WALL STREET, QUANDO L'AZIONISTA DIFENDE I DIRITTI DEGLI ANIMALI
Mercoledì, 10 Giugno 2015
Peta compra quote delle aziende sospettate di abusi
Far valere anche a Wall street i diritti degli animali. E' la strategia adottata da Peta, una delle principali e più ricche associazioni protezioniste americane, che usa da tempo i mercati finanziari per promuovere la sua causa comperando azioni di aziende ritenute responsabili di abusi sugli animali. Secondo il portale specializzato Marketwatch, La Peta possiede azioni di oltre 70 aziende, da Seaworld Entertainment, proprietaria dei parchi acquatici più celebri d'America, a McDonald's, il fast food che ha reso l'hamburger un "vizio" planetario, da General Electric, il colosso energetico a stelle e strisce, a Lulumelon Athletica, che vende in tutto il mondo il suo abbigliamento sportivo e per fare yoga.
Ovviamente lo scopo di questi investimenti non è finanziare i "rivali". La Peta compra il minimo necessario di azioni che consente di votare nell'assemblea annuale dei soci. Proprio oggi la Peta utilizzerà questo strumento presentando una dichiarazione scritta all'assemblea dei soci di SeaWorld sul trattamento di orche e delfini attraverso il campione di surf, Kelly Slater. "Scegliamo di comperare le azioni delle aziende che ci sembrano lente sul fronte del benessere degli animali. Questa strategia è cominciata nel lontano 1987. Allora compravamo azioni di aziende di cosmetica o di detersivi per la casa che facevano, per i loro prodotti, test sugli animali. Una scelta vincente che ha portato ottimi risultati", spiega Stephanie Shaw, direttore degli Affari societari della Peta. Parte della procedura consiste nel porre domande e proporre risoluzioni con l'aiuto di immagini o video che colpiscano manager ed azionisti. Se con l'azienda si apre un dialogo costruttivo, spiega Shaw, e Peta può constatare un cambio di rotta, le azioni vengono vendute. (Foto: Chensiyuan)





Rispondi Citando