e, non limitandosi all’Urss, prende in considerazione altresì le violenze “esportate” in Messico e Spagna, nonché Algeria e Cina, delle quali viene fornita una impietosa documentazione anche fotografica. Terrore che ha un seguito ancor oggi, a danno del popolo palestinese, per mano della ormai secolare sinergia tra rabbinato (askenazita) e mugikato. Scrive Sergio Romano dopo il “geniale” raid contro la flottiglia della pace e l’assassinio di alcuni cittadini turchi (cfr. pag.105 di Panorama del 10 giugno 2010) che se nella prima fase della sua esistenza “Israele fu un paese europeo composto da uomini e donne che erano stati allevati in un ambiente laico, socialista” successivamente arrivarono persone con “tradizioni culturali diverse” e, sopratutto “arrivarono circa 900.000 ebrei russi, spesso solo parzialmente ebrei ma culturalmente ancora sovietici” e ancor prima Ariel Toaff (Ebraismo Virtuale, Rizzoli, 2008) non aveva mancato di sottolineare l’esistenza e lo strapotere in Israele di una “leadership egemonica ashkenazita” ii
    Tornando alla tesi dichiarata, Valli indica come sintomatica al riguardo della netta prevalenza nella rivoluzione “russa” della componente ebraica (cfr.pag.281) anche la composizione del Politburo, organo centrale di tutte le più importanti decisioni sovietiche, nei suoi sette membri effettivi in carica nel marzo del 1919, nonché la composizione della Guardia d’Onore alla salma di Lenin subito dopo la sua morte, cinque anni dopo, dove sei guardie sono di ascendenza ebraica ed una sola – Tuchacevskij – è russa. Del pari, ed ancor più significativamente, nel Comitato Centrale Esecutivo di 65 membri gli ebrei sono indicati in numero di 45 e nel Consiglio dei Commissari del Popolo giungono ad essere 20 su 22 componenti. E senza trascurare di collegare il tradizionale saluto “comunista” a pugno chiuso al millenario rituale della festa ebraica di Purim (pag.1076).
    Il saggio qui in recensione, dedicato alle vittime di ogni messianismo, è strutturato su 17 capitoli ed è corredato da una trentina di tabelle ed altrettante tavole, mentre manca di un indice dei nomi (ed anche dei numerosissimi acronimi, in buona parte di derivazione russa e quindi necessariamente traslitterati), indicativamente attorno ai 24.000.
    “Dietro la bandiera rossa” riporta integralmente documenti utili per una non superficiale comprensione del livello di consapevolezza e determinazione del rivoluzionarismo rosso: tra gli altri, il sicuramente significativo “Catechismo del rivoluzionario” di Sergej Gennadevic Necaev, che Valli non esita a riportare integralmente da pag.127 a pag.130, enumerante articolatamente e separatamente i doveri del rivoluzionario verso se stesso, verso i compagni rivoluzionari, verso la società e verso il popolo. Tralasciando gli aspetti più scontatamente massimalisti, va osservato che al punto 7 Necaev inequivocabilmente afferma che “La natura di un vero rivoluzionario esclude qualsiasi forma di romanticismo, di sensibilità, di entusiasmo, di impulsività; esclude anche l’odio e la vendetta personali” ed al punto 11 ribadisce che “Quando un compagno è in pericolo e si deve decidere se salvarlo o no, il rivoluzionario non deve badare ad alcun sentimento personale ma… deve calcolare da un lato il grado di utilità di quel compagno e dall’altro la quantità di forze rivoluzionarie necessarie e liberarlo”. Al punto dedicato alla sesta ed ultima categoria sociale (le donne) troviamo le stesse impietosamente – e forse realisticamente - divise in tre classi : “le donne futili, senza cervello e senza cuore, che bisogna usare come la terza e la quarta categoria di uomini; le donne ardenti, leali e capaci, ma che non sono dei nostri perchè non sono giunte alla comprensione rivoluzionaria pratica e inequivocabile: dobbiamo usarle come gli uomini della quinta categoria; infine le donne che sono interamente dei nostri, cioè completamente iniziate e che hanno accettato il nostro programma nella sua totalità. Dobbiamo considerarle come il più prezioso dei nostri tesori, senza l’aiuto del quale non potremmo fare nulla”.
    Esaminando le tabelle che corredano il testo possiamo constatare che le dette sono precipuamente strumentali a sostenere ed a riassumere con dati quantitativi sia la tesi di fondo del libro sulla ebraicità della rivoluzione “russa” (e.g. Quota etnica dei capi NKVK, 1934 – 1941, pag. 241 - Quota etnica negli Organi, 1937 – 1950, pag. 242 - Quota ebrei sui capi bolscevici, 1919 – 1920, pag. 282 – Composizione etnica del CC del PCUS, pag. 212 – Composizione etnica del Politburo, pag. 291 – Composizione etnica della CCC, pag. 292) sia ad evidenziare l’elevatissimo numero di esecuzioni, e comunque di Caduti, negli opposti schieramenti.
    Vengono quindi elencate in comparazione le numericamente assai inferiori condanne a morte del tedesco Volksgerichtshof (pag.411) ovvero “Tribunale del popolo” istituito nel 1934, che giudicava i delitti di Hoch und Landesverrat (alto tradimento), Heimtucke (slealtà), Wehrkraftzersetzung (disfattismo) e Feindbegungstigung (favoreggiamento del nemico) e le 62 condanne a morte del TSDS (Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, pag.461), eseguite in Italia tra il 1927 ed il 1943.
    Quanto alle accurate ed analitiche tabelle sui caduti fascisti (Fascisti uccisi in Italia ed estero, 1922-25, pag. 442, Fascisti ed anti uccisi in Italia, 1925, pag. 443, Fascisti uccisi e feriti
    all’estero, 1921-32, pag. 444, Fascisti uccisi all’estero, 1921-35, pag. 446, Fascisti caduti dal 1 nov. 1922 al 1940, pag. 447, Fascisti caduti dal 9/IX/1943 al 25/4/1945, pag. 468, Fascisti uccisi dopo il 25 aprile 1945, pag. 474) Valli, sotto il profilo dell’esattezza storica, non fa sconti e bacchetta anche il Duce osservando e documentando seccamente che (pag. 425) “la cifra di tremila “Caduti per la Rivoluzione” riportata da fonti fasciste e più volte dichiarati pubblicamente anche da Mussolini è inesatta”, ma è ben minore, come analiticamente non manca di precisare.
    Con le tavole l’Autore ritiene di portare visivamente l’attenzione del lettore su due distinte classi di fenomeni: le strumentali e spesso banali “immutatio veri” di regime e le crudeltà goffamente ostentate, volte ad intimidire gli avversari politici.
    Nella prima categoria un classico tutto “soviet” è la cancellazione da foto ufficiali e più o meno storiche dei politici epurati. Così a pag. 248 si documenta la intervenuta sparizione dalla foto lungo il canale Mosca – Volga della trojka Voroscilov-Molotov-Stalin del “nano sanguinario” Nicolaj Ivanovic Ezov, a capo della GPU-NKVD dopo Jagoda e prima di Berija, sparato alla nuca il 4 febbraio 1940. Di tutti e tre i preposti alla delicata funzione, Valli non esita a esplicitare e sottolineare l’origine ebraica, assieme all’osservazione (Tabella a pag.242 “Percentuale del personale NKVD-MVD/MGB per nazionalità ed anno”) “tra i carnefici del Grande Terrore gli ebrei sono 43 volte più numerosi dei russi”. Analogamente, a pag. 218 nella foto del 7 novembre 1919 sulla Piazza Rossa, in occasione del secondo anniversario spariscono attorno a Lenin sia Kamenev c.d. “uomo di pietra”, eliminato nel 1936 che Trockij, macellato da un killer nel 1940 che il georgiano Khalatov, desaparecido sin dal 1937. Del pari, a pag.216 e 217, si documenta la trasformazione subita dalla storica foto del discorso tenuto da Lenin il 5 maggio 1920 sulla piazza del teatro Bolscioi alle truppe in partenza contro i polacchi. Anche qui infatti si documenta la successiva e progressiva sparizione accanto a Lenin dei politici di parte perdente, ovvero sia di Trockij che di Kamenev.
    Nella seconda categoria, le immagini del Terrore, fa orrido spicco a pag. 340 la foto del generale polacco Rosinski, denudato, torturato ed impalato nell’estate del 1920 da volonterosi ragazzoni dell’Armata Rossa che ne circondano disciplinatamente il cadavere appeso per il tallone ad un albero. Così come la documentazione a pag. 919 delle atrocità delle persecuzioni anticattoliche in Messico, con impiccagioni ed esecuzioni intervenute nel 1926 e nel 1927. A pag 979 l’orrore, tra gli altri, della esibizione di crani di cadaveri di religiosi, esumati dalle bare dai miliziani rojos dopo la distruzione della Chiesa del Carmelo a Madrid e della salma di una suora del Convento delle Carmelitane a Barcellona “trascinata in strada ed irrisa da un miliziano”.
    Col XVII ed ultimo capitolo “Morale” si arriva alla illustrazione di un Terrore più “moderno” (Finanziario e Monetario) che ci riguarda e continua dopo la intervenuta liquidazione di buona parte del patrimonio pubblico in Russia ed in Italia da parte di oligarchi e collaborazionisti a vari livelli statuali iii. In relazione al quale e conclusivamente, in termini propositivi, rinviamo al concreto rimedio proposto a chiare lettere da Giorgio Vitali: “L’Europa, sconfitta nel 1945, ha reagito alla sconfitta con l’Unificazione, ma non è capace, almeno fino ad oggi, di reagire all’attacco finanziario scattato in Usa da parte della finanza ebraika, attraverso i suoi uomini di punta: Soros, Paulson, Cohen, Einhorn, Morgan, Monness. Possiamo però sottolineare che, qualora l’UE volesse reagire all’attacco ebraico-statunitense, avrebbe una sola soluzione davanti a sé: modificare lo statuto costitutivo della Banca Centrale Europea”.
    - L’Autore (cfr.pag.1) esplicitamente si riconosce nel solco del realismo pagano (visione del mondo elleno-romana, machiavellico-vichiana, nietzscheana ed infine compiutamente fascista, dichiarandosi in radicale opposizione ad ogni allucinazione politica demoliberale e socialcomunista e ad ogni allucinazione filosofico-religiosa giudaico e giudaico discesa. Assicura peraltro, e con un indubbio effetto tranquillizzante, che “gli sono grati spunti critico-operativi di ascendenza volterriana”. Premette di non aver mai fatto parte di movimenti politici e considera l’assoluta urgenza di prese di posizione chiare e puntuali …. sul piano dell’analisi storica ed intellettuale”. Sempre il nostro ritiene di puntualizzare nella successiva Avvertenza (cfr. pag.3), contestualmente ad una citazione dei Ricordi, I, 114, di Francesco Guicciardini, che “si vede costretto a precisare che la documentazione presentata nel saggio e le argomentazioni conseguentemente svolte non rappresentano una forma mascherata di istigazione all’odio né obbediscono ad un inconfessato disegno di reiterazione di ciò che viene definito olocausto” scusandosi quindi col lettore per la ovvietà ed invitando socraticamente al rispetto di tutte le leggi, anche quelle che siano effetto di “ricatti di lobby criminali”.
    Vittime degli azkenaziti, anche oggi, sono non solo i palestinesi ma anche gli ebrei doc ovvero i sefarditi, cacciati dalle loro case in Africa del Nord a causa della -a dir poco - maldestra invasione e gestione sionisto-azkenazita della Palestina. A commento dei modi e del modesto livello di intelligenza della stessa, è stato considerato che i maggioritari askenaziti (oltre l’80% delle comunità di religione ebraica) sarebbero poco semiti e molto turchici, discendendo direttamente dai Khazari. Arthur Koestler sostenne in modo particolare questa tesi, mentre da altri (cfr. anche la “indipendente e imparziale” Wikipedia) si afferma che elementi genetici originari del Medio Oriente (il cosiddetto cromosoma Y Aaron) caratterizzino la linea maschile askenazi.
    Cfr. il Redazionale de Il Giornale di Feltri del 11/12/09 sul tema di una sovranità della moneta in mani private che, per la sua incontrollata irresponsabilità ed incapacità di distinguere amici da nemici (v. Bernie Madoff che, senza alcun rispetto, massacra finanziariamente i “correligionari”), oggi non è più accettata neppure in ambienti dichiaratamente filo-ebraici : “Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea.
    Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo. Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”.
    Gianantonio Valli “Dietro la bandiera rossa. Il comunismo, creatura ebraica.” Ed. EFFEPI, via Balbi Piovera n.7, 16149 Genova – Prima edizione aprile 2010 – pagine 1280, Euro 85,00 per ordinarlo:
    tel. 338-9195220,
    email:
    effepiedizioni@hotmail.com
    Dietro la bandiera Rossa: il comunismo, creatura ebraica | Cultura | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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