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  1. #11
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da Patriottardo Visualizza Messaggio
    Anche a me piacerebbe un referendum sulla secessione secco per chiudere una volta per tutte la questione.
    Comunque non è vero che non esistono punti fermi per affermare la volontà in tal senso dei settentrionali: quando, nel '96, la Lega si è presentata come secessionista senza se e senza ma ed opposta a tutti gli schieramenti italiani (destra come sinistra) ha preso i voti della maggioranza degli elettori nel Nord? No.
    E pensa che nel '96 l'ha votata perfino uno come Travaglio... :sofico:
    a un referendum che non ha nessun valore legale la maggioranza non partecipa, semplice...in ogni caso la quantità di voti ottenuta e favorevoli al sì era notevole
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

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  2. #12
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    a un referendum che non ha nessun valore legale la maggioranza non partecipa, semplice...in ogni caso la quantità di voti ottenuta e favorevoli al sì era notevole
    Io lo farei legale a tutti i costi, se avessi il potere, perché sono pacifico nel conoscere l'esito.

    Io prima mi riferivo ai voti della Lega nel 1996, che non erano comunque la maggioranza dei voti del Nord. Se ti riferisci al referendum sulla devolution, ha avuto una strettissima maggioranza solo in Lombardia e Veneto.

    Referendum sulla devolution: Si 38,7 % - No 61,3 %

    ITALIA IN COMPLESSO »
    38,3 %
    61,7 %

    ITALIA SETTENTRIONALE »
    47,4 %
    52,6 %

    PIEMONTE »
    43,4 %
    56,6 %

    VALLE D'AOSTA »
    35,7 %
    64,3 %

    LOMBARDIA »
    54,6 %
    45,4 %

    TRENTINO-ALTO ADIGE »
    35,3 %
    64,7 %

    VENETO »
    55,3 %
    44,7 %

    FRIULI-VENEZIA GIULIA »
    49,2 %
    50,8 %

    LIGURIA »
    37,0 %
    63,0 %

    EMILIA ROMAGNA »
    33,5 %
    66,5 %

    Pensa che io ho votato a favore e tutto sono tranne che un secessionista!

  3. #13
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Pensa che c'è gente secessionista in Lombardia e Veneto che la devolution non l'ha votata, perchè non conteneva nulla di federalista...

    Dai, basta discutere del nulla....
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  4. #14
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Penso che i settentrionali siano come i francesi che sanno qual'è il loro problema ma quando si tratta di votare chi vorrebbe risolverglielo (il Front National) si tirano indietro e votano uno dei due partiti (gollisti o socialisti) tradizionali continuando a subire il problema.
    Lo stesso si può dire di ogni altro paese "democratico" dove il regime politico corrente è la causa del problema immigratorio o centralista ma dove il popolo bue pur lamentandosi continua a non votare in maggioranza per i nazionalisti (anti-immigrazione) o per gli indipendentisti (anti-centralismo).

    E' così da sempre: le maggioranze sono conservatrici e a favore dello status quo; sono le minoranze a fare le rivoluzioni per poi essere seguite dalla maggioranza.
    E' stato così anche per la Rivoluzione Americana.
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  5. #15
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    quoto

    nelle provincie della Padania più profonda la devolution è stata votata dalla maggioranza delle persone anche se era una specie di porcata
    nelle restanti regioni il referendum ha perso perchè, essendo forte la sinistra, gli elettori hanno seguito i dettami di partito (che tra l'altro ha speso tutto il suo arsenale per far naufragare la modifica costituzionale, mentre il PdL aveva fatto pochissima campagna pro-devolution)
    Verissimo.
    Dalle mie parti la sinistra aveva politicizzato il referendum. Si doveva votare NO solo perché era stato proposto dalla destra. Del resto, anche la destra non aveva fatto granché per non farlo apparire come referendum politico. Era chiaro fin da subito che il SI avrebbe prevalso nelle regioni a maggioranza di centrodestra, che non necessariamente sono le più indipendentiste. Nelle regioni di maggioranza csx, il SI non poteva che perdere, ma non necessariamente perché gli elettori fossero contrari alla devolution.
    Al sud chiaramente il SI ha perso ovunque: sx o dx là non conta, il solo sentir nominare parole come devolution o federalismo gli fa venire gli incubi (= basta soldi dal nord, anche se poi la devolution tutto era tranne che questo, ma sai...) quindi era logico che fossero tutti contrari a prescindere.

    Quindi, ritengo anchio che quel referendum non può essere visto in alcun modo come "termometro" della febbre dell'indipendentismo padano, appunto perché legato ancora troppo al concetto sx/dx.

  6. #16
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio
    Penso che i settentrionali siano come i francesi che sanno qual'è il loro problema ma quando si tratta di votare chi vorrebbe risolverglielo (il Front National) si tirano indietro e votano uno dei due partiti (gollisti o socialisti) tradizionali continuando a subire il problema.
    Lo stesso si può dire di ogni altro paese "democratico" dove il regime politico corrente è la causa del problema immigratorio o centralista ma dove il popolo bue pur lamentandosi continua a non votare in maggioranza per i nazionalisti (anti-immigrazione) o per gli indipendentisti (anti-centralismo).

    E' così da sempre: le maggioranze sono conservatrici e a favore dello status quo; sono le minoranze a fare le rivoluzioni per poi essere seguite dalla maggioranza.
    E' stato così anche per la Rivoluzione Americana.
    Giusta considerazione
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  7. #17
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio
    Penso che i settentrionali siano come i francesi che sanno qual'è il loro problema ma quando si tratta di votare chi vorrebbe risolverglielo (il Front National) si tirano indietro e votano uno dei due partiti (gollisti o socialisti) tradizionali continuando a subire il problema.
    Lo stesso si può dire di ogni altro paese "democratico" dove il regime politico corrente è la causa del problema immigratorio o centralista ma dove il popolo bue pur lamentandosi continua a non votare in maggioranza per i nazionalisti (anti-immigrazione) o per gli indipendentisti (anti-centralismo).

    E' così da sempre: le maggioranze sono conservatrici e a favore dello status quo; sono le minoranze a fare le rivoluzioni per poi essere seguite dalla maggioranza.
    E' stato così anche per la Rivoluzione Americana.
    E' una considerazione assai degna di nota, soprattutto nella parte che ho grassettato: in parte la condivido, ma fino ad un certo punto e mi spiego.

    Senza una reale condivisione della "rivoluzione in corso" da parte non dico di tutti, ma di almeno una solida maggioranza dei cittadini, è difficile che la "rivoluzione" compia appieno il suo compito.
    Prendiamo ad esempio il vituperato caso dell'Unificazione italiana: lì davvero operò una sparuta minoranza, ben organizzata, ben foraggiata economicamente e militarmente, con solidi agganci internazionali e chiarissima "ideologia"; sappiamo bene che alla fine riuscì effettivamente a compiere ciò che si era prefissa - l'Unità d'Italia - ma non riuscì a coinvolgere nel "sentimento rivoluzionario" nessuno in più rispetto al gruppetto "promotore", con il risultato sostanziale di fallire, visto che l'Italia oggi esiste solo come aggregazione di burocrazie.

    Insomma credo che ogni grande cambiamento abbia bisogno di consenso, sia questo elettorale (come nel caso di un ipotetico referendum autonomista) o culturale (come nel caso di una rivoluzione violenta, imposta con la forza delle armi, come nel caso dell'Unità d'Italia), altrimenti nel medio periodo la costruzione collassa, perché chi vi abita dentro semplicemente se ne frega. :giagia:
    Frangar non Flectar
    "La terza via tra Stato e mercato è la via più facile per arrivare al Terzo Mondo" (Vaclav Klaus)

  8. #18
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    Thumbs down Rif: Forse allora era inevitabile...

    Finché la televisione e tutti i media - che plagiano le menti -gli attori, gli spettacoli, la schuòla, i cantanti, ecc. ecc. saranno in mano a roma.e a tutto il zud..la gente del nord non capirà niente. A schuòla ti insegnano la grandezza dei romani (mai insegnato delle origini Celtiche d i Milano, e del "People living in the PO Valley" (scritto in tutte le guide turistiche inglesi.) .Non ci sarà niente da fare. Ci hanno sempre fatto vedere e ci faranno vedere films di Totò, Alberto Sordi, Banfi, escèttera, escèttera. Ai bej tempi..sul Po...eravamo..non ricordo ma certamente più di un milione di persone..la TV..di tutte le parti aveva detto: 150.000. Qui, ripeto, la gente lavora..lavora..lotta contro il tempo, le distanze..è strassata, quando arriva a casa guarda la televisione. Il TG3 regionale della Lombardia..è il più "immorale" del mondo...in mano a Angela Buttiglione..tutto sinistro..e negativo su Milano. Alemeno questo TIGGI dovrebbe essere equilibrato. Inoltre, in politica, nello sctatu, la stragrande maggioranza è occupata da gente del zud..o originaria del zud...loro sì che sono furrrrbi e tutelano i loro interessi. Ritorno a ribadire: Chì paga? Beh..dai..gh'hoo pù temp. Bye bye

  9. #19
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da tojo Visualizza Messaggio
    se voi foste un dirigente di un partito/movimento indipendentista locale/padanista e vi accorgeste che, nonostante mille sforzi, la gente non ne vuole sapere non solo di secessione, ma manco di autonomia locale, non sareste tentati anche voi di "riconvertirvi"? onf:
    tuuto quel che dici è coerente con il concetto di "riconversione industriale"....cioè quando per questioni di mercatouna azienda/ditta che produce qualcosa si vede sopraffatta dalla concorrenza non ha altra via che "riconvertire" la propria produzione.

    dunque hai tu stesso constatato ed evidenzito che la Lega non è più un movimento, ma una sorta di Ditta che riconvertendosi alle nuove produzioni ed innovando il proprio prodotto può mantenere saldi i posti di lavoro per quadri e dirigenti....gli operai li si raccatta sul momento a seconda delle esigenze e del costo del lavoro.

    praticamente una testa di tenia che si riproduce anche aundo sia stata privata del corpo, purchè trovi un organismo accogliente.

    cadreghe e poi più questa è la Lega di oggi...niente a che vedere con le origini autonomiste
    salucc
    vb

  10. #20
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    Predefinito Rif: Forse allora era inevitabile...

    Citazione Originariamente Scritto da tojo Visualizza Messaggio
    E' una considerazione assai degna di nota, soprattutto nella parte che ho grassettato: in parte la condivido, ma fino ad un certo punto e mi spiego.

    Senza una reale condivisione della "rivoluzione in corso" da parte non dico di tutti, ma di almeno una solida maggioranza dei cittadini, è difficile che la "rivoluzione" compia appieno il suo compito.
    Prendiamo ad esempio il vituperato caso dell'Unificazione italiana: lì davvero operò una sparuta minoranza, ben organizzata, ben foraggiata economicamente e militarmente, con solidi agganci internazionali e chiarissima "ideologia"; sappiamo bene che alla fine riuscì effettivamente a compiere ciò che si era prefissa - l'Unità d'Italia - ma non riuscì a coinvolgere nel "sentimento rivoluzionario" nessuno in più rispetto al gruppetto "promotore", con il risultato sostanziale di fallire, visto che l'Italia oggi esiste solo come aggregazione di burocrazie.
    e come intimidazione armata e persecuzione fiscale dello stato centralista sui cittadini

    Insomma credo che ogni grande cambiamento abbia bisogno di consenso, sia questo elettorale (come nel caso di un ipotetico referendum autonomista) o culturale (come nel caso di una rivoluzione violenta, imposta con la forza delle armi, come nel caso dell'Unità d'Italia), altrimenti nel medio periodo la costruzione collassa, perché chi vi abita dentro semplicemente se ne frega. :giagia:
    Occorre che dopo averlo letto 100 volte i propugnatori del sistema Elvetico SI FICCHINO NEL CRANIO UNA BUONA VOLTA che il federalismo Elvetico è basato sulla SOVRANITÀ POPOLARE. La quota maggiore della sovranità deve passare ai cittadini ed essere divelta dalle mani dei governanti. Con qualunque mezzo. I cittadini non sono disposti al martirio per favorire il passaggio del potere da uno stato padrone sbracato romano ad uno stato padrone sbracato varesotto (con l'aggravante dell'arroganza, dell'ipocrisia, dell'ignoranza becera e della matrice fascista) o piacentino (con l'attenuante delle ottime intenzioni di cui è lastricata la via dell'inferno) o di altra provenienza geografica.
    Ultima modifica di semipadano; 20-06-10 alle 11:43
    L'occasione fa l'uomo italiano

 

 
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