Non so se ve ne siete resi conto, ma in questi giorni abbiamo assistito ad un'autentica riproposizione in salsa italica del Macbeth.
Protagonisti sono, nel ruolo di Macbeth il Senatur, Bossi, l'immarcescibile, nel ruole del re ovviamente il Cavalier Silvio Berlusocni, e di Fini nel ruolo inedito della moglie di Machbeth, pronta a sussurrare al maritino affettuoso parole suadenti riguardo il suo destino di leader incontrastato della Padania.
Destino che il re ostacolerebbe, pensando più alla privacy dei suoi amici che alla padania di Macbeth, e addirittura nominando un suo vassallo, pur se amico di Macbeth, Ministro del federalismo...
"Non sia mai" avrà pensato il Senatùr-Macbeth, infilandosi volentieri nel gianfranchiano talamo, "domani ci penso io a mettere in chiaro chi comanda".
E infatti oggi siamo qui riuniti, amici, a piangere sulla tomba di un Governo ormai defunto, trascinato a fondo dal colpo inferto alle spalle del Premier. "Ripensiamo al ddl intercettazioni" disse Macbeth, "non c'è fretta "rispose in coro la moglie. E intanto il centrodestra moriva.




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