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Re: Le combinazioni
Undici miliardi in meno: banche, l'Italia teme il collasso - IlGiornale.it
Undici miliardi in meno: banche, l'Italia teme il collasso
Questo forse è uno dei più difficili da che la crisi, nel 2008, ha cominciato a mordere anche il Belpaese. Oltre ai mutui che restano al palo e alle sofferenze bancarie che non calano, c'è un dato ancor più preoccupante e delicato: a novembre, dopo oltre un anno di crescita continua, sono fuoriusciti dai conti correnti 11 miliardi di euro. In termini percentuali, in un mese i depositi sono calati del 6,1 per cento. Numeri enormi, che però vanno trattati con cautela: il 30 del mese infatti si paga l'anticipo Ires e le aziende attingono alle liquidità bancarie. Eppure il calo è notevole, più cospicuo di quanto ci si potesse attendere.
Il punto è che meno raccolta, ovvero depositi più leggeri, significano meno liquidità in cassa. Si pensi alle banche in difficoltà: come sottolinea Il Fatto Quotidiano, se per ipotesi la "Nuova Banca Marche", che raccoglie 14,3 miliardi, perdesse il 7% dei depositi, la cassa verrebbe dimezzata. Lo stesso per Carife ed Etruria, giusto per restare nel lotto degli istituti aiutati dal salva-banche del governo Renzi. Il deflusso andrebbe così a incidere in modo significativo sul prezzo al quale queste banche potranno essere vendute per rimborsare il Fondo interbancario dal quale si è attinto per
salvarle, poiché al netto degli 1,7 miliardi che si ipotizza di incassare cedendo le sofferenze, ne servono altri 1,8 miliardi (o, altrimenti, il sistema bancario ci perderà). Risulta lampante, dunque, che si il calo dei depositi venisse confermato in simili proporzioni lo scenario sarebbe assai più difficile da affrontare rispetto a quanto previsto fino ad oggi.
La gente ha paura.
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Re: Le combinazioni
https://www.lastampa.it/2016/01/19/e...N/premium.html
La fine di Etruria fra trame e massoni
A Perugia l’indagine su un’associazione segreta che coinvolge Carboni e altri faccendieri. L’intreccio con l’imprenditore Mureddu e Pierluigi Boschi per cercare il dg della banca
Inchiesta delicatissima e scottante, quella che è partita a Perugia su una presunta associazione segreta che ruota attorno a un nome stranoto come il faccendiere-massone Flavio Carboni, al centro di affari oscuri fin dai tempi dell’omicidio Calvi, e a nomi meno conosciuti, ma sempre presenti nel retrobottega del potere quali Gianmario Ferramonti, massone-leghista vicino a Gelli che a metà degli Anni Novanta tramava per portare Maroni al ministero dell’Interno; Enzo
dignitario di una pseudo loggia templare, già coinvolto in inchieste sulla massoneria deviata di Salvatore spinello ; e Valeriano Mureddu , imprenditore sardo trapiantato in Toscana , vicino di casa della famiglia Renzi.
Segue........
In questo lungo articolo de La Stampa uscito con il beneplacito del nuovo direttore che ha studiato all'università di Gerusalemme vi è da rimanere imbambolati.
Dalle logge templari a chi aveva avuto dei problemi per il banco Ambrosiano, è una corrida di intrecci.
Anche se tutto potrebbe anche non essere vero, ecco perché l'italia, come è unita adesso, non si salverà .
E la gente porta via i soldi dai conti correnti.
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Re: Le combinazioni
italia, repubblica fondata sul lavoro dei Carboni. Ardenti.
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Re: Le combinazioni
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Re: Le combinazioni
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Re: Le combinazioni
L'analisi dell'esperto: "Banche, rischio corsa agli sportelli" - Economia - Libero Quotidiano
A lanciare l'allarme "corsa agli sportelli" è l'economista Luigi Zingales sulle pagine de Il Giorno. Chiede al governo un intervento più incisivo a livello europeo. Sgombra il campo da ogni equivoco: "«Non credo alle cospirazioni internazionali. Chi parla di 'avvertimenti all' Italia' applica al mondo circostante la propria mentalità mafiosa, oppure vuole alzare un polverone per nascondere i propri errori. Gli stessi che ieri raccontavano storielle sulla solidità delle banche italiane, oggi diffondono il sospetto di un' azione concordata dietro le quinte per destabilizzare il Paese. Sarebbe meglio, invece, dire la verità".
Il consiglio - La verità secondo lui è che la situazione si fa sempre più pericolosa e che il governo non si rende conto che esiste in Italia il rischio di una corsa agli sportelli". E suggerisce una strada, una via d'uscita: "Il governo italiano dovrebbe andare a Bruxelles e chiedere con forza di cambiare le regole, come ho suggerito in un appello che ho scritto a fine dicembre insieme a Luigi Guiso, in cui abbiamo illustrato perché l' Italia dovrebbe chiedere una moratoria sul bail in. Ma il governo non si è nemmeno degnato di risponderci". Zingales spiega così perché bisogna chiedere una moratoria: "Mentre negli altri Paesi le obbligazioni bancarie vengono collocate presso assicurazioni e fondi pensioni, in Italia finiscono spesso nei portafogli dei clienti, tanto che sono diventate lo strumento di risparmio più diffuso, al pari dei Bot, e sono presenti nei portafogli delle famiglie con frequenza tripla rispetto a quella dei Cct o dei fondi comuni". La conseguenza è che i prossimi bail
in toccheranno molte più persone e il rischio che "una crisi bancaria determini un' ondata di panico è reale".
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Re: Le combinazioni
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Re: Le combinazioni
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