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    Forumista junior
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    Predefinito Immigrazione: una risposta Nazionalsocialista

    https://aryanesimo.wordpress.com/politica/immigrazione/

    Legenda:

    Ariano

    1)Come aggettivo: ereditariamente nobile
    -Solo in un contesto genetico

    2)Come aggettivo: attinente ad Arya
    -Solo in contesti diversi da quello genetico

    3)Come sostantivo: persona nobile (specialmente se la nobiltà è innata e non appresa); colui che persegue Arya
    -Non legato all'etnia (ma con un fondamento genetico)
    -Opposto di non-Ariano (Ebreo, Gentile)
    -Legato all'archetipo dell'agricoltore


    Gentile
    Tribalista non ebraico; tribalista che è sincero riguardo al suo tribalismo
    -Confronta con Ebreo, Ariano
    -Associato all'archetipo del cacciatore
    -Da non confondere con Goy


    Ebreo
    Beneficiario dell'Ebraismo; tribalista che è insincero riguardo al suo tribalismo
    -Confronta con Gentile, Ariano
    -Associato all'archetipo pastorale


    Sindrome Boromir” (SB) (cultura non Ariana)
    Adottare i valori del nemico per confrontarsi con esso, ovvero competere contro il nemico seguendo le regole del suo gioco
    -Ispirato dal personaggio de Il Signore degli Anelli
    -Ad esempio: identitarismo, etno-nazionalismo, “razzismo difensivo” dei Gentili


    "Sionisticamente Corretto" (SC) (cultura non Ariana)
    Posizioni che si oppongono al Politicamente Corretto (PC) dell'attuale status quo incoraggiando l'ammirazione della mentalità e delle politiche di Israele o degli Ebrei della diaspora.




    I residenti sono classificati come cittadini dello stato o come membri dello stato. Sono inclusi tra i secondi tutti gli immigrati recenti. Il Ministro del Reich decide quando possa essere concessa la cittadinanza. Solo i cittadini hanno diritto all’elettorato attivo e passivo, e sono idonei a ricoprire cariche di stato. In ogni altro aspetto tutti i cittadini e membri dello stato sono uguali davanti alla legge. La libertà personale è garantita. … È un incentivo per una buona condotta, rende l’ottenimento della cittadinanza una conquista, ed elimina dall’elezione delle guide politiche fattori esterni, verosimilmente finanziari. D’altra parte una valutazione umana uniforme impedisce la formazione di qualsiasi senso di inferiorità, garantendo inoltre l’eguaglianza legale di tutti.” -Alfred Rosenberg

    Gli attacchi, fisici e non, diretti contro gli immigrati (e contro chi viene considerato tale in base alle apparenze) da parte di simpatizzanti di gruppi di estrema destra, comunemente chiamati “neo-Nazisti”, hanno incoraggiato nei male informati l’erronea convinzione secondo la quale il Nazionalsocialismo sarebbe un’ideologia fondamentalmente anti-immigrati, fino al punto in cui spesso i disegnatori satirici rappresentano politici anti-immigrazione con i baffi di Hitler. È nostro compito, in qualità di Aryanisti, correggere questo pregiudizio errato. Anzitutto sarebbe assai difficile trovare un neo-Nazi in accordo con le parole di Alfred Rosenberg citate sopra, le quali dimostrano una correttezza ammirevole verso gli immigrati da parte della Germania Nazionalsocialista. In realtà, l’atteggiamento dei Gentili (1, 2, etc…) verso gli immigrati è molto più simile a quello degli Ebrei in Israele, ormai noti in tutto il mondo per la crudeltà gratuita con cui trattano le minoranze etniche (mentre lo stato chiude un occhio, quando non partecipa attivamente alle violenze).

    L’atteggiamento Ebraico. (Per ottenere quello Gentile, sostituire la parola “Ebrei” nei sottotitoli con il gruppo etnico più appropriato.)

    La verità è che Hitler, il quale spesso ricordava con gratitudine il fatto di essere un immigrato Austriaco, non fu mai ostile nei confronti degli immigrati onesti che desideravano dedicare la propria vita ad un nuovo paese. Attingendo alle memorie di gioventù, egli descriveva positivamente questa mentalità: Liberi da tutti i pregiudizi paralizzanti della professione e del rango sociale, della società e delle tradizioni, costoro svolgono qualsiasi professione che apra loro le porte, accettano qualsiasi lavoro, convincendosi sempre più che nessun lavoro onesto è vergognoso, di qualsiasi genere esso possa essere. Allo stesso modo, anch’io ero deciso a saltare a piedi uniti in quello che per me era un nuovo mondo, per venirne a capo a modo mio. Le sue critiche erano rivolte esclusivamente verso gli Ebrei (ed in misura minore verso i Rom), i quali nel corso della storia erano sempre migrati in base alla strategia del nomadismo – ovvero, senza alcuna intenzione di insediarsi ed integrarsi permanentemente, ma con l’obiettivo di mantenere un’identità separata da chiunque altro nel paese, guadagnare in modo disonesto e poi migrare altrove prima che le conseguenze della loro disonestà causassero inconvenienti.


    L’atteggiamento Ariano. Se sei razzista, gli altri meritano di saperlo. In caso opposto, puoi guadagnarti la cittadinanza.

    L’attuale sentimento di avversione agli immigrati, causando ostilità tra i nuovi arrivati ed i vecchi abitanti, fa il gioco dei Sionisti e del loro piano di divide et impera. Il nostro lavoro deve essere mirato alla completa pacificazione ed eliminazione di queste ostilità, per poterci unire contro il dominio Ebraico, prima che sia troppo tardi. Per realizzare ciò, non chiediamo la soppressione delle discussioni sulle politiche riguardanti l’immigrazione, ma sosteniamo che ogni richiesta di riforma di tali politiche, la quale non sia preceduta da un ancor più forte appello per una sincera amicizia con gli immigrati già presenti, non debba essere presa in seria considerazione. Oltretutto, ogni richiesta di calo dell’immigrazione basata sul fatto che il paese è già “pieno”, accompagnata dall’altro lato da un appello per l’aumento delle nascite locali, si dimostra di per se stessa completamente ipocrita. Tutti gli argomenti a sfondo ecologico contro l’immigrazione (alcuni dei quali sono certamente validi) devono, per potere essere coerenti, opporsi anche all’aumento della popolazione causato dalla riproduzione.


    L’Immigrazione Non Crea Disoccupazione
    La Germania è l’unico paese che non conosce la disoccupazione. Questo è collegato al fatto che non siamo schiavi del bisogno di esportare.” -Adolf Hitler

    Una delle bugie della destra ampiamente diffusa da agenti Sionisti, a cui credono facilmente i Gentili che non comprendono l’economia, è quella secondo la quale gli immigrati causano disoccupazione perché “gli immigrati ci rubano il lavoro!”
    Credere ad una tale bugia vuol dire credere che gli immigrati vivano di sola aria e luce solare. Gli immigrati, come chiunque altro, sono sia consumatori che produttori. Gli immigrati certamente occupano posti di lavoro, ma forniscono anche nuova clientela alle imprese locali, poiché necessitano di prodotti e servizi per la vita quotidiana. Le imprese, di conseguenza, dovranno assumere del personale aggiuntivo per riuscire a fornire ulteriori beni e servizi. In breve: dei posti di lavoro vengono occupati, ma contemporaneamente altri vengono creati.

    È ancora più facile comprendere ciò se prendiamo in considerazione un modello su scala ridotta. Se io vivo da solo in un podere, devo produrre abbastanza cibo per sfamarmi. Se un immigrato arriva ed inizia a fare il mio lavoro, divento disoccupato? No, perché adesso dobbiamo produrre cibo per due persone, e quindi sarà richiesto più lavoro! Inoltre, due persone che lavorano assieme offrono il potenziale per realizzare una produzione più efficiente, rispetto alla singola persona. (I membri della Gioventù Hitleriana dovevano svolgere servizio nei campi durante le vacanze scolastiche, per sperimentare in prima persona quello che abbiamo appena descritto.)
    Il fatto che questa verità sia così poco riconosciuta è un sintomo della meschinità diffusa nella società. Il disoccupato spesso vede che lui non ha un lavoro mentre gli immigrati si, ed immagina che uno di quei lavori avrebbe potuto essere il suo. D’altro canto, chi ha un lavoro raramente considera il fatto che probabilmente non avrebbe il suo impiego attuale se non fosse per i clienti immigrati! (Anche se tra i clienti di un’impresa non c’è nessun immigrato, è ben possibile che tali clienti guadagnino i loro soldi, che poi daranno alla prima impresa, servendo clienti immigrati durante il proprio lavoro.) Così tra i disoccupati vi è del rancore verso gli immigrati, ma non è controbilanciato dalla gratitudine di chi ha un’occupazione. Questo è un ottimo esempio di come una degenerazione interna faciliti i programmi Sionisti.




    Chi non ha la fortuna di avere un lavoro si lamenta di questo.


    Chi ha la fortuna di avere un lavoro non apprezza questo.

    In termini tecnici, la disoccupazione si verifica quando l’offerta di lavoro aggregata nazionale (la quale occupa posti di lavoro) eccede la domanda aggregata nazionale (la quale crea posti di lavoro). L’immigrazione accresce sia l’offerta aggregata nazionale, sia la domanda aggregata nazionale di una quota corrispondente. Perciò in un economia gestita in modo competente gli immigrati non occupano mai più posti di quanti non ne creino, e quindi non causano la disoccupazione. A seconda della distribuzione della domanda, gli immigrati a volte possono persino creare più posti di lavoro di quanti non ne occupino, riducendo così la disoccupazione (questo è molto probabile quando tra gli immigrati vi sono persone a carico, ad esempio anziani e bambini, i quali creano posti di lavoro senza occuparne).
    Se gli immigrati occupano più posti di lavoro di quanti non ne creino, il problema non è l’immigrazione: il problema è l’incompetenza dello stato nel gestire l’economia. Il fenomeno realmente legato all’immigrazione e che sta dietro all’attuale disoccupazione è questo: immigrati che lavorano in paesi la cui moneta vale di più, risparmiano una parte dei loro guadagni per spenderla in paesi la cui moneta vale meno. L’effetto è un incremento del lavoro aggregato nazionale maggiore dell’incremento della domanda aggregata nazionale nel paese con la moneta di maggior valore, ovvero la disoccupazione. (Nel paese con la moneta di minor valore l’effetto è l’inflazione.)
    Questo problema non si risolve con una politica anti-immigrazione, perché i lavoratori immigrati non sono affatto gli unici che guadagnano soldi in un paese per poi spenderli in un altro la cui moneta vale di meno; i cittadini dei paesi la cui moneta ha un valore alto fanno la stessa cosa per mezzo di investimenti off-shore, turismo, acquisti a grandi distanze, etc… Hitler fece notare: “L’egoista non si cura dell’interesse pubblico. Si riempie le tasche e se la squaglia all’estero con la sua valuta straniera. Non si può fondare la stabilità di una moneta sul buon senso dei cittadini.” In ultima analisi non fa alcuna differenza chi sta guadagnando e spendendo in questo modo; ciò che importa è che il denaro fluisce da dove può comprare meno a dove può comprare di più, in altre parole qualcosa da qualche parte viene comprata per meno lavoro di quanto sia stato necessario per produrla (!), il che è la radice del profitto Ebraico ciò che crea il problema in primo luogo. Ma deviando l’attenzione sugli immigrati si nasconde il vero punto della questione.




    La soluzione Nazionalsocialista è semplice: richiedere che tutti i soldi guadagnati in un paese siano spesi nello stesso paese. Questo si ottiene facilmente istituendo una moneta fiat basata sul lavoro e avente valore zero al di fuori del paese di origine (questo è quello che uno stato Nazionalsocialista farebbe comunque per altre ragioni, come l’assicurare che gli scambi internazionali siano interamente basati sul baratto). Questo impedirebbe istantaneamente agli immigrati di abbassare i salari nei paesi con una moneta ad alto valore, poiché non avrebbero più la possibilità di lucrare spendendo i soldi in un altro paese.
    Chiunque dovrebbe essere libero di ricercare ed ottenere un lavoro onesto in qualsiasi paese le sue abilità siano richieste; è immorale proibirglielo, perché nessuno sceglie il paese in cui nascere. Nelle parole di Hitler: “Il Nazionalsocialismo ha introdotto nella vita quotidiana l’idea secondo la quale bisogna scegliere un lavoro perché si è predisposti ad esso in base ai propri talenti, e non perché vi si è predestinati dalla nascita. Pertanto il Nazionalsocialismo esercita un effetto pacificatore. Esso riconcilia gli uomini invece di metterli l’uno contro l’altro.” Ma tutto il guadagno deve essere reinvestito nell’economia nazionale da cui proviene; evitare di farlo è ugualmente immorale. Una politica di questo tipo scoraggerebbe l’immigrazione dei lavoratori disonorevoli, la cui unica intenzione è quella di sfruttare la differenza di valore delle valute per arricchirsi con una minor quantità di lavoro, mentre incoraggerebbe l’immigrazione dei lavoratori onorevoli, che vogliono collaborare onestamente; in tal modo migliorerebbe anche la qualità del popolo (inclusa probabilmente la qualità genetica). Questo è autentico Nazionalsocialismo. Al contrario, ogni politica che deliberatamente rende la vita degli immigrati miserabile è bullismo e prepotenza, e non sarà mai approvata da un autentico Nazionalsocialista.




    Alba Dorata ha parlato di fare irruzione negli ospedali e nelle scuole dell’infanzia per buttare in mezzo alla strada i bambini degli immigrati. Questo è neo-Nazismo, non Nazionalsocialismo.

    Il termine corretto per designare le politiche che si oppongono ad ogni forma di immigrazione è nativismo, non nazionalismo (al contrario di quello che dicono i portavoce del Sionisticamente Corretto o gli affetti da Sindrome Boromir*). Il vero nazionalismo mira ad una politica di immigrazione che aiuti il paese a diventare indipendente. Un semplice esempio della differenza tra nativismo e nazionalismo: in una situazione in cui nel paese scarseggino le persone con le abilità necessarie per svolgere un determinato lavoro, il nativista preferirebbe esternalizzare tale lavoro appaltandolo in un altro paese, mentre il nazionalista preferirebbe che immigrassero nel proprio paese coloro che possiedono le abilità richieste.

    *(D’altra parte alcuni SC e SB vanno persino oltre il semplice nativismo, discriminando sia contro gli immigrati sia contro alcune minoranze etniche native!)


    Confini Positivi

    Il Nazionalsocialismo accetta il fatto che gli individui debbano svolgere il ruolo che meglio si adatti al loro carattere, talento e abilità, e mira a creare il tipo di società in cui gli individui possano impiegare al meglio i loro talenti ed abilità. In altre parole, il Nazionalsocialismo valorizza la personalità.” -David Myatt




    Un’altra fallacia logica della destra (nello specifico un argomento fantoccio) consiste nell’accusare ogni persona comprensiva verso gli immigrati di volere un mondo senza confini. In realtà, supportare l’esistenza dei confini non significa necessariamente opporsi all’immigrazione, o essere apertamente ostili verso gli immigrati. L’autentico Nazionalsocialismo unisce ad una forte fede nei confini un atteggiamento positivo verso gli immigrati, tramite la nostra concezione della comunità popolare.

    I confini sono certamente una buona idea in quanto consentono che paesi diversi abbiano una diversa leadership, economia, leggi, etc. I confini chiusi sono una cattiva idea, perché molte persone nate in un determinato paese possono non concordare con le sue istituzioni. Nessuno dovrebbe essere obbligato a lavorare in un paese del quale non apprezza le istituzioni – farlo significa ridurlo in schiavitù. I confini chiusi bloccano le persone che vogliono andarsene ed impediscono a chi lo vuole di entrare, creando in entrambi i casi una comunità popolare subottimale. Per fare un’analogia, il confine tra due paesi è come quello tra la zona fumatori e la zona non-fumatori: bloccare il confine significa impedire ai non-fumatori che si trovano nella zona fumatori di andare dove non si fuma, e viceversa.



    Lo scopo dell’esistenza di tanti paesi diversi è quello di fornire alle persone una scelta differenziata di luoghi in cui stabilirsi, cosicché ogni persona possa vivere nel paese a cui vuole contribuire con più entusiasmo, nella consapevolezza di collaborare con il paese che ha liberamente scelto. Un mondo senza confini negherebbe alle persone questa scelta, ma anche i confini che impediscono i movimenti la negano. Le scelte richiedono sia l’esistenza di opzioni differenziate, sia la possibilità di accedere a tali opzioni. I mondialisti vogliono rimuovere le opzioni; gli identitari/etnonazionalisti vogliono impedire l’accesso ad esse; entrambi impediscono la formazione di comunità popolari, ed entrambi sono complici passivi della schiavitù e dello sfruttamento. È di particolare importanza per uno stato autocratico non chiudere i confini, poiché la migliore difesa di un dittatore contro le accuse di tirannia è fare notare che le persone insoddisfatte sono libere di andarsene, inoltre la miglior onorificenza che un dittatore possa ricevere è quella di persone che decidono liberamente di emigrare da un’altra terra nel suo stato per poterlo servire.


    In termini di memoria del sangue, l’ostilità verso gli immigrati può essere considerata un portato della mentalità della “zona di caccia” o del “pascolo”, dove gli immigrati sono visti come concorrenza per le prede o per il terreno su cui si nutre il gregge. Questo non è applicabile ad una società agricola, dove la cosa più importante è che gli immigrati siano disponibili a condividere il carico di lavoro. Nello specifico, è un dovere fondamentale dello stato l’offrire ospitalità ai rifugiati che scappano dal pericolo, a condizione che essi vogliano guadagnarsi il necessario per vivere accettando i lavori assegnatigli dallo stato, fino a quando non trovino eventualmente impiego nel settore privato. Il Nazionalsocialismo non è contro i rifugiati, ma contro i fannulloni (rifugiati o non, nativi o stranieri) che dipendono dai contribuenti per il proprio sostentamento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Germania Nazionalsocialista accolse centinaia di migliaia di bambini non-tedeschi senza casa o in stato di indigenza, e fornì loro assistenza statale gratuita tramite il sistema dei Kindererziehungslager, dove ricevettero un’educazione professionale (es. lavoro manuale qualificato) e generale (es. lingua Tedesca) di modo ché avrebbero potuto contribuire alla produzione nazionale e quindi acquisire la cittadinanza Tedesca il prima possibile. Inoltre, dopo la sconfitta della Germania Nazionalsocialista nella guerra, molti membri del NSDAP furono accolti come rifugiati in vari paesi non-Occidentali del mondo, e noi continuiamo ad essere grati ad ogni singolo stato che diede loro accoglienza, e perciò come principio ci proponiamo di fare lo stesso anche per altri. Di contro alle discussioni tediose e negative dei nativisti riguardo ai richiedenti asilo, una discussione positiva Nazionalsocialista sulla stessa materia verterebbe sul modo migliore in cui lo stato possa incanalare questa nuova forza lavoro nella realizzazione di progetti pubblici.


    Io affermo che un gran numero di lavoratori stranieri nel nostro paese lavorarono del tutto volontariamente una volta giunti in Germania” -Albert Speer


    Ciò a cui il Nazionalsocialismo è contrario è il concetto di doppia cittadinanza, che viola la funzione dei confini consentendo una doppia fedeltà. Uno stato Nazionalsocialista vieterebbe ai propri cittadini di essere contemporaneamente cittadini di un qualsiasi altro stato. Quello che cerchiamo negli immigrati è la volontà di dedicare se stessi alla nostra comunità popolare.



    Solidarietà
    Ognuno deve comprendere che quello che dà non contribuisce alla costruzione della comunità nazionale, a meno che ciò non comporti per lui un sacrificio. Perché, in ultima analisi, solo così potremo sviluppare quella più alta solidarietà che dobbiamo cercare di conseguire se vogliamo prevalere sugli altri.” -Adolf Hitler

    Il modello Aryanista di integrazione culturale non è l’assimilazione (i.e. la minoranza numerica si sottomette alla maggioranza numerica), né l’appeasement (i.e. la maggioranza numerica si sottomette alla minoranza numerica) e nemmeno il multiculturalismo (i.e. la simultanea soddisfazione di tutte le divergenti richieste). È invece un approccio positivo che chiede a tutti di cambiare le proprie abitudini in modo da convergere ed incontrarsi ad un più alto livello culturale: Unità per Nobiltà.

    Un buon esempio di questo modello è l’istituzione Sikh del langar (mensa gratuita per la comunità locale). Storicamente, i Sikh vivevano in zone con una notevole presenza di Indù, per i quali è proibito mangiare bovini, e di Musulmani, per i quali è proibito mangiare suini. Per permettere all’intera comunità di mangiare e socializzare insieme, nel langar non veniva chiesto agli Indù di mangiare bovini, né ai Musulmani di mangiare suini, e nemmeno veniva servito ad ogni gruppo un pasto differente, ma veniva servito a tutti un menù completamente vegetariano. Questo anche se solo una minoranza tra i Sikh stessi era di norma vegetariana. Facendo sì che tutti si innalzassero ad un livello superiore, dove le differenze reciproche svanivano, l’unità era raggiunta con la massima eleganza, al punto che successivamente alcune organizzazioni Musulmane ed Indù adottarono la pratica del langar.

    Link esterno: Langar

    È una cosa meravigliosa andare tra la gente ed aiutarla. … Le opportunità per una tale opera sono innumerevoli – nelle case, nelle fabbriche, sulle navi, nell’ambito ricreativo, consigli su varie questioni, miglioramento sociale e culturale – e, cosa più importante, queste opportunità vengono colte.” -Adolf Hitler

    (Da notare la differenza con il dibattito fomentato dai Sionisti sui metodi di macellazione degli animali, portato avanti da utili idioti divisi nelle fazioni pro-halal e anti-halal, che si accusano a vicenda di usare un metodo di macellazione più crudele dell’altro, mentre nessuno si chiede perché questo dibattito non c’è mai stato per tutto il tempo in cui la macellazione kosher è stata presente. Per non parlare dei gruppi di Gentili che si radunano davanti alle moschee con alcool e maiali – o carne di maiale – per infastidire i Musulmani. Da notare anche la differenza con Alba Dorata in Grecia, che distribuisce cibo impedendo alle minoranze etniche di riceverlo.)


    Perciò quando si parla di integrazione culturale, il punto non è decidere a cosa gli immigrati si debbano adeguare, né cosa i non-immigrati debbano sopportare, e nemmeno come si possa acconsentire a tutto contemporaneamente. Il punto è capire come sfruttare questa occasione che tutti insieme abbiamo, di abbandonare ognuno le proprie usanze culturali ignobili per riunirci in una società più nobile – un’impresa per compiere la quale molti non erano sufficientemente motivati all’interno di società più tradizionali.


    Il potere unificante della svastika sta nel fatto che, non essendo un simbolo storico Tedesco, rappresentava un nuovo inizio per l’intera società, invece di richiedere che una parte si piegasse unilateralmente ad un’altra.

    Affinché si possa discutere della questione nei termini suddetti, ci sono alcune misure preliminari che possiamo prendere per rimuovere gli ostacoli più evidenti ad una sincera comunicazione. Teniamo in mente il consiglio di Hitler: “Mai è più necessario dirigere la mente di un popolo verso le energie vitali ed inesauribili del profondo del suo essere, di quando i problemi politici, sociali ed economici tendono ad indebolire la fede nelle qualità nobili che la nazione incarna, impedendo in tal modo il compimento della sua missione.” -Adolf Hitler


    Cosa gli immigrati possono fare:

    1) Rinunciare volontariamente alla cittadinanza/residenza nel precedente paese, anche se questo non è richiesto per ottenere la cittadinanza/residenza nel nuovo paese. Abbandonare bandiere ed altri simboli nazionali del precedente paese.

    2) Imparare a parlare correttamente la lingua ufficiale del nuovo paese il prima possibile. Parlare solo questa lingua in pubblico e, tutte le volte che è possibile, anche in casa. Questa lingua, e non quella del paese da cui si è emigrati, dovrà essere la prima lingua dei figli.

    3) In caso di violenze o intimidazioni, non trasferirsi. L’obiettivo di queste tattiche è proprio quello di spingere gli immigrati a trasferirsi; facendolo si dimostra ai gruppi di estrema destra che le loro tattiche funzionano, cosicché si sentiranno incoraggiati ad usarle di nuovo contro altre persone. Non spostarsi, allenarsi ed equipaggiarsi per difendersi (comprare armi e munizioni se ciò è legale) e cercare il supporto di persone oneste nella comunità locale.


    Cosa i non-immigrati possono fare:

    4) Non supporre che un determinato individuo sia un immigrato in base alle apparenze. Criticare chiunque faccia simili supposizioni infondate. Non riservare un trattamento speciale, sia esso favorevole o sfavorevole, ad un determinato individuo solo perché è o non è un immigrato.

    5) Controbattere apertamente ad ogni tentativo SC e SB di provocare ostilità contro gli immigrati. Esporre la loro tecnica di manipolazione tramite la paura. Evidenziare che, qualunque sia l’opinione di una persona riguardo alla gestione dell’immigrazione da parte di un governo o di un altro, questo non autorizza la persona stessa a molestare i migranti. Far capire che l’ostilità contro gli immigrati che sono parte della comunità locale è ostilità contro la comunità locale nel suo insieme.


    Cosa immigrati e non-immigrati possono entrambi fare:

    6) Sforzarsi di socializzare senza riguardo per le tradizionali divisioni. Identificarsi principalmente con la propria località, sia essa il vicinato, un quartiere, un paese, etc… Usare i pronomi “noi”/”nostro” per riferirsi a questa località. Essere clienti abituali delle piccole imprese ed esercizi locali. Donare e svolgere volontariato per le organizzazioni di beneficenza locali. Essere preparati a difendere fisicamente gli altri membri della comunità locale dalle violenze dei gruppi di estrema destra, idealmente formando gruppi di ronda del vicinato (che possono anche svolgere lavori pacifici per la comunità).

    7) Ricordare agli altri che questi tempi di difficoltà economica sono, in fin dei conti, una prova di carattere, in cui i codardi inciteranno sempre di più alla divisione, mentre gli eroici – nonostante tutto – insisteranno sulla buona volontà. Falliranno la prova coloro che si faranno sconfiggere dalle difficoltà e sceglieranno la via dei codardi. Trionferanno coloro che si stringeranno in gruppo e compenseranno con relazioni spirituali quello che ci fa mancare la sicurezza materiale.


    L’esperimento sociale di Joker: fate esplodere la bomba sull’altra nave, prima che gli altri facciano esplodere la bomba sulla vostra, altrimenti entrambe le bombe esploderanno a mezzanotte. Ma Joker sta dicendo la verità? Preferiresti fare affidamento su Joker, o sulle persone nell’altra nave? E su chi preferiresti facessero affidamento le persone nell’altra nave?
    Ultima modifica di EreticoFanatico; 26-06-15 alle 19:41
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    “Non deduciamo l'abilità di un uomo dal suo tipo fisico, ma al contrario dalle sue conquiste deduciamo la sua razza.” - Adolf Hitler

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  2. #2
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    Predefinito Re: Immigrazione: una risposta Nazionalsocialista

    In gran parte è condivisibile.

    Poi va sempre detto che i fenomeni migratori di adesso hanno spiegazioni più a monte.
    Ultima modifica di Avanguardia; 27-06-15 alle 10:01
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Immigrazione: una risposta Nazionalsocialista

    Alcune considerazioni aggiuntive.


    Le basi su cui discutere del problema dell'immigrazione dovrebbero essere queste: empatia ed onestà.

    Empatia verso chi fugge da guerre, disastri, problemi economici (tutti questi problemi, tra l'altro, spesso e volentieri sono causati dagli stati occidentali che poi si lamentano dell'immigrazione). Empatia significa mettersi nei panni degli altri, empatia è la cosiddetta "regola d'oro".

    La regola d'oro della reciprocità però va applicata in emtrambe le direzioni, altrimenti non è più reciproca, appunto. Far gravare il mantenimento degli immirati sui contribuenti è disonesto. Ogni immigrato ha il dovere di guadagnarsi onestamente da vivere, e di contribuire alla comunità in cui vive.

    Però una discussione su basi simili non avviene. Non avviene perché ci sono altri interessi dietro alla gestione della politica migratoria (credo che fosse questo a cui accennavi Avanguardia, correggimi se sbaglio).

    A livello economico ci sono le imprese a cui fanno comodo nuovi schiavi, poi c'è chi guadagna nel trasporto e traffico di questi schiavi.
    Lo stato cosa fa? Niente.
    Lo stato potrebbe decidere di utilizzare il potenziale di questa forza lavoro, offrendo impieghi a condizioni migliori di quelle degli sfruttatori privati. Questi ultimi sarebbero così costretti a trattare in modo decente queste persone, o perderebbero lavoratori. (en passant, questo vale per tutti non solo per gli immigrati)

    A livello politico invece i Sionisti utilizzano l'eterna tattica del divide ed impera, da wikipedia:
    "In politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune [...] soprattutto nel caso di società frammentate e frammentarie, coinvolte già in uno scenario d'equilibrio tra le tribù o fazioniinterne."
    È la stessa tattica utilizzata, ad esempio, dal trattato di Versailles dopo la Prima Guerra Mondiale (creare stati artificiali composti da diversi gruppi etnici, fomentando contemporaneamente le varie spinte indipendentiste).
    Significa creare uno stato debilitato, privo di una propria volontà, dilaniato da conflitti interni.

    I multiculturalisti vogliono una società senza alcun obiettivo comune.
    Gli identitaristi dicono che la società multiculturale non può funzionare, e vogliono la guerra civile per far prevalere la propria cultura (per il solo motivo che è la propria, giusta o sbagliata che sia).
    I Nazionalsocialisti vogliono un'unica comunità popolare (Volksgemeinschaft) che lotta per un obiettivo comune, dove le false opposizioni vengono pacificate e ci si sforza per dar vita ad una cultura più nobile.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Immigrazione: una risposta Nazionalsocialista

    Condivido pienamente il tuo discorso, senza aggiungere altro al tuo discorso su come porsi sul problema immigratorio, uno dei discorsi più sensati letti o sentiti non solo nell' ambito del nostro "ambiente", anche in generale.

    Mi dilungo poco poco semmai sul perché le classi dirigenti possono utilizzare il fenomeno migratorio che stiamo vedendo: io penso anzitutto si voglia distogliere l' attenzione dei popolini autoctoni dai problemi del lavoro, dell' economia, dei privilegi della politica, del transumanismo, verso altre cose, dare l' impressione che a rubare il futuro siano gli stranieri, i neri ecc. e non i politici (a meno che non siano quelli "buonisti"), non i massoni, non le corportations private transnazionali.
    Non escludo nemmeno un piano, in combutta tra oligarchie occidentali, cinesi, indiane, arabe, per svuotare l' Africa e altre aree del terzo mondo, sia per poter sfruttare meglio le risorse sia per farvi stanziare in futuro un pò di euro-americani ed asiatici in previsione di cataclismi naturali futuri che renderebbero inospitali o cancellate zone come l' Europa.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 

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