Quello che non riusciamo a capire č come mai, con tutta la ricchezza di termini che ha la lingua italiana, per definire i diversamente normali si debba ricorrere ad un termine straniero: GAY.
Che, poi, secondo noi, richiamando quel termine un'immagine di giocositą, di gaia spensieratezza e sesso facile trasgressivo, potrebbe ingenerare l'effetto contrario.
Forse che, per i diversamente normali sentirsi definire omosessuali, li imbarazza psicologicamente?
® Kobra




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