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    Predefinito La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    da Blondet and friends.

    Ma la protesta antigender non può far presa sulle sabbie mobili

    Gabriele Adinolfi22 giugno 20151 Comment
    Segnalazione di Pietro Ferrari
    di Gabriele Adinolfi
    E adesso? Sabato a Roma eravate più di mezzo milione, forse un milione, ma che farete ora? Avete protestato contro l’imposizione del gender. Diciamo che era anche ora che lo si facesse perché nelle scuole insegneranno ai vostri figli la masturbazione precoce fino a quattro anni, da quattro ad otto poi li introdurranno all’omosessualità. Come se non bastasse insegneranno a ogni bambino che non ha una sessualità precisa, neppure un’omosessualità, ma che è un libro aperto da scrivere ogni giorno, a capriccio, con otre cinquanta sfumature d’identità porno sentimentale. Avete provato a dire no, ma lo avete fatto sul serio? Siete disposti a battervi o non avete fatto che una sorta di alter gay pride, una rumorosa ora d’aria mentre i secondini sbadigliavano? Non c’è più un piedistallo In primo luogo, pensate che siete in grado di fare barriera? Credete che la discesa sia frenabile assestandosi sul penultimo gradino? Perché il relativismo capriccioso gender (che nulla c’entra tra l’altro con le unioni civili, ma hanno fatto un pacchetto di tutto, ingannando e strumentalizzando così anche i gay) non è che l’ultimo stadio della destrutturazione della personalità conscia. Un’operazione di Sovversione in atto su tutti i piani da quando l’Asse è stato sconfitto e, in particolar modo, dagli anni Sessanta per opera delle minoranze trozko-liberal, un’offensiva programmata volta a distruggere la Forma e l’Architrave, a sostituire la forza del Mito con quella disorganizzatrice dell’Utopia. Per decenni avete accettato senza battere ciglio un po’ di tutto: dalla sacralizzazione laica dell’antifascismo al baratto delle gite scolastiche da Barcellona ai Lager, dalla criminalizzazione del vir alla colpevolizzazione del maschio, dal pacifismo al femminicidio.
    Tutta la verticalità è andata distrutta ed è anche colpa vostra, non siete innocenti. Cosa volete ora? Adesso che avete lasciato che li rimuovessero tutti, su quale piedistallo potete assestarvi per contrastare la discesa gender? Spiegatemelo perché io non lo so. L’indignazione di chi dice “no, ora è troppo” non ha mai avuto né mai avrà alcun effetto, tranne che sui nervi di chi s’indigna. Ci dovevate pensare prima, molto prima, quando avete permesso ogni cosa, quando avete lasciato arrestare e condannare chi parlava in modo scorretto, quando avete permesso che si calunniassero i virtuosi e accettato che i vostri figli si bevessero quelle calunnie. Quando avete sostituito l’etica con i codici moralisti e avete trasformato la famiglia che pretendete di salvare dal nucleo cardine di una società patriarcale di un tempo all’atomo castrante e matriarcale in cui vivete oggi orizzontali, salvo magari poi interromperla per rottura di contratto della ltd. A resistere non cela farete perché siete diventati ogm anche voi. Disposti al sacrificio? Se però credete che ci si debba battere comunque, pur senza alcun programma, alcuna forza, alcun alleato (nemmeno il Vaticano e la Cei!) allora vi chiedo: fino al rogo escluso? Non avete dalla vostra nemmeno il Papa che tiene il profilo assai basso in materia e che, mentre voi vi preoccupate del futuro dei vostri figli, si espone in prima persona a favore dell’invasione che è l’altra faccia della destrutturazione. Non avete più alcun appiglio, siete soli contro tutti. Se pensate di poter contrastare il disegno del gender voluto da tutte le oligarchie occidentali, nessuna esclusa, dovete essere pronti a perdere il lavoro, ad andare in galera, a farvi perseguitare. Non in dieci o in cento, però, ma tutti quanti siete, altrimenti non funzionerà. Dite che sabato eravate un milione: avrete almeno settecentomila figli che vanno a scuola. Siete disposti, ora, subito, a toglierceli e a rifiutare d’iscriverceli di nuovo finché non avrete vinto la vostra battaglia? Siete capaci di farlo? Sì o no? Perché se cercate soluzioni ragionate, ipotetiche, sfumate, mediate, allora signori e signore di che stiamo a parlare? Non serve a nulla Siete felici e orgogliosi dell’ora d’aria di massa di cui avete goduto sabato pomeriggio a Roma ma, se non passate allo scontro reale, se non mettete in crisi l’istituzione che volete impedire sia genderizzata, non avrete fatto che un piacere all’oligarchia sovversiva contro cui protestate. Essa sa bene quello che non dovreste ignorare neppure voi. La prima manifestazione eccitata in risposta a dei provvedimenti scandalosi presenta sempre il massimo della forza che è in grado di mobilitare; col tempo la mobilitazione scema. Lo si è visto chiaramente nelle ben più consistenti Spagna e Francia. L’unico risultato che la folla anti gay ha ottenuto colà è stato che, in aggiunta ai matrimoni e al gender mantenuti e controfirmati da tutti i partiti, FN compreso, Parigi ha tolto il latino e il greco dall’insegnamento pubblico. Nessuno si batterà al posto tuo Sapete cosa accadrà se non rischiate il tutto per tutto? Vi prenderanno in giro rivedendo i programmi gender nelle scuole, ma li perfezioneranno. Dopo di che la sola soluzione che vi rimarrà sarà d’iscrivere i vostri figli in qualche carissima scuola clericale che ignorerà il programma. Tutto qua. A meno che non togliate subito i vostri figli dalla scuola, tutti, disposti a far perder loro uno o due anni di scolarità e di rischiare voi stipendi e carriere. Altrimenti ricordatevi che non c’è nessun Dio che prenda le armi al posto di chi anziché battersi prega. Sabato è già lontano, se non siete disposti a giocarvi il tutto per tutto, sappiate che quelli che pensate di avere sfidato ridono di voi e ne hanno ben donde.
    Fonte: www.ilfrontista.org
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    EVOLUZIONE DEL “GENDER” UMANO

    Stefano Maria Chiari23 giugno 20152 Comments
    di Stefano maria Chiari
    I neologismi sono sempre interessanti; spesso non per il loro valore semantico, del tutto inesistente, quanto piuttosto per il background che svela i meccanismi mentali proiettati nei vocaboli scelti, mai a caso, ma quasi in risposta di quelle esigenze che dentro e dietro quei meccanismi si celano.
    “Identità” e “genere” sono i termini che ci interessano. È vero, se n’é fatto gran parlare, ma proprio per questo una voce in più che si unisca alla gazzarra, credo non disturbi più di tanto.
    Identità è una parola che davvero svela molto del bisogno inconscio di questa società; veicola senso, significato, ricerca del vero, fantasma sempre più perso nell’oblio di questo nichilismo post-modernista.
    Deve essere l’OMS a chiedere identità! Certo, chi altri?! La Sanità “mondiale” avendo smarrito filosoficamente (perché di filosofie essa si ammanta!) la ragion d’essere, lascia il cuore vuoto sospirante un riempimento in risposta all’horror vacui dello spirito, quia inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te. È una legge matematicamente ed infallibilmente sempre applicabile, il vuoto di Dio genera desiderio di pienezza, di vita, cose tutte, immancabilmente assenti nelle “cisterne screpolate” indicate da Geremia; e solo Uno può dare un’acqua che zampilla per la vita eterna e che non richiederà di attingere ancora al pozzo dell’esistenza.
    Ebbene, “identità” tradisce tutto questo; una società smarrita, che si incammina senza sapere dove né perché, ma che non può fare a meno di cercare risposta a queste domande ineludibili.
    Quanto al “genere”; ebbene esso rappresenta in binomio con la richiesta di identità, proprio questa incapacità di dare risposta. “Gender” disegna infatti un insieme indefinito, un agglomerato privo di quelle specificità che sono l’obiettivo finale dell’identità cercata. “Identità di genere” potremmo parafrasarlo proprio come il fallito tentativo di “avere un nome sulla terra”; siamo come in Babele, nella confusione estrema, senza specificità.
    Dobbiamo però aggiungere altro. “Genere” è termine anche volutamente polemico (consciamente o no) nei confronti di Genesi. È curioso notare come lì, nel creato disegnato da Dio, non si parli mai di genere; il termine utilizzato dall’agiografo è “specie” (secondo la loro specie). Dio non perde tempo, lasciando la natura in balia di indefinite progressioni pluriopzionali; dà il tono ad ogni essere e lo connota per quel che è, riflettendo in ogni creazione la “bontà” dell’Autore. Dobbiamo, è vero e per inciso, precisare che l’unico ad essere creato con un “programma” è l’uomo stesso (già uomo completo, si intende), ma con un destino divino di progredire nella somiglianza al Creatore, che lo plasma a sua immagine. Troppo spesso i commentatori occidentali hanno trascurato di soffermarsi sul fatto che il versetto 26 (cap.1), nel quale Dio “delibera” la creazione dell’uomo sia differente dal successivo; nel passaggio tra i due, si è smarrita la “somiglianza”, proprio perché l’uomo è essere votato ad una crescita spirituale di luce e di amore, la theosis della persona umana in Dio.
    Chiusa questa piccola digressione, concentriamoci sull’uso strumentale del documento OMS. Mentre un milione di persone affolla piazza San Giovanni determinata e convinta, più o meno, del sopruso dittatoriale posto in essere attraverso le imposizioni trasversali di questi “enti internazionali e sovranazionali”, è quanto meno agghiacciante constatare la controinformazione di una certa cultura che definiremo di “sinistra”, non tanto perché si connoti (ormai anche qui il genere prevale sulla specie) politicamente (tutto sommato la politica è un aspetto solo strumentale del messaggio), quanto piuttosto come entità culturale, mentalità diffusa che pervada gli animi e li conquisti nell’incedere inesorabile dell’evoluzione verso il nulla. Del resto, perché meravigliarsi? Smarrito l’essere nel divenire storico, la scuola hegeliana di sinistra precipita in questo vortice metamorfico da anni (esemplificativa la trasformazione del partito di Togliatti in quello di Renzi, con tutti i D’Alema e Prodi di mezzo). Evoluzione della specie; si! Perfettamente coincidente con gli ideali dell’ideatore Mordechai.
    E mentre in Olanda una Sentenza della Corte d’appello dà il via libera al club che promuove la pedofilia, liberalizzando il sesso coi minori, l’ordine degli psicologi del Lazio etichetta come diffamante il volantino “antigender”, perché (a loro dire) decontestualizza alcune frasi, estrapolandole arbitrariamente. Questo è soltanto uno dei pronunciamenti pro gender, ma l’idea portante è sempre la medesima: il gender non esiste, la lettura del documento OMS è stata strumentalizzata dalla Chiesa per opporsi alle unioni civili. In realtà, più che la gerarchia ecclesiastica (Avvenire, all’indomani della manifestazione, ne trascura quasi completamente l’esistenza) e fatte salve alcune stoccate di Papa Francesco, la reazione non può dirsi tanto dei prelati (la stessa lettera di Mons. Paglia inviata e letta durante l’incontro è in perfetta linea col politicamente corretto: mai un riferimento al soprannaturale, al Divino…), quanto piuttosto, e per principio di sussidiarietà (divinamente ispirato), del popolo credente.
    Il gender non esiste si sostiene! Quindi un milione di persone, tutte completamente inebetite dalla propaganda cattolica, di chissà quale matrice; c’è chi dice che i Neocatecumenali l’abbiano fatta da padroni, che Adinolfi altro non aspettava per farsi propaganda nel lancio prossimo di un partito…ma, alla fin fine, l’idea della strumentalizzazione regge davvero poco.
    Basta prendere il documento per rendersene conto (sul web è disponibile), per chi abbia orecchi per intendere.
    La stesura del testo procede con assunti indimostrati, che, di passaggio in passaggio si mutano in premesse certe di successivi step di avanzamento; l’esito finale è quello di un castello di carta, che cade su stesso, privo di reale fondamento, ma che tuttavia arriverebbe ad avvalorare la perfetta coerenza delle conclusioni (aberranti, perché vitiatur et vitiat, derivate da assiomi assolutamente inaccettabili).
    Vediamone brevemente alcuni momenti.
    Le premesse sono inquietanti. Il programma prescelto e benedetto è quello della promozione della “salute sessuale”, alla quale farebbero da contraltare una serie di “diritti sessuali”.
    Interessante notare subito che tra i pericoli che minacciano la salute sessuale vi siano le “gravidanze indesiderate” e la contrazione di malattie veneree; detto altrimenti: la salute sessuale, fondata sul principio del “libero esercizio” del proprio corpo, “autonoma determinazione della propria sessualità”, queste a ben vedere!, ragioni tutte che vanno a determinare l’insorgenza delle deprecate minacce (notare come il bimbo concepito sia considerato una “minaccia”), dovrebbe costituirne la cura preventiva. Ovviamente si tacita l’astensione, passandola in rassegna come esperimento un po’ retrò messo in atto da certe correnti “repubblicane” degli States, ritendendola superata e non olisticamente orientata al “benessere sessuale”.
    Prima erronea convinzione, passata per dogma incontestabile: la salute sessuale ad ogni costo, prima di tutto, gravidanze comprese. Se questo non è un proclama di esaltazione egoica delle più basse pulsioni riproduttive, passando per l’erotico, fino al mortifero gesto eliminatore di ogni ostacolo a tale godimento: l’infanticidio nel grembo della madre! Si badi bene: il matrimonio consensuale viene ricompreso nell’elenco dei diritti, come perfettamente equivalente al godimento con prostitute, trans e chi più ne ha più ne metta (non si dice espressamente, ma sostanzialmente è quel che si afferma).
    Nessun vero “senso di responsabilità”, nessuna presa di coscienza delle conseguenze delle proprie azioni; quello che disturba, determinato dal sollazzo dei propri organi sessuali, è eliminato, senza troppe chiacchiere; come al solito, ed alla faccia della sbandierata visione olistica, si cura il sintomo e non la malattia. Sappiamo e prova ne sono generazioni di santi e di uomini, che tutto questo bisogno di “salute sessuale” non soddisfi la felicità, che, res severa, necessita di impegno, dominio ed autocontrollo (“Chi domina se stesso vale più di chi conquista una città” (Pr 16,32)). Nemo dat quod non habet: disperdere la propria vita sessuale, seguendo le pulsioni di presunti diritti internazionalmente riconosciuti, porta a dissipare la capacità di amare, perché non costituisce donazione, ma egoistica ricerca dello “star bene”. In realtà, “si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio”. Il senso della sessualità (che l’OMS distingue dal “sesso”, proprio per innescare subdolamente uno spazio vuoto dove inserire il “genere” oggetto di sviluppo) passa per la castità, come l’amore per il sacrificio: amare è volere il bene dell’altro, costi quel che costi; la vita sessuale non prescinde da questa regola. Essa infatti appartiene ai rapporti relazionali, che, in quanto tali, vivono del rapporto con un “tu”, della cui presenza nel documento dobbiamo cercare a fatica, connotandosi come esaltazione dell’ “io”. Ecco l’equivoco fondante: il benessere sessuale dovrebbe costituire, si dice nel documento, una visione olistica dell’essere umano, ma, se si osserva attentamente, esso ne riduce la portata al freudismo più becero. Nessuna visione olistica emerge dal messaggio imposto; esiste soltanto la falsa convinzione di un’unica panacea: il pansessualismo, che deve essere curato, anzi imposto (figuratevi quanto interesse abbia un bambino di tre anni a sapere della masturbazione (a parte i pochi casi di prese di coscienza del corpo, che tuttavia mai arrivano a disegnare un consapevole atto di autoerotismo)!!); nessun riferimento ad altre dimensioni dell’uomo in sé ed in relazione all’altro.
    È l’evoluzione della specie…anzi del genere, da homo sapiens a homo guadens e quando il piacere viene prima della sapienza, il crinale della fine è vicino.

    Stefano Maria Chiari

    da Blondet and friends.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    Altro punto di vista.
    da il Nord quotidiano

    LE FIGARO: BASTA SINISTRA

    martedì 23 giugno 2015
    E' stata una vera marea umana quella che ha sommerso sabato scorso a Roma la Piazza S.Giovanni nonostante la pioggia battente, per manifestare a favore della famiglia tradizionale formata da un uomo e da una donna e per protestare contro il progetto del premier Matteo Renzi, che darebbe alle coppie omosessuali gli stessi diritti che il codice civile italiano prevede per il matrimonio, anche in materia di figli ed adozioni. Sul quotidiano francese ''Le Figaro'' Charles Beigbeder sostiene che la lezione piu' importante si trae da questo evento di massa a Roma (uno identico a Parigi l'anno scorso con 2 milioni di persone) e' che in Europa un nuovo movimento popolare e conservatore sta nascendo e si sta estendendo proprio sul tema dei valori etici e di civilta': i valori tradizionali sono insidiati dai cosiddetti ''diritti'' in materia di aborto, di coppie omosessuali e di eutanasia; cambiamenti che i mass media, dominati dalla sinistra, vorrebbero imporre come ''irreversibili''. Ma e' proprio contro questa pretesa ''irreversibilita''' che si sta ergendo l'opposizione, da parte di una maggioranza non piu' silenziosa e delle giovani generazioni che non sono affatto pronte ad accettare la dominazione culturale del de-costruttivismo post-68 imposta dalla stampa del ''regime'' di sinistra.
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  4. #4
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    L'ideologia gender è un crimine contro l'umanità.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    Per questo la sinistra la porta avanti con entusiasmo e ce la impone.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #6
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Per questo la sinistra la porta avanti con entusiasmo e ce la impone.
    Sinistroidi=zombie.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #7
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    E' inutile parlare e lamentarsi per quello che si prospetta.
    E' inutile chiedere sacrifici comportamentali ai genitori affinché difendano i loro figli.

    L'unica soluzione è applicare il Vangelo. Luca 17-1.2

    “””E' impossibile che non avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengano. Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato in mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli”””.

    Non è mai troppo tardi per seguire il Vangelo.
    Fuori dagli insegnamenti del Vangelo non vi sono molti spazi.
    O si taglia o il caos

  8. #8
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    Predefinito Re: La tardiva, e quindi inutile, opposizione al gender.

    Il mare sta diventando troppo piccolo.
    In alternativa suggerirei i vulcani.
    Specie quelli in attività.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 25-06-15 alle 11:30
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 

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