Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 26
  1. #1
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,771
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,977
    Mentioned
    1496 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Tutta la storia della civiltà occidentale, dall'impero romano ai tempi moderni, da Diocleziano a Bismarck, insegna che quando lo Stato impegna una lotta contro una religione, è lo Stato che ne uscirà, alla fine, sconfitto. La lotta contro la religione è la lotta contro l'inafferrabile e l'irraggiungibile, è la lotta contro lo spirito in ciò che ha di più intimo e di più profondo ed è oramai provato che in questa lotta le armi dello Stato - anche le più aguzze - non riescono a inferire colpi mortali alla Chiesa, la quale - specialmente la cattolica - esce trionfante dalle più dure prove. Uno Stato può essere vittorioso solo nella lotta contro un altro Stato. Può concretare allora la sua vittoria imprimendo, ad esempio, un cambiamento del regime, una cessione territoriale, il pagamento di una indennità, il disarmo dell'esercito, un determinato sistema di alleanze politiche od economiche. Quando si lotta contro uno Stato si è di fronte a una realtà materiale, che può essere afferrata, colpita, mutilata, trasformata; ma quando si lotta contro una religione non si riesce a individuare un particolare bersaglio: basta la semplice resistenza passiva dei sacerdoti o dei credenti, per rendere inefficiente l'attacco dello Stato. Bismarck negli otto anni della sua Kulturkampf, determinata dal dogma dell'infallibilità papale in materia religiosa - fece arrestare decine di vescovi, chiudere centinaia di chiese, sciogliere moltissime organizzazioni cattoliche, sequestrandone i fondi; scatenò una campagna di idee anti-romane col famoso motto « los von Rom » ed il risultato di questa persecuzione fu di portare a cento il numero dei deputati cattolici al Reichstag; di rendere popolare in tutto il mondo la figura di Windthorst, di collaudare la resistenza morale del mondo cattolico tedesco. Alla fine Bismarck - dico Bismarck, il fondatore dell'Impero tedesco - capitolava dinnanzi a Leone XIII, chiamandolo arbitro in una controversia internazionale e scrivendogli una lettera che cominciava colla parola « Sire ». Altrettanto sfortunata fu la politica di Napoleone I, di fronte alla Chiesa. Uno degli errori più gravi del grande corso, fu quello di aver voluto « brutalizzare » due Papi e il Vaticano.
    Nel concetto fascista di Stato totalitario, la Religione è assolutamente libera e nel suo ambito, indipendente. Non ci è nemmeno mai passato per l'anticamera del cervello la bislacca idea di fondare una nuova religione di Stato o di asservire allo Stato la religione professata dalla totalità degli italiani. Il compito dello Stato non consiste nel tentare di creare nuovi vangeli o altri dogmi, di rovesciare le vecchie divinità per sostituirle con altre che si chiamano sangue, razza, nordismo e simili. Lo Stato fascista non trova che sia suo dovere intervenire nella materia religiosa, o se ciò accade è solo nel caso in cui il fatto religioso tocchi l'ordine politico e morale dello Stato. Nei tempi moderni e nei continenti di civiltà bianca, lo Stato non può assumere che due atteggiamenti logici di fronte alle Chiese costituite: o ignorarle, pur tollerandole tutte - come avviene negli Stati Uniti - o regolare i suoi rapporti colle chiese, con un sistema di convenzioni o concordati, così come si è fatto, molto proficuamente, in Italia. Particolarmente indicatoria è la storia dei rapporti fra Chiesa e Stato in Italia, dal 1870 al 1929. Lo Stato italiano votata la cosidetta Legge delle Guarentigie che non fu mai accettata dal Papa, adottò la politica di ignorare la Chiesa cattolica. La formula già insufficiente di Cavour - libera Chiesa in libero Stato (insufficiente in un paese cattolico come l'Italia che ha inoltre il privilegio di essere la sede di una religione che raccoglie 400 milioni di adepti in tutte le parti del mondo) - fu seguita dalla formula geometrica di Giolitti, il quale definiva Chiesa e Stato due parallele che si prolungano all'infinito e non s'incontrano mai. All'infuori delle formule succitate, i partiti cosidetti di sinistra si specializzarono in una attività di anticlericalismo di carattere demagogico e volgare che toccava e abbruttiva talune zone urbane, ma non penetrava nelle grandi masse dei cattolici intoccabili da te tale propaganda. Era una situazione intenibile e malgrado le separazioni non mancavano i contatti ufficiosi fra Quirinale e Vaticano imposti dalle necessità della vita in comune in determinate circostanze, come ad esempio, la riunione dei Cardinali per la successione del Soglio. Nel 1929 tutto ciò ebbe fine col Trattato che risolveva in maniera soddisfacente e definitiva la Questione romana e col Concordato che sistemava - attraverso una serie di poche decine di articoli - le relazioni fra lo Stato italiano e la Santa Sede. Dall'11 febbraio 1929 sono passati sei anni all'indomani degli accordi non mancarono le voci scettiche o le catastrofiche. Tali voci salirono al cielo quando nell'estate del 1931 i patti furono sottoposti all'usura di un conflitto in cui era in giuoco la questione dell'educazione giovanile. Il conflitto ebbe diverse fasi, talune delle quali molto acute e durò alcuni mesi. Ma ai primi di settembre fu regolato con reciproca soddisfazione. Quella controversia può essere considerata come la prova del fuoco per i patti lateranensi. Da allora niente è venuto a turbare la pace religiosa e civile di cui gode il popolo italiano e si può aggiungere che una collaborazione cordiale si è sviluppata fra i due poteri, i quali si riferiscono allo stesso oggetto, l'uomo. La dottrina fascista sulla materia è chiara: lo Stato è sovrano e niente può essere fuori o contro lo Stato, nemmeno la religione nelle sue pratiche estrinsecazioni e ciò spiega come i Vescovi italiani prestano giuramento di fedeltà allo Stato: d'altra parte la Chiesa è sovrana in quello che è il suo specifico campo di attività: la cura e la salvezza delle anime. Vi sono dei momenti e delle attività dove le due forze si incontrano e in tal caso, la collaborazione è desiderabile, è possibile ed è feconda. Come sarebbe grottesco un concilio dei Cardinali che si occupasse del calibro dei cannoni o del tonnellaggio delle corazzate, così sarebbe ridicolo un consiglio dei ministri che volesse legiferare in materia di teologia o di dogmatica religiosa. Uno Stato che non voglia seminare il turbamento spirituale e creare la divisione fra i suoi cittadini, deve guardarsi da ogni intervento in materia strettamente religiosa. Ciò che è accaduto in questi ultimi tempi in Germania è la riprova della bontà della dottrina e della prassi fascista. Nessuno Stato è più totalitario e autoritario dello Stato fascista: nessuno Stato è più geloso della sua sovranità e del suo prestigio, ma appunto perciò lo Stato fascista non sente il bisogno di intervenire in materie che esulano dalla sua competenza e sono estranee alla sua natura. Tutti coloro che si sono incamminati per questa strada hanno dovuto, presto o tardi, riconoscere il loro errore. Nel mio discorso alla seconda assemblea quinquennale del Regime, con intenzione, ho dichiarato che chiunque incrina o turba l'unità religiosa di un popolo, commette un delitto di lesa-nazione.

    Benito Mussolini, "Le Figaro", 18 dicembre 1934. Tratto da "I Patti Lateranensi e il Fascismo" di N. Tripodi, pp. 156-161.
    Ultima modifica di Giò; 30-05-15 alle 07:29
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #2
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,809
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il compito dello Stato non consiste nel tentare di creare nuovi vangeli o altri dogmi, di rovesciare le vecchie divinità per sostituirle con altre che si chiamano sangue, razza, nordismo e simili.


    in capo a qualche anno in concomitanza con l'Impero ha attinto pure a quello

  3. #3
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,771
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,977
    Mentioned
    1496 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio


    in capo a qualche anno in concomitanza con l'Impero ha attinto pure a quello
    Ma anche in quel caso si mantenne coerente con l'impostazione esposta nel '34, a ben pensarci.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #4
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,771
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,977
    Mentioned
    1496 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Per capire cosa intendo, questo è il passaggio del discorso del Duce che Mussolini stesso cita alla fine dell'articolo pubblicato su "Le Figaro":

    « L'Italia ha il privilegio di essere la Nazione più nettamente individuata dal punto di vista geografico. La più compattamente omogenea dal punto di vista etnico, linguistico, morale. L'unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo. Comprometterla od anche soltanto incrinarla è commettere un delitto di lesa-nazione ».

    (18 marzo 1934, vedi qui)
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #5
    Morte al cristianesimo! ⨁
    Data Registrazione
    02 Jun 2014
    Località
    Europa scristianizzata ⨁
    Messaggi
    14,050
     Likes dati
    3,119
     Like avuti
    7,965
    Mentioned
    415 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Il Duce omette di dire che l'unico modo per evitare discordie inter-religiose è creare un ulteriore Dio da interporre più in alto.
    All'epoca e nel periodo romano era lo Stato, ora è il denaro o comunque la "libertà" (di spendere denaro).
    Ultima modifica di Pestis nigra; 30-05-15 alle 14:44
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  6. #6
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,771
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,977
    Mentioned
    1496 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Il Duce omette di dire che l'unico modo per evitare discordie inter-religiose è creare un ulteriore Dio da interporre più in alto.
    All'epoca e nel periodo romano era lo Stato, ora è il denaro o comunque la "libertà" (di spendere denaro).
    Al di là del giudizio che si possa dare in merito, credo che sia proprio quello che il Duce sconsigliava di fare.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  7. #7
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,809
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Ma anche in quel caso si mantenne coerente con l'impostazione esposta nel '34, a ben pensarci.
    non stavo suggerendo che volesse instaurare nuove divinità (operazione sconsigliata dallo stesso Gustave Le Bon)

    del resto lo stesso nazionalsocialismo non ha letteralmente divinizzato "la razza" e dalle stesse SS si esigeva una fede "in Dio" (sia pure senza riferimento alle varianti confessionali specifiche)
    Ultima modifica di Troll; 30-05-15 alle 14:50

  8. #8
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,809
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Il Duce omette di dire che l'unico modo per evitare discordie inter-religiose è creare un ulteriore Dio da interporre più in alto.
    All'epoca e nel periodo romano era lo Stato, ora è il denaro o comunque la "libertà" (di spendere denaro).
    beh il modo più drastico è la regalità divina o comunque sacra da cui Evola

  9. #9
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,771
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,977
    Mentioned
    1496 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    non stavo suggerendo che volesse instaurare nuove divinità (operazione sconsigliata dallo stesso Gustave Le Bon)

    del resto lo stesso nazionalsocialismo non ha letteralmente divinizzato "la razza" e dalle stesse SS si esigeva una fede "in Dio" (sia pure senza riferimento alle varianti confessionali specifiche)
    Per "divinizzazione della razza" si intende l'elevazione della razza a principio supremo attraverso cui giudicare - letteralmente - ogni cosa, anche i cosiddetti "valori trascendenti". E' vero che il nazionalsocialismo, come dimostrano anche i discorsi di Hitler, è sempre stato maggioritariamente "teista", però alla fine ciò che professava era appunto il credo in un dio nazionale.

    Credo che una delle differenze fondamentali tra nazionalsocialismo e Fascismo (lo rilevava proprio Fisichella nel suo saggio sul totalitarismo) sia stato l'atteggiamento verso la religiosità tradizionale, sia in termini "ideali" che pratici.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  10. #10
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,809
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Mussolini su "Le Figaro" (18 dicembre 1934)

    lo Stato moderno laico che ha schmittianamente neutralizzato il conflitto religioso (non che quello romano potesse definirsi davvero tale, visto che le persecuzioni si legavano al fatto che i cristiani non sacrificassero all'imperatore) e l'appello utilitario agli interessi (la borsa londinese di Voltaire dove mercanteggiano individui di fedi diverse) discendono dalla situazione in cui è già spezzato il "consenso sull'essenziale" (ho sentito esprimersi così Introvigne in riferimento alla modernità a una conferenza sulla massoneria)

    "La genesi del progetto capitalista (o liberale, o economico, poiché questi termini, come li intendo io, coincidono perfettamente) è del tutto impossibile da comprendere se non la si riferisce alla questione centrale che ha sempre definito la modernità europea dalla fine delle drammatiche guerre civili del XVI secolo: su che basi è possibile ricostruire una società pacificata, visto che è universalmente ammesso che nessuna rivelazione religiosa è più in grado di dare regole a un mondo comune? La risposta che alla fine prevarrà, e che non era certo l’unica possibile (basta leggere Pascal), è che la ragione, la «luce naturale», costituisce la condizione necessaria (un postulato che si accetta senza difficoltà) e sufficiente (e qui si tratta di un altro problema) per portare a termine la totale riorganizzazione dell’ordine umano.

    Per la meccanica sociale era pertanto indispensabile individuare una forza con proprietà equivalenti. La maggioranza degli illuministi si trovò a poco a poco d’accordo nell’individuarla nell’interesse. Il che equivaleva a dire che un uomo si comporta «razionalmente» quando, sgombro da qualsiasi pregiudizio, da qualsiasi superstizione e da qualsiasi passione negativa, prende ad agire in conformità al proprio interesse ben inteso, mentre ogni altro criterio di razionalità nei comportamenti umani sarebbe privo di senso. Le conseguenze di tale ipotesi - che i filosofi chiamano in genere «utilitarismo» - sono fondamentali per capire il mondo che è il nostro. Per un verso, essa permette di spiegare in modo plausibile il fallimento dei precedenti sistemi politici, che per funzionare in modo ottimale pretendevano, in effetti, che gli uomini si comportassero come i santi del Vangelo o gli eroi dell’antichità." (Jean-Claude Michéa)
    Ultima modifica di Troll; 30-05-15 alle 15:12

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. "Il Führer protegge il diritto" (1934)
    Di Giò nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-04-13, 17:44
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 24-02-11, 16:19
  3. Lista nera - Quotidiano "Le Figaro"
    Di SkySurfer nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 30-08-05, 20:35
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-03-05, 22:51
  5. Spassosa corrispondenza fra Claudio Mutti e il "Lyon Figaro"
    Di Tomás de Torquemada nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 10-09-03, 01:18

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito