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Discussione: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

  1. #1
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    Predefinito Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

    Addio a Rutilio Sermonti

    E' scomparso la scorsa notte, all'età di 94 anni, uno degli ultimi testimoni della Rsi




    Combattente e uomo di multiforme ingegno e cultura, lascia un'eredità di idee e valori incarnati e trasmessi ogni giorno della sua vita

    Il Leone è "andato avanti". La scorsa notte, all'età di 94 anni, Rutilio Sermonti ha lasciato questa terra. Uomo di grandissima cultura, artista, scrittore e combattente, in tutta la sua lunga vita è sempre stato coerente con le idee e i valori in cui credeva. Fascista e ammiratore di Mussolini, poi volontario, con la divisa della RSI, nelle trincee della Seconda Guerra mondiale. E ancora, nel dopoguerra, fondatore del MSI, dal quale si era poi allontanato perché lo riteneva troppo dialogante con la Democrazia cristiana. Rutilio Sermonti è stato tutto questo. Ma è stato soprattutto alfiere, testimone ed esempio, soprattutto per i giovani, di un modo di intendere ed interpretare la politica tutto rivolto alla tradizione, alla formazione e allo spirito di servizio. A chi ha avuto la fortuna e l'onore di conoscerlo, personalmente o attraverso le sue numerose opere, resta la voglia di prendere in mano il suo testimone. Fatto di impegno, coerenza e onore.







    Addio a Rutilio Sermonti - giornaleditalia
    Ultima modifica di Majorana; 15-06-15 alle 16:11
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    Gli umori corrodono il marmo

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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

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    Gli umori corrodono il marmo

  3. #3
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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

    Rutilio!

    Lui è uno di quelli che ha provato a far ingranare l' ambiente.
    Ultima modifica di Avanguardia; 15-06-15 alle 16:52
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

    Il suo testamento spirituale:

    Testamento spirituale di Rutilio Sermonti
    Testamento spirituale di Rutilio Sermonti
    RSMC

    Ascoltatemi, carissimi amici e compagni di fede. Questo non è un addio. L'addio, sarete voi a darmelo, quando io non potrò più farlo, dato che, fino all'ultimo respiro, intendo adempiere al giuramento che prestai il 28 ottobre 1939 allo Stadio dei Marmi, al Duce presente.
    È un testamento e una consegna, e, come tale, va redatto presso alla conclusione della vita, ma ancora nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, come il destino ha voluto conservarmi tuttora.
    Mi rivolgo a voi, che mi siete più vicini nei ranghi, ma vi faccio carico di serbare in cuore le mie parole e di divulgarle al massimo e con ogni possibile mezzo a tutti coloro che giudicate pronti a riceverle, il giorno in cui mi porrò in congedo illimitato.
    Per tutta la vita, ho cercato di servire il nostro comune ideale. Come tutti, ho certo commesso errori ed ingenuità, ma posso orgogliosamente affermare, sfidando chiunque a contraddirmi, di non aver mai accettato il più insignificante compromesso con la laida baldracca cui si usa dare il nome di Libertà, nè con i suoi logorroici manutengoli. Ora che il fardello del legionario comincia a premere sulle mie dolenti spalle, e che il mio passo malfermo necessita dell'appoggio affettuoso dei giovani fedeli, credo quindi di potere, senza mancarvi di rispetto, rivolgermi a voi in tono quasi paterno.
    La prima verità da intendere è questa: che il compito che ci siamo assunti non è da uomini, ma da eroi. Non è affermazione retorica, questa, ma rigorosamente realistica. E, se così numerosi tentativi di riunione delle nostre forze sono falliti, è stato perchè si è voluto affrontarli da uomini e non da eroi. E gli uomini, anche di buon livello, hanno una pletora di debolezze, di vanità, di fisime, di opportunismi, che solo gli eroi sanno gettarsi dietro le spalle.
    Come tante altre parole, anche "eroe" ha bisogno di una definizione. Non intendo, con essa, riferirmi a un comportamento eccezionale dettato da un attimo di esaltazione, di suggestione e di sacro furore, che può portare fino a «gettare la vita oltre l'ostacolo». Intendo definire quel fatto esistenziale e permanente, detto «concezione eroica della vita», che accompagna il soggetto in tutte le sue azioni e pensieri, anche apparentemente più tranquilli. Eroe, è quindi chi riesce a spezzare i vincoli condizionanti che lo legano, ora ad ora, alla grigia materialità del quotidiano, per seguire ad ogni costo la suprema armonia del cosmo, il sentiero della super-vita e della partecipazione al Grande Spirito. L'eroe è quindi portato a fare il proprio dovere, senza bisogno di alcuna costrizione, ed ha nella propria coscienza un giudice ben più acuto e inesorabile che un pubblico impiegato seduto dietro a un bancone. Libero, non è chi non ha padrone, ma chi è padrone di se stesso, e quindi l'eroe è il solo tipo umano veramente libero.
    Non è che l'eroe non si allacci anche lui le scarpe, non paghi il telefono, non incassi lo stipendio o non partecipi magari a una compravendita. Solo che, per lui, quelle sono incombenze necessarie ma accessorie, secondarie: non sono «la realtà della vita», come per l'uomo qualunque. Servono a campare, ma vivere per campare gli toglierebbe il respiro.
    Per questo, il nostro primo imperativo dev'essere: «tutti eroi!».
    Il mio testamento spirituale potrebbe finire qui, perchè tutto quel che ho fatto, detto e abbondantemente scritto in tanti anni, non è che la conseguenza di quell'impostazione.
    Voglio però aggiungervi un paio di consigli, che ritengo possano essere utili per la vostra continuazione della lotta.
    Il primo è di adottare un ordinamento (e una formazione) fondato sui doveri e non sui diritti.
    Sul piano meramente logico, sembrerebbe la stessa cosa. Se Tizio ha un diritto, ci dev'essere un Caio che ha il corrispondente dovere verso di lui. Se quindi io dico: «Tizio ha diritto di avere X da Caio», è sinonimo del dire «Caio ha il dovere di dare X a Tizio». Che differenza c'è?
    C'è, la differenza. E sta nel fatto che, mentre il proprio dovere si può FARE, il proprio diritto si può soltanto RECLAMARE. Ne consegue che, se tutti fanno il loro dovere, e tale è la maggior cura dello Stato, automaticamente anche tutti i diritti vengono soddisfatti, mentre, se si proclamano diritti a piene mani, e tutti li reclamano, si fanno solo cortei con cartelli e una gran confusione e intralcio al traffico (protetto da stuoli di vigili urbani), ma il popolo resta a bocca asciutta, eccettuati i sindacalisti.
    La seconda esortazione ha carattere operativo. Un uomo solo, un Capo, può impugnare la barra delle massime decisioni, ma deve possedere qualità eccezionali, che ben raramente si riscontrano. In sua mancanza, un gruppo di tre, quattro, cinque persone accuratamente selezionate, possono svolgere la funzione decisionale con sufficiente prontezza e saggezza. Un organo più numeroso, può funzionare solo a patto che vi sia una rigorosa divisione di funzioni e relative competenze, tra cui quella di sintesi, svolta da pochissimi. Ma soprattutto, deve dominare in esso l'assoluta unità di intenti, al difuori di qualsiasi carattere agonistico (tipo maggioranza e opposizione). In mancanza di tali requisiti, l'organo numeroso è del tutto inutile, anzi gravemente dannoso, perchè vengono a dominare poteri "di fatto" fuori di ogni controllo. Vi dico questo, sia in vista degli organi dello Stato organico che intendiamo istaurare, sia per quanto riguarda agli organi interni di "nostre" formazioni. Per queste ultime, anzi, il pericolo delle vaste "collegialità" (vedasi il pessimo esempio del MSI-DN) è ancor più grave, perchè fattore della degenerazione demagogica e incapacitante delle compagini stesse. Lasciate quindi al belante gregge democratico la ridicola allucinazione di comandare tutti, e coltivate la nobile, virile e feconda virtù dell'obbedienza.
    Nessuno nega che il temperamento ambizioso sia uno stimolo per l'azione, ma ognuno stia in guardia: al minimo accenno che esso tenda a prevaricare in lui sulla dedizione alla Causa, sappia mortificarlo con orrore. La vittoria nella «grande guerra santa» è quella.
    Se potrò costatare l'accoglienza da parte vostra di queste mie esortazioni, saprò di non aver vissuto inutilmente.
    Ed ora, non avendo più la forza di stare al remo, torno a darmi da fare al timone.
    Enos, Lases, iuvate !

    Rutilio
    Ultima modifica di Avanguardia; 15-06-15 alle 17:00
    Adriano, FRUGALE and shadows like this.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

    Presente!
    affidiamo alla preghiera il suo ricordo, nella speranza di poterci un giorno salutare ancora nei campi elisi!
    ...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
    ogni anno rifioriscono...


  7. #7
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    Predefinito Re: Il Leone è "andato avanti". Addio Rutilio Sermonti

    Presente!
    Iscriviti al partito dei "buoni e giusti", siamo la prima forza politica di POL

 

 

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