il Fatto Quotidiano - Il radicale, il sindaco, il dirigente. Ecco i ribelli di Mafia Capitale
14 giugno 2015 - Valeria Pacelli a pag. 7 - Pubblici ufficiali a libro paga, politici corrotti e consiglieri "ai loro ordini". Mafia Capitale sapeva che ogni cosa poteva essere pagata. La bustarella era il mezzo che consentiva al sodalizio di favorire le attività delle proprie cooperative. Ma c'era anche chi non si è piegato. Come il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, primo cittadino pentastellato, definito da Buzzi un incorruttibile. O Aldo Barletta, dirigente del Dipartimento politiche abitative del Comune di Roma, un "osso durissimo" che "è entrato da 10 giorni e ha applicato tutto quello che non avevano applicato fino ad adesso". Bisognava dunque farlo fuori Barletta, tanto che sempre secondo quanto riferito da Buzzi e annotato dal Ros dei carabinieri - voleva coinvolgere "la Campana (Micaela, deputata Pd, ndr) per sollecitare Ozzimo (Daniele, ex assessore dimessosi mesi fa e ora ai domiciliari, ndr) a risolvere il problema che, stando alle affermazioni di Buzzi, riguardava la scarsa permeabilità di Barletta (Aldo, ndr) rispetto alle sollecitazioni esterne".
Quando "i dirigenti erano sgraditi a Buzzi" - come è annotato negli atti di indagine - il gruppo esercitava anche "pressioni per eliminarli e orientare la nomina di quelli più disponibili agli interessi".
Come sarebbe avvenuto per Gabriella Acerbi, dirigente del V dipartimento, che con l'arrivo della giunta Marino, era andata a sostituire Angelo Scozzafava, lo stesso poi nominato nella commissione per l'appalto Cup della Regione Lazio. La Acerbi per Buzzi è poco disponibile: "Basta che se ne va questa, non te riceve, non te parla... e che cazzo, no!". Bisognava dunque rimuoverla, tanto che il ras delle coop romane "caldeggiava presso Franco Figurelli, capo segreteria del presidente dell'Assemblea capitolina, Mirko Coratti, la nomina di Italo Walter Politano (non indagato, ndr), ritenuto da Buzzi un soggetto funzionale ai propri scopi". Ma in questa nomina c'era un ostacolo: "La manovra, tuttavia, non sortiva esito positivo a causa dell`ostracismo dimostrato dall'allora assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini, motivo per cui il Dipartimento promozione servizi sociali e della Salute veniva affidato a Isabella Cozza (non indagata, ndr), definita comunque da Figurelli una persona fidata ("ce l`avemo messa noi, ahò")".
E scritto nelle carte: "Effettivamente, a novembre 2013, Isabella Cozza veniva nominata Direttore del Dipartimento Politiche sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale, in sostituzione della Dott.ssa Gabriella Acerbi". Un cambio che "trovava comunque la soddisfazione di Salvatore Buzzi: "Sto a pensa' al nuovo Direttore del Dipartimento... Cozza si chiama... Cozza (ride!).. Dottoressa Cozza... Comunque la Acerbi semo riuscita a farla fuori vai a fare in culo... c'avemo la Dottoressa Cozza... Cooooozza".
Anche in Commissione Bilancio del Comune di Roma non andava sempre bene, soprattutto quando c'era qualcuno che lo faceva saltare come il consigliere comunale dei radicali Riccardo Magi. In una conversazione dell'ottobre 2013 Buzzi parla di "un'operazione non meglio precisata" e dice che "la regia ce l'ha Michela, in favore della quale avrebbero dovuto, come contropartita, assumere una non meglio indicata persona". Il riferimento sarebbe alla deputata Campana. Dice Buzzi: "Il marchettificio sul bilancio gli era stato fatto saltare da Magi (fonetico) quindi era pronto l'emendamento per (inc) 100 mila euro su Ozzimo... e noi facevamo st'operazione... Siccome Magi (fonetico) gli ha fatto salta' sta cosa l'unico modo... gli ho detto: 'Michee (Michela, ndr), guarda, famo 'na cosa... ce dai una mano anche tu, la facciamo con Ciarla (Mario Ciarla, attuale presidente della Commissione Commercio e attività produttive del Consiglio regionale del Lazio, ndr)'. Allora, Ciarla (fonetico) deve trova' dei fondi sul bilancio regionale da destinare ai Municipi non al Comune... al quinto municipio o al... quinto ex quinto... ex ottavo... Che se pigliano 'sti fondi poi tramite gara... quello che cazzo glie pare li affidano alla 29 Giugno, noi facciamo il lavoro e nel compenso oltre al ribasso una parte dei soldi li destiniamo".
Ma sono cose che non si possono dire al telefono e Buzzi lo sa: "Ohh... (a bassa voce, ndr) attento al telefono... io ce l'ho sotto controllo... loro non lo so ma io è sicuro... sta attentissimo ehhhh... (...) perché pe' noi sembra la normalità invece per i giudici... t`arrestano... sei arrestato... noi stiamo in un mondo che... a noi non ce sembrano reati".




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