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Siria, lotta di popolo.
Il primo incontro di questo importante giro di consultazioni dell’APF è stato quello avuto a Beirut con il generale Aoun, ex Presidente del Libano e attuale capo della coalizione cristiani-Hezbollah e probabile prossimo presidente del Libano. Con il generale Aoun si è parlato dell’attuale assenza dell’Europa dalla crisi siriana e della delega che l'Ue ha dato all’America e agli USA per tutte le sue funzioni, nonché della sudditanza di questi ultimi ad Israele. Il generale ci ha confermato che in questo momento 360 km2 del Libano sono in mano all’ISIS, e che nei prossimi giorni le forze legate all’Hezbollah e all’esercito libanese riprenderanno il comando della situazione. Successivamente la delegazione si è incontrata con i vertici sia libanesi, sia siriani del SSNP (Partito Social Nazionale Siriano), un partito con una forte organizzazione militante e al quale Assad ha assegnato il compito di tutelare l’ordine pubblico della riconquistata città di Homs. Con il SSNP l’APF ha stabilito un rapporto politico organico che darà i suoi frutti immediatamente. Sono poi seguiti gli incontri con i due arcivescovi cristiani, siriaco e melchita, che hanno sostenuto con forza l’importanza del far sì che la comunità cristiana e siriana non diventi “profuga” in Europa ma rimanga in Siria mantenendo così il suo ruolo secolare di stabilità e Civiltà che le comunità cristiane hanno sempre avuto in Medio Oriente.
Gli incontri sono poi proseguiti nella giornata di sabato con la visita al partito Baath, l’incontro con il leader di fatto del partito Hilala al Hilal e con il Ministro degli Esteri Walid al-Muallim che ha evidenziato gli elementi di contatto fra ISIS ed Israele. In particolar modo negli ultimi tempi è stato messo in luce il sistematico attacco da parte dell’organizzazione terroristica a tutti i campi palestinesi a Damasco e nel resto della Siria. Con il Ministro dell’Informazione Omran Zoubi si è parlato della decina di giornalisti siriani uccisi dall’ISIS, del blocco delle informazioni in Occidente e del fatto che questo Ministero ha in mano l’elenco di tutti i terroristi europei presenti in Siria, elenco assolutamente a disposizione di quelle autorità di polizia e di intelligence, comprese le nostre, che avessero la bontà di chiederlo e che finora non l'hanno fatto. Particolarmente toccante è stata la visita all'Ospedale Militare dove la delegazione ha portato dei piccoli doni ai militari feriti, spesso giovanissimi, esprimendo il sentimento di Europei che non possono che ringraziare chi sta dando la propria gioventù e la propria vita alla difesa della Siria e dell' Europa. Con tutti gli onori ha infine avuto luogo il ricevimento della delegazione APF nel parlamento Siriano, il Presidente del Parlamento Mohammed Lahham ed un alta delegazione hanno ricevuto Fiore e gli altri esponenti, indicandoli come referenti ufficiali del popolo Siriano in Europa. Infine la conferenza stampa che ha visto oltre 60 tra giornalisti e televisioni presenti è stata occasione per ribadire la posizione politica degli esponenti europei ed il riconoscimento della stessa da parte delle massime autorità siriane. L’APF, ed i movimenti che ne fanno parte a livello nazionale, lancerà una campagna europea volta a mettere in luce quello che sta avvenendo in Siria: ovvero, una battaglia fra civiltà e caos, che da un parte vede la Siria il Libano (Hezbollah ed Aoun) la Russia e l' Iran in lotta contro il tentativo dell’ISIS e dei suoi alleati (Arabia Saudita, Qatar, Turchia, USA ed Israele) di soggiogare i popoli del Medio Oriente, di eliminare le comunità cristiane in Terra Santa, di circondare l’Europa con insediamenti ISIS in nord Africa e nei Balcani, di colpire l’Europa nella sua essenza di civiltà e di cristianità eliminando per sempre opposizione politica e geopolitica.
Quella del popolo siriano è per questo motivo la lotta di un popolo che non ha debiti con le banche, che ha un avanzato sistema sociale ed una dottrina fondante anticapitalista ed antimarxista, e che oggi non può che essere difesa da tutti i movimenti patriottici europei e da tutti gli uomini liberi.
Roberto Fiore




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