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Discussione: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

  1. #21
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    7 e 8 luglio 2017...
    Domani Domenica 9 luglio 2017 Santa Messa di Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv); per chi non può esserci, eccola qui in diretta...


    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/




    7 luglio 2017: Santi Cirillo e Metodio, Vescovi e Confessori…





    Santi CIRILLO E METODIO : Apostoli degli Slavi (Mario SCUDU)
    https://forum.termometropolitico.it/...-d-europa.html
    “Martirologio tradizionale (7 luglio): I santi Vescovi e Confessori Cirillo e Metodio fratelli, il cui natale rispettivamente si commemora il quattordici Febbraio e il sei Aprile.”




    SS. Cirillo e Metodio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-cirillo-metodio/
    “7 luglio, Santi Cirillo e Metodio, Vescovi e Confessori.

    Dio onnipotente ed eterno, che per i tuoi beati Confessori e Vescovi Cirillo e Metodio concedesti alle genti slave di giungere alla cognizione del tuo nome; fa, che come ora ci allietiamo della loro festa, così veniamo poi aggregati alle loro compagnia. Per il Signore.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Villebàldo, primo Vescovo di Eichstadt, figlio di san Riccardo, Re d’Inghiltérra, e fratello di santa Valbùrga Vergine: affaticandosi per il Vangelo insieme con san Bonifacio, convertì a Cristo molte genti. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Villebàldo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “7 juillet : Saint Cyrille et saint Méthode, Apôtres des Slaves.”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “7 luglio 2017: Santi Cirillo e Metodio, confessori.

    Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la Scrittura e anche i testi della liturgia latina, per aprire ai nuovi popoli i tesori della parola di Dio e dei Sacramenti. Per questa missione apostolica sostennero prove e sofferenze di ogni genere. Papa Adriano II accreditò la loro opera, confermando la lingua slava per il servizio liturgico. Metodio, consacrato vescovo di Sirmio (Jugoslavia) e nominato legato presso gli Slavi, morì a Velehrad (Cecoslovacchia) il 6 aprile 885.”
    “Il 7 luglio 1304 muore il Beato Benedetto XI Boccasini, Sommo Pontefice.”





    07 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../07-luglio.htm
    “IL SANGUE CHE REDIME
    7° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Il peccato non solo privò l'uomo della grazia e lo inimicò con Dio, ma lo rese anche schiavo di Satana; la Redenzione perciò doveva operare questo triplice effetto nelle anime: restituire la grazia santificante, purificandole dalla colpa, pacificarle con Dio e infine riscattarle dalla schiavitù del demonio. Infatti il peccatore, per scrollare dalle sue spalle il giogo soave e dolce della legge divina, incappa nella tirannia dell'inferno. «Chi pecca, dice S. Giovanni, appartiene al demonio». Quale fu il prezzo pagato da Gesù per strappare dai suoi artigli questa preziosa preda? Il suo Sangue. Ecco dunque il valore di un'anima! Quanto vali tu? Risponde S. Agostino: guarda quanto sei stato pagato». Dio ti aveva perduto e ti ha ricomprato sborsando tutto il suo Sangue. E tu che conto fai di te stesso? Chi sa quante volte, cedendo alla violenza della tentazione, fuggi da Dio e ti vendi nuovamente a Satana! Sii forte, abbi fede nella virtù del Sangue Divino, invocalo e non soccomberai nella lotta. Te lo assicura S. Paolo «Per la fede in quel Sangue, anche noi vinceremo il demonio».
    ESEMPIO
    Nei Processi di Beatificazione di S. Gaspare Del Bufalo si narra che nel 1821, mentre predicava la Missione a Segni, nel Lazio gli si presentò un uomo che per venti scudi al giorno aveva venduto l'anima al demonio. Il patto era stato da lui sottoscritto e consegnato a Satana, che gli era comparso. L'infelice riceveva in modo misterioso e puntualmente i venti scudi giornalieri, ma non aveva pace. A quei tempi era quella una buona somma, eppure si ritrovava sempre pieno di debiti a causa dei suoi stravizi. Era sull'orlo della disperazione, quando sentì parlare del santo missionario. Andò a cercarlo, si gettò ai suoi piedi ed ebbe la fortuna di ascoltare dalla sua bocca queste consolanti parole: «Abbi fede, figliolo, il Sangue di Gesù ricomprerà la tua anima». Il Servo di Dio non cessò di pregare, digiunare e macerarsi le carni con la disciplina per salvare quell'anima. Alla fine il Sangue di Gesù trionfò e il demonio fu costretto a restituire il foglio firmato da quel povero peccatore. Cosa dire di coloro che, per un vile piacere, vendono la propria anima a Satana? Se pensassero quanti tormenti è costata a Gesù!
    Fioretto. - Per evitare il peccato mortificherò la mia volontà e i miei sensi, specialmente gli occhi.
    Giaculatoria. - Sangue Prezioso di Gesù, prezzo infinito del nostro riscatto, sii sempre amato da tutti gli uomini!”
    7° giorno: Il sangue che redime




    Luca, Sursum Corda!








    8 luglio 2017: Sant’Elisabetta, Vedova, Regina di Portogallo…




    S. Elisabetta di Portogallo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-elisabetta-portogallo/
    “8 luglio, Sant’Elisabetta, Vedova, Regina di Portogallo (Saragozza, 4 gennaio 1271 – Estremoz, 4 luglio 1336).

    O santa Elisabetta, siate le celeste amica dell’anima nostra, aiutateci ad amare Gesù come voi Lo avete amato, proteggeteci nel nostro difficile e, ottenendoci il perdono dei nostri falli, apriteci la via al Regno dei Cieli ove voi sedete beata. Così sia.”


    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Monaci Abraamiti, i quali per il culto delle sante immagini, resistendo all’imperatore Teófilo, compirono il martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi Santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Monaci Abraamiti possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “8 juillet : Sainte Elisabeth, Reine du Portugal (1271-1336).”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    Edizioni Radio Spada - Home
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    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “8 luglio 2017: Sant'Elisabetta del Portogallo, Regina e vedova.

    Santa Elisabetta nasce in Aragona (Spagna) nel 1271. E' figlia del re di Spagna Pietro III, quindi pronipote di Federico II. A soli 12 anni viene data in sposa a Dionigi, re del Portogallo, da cui ebbe due figli. Non fu tuttavia un'unione felice, ma in essa Elisabetta seppe dare la testimonianza cristiana che la portò alla santità. Svolse opera pacificatrice in famiglia e come onsigliera del marito riuscì a smorzare le tensioni tra Aragona, Portogallo e Spagna. Si occupò anche dei figli illegittimi del marito, che condusse alla conversione e che assistette personalmente quando cadde gravemente malato. Alla morte del marito donò ciò che aveva ai poveri e ai monasteri e diventa Terziaria Francescana. Dopo un pellegrinaggio al santuario di Compostela, in cui depose la propria corona, si ritirò nel convento delle clarisse di Coimbra, da lei stessa fondato. Ne uscì solo per risolvere un conflitto sorto tra il figlio Alfonso IV e il genero. Muore nel 1336 ad Estremoz in Portogallo.”
    “L'8 luglio 1623 muore Papa Gregorio XV Ludovisi, Sommo Pontefice.”
    “L'8 luglio 1153 muore Papa Eugenio III Paganelli di Montemagno, Sommo Pontefice e Beato.”





    08 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../08-luglio.htm
    “LA REDENZIONE FU COPIOSA ED UNIVERSALE
    8° GIORNO
    MEDITAZIONE

    I Giudei pensavano che il Messia dovesse incarnarsi esclusivamente per riportare all'antico splendore il regno d'Israele. Gesù invece venne sulla terra per salvare tutti gli uomini, quindi per un fine spirituale. «Il mio regno - disse - non è di questo mondo». Perciò la Redenzione operata col suo Sangue fu abbondante - cioè egli non si limitò a darne poche gocce, ma lo diede tutto - e facendosi nostra via coll'esempio, nostra verità colla parola, nostra vita con la grazia e l'Eucarestia, volle redimere l'uomo in ogni sua facoltà: nella volontà, nella mente, nel cuore. Né limitò la sua opera redentrice ad alcuni popoli o ad alcune caste privilegiate: «Ci hai redenti, o Signore, col tuo Sangue, d'ogni tribù, lingua, popolo e nazione». Dall'alto della croce, al cospetto del mondo intero, il suo Sangue scese sulla terra, superò gli spazi, la pervase tutta, sicché la natura stessa tremò dinanzi ad un sacrificio così immenso. Gesù era l'Aspettato delle genti e tutte le genti dovevano godere di quella immolazione e guardare al Calvario, come all'unica sorgente di salvezza. Perciò dai piedi della croce partirono, e partiranno sempre i missionari - apostoli del Sangue - affinché la sua voce e i suoi benefici potessero giungere a tutte le anime.
    ESEMPIO
    La reliquia più insigne bagnata dal Prezioso Sangue di Cristo è la S. Croce. Dopo la prodigiosa scoperta avvenuta ad opera di S. Elena e di S. Macario, rimase per tre secoli a Gerusalemme; i Persiani conquistata la città la portarono nella loro nazione. Quattordici anni dopo l'imperatore Eraclio, avendo sottomessa la Persia, volle personalmente riportarla nella Città Santa. Aveva iniziato la salita dell'erta del Calvario, quando, fermato da una forza misteriosa, non poté andare innanzi. Gli si avvicinò allora il santo vescovo Zaccaria e gli disse: «Imperatore, non è possibile camminare vestito con tanto sfarzo per quella via che Gesù percorse con tanta umiltà e dolore». Solo quando depose le ricche vesti e i gioielli Eraclio poté proseguire il cammino e ricollocare con le sue mani la S. Croce sul colle della crocifissione. Anche noi pretendiamo di essere veri cristiani, cioè di portare la croce con Gesù, e rimanere al tempo stesso attaccati agli agi della vita e al nostro orgoglio. Orbene, ciò è assolutamente impossibile. È necessario essere sinceramente umili per poter percorrere la via segnataci dal Sangue di Gesù.
    Fioretto. - Per amore del Divin Sangue soffrirò volentieri le umiliazioni e mi accosterò fraternamente ai poveri e ai perseguitati.
    Giaculatoria. - Ti adoriamo, o Gesù, e ti benediciamo perché con la tua santa Croce e il tuo prezioso Sangue hai redento il mondo.
    8° giorno: La redenzione del sangue di Cristo fu copiosa ed universale





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

    •   Alt 

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  2. #22
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    9 luglio 2017: DOMENICA QUINTA DOPO LA PENTECOSTE…

    Santa Messa domenicale odierna - 9 luglio 2017 - celebrata stamattina a Paese (TV) da Don Floriano Abrahamowicz, il quale durante l'omelia (piena di profonde riflessioni) ha ringraziato nuovamente i fedeli per la statua in legno del Sacro Cuore e per la festa del suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale:





    “5° dopo Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=3l51UiR6yRM
    5° dopo Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1jZZXT5DWeI
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php”





    V domenica dopo la Pentecoste - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/v-domenica-la-pentecoste/
    “9 luglio 2017, V domenica dopo la Pentecoste.

    O Dio, che hai preparato beni invisibili a quelli che ti amano, versa nei nostri cuori la tenerezza del tuo amore, affinché, amandoti in tutto e sopra tutto, conseguiamo l’oggetto delle tue promesse, il quale supera ogni desiderio.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Cirillo Vescovo, il quale, nella persecuzione di Décio, sotto il Preside Lucio, fu gettato alle fiamme, ed essendo rimasto illeso dal fuoco, che bruciò i legami soltanto, dal Giudice fu rimesso in libertà per lo stupore di così grande miracolo, ma per aver poi con insistenza e ardore predicato Cristo, dal medesimo fu preso di nuovo e decapitato. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Cirillo Vescovo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “Cinquième Dimanche après la Pentecôte.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie pour le Cinquième Dimanche après la Pentecôte : du véritable amour de Dieu (2015).
    http://prieure2bethleem.org/predica/...uin.mp3”
    “9 juillet 1386 : bataille de Sempach.
    Historisches Lexikon der Schweiz (HLS) - Seite nicht gefunden
    “9 Juillet : Les dix-neuf Martyrs de Gorcum - torturés et assassinés par des Protestants († 1572).”
    “9 juillet : Sainte Véronique Giuliani, Vierge, Clarisse (1660-1727).”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “9 luglio 2017: DOMENICA QUINTA DOPO LA PENTECOSTE.”
    “Il 9 luglio 1935 muore S.E.R. il cardinale Pietro LaFontaine, Patriarca di Venezia.”
    “Il 9 luglio 1153 Anastasio IV della Suburra viene esaltato al Sommo Pontificato.”




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Quinta dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom5.htm
    “DOMENICA QUINTA DOPO LA PENTECOSTE

    All'Ufficio.
    La Chiesa ha iniziato questa notte la lettura del secondo libro dei Re, che comincia con il racconto della infelice morte di Saul e dell'avvento di David al trono d'Israele. L'esaltazione del figlio di Iesse segna il punto culminante della vita profetica dell'antico popolo; in lui Dio trova il suo servo fedele (Sal 88,21), e lo avrebbe mostrato al mondo come la più completa figura del Messia venturo. Un giuramento divino garantiva al nuovo re l'avvenire della sua stirpe; il suo trono doveva essere eterno (ivi 36-38), poiché doveva diventare un giorno il trono di colui che sarebbe stato chiamato Figlio dell'Altissimo senza cessare di avere David per padre (Lc 1,32).
    Ma al momento in cui la tribù di Giuda acclamava sull'Ebron l'eletto del Signore, le circostanze non erano del tutto propizie, bisogna convenirne, alla letizia e alla speranza. La Chiesa, ieri ai Vespri, traeva una delle più belle Antifone della sua Liturgia dal canto funebre ispirato a David dalla vista di quel diadema raccolto nella polvere insanguinata del campo di battaglia su cui erano caduti i principi d'Israele: "Monti di Gelboc, non cada su voi né rugiada né pioggia, poiché qui è stato abbattuto lo scettro degli eroi, lo scettro di Saul, come se non avesse ricevuto l'unzione. Come mai sono caduti gli eroi nella battaglia? Gionata è stato ucciso sulle alture; Saul e Gionata, così amabili e belli in vita, perfino nella morte non sono stati separati".
    La Chiesa, ispirata dalla vicinanza della solennità degli Apostoli che ricorre il 29 giugno e dal giorno in cui l'Ufficio del Tempo riporta ogni anno questa Antifona, ne applicava le ultime parole a san Pietro e a san Paolo nell'ottava della loro festa: "Gloriosi principi della terra, essi si erano amati nella vita - esclama - e tanto meno han potuto essere separati nella morte!" [1]. Come già il popolo ebraico a quell'epoca della sua storia, più d'una volta l'esercito cristiano non ha salutato l'avvento di uno dei suoi capi che su una terra bagnata dal sangue dei loro predecessori.
    EPISTOLA (1Pt 3,8-15). - Carissimi: Siate tutti concordi, compassionevoli, amanti dei fratelli, misericordiosi, modesti, umili. Non rendete male per male, né maledizione per maledizione, ma anzi benedite; perché a questo siete stati chiamati per ereditare la benedizione. "Chi dunque vuole amare la vita e veder giorni felici, raffreni la sua lingua dal male e le sue labbra dal parlar fraudolento; schivi il male e faccia il bene, cerchi la pace e si sforzi di conseguirla perché il Signore ha gli occhi sopra i giusti e le orecchie intente alle loro preghiere; ma la faccia di Dio è contro coloro che fanno il male". E chi vi potrà far del male se sarete zelanti del bene? Se poi aveste a soffrire per la giustizia, beati voi! Non temete però le loro minacce e non vi turbate, ma santificate nei vostri cuori Cristo Signore.
    La carità fraterna.
    L'unione di una vera carità, la concordia e la pace da mantenere ad ogni costo come condizione della loro felicità presente e futura: ecco l'oggetto delle raccomandazioni rivolte da Simone divenuto Pietro (Pietra) alle altre pietre scelte che poggiano su di lui per formare le basi del tempio elevato dal Figlio dell'uomo alla gloria dell'Altissimo.
    Comprendiamo bene l'importanza per tutti i cristiani dell'unione mutua, di quell'amore dei fratelli raccomandato con tanta frequenza e con tanta forza dalla voce degli Apostoli, che sono i cooperatori dello Spirito nell'edificazione della santa Chiesa. L'astensione dallo scisma e dall'eresia, di cui il Vangelo ricordava otto giorni fa gli eccessi disastrosi, la repressione stessa delle passioni odiose e degli astii invidiosi non possono bastare; è necessario un amore effettivo, devoto, perseverante, che unisca veramente e armonizzi come si conviene le anime e i cuori; è necessaria quella carità traboccante, la sola degna di tale nome e che, mostrandoci Dio stesso nei nostri fratelli, fa veramente nostri i loro gaudi e le loro pene. Lungi da noi quella sonnolenza egoistica in cui si compiace l'anima accidiosa, e in cui troppo spesso anime illuse credono di soddisfare tanto meglio alla prima delle virtù in quanto si disinteressano più completamente di ciò che le circonda. Su tali anime non può aver presa il cemento divino: pietre inadatte a qualsiasi costruzione, che il celeste operaio scarta o che lascia inusate ai piedi delle mura, perché non si adattano all'insieme e non potrebbero essere squadrate. Guai ad esse tuttavia, se l'edificio si completa senza che abbiano meritato di trovar posto nelle sue mura! Comprenderebbero allora, ma troppo tardi, che la carità è una, che non ama Dio chi non ama il suo fratello (1Gv 4,21) e che chi non ama rimane nella morte (ivi 3,14). Riponiamo dunque, con san Giovanni, la perfezione del nostro amore per Dio nell'amore dei nostri fratelli (ivi 4,12): allora soltanto avremo Dio in noi (ibid.); allora soltanto potremo godere gli ineffabili misteri dell'unione divina con Colui che non si unisce ai suoi se non per fare di tutti e di se stesso un tempio augusto alla gloria del Padre suo.
    VANGELO (Mt 5,20-24). - In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non sarà maggiore di quella degli Scribi e dei Farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Udiste come fu detto agli antichi: Non uccidere, e chiunque avrà ucciso, sarà condannato in giudizio; ma io vi dico: chiunque si adira col suo fratello sarà condannato in giudizio. E chi avrà detto al suo fratello: "raca" sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto: "pazzo" sarà condannato al fuoco della Geenna. Se dunque tu stai per fare la tua offerta all'altare e ivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta lì dinanzi all'altare, e va prima a riconciliarti col tuo fratello, e poi torna a fare la tua offerta.
    Il legislatore.
    Il Verbo divino disceso per santificare gli uomini nella verità, cioè in se stesso (Gv 17, 17.19), doveva ridare innanzitutto il loro splendore primitivo, offuscato dal tempo, agli immutabili principi di giustizia e di diritto che risiedono in lui come nel loro centro.
    È quanto fece fin da principio e con una incomparabile solennità, dopo la chiamata dei suoi discepoli e l'elezione dei dodici, nel passo del discorso della montagna dal quale la Chiesa ha tratto il Vangelo di oggi. Con ciò egli veniva non già a condannare o a distruggere la legge (Mt 5,17), ma a ristabilire contro gli Scribi e i Farisei il suo vero senso, e darle quella pienezza che gli stessi anziani del tempo di Mosè non avevano saputo apportare.
    Il Giudice.
    Nelle poche righe che la Chiesa ne ha riprodotte, il pensiero del Salvatore mostra che non si deve calcolare alla stregua dei tribunali di quaggiù il grado di giustizia necessario per entrare nel regno dei cieli. La legge ebraica deferiva l'omicidio al tribunale criminale detto del giudizio; ed Egli, Padrone e autore della legge, dichiara che l'ira, questo primo passo verso l'omicidio, foss'anche rimasta nelle pieghe più intime della coscienza, può apportare di per sé sola la morte dell'anima, incorrendo così veramente, nell'ordine spirituale, nella pena capitale riservata nell'ordine sociale della vita presente all'omicidio compiuto. Se, anche senza passare alle vie di fatto, quest'ira si sfoga in parole sprezzanti, come l'espressione siriaca raca, uomo da nulla, la colpa diventa così grave che, apprezzata nel suo giusto valore davanti a Dio, sorpasserebbe la giurisdizione criminale ordinaria per essere assoggettata al consiglio supremo del popolo. Se dal disprezzo si passa all'ingiuria, non vi è più nulla nella gradazione delle procedure umane che possa dare un'idea dell'enormità del peccato commesso. Ma i poteri del sommo giudice non si fermano, come quelli degli uomini, ad un dato limite: la carità fraterna calpestata troverà sempre al di là del tempo il suo vindice. Come è grande il precetto della santa dilezione che unisce le anime! Come si oppone direttamente all'opera divina la colpa che, più o meno da vicino, viene a compromettere o a turbare l'armonia delle pietre vive dell'edificio che si eleva quaggiù, nella concordia e nell'amore, alla gloria dell'indivisibile e pacifica Trinità!
    PREGHIAMO
    O Dio, che hai preparato beni invisibili a quelli che ti amano, versa nei nostri cuori la tenerezza del tuo amore, affinché, amandoti in tutto e sopra tutto, conseguiamo l'oggetto delle tue promesse, il quale supera ogni desiderio.

    [1] Anche questa ottava fu soppressa col decreto della Sacra Congregazione del Riti del 23 marzo 1955.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 446-449.”






    09 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../09-luglio.htm
    “CONSANGUINEI DI CRISTO.
    9° GIORNO
    MEDITAZIONE

    L'apostolo S. Pietro ammonisce i cristiani a non trascurare la propria dignità, perché, dopo la redenzione, per effetto della grazia santificante e della comunione del Corpo e del Sangue del Signore, l'uomo è divenuto partecipe della stessa natura divina. Si è verificato in noi, per l'immensa bontà di Dio, il mistero della nostra incorporazione in Cristo e siamo divenuti veramente i suoi consanguinei. Con parole più semplici possiamo dire che nelle nostre vene scorre il Sangue di Cristo. Perciò S. Paolo chiama Gesù il «Primo dei nostri fratelli» e S. Caterina da Siena esclama: «Per l'amore tuo, Dio si è fatto uomo e l'uomo è fatto Dio». Abbiamo mai pensato che siamo veramente fratelli di Gesù? Com'è da compatire l'uomo che corre in cerca di titoli onorifici, di documenti che comprovino la sua discendenza da nobili casati, che sborsa danaro per comperare dignità terrene e poi dimentica che Gesù, col suo Sangue, ci ha fatto «popolo santo e regale!». Non dimenticare però, che la consanguineità con Cristo non è un titolo riservato solo a te, ma è comune a tutti gli uomini. Vedi quel pezzente, quel minorato, quel povero scacciato dalla società, quell'essere sventurato che sembra quasi un mostro? Nelle loro vene scorre, come nelle tue, il Sangue di Gesù! Tutti insieme formiamo quel Corpo mistico, del quale Gesù Cristo è il Capo e noi siamo le membra. Questa è la vera ed unica democrazia, questa è la perfetta uguaglianza tra gli uomini.
    ESEMPIO
    È commovente un episodio della prima guerra mondiale, avvenuto sul campo di battaglia fra due soldati moribondi, uno tedesco e l'altro francese. Il francese con uno sforzo supremo riuscì a tirar fuori dalla giubba un Crocifisso. Era inzuppato di sangue. Se lo portò alle labbra e, con voce fievole, iniziò la recita dell'Ave Maria. A quelle parole il soldato tedesco, che giaceva quasi esanime accanto a lui e che fin'allora non aveva dato segno di vita, si scosse e lentamente, come glielo permettevano le ultime forze, tese la mano e, insieme a quella del francese, la posò sul crocifisso; poi con un fil di voce rispose alla preghiera: Santa Maria Madre di Dio... Guardandosi negli occhi i due eroi morirono. Erano due anime buone, vittime dell'odio che semina la, guerra. Nel Crocifisso si riconobbero fratelli. Solo l'amore di Gesù ci unisce ai piedi di quella croce, sulla quale Egli sanguina per noi.
    Fioretto. - Non siate vili agli occhi di voi stessi, se Dio vi stima tanto da versare ogni giorno sugli altari il Sangue Preziosissimo del suo Divin Figliolo per voi (S. Agostino).
    Giaculatoria. - Ti preghiamo, o Signore, soccorri i tuoi figli, che hai redenti col tuo Sangue Prezioso.”
    9° giorno: Consanguinei di Cristo





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  3. #23
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    Santi e ricorrenze dei giorni 10, 11 e 12 luglio 2017...


    10 luglio 2017: Santi Sette fratelli martiri…




    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “I sette martiri e santa Rufina e Seconda, vergini e martiri, 10 luglio.”



    Ss. Sette Fratelli Martiri - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-sette-fratelli-martiri/
    “10 luglio, Ss. Sette Fratelli Martiri.

    “A Roma la passione dei santi sette fratelli Martiri, figli di santa Felicita Martire, cioè Gennaro, Felice, Filippo, Silvano, Alessandro, Vitale e Marziale, al tempo dell’imperatore Antonino, mentre era Prefetto della città Publio. Tra essi Gennaro, dopo essere stato percosso con verghe e straziato nel carcere, fu ucciso con flagelli piombati; Felice e Filippo furono ammazzati con bastoni; Silvano fu gettato in un precipizio; Alessandro, Vitale e Marziale furono puniti con sentenza capitale”.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi sette fratelli Martiri, figli di santa Felicita Martire, cioè Gennàro, Felice, Filippo, Silvàno, Alessàndro, Vitàle e Marziàle, al tempo dell’imperatore Antonino, mentre era Prefetto della città Publio. Tra essi Gennaro, dopo essere stato percosso con verghe e straziato nel carcere, fu ucciso con flagelli piombati; Felice e Filippo furono ammazzati con bastoni; Silvano fu gettato in un precipizio; Alessandro, Vitale e Marziale furono puniti con sentenza capitale. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi Fratelli, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi sette fratelli Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “10 Juillet : Sainte Félicité et ses sept fils, Martyrs († 150).”



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    “10 luglio 2017: Santi Sette fratelli martiri.”
    “10 luglio 2017
    Rufina e Seconda, sante, martiri di Roma
    , Anastasio IV (1153-54) trasformò l’antico nartece del battistero Lateranense in Oratorio e vi depose le reliquie delle sante. Il 23 maggio 1764 in occasione della nuova consacrazione dell’altare, l’ultima risaliva al 24 ottobre 1727, vi fu la loro rideposizione da parte dell’arcivescovo Lercari.
    Rufina e Seconda subirono il martirio al X miglio della via Cornelia nel 257 e furono sepolte nel cimitero "Sylva Candida".
    M.R.: 10 luglio - A Roma le sante Vergini e Martiri Rufina e Seconda sorelle, le quali, nella persecuzione di Valeriano e Gallieno, furono sottoposte ai tormenti, e da ultimo, l'una percossa nel capo colla spada, l'altra decapitata, volarono in cielo. I loro corpi si conservano col dovuto onore nella Basilica Lateranense, vicino al Battistero
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”



    10 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../10-luglio.htm
    “IL SANGUE DELL'AMORE
    10° GIORNO
    MEDITAZIONE

    «Il Sangue Divino è impastato col fuoco del divino Amore, perché per amore fu sparso», così scrive S. Caterina da Siena nelle sue lettere. Prima di lei l'aveva detto il discepolo prediletto del Signore: «Ci amò e ci lavò nel suo Sangue». Il dono del Sangue fu infatti come il coronamento di una continua testimonianza d'amore, quale fu l'intera vita di Cristo. Per amore Egli si incarnò, per amore visse tra noi, per amore operò
    prodigi, per amore pianse... ed infine ci diede la prova suprema dell'amore: «Non vi è prova maggiore d'amore, che dare la vita per chi si ama». Né chiodo - è ancora S. Caterina che parla - era sufficiente a tenerlo confitto, se l'amore non l'avesse voluto, perché il Sangue fu sparso con fuoco d'amore». Se potesse sorgere dubbio su questa lampante verità basterebbe guardare all'abbondanza del Sangue versato e alle atrocità dei dolori sofferti per convincerci che tutto ci parla di un eccesso d'amore. «Figlia mia, disse Gesù a S. Gemma Galgani, guardami e impara come si ama. Non sai che mi ha ucciso l'amore? Queste piaghe, questo Sangue, queste lividure, questa croce è tutto opera di amore». E noi come abbiamo corrisposto a tanto amore? Un rapido esame di coscienza ci dice che siamo stati veramente degli ingrati. Preghiamolo ora così: «Signore, quando le mie labbra si avvicinano alle tue, fammi sentire il tuo fiele; quando le mie spalle si appoggiano alle tue, fammi sentire i tuoi flagelli; quando la mia testa si avvicina alla tua, fammi sentire le tue spine; quando il mio costato si avvicina al tuo, fammi sentire la tua lancia; quando la carne tua si comunica alla mia, fammi sentire la tua Passione» (Santa Gemma).
    ESEMPIO
    A Baralastro, durante la rivoluzione spagnola, i rossi avevano catturato un seminarista di 18 anni. Vedendolo però coraggioso ed imperturbabile lo coprirono di insulti e lo percossero senza pietà, ma ciò non valse a togliergli la gioia dal volto. Irritati da tanta fermezza, decisero d'ucciderlo. «Facciamolo morire come Cristo», disse uno di loro, e lo inchiodarono su una croce fatta di tavole. Il giovane fu forte anche sul patibolo e non emise un lamento. Prima di spirare, dalle sue labbra uscirono solo queste parole: «Gesù, per amore tuo e per la salvezza della mia patria!».
    Fioretto. - Amerai Gesù con tutta la tua mente, con tutto il tuo cuore, con tutte le tue forze.
    Giaculatoria. - O Cuore insanguinato di Gesù, che bruci d'amore per me, infiamma il mio cuore d'amore per Te.
    10° giorno: Il sangue dell'Amore




    Luca, Sursum Corda!








    11 luglio 2017: San Pio primo, Papa e Martire…




    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “San Pio I, papa e martire, 11 luglio.”



    San Pio I - Sodalitium
    “11 luglio, San Pio I, papa e martire.

    “A Roma san Pio primo, Papa e Martire, coronato col martirio nella persecuzione di Marco Aurelio Antonino”.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Pio primo, Papa e Martire, coronato col martirio nella persecuzione di Marco Aurelio Antonino. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Papa e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Pio primo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “11 Juillet : Saint Pie Ier, Pape.”



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    “11 luglio 2017.
    Pio I, papa, santo, di Aquileia, 140-155. Fu sepolto vicino alla tomba di Pietro Apostolo.

    M.R.: 11 luglio - A Roma san Pio primo Papa e Martire, coronato col martirio nella persecuzione di Marco Aurelio Antonino.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
    “L'11 luglio 1276 Papa Adriano V Fieschi dei conti di Lavagna viene esaltato al Sommo Pontificato.”




    11 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../11-luglio.htm
    “IL SANGUE DEL DOLORE
    11° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Il Prezioso Sangue ci fu donato fra i dolori più atroci. Il Profeta aveva chiamato Gesù: «L'Uomo dei dolori»; e non a torto fu scritto che ogni pagina del Vangelo è una pagina di sofferenze e di sangue. Gesù, piagato, coronato di spine, trafitto dai chiodi e dalla lancia, è l'espressione più alta del dolore. Chi può aver sofferto più di lui? Neppure un punto della sua carne rimase sano! Alcuni eretici affermarono che il supplizio di Gesù fu puramente simbolico, perché egli, come Dio, non poteva né soffrire né morire. Ma essi avevano dimenticato che Gesù non era solo Dio, ma anche Uomo e perciò il suo fu vero Sangue, lo spasimo ch'egli soffrì fu veramente acerbo e la sua morte fu reale come la morte di tutti gli uomini. La prova della sua umanità l'abbiamo nell'orto degli ulivi, quando la sua carne si ribella al dolore ed egli esclama: «Padre, se è possibile passi da me questo calice!». Nel meditare le sofferenze di Gesù non dobbiamo fermarci al dolore della carne; cerchiamo di penetrare nel suo Cuore martoriato, perché il dolore del suo Cuore è più atroce del dolore della carne: «La mia anima è triste fino alla morte!». E qual'è la causa maggiore di tanta tristezza? Certamente l'ingratitudine umana. Ma in modo particolare Gesù si rattrista per i peccati di quelle anime che sono più vicine a Lui e che dovrebbero amarlo e confortarlo invece di offenderlo. Consoliamo Gesù nei suoi dolori e non solamente a parole, ma col cuore, chiedendogli perdono delle nostre colpe e facendo il fermo proposito di mai più offenderlo.
    ESEMPIO
    Nel 1903 moriva a Lucca S. Gemma Galgani. Era innamoratissima del Prezioso Sangue ed il programma della sua vita fu: «Gesù, Gesù solo e questo crocifisso». Fin dai più teneri anni provò l'amaro calice della sofferenza, ma l'accettò sempre con eroica sottomissione alla volontà di Dio. Gesù le aveva detto: «Nella tua vita ti darò tante occasioni di guadagnare meriti per il cielo, se saprai sopportare la sofferenza». E tutta la vita di Gemma fu un calvario. Eppure ella chiamava i dolori più atroci «doni del Signore» e si offriva a lui come vittima di espiazione per i peccatori. Ai dolori che le mandava il Signore si aggiungevano le vessazioni di Satana e queste la facevano soffrire ancora di più. Così tutta la vita di Gemma fu rinuncia, preghiera, martirio, immolazione! Quest'anima privilegiata più volte fu confortata da estasi, nelle quali restava rapita contemplando Gesù crocifisso. Com'è bella la vita dei santi! La loro lettura ci entusiasma, ma il più delle volte il nostro è un fuoco di paglia e alla prima avversità sfuma il nostro fervore. Cerchiamo di imitarli nella fortezza e nella perseveranza, se vogliamo seguirli nella gloria.
    Fioretto. - Accetterò volentieri dalle mani di Dio ogni sofferenza, pensando che sono necessarie per ottenere il perdono dei peccati e meritare la salvezza.
    Giaculatoria. - O Sangue Divino, infiammami d'amore per te e purifica col tuo fuoco l'anima mia.”
    11° giorno: Il sangue del dolore



    Luca, Sursum Corda!








    12 luglio 2017: Santi Ermacora e Fortunato (protomartiri di Aquileia), san Giovanni Gualberto, abate e confessore, Santi NABORE e FELICE, martiri…



    Ermagora e Fortunato, santi ? Libri dei Patriarchi
    http://www.librideipatriarchi.it/erm...rtunato-santi/
    Viaggio in Friuli Venezia Giulia | Biografia dei Santi Ermacora e Fortunato
    Santi Ermagora e Fortunato di Aquileia
    “12 luglio Santi Ermagora e Fortunato di Aquileia Martiri.”




    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    "San Giovanni Gualberto, Abate, 12 luglio.
    Commemorazione dei santi Felice e Nabore, martiri, lo stesso giorno."




    San Giovanni Gualberto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-giovanni-gualberto/
    “12 luglio, San Giovanni Gualberto, Confessore (Villa di Poggio Petroio, 995 – Abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano, 12 luglio 1073), proclamato celeste patrono dei Forestali d’Italia nel 1951 sotto il pontificato di Papa Pio XII.

    “Nel monastero di Passignàno, presso Firénze, san Giovànni Gualbérto Abate, Fondatore dell’Ordine di Vallombrósa”.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Marciàna, Vergine e Martire, la quale per la fede di Cristo, gettata alle fiere e squarciata da un toro, fu coronata col martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine e Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Marciàna possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    12 Juillet : Saint Jean Gualbert, Abbé de Vallombreuse (999-1083).”



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    “12 luglio 2017: san Giovanni Gualberto, abate e confessore.

    Nei dintorni di Firenze il nobile Giovanni Gualberto rintraccia inerme l’assassino di suo fratello: potrebbe ammazzarlo, e invece lo perdona, riceve segni soprannaturali di approvazione ed entra nel monastero di San Miniato. Questa però è una leggenda, tramandata in versioni discordi: vera è solo l’entrata in monastero. Ma rapida è l’uscita, quando monaci indignati gli dicono che l’abate ha comprato la sua carica dal vescovo. Via da San Miniato, via dal monastero infetto. Sta un po’ di tempo con gli eremiti di san Romualdo a Camaldoli (Arezzo) e poi sale tra gli abeti e i faggi di Vallombrosa (Firenze).
    Qui lo raggiungono altri monaci fuggiti dal monastero dell’abate mercenario; e con essi verso il 1038 crea la Congregazione benedettina vallombrosana, approvata da papa Vittore II nel 1055 e fondata su austera vita comune, povertà, rifiuto di doni e protezioni. Cioè di quei favori, di quel “patronato” che sovrani e grandi casate esercitano nella Chiesa, nominando vescovi e abati, designando candidati al sacerdozio e popolando il clero di affaristi e concubini.
    "Sono afflitto da immenso dolore e universale tristezza... trovo ben pochi vescovi nominati regolarmente, e che vivano regolarmente". Così dirà papa Gregorio VII (1073-1085), protagonista dei momenti più drammatici della riforma detta poi “gregoriana”. Ma essa comincia già prima di lui: anche in piena crisi, il corpo della Chiesa esprime forze intatte e nuove, che combattono i suoi mali: e tra queste forze c’è la comunità di Giovanni Gualberto, che si diffonde in Toscana e sa uscire arditamente dal monastero, con vivaci campagne di predicazione per liberare la Chiesa dagli indegni. A questi monaci si ispirano e si affiancano gruppi di sacerdoti e di laici, dilatando l’efficacia della loro opera, di cui si servono i papi riformatori.
    Nel 1060-61 Milano ha cacciato molti preti simoniaci, e per sostituirli Giovanni Gualberto ne manda altri: uomini nuovi, plasmati dallo spirito di Vallombrosa. Dedica grande attenzione al clero secolare; lo aiuta a riformarsi, lo guida e lo incoraggia alla vita in comune: un senso pieno della Chiesa, tipico sempre in lui e nel suo Ordine, e sempre arricchito dalla forza dell’esempio. "La purezza della sua fede splendette mirabilmente in Toscana", dirà di lui Gregorio VII. E i fiorentini, in momenti difficili, affideranno agli integerrimi suoi monaci perfino le chiavi del tesoro della Repubblica.
    Giovanni Gualberto muore nel monastero di Passignano, dopo aver scritto ai suoi monaci una lettera che spiega in chiave biblica il valore del “vincolo di carità” fra tutti. Papa Celestino III lo canonizzerà nel 1193. I suoi monaci torneranno nel 1951 a Vallombrosa, che avevano lasciato in seguito alle leggi soppressive del XIX secolo. Nello stesso anno, papa Pio XII proclamerà san Giovanni Gualberto patrono del Corpo Forestale italiano.
    Autore: Domenico Agasso.”
    “12 luglio 2017: Santi NABORE e FELICE, martiri.
    S. Ambrogio vescovo di Milano è l’autore dell’inno Victor Nabor, Felix pii che è diventato il fondamento storico della figura dei tre martiri Vittore, Nabore e Felice. Sì i martiri secondo Ambrogio sono tre, ma Vittore è celebrato da solo l’8 maggio, mentre Nabore e Felice il 12 luglio; la divisione del culto, secondo una leggenda venuta dopo l’età ambrosiana, è stata determinata dalla diversa collocazione dei sepolcri, oltre che dalla data, Vittore a Milano, gli altri due a Lodi.
    Essi erano soldati di origine nord-africana (Mauri genus), venuti a Milano per servire nell’esercito di Massimiano (governatore delle regioni nord-occidentali), qui divennero cristiani. Nel 303 la persecuzione contro i cristiani era già di fatto esplosa in Oriente, soprattutto contro quelli appartenenti alla forza militare; anche Massimiano, seguendo l’invito dei governatori orientali, diede ordine di effettuare le depurazioni nel suo esercito.
    I tre soldati disertarono e quindi processati e condannati a morte, ma la sentenza non fu eseguita a Milano, ma furono trasferiti a Lodi Vecchio (Laus Pompeia) e lì giustiziati mediante decapitazione, per dare un monito alla fiorente comunità cristiana del luogo.
    Si suppone che dopo il 311 i corpi dei tre martiri vennero traslati a Milano e deposti separatamente in due basiliche cimiteriali: Vittore in quella che poi sarebbe stata incorporata in S. Ambrogio; Nabore e Felice in quella detta poi “Naboriana”.
    Nella ricognizione dei corpi dei santi Gervasio e Protasio del 386, si racconta che essi erano nella basilica in cui Nabore e Felice godevano di gran culto popolare, culto che venne tributato dai milanesi sino a tutto il secolo IV, poi con il progredire del culto dei ‘milanesi’ santi Protasio e Gervasio, la devozione verso Nabore e Felice, subì un’attenuazione per tutto l’Alto Medioevo.
    Dopo il 1249, la vetusta e cadente basilichetta ‘naboriana’ fu affidata ai francescani, i quali la rinnovarono completamente, riproponendo il culto dei martiri lì sepolti, infatti gli statuti milanesi del 1396, stabilirono che il 12 luglio fosse festa di precetto per la città, precetto che Carlo V abolì nel 1537.
    Nel 1258 i due martiri vennero traslati nella nuova chiesa, nel 1472 vi fu una diversa posizione dei corpi collocati insieme al nuovo altare, in questa occasione i due crani furono divisi dal resto delle reliquie e posti in appositi reliquiari d’argento a forma di busto, esposti poi, come anche nei secoli successivi, solennemente nelle feste principali sull’altare maggiore.
    Il 22 gennaio 1799, le reliquie furono traslate in S. Ambrogio, perché l’antica basilica paleocristiana venne soppressa, in quel periodo scomparvero i due busti con i crani, che sono stati poi ritrovati solo 160 anni dopo presso un antiquario di Namur in Belgio, completi delle reliquie.
    Il culto ancora una volta si è rinverdito; i santi sono raffigurati di solito con la corazza di soldati e la palma del martirio, in vari luoghi sacri della diocesi ambrosiana.
    Antonio Borrelli.”
    “Il 12 luglio 1691 Papa Innocenzo XII Pignatelli di Spinazzola viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “Il 12 luglio 1730 Papa Clemente XII Corsini viene esaltato al Sommo Pontificato.”





    12 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../12-luglio.htm
    “IL SANGUE DI CRISTO E IL PECCATO
    12° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Gesù, con grande amore e con acerbo dolore, ha purificato le anime nostre dal peccato, eppure noi continuiamo ad offenderlo. «I peccatori, dice S. Paolo, inchiodano nuovamente Gesú alla croce». Essi prolungano la sua Passione e spillano nuovo Sangue dalle sue vene. Il peccatore è un sacrilego che, non solo uccide la propria anima, ma rende vana in se stesso la Redenzione operata dal Sangue di Cristo. Da ciò dobbiamo comprendere tutta la, malizia del peccato mortale. Ascoltiamo S. Agostino: «Ogni peccato grave ci separa da Cristo, tronca l'amore verso di Lui e ripudia il prezzo da Lui pagato, cioè il suo Sangue». E chi di noi è senza peccato? Chi sa quante volte anche noi ci siamo ribellati a Dio, ci siamo allontanati da lui per offrire il nostro cuore alle creature! Guardiamo ora Gesù Crocifisso: È lui che cancella i peccati del mondo! Torniamo al suo Cuoe che palpita d'amore infinito per i peccatori, bagniamoci nel suo Sangue, perché esso è l'unica medicina che può guarire l'anima nostra.
    ESEMPIO
    San Gaspare del Bufalo stava predicando una Missione e gli fu riferito che un gran peccatore, già in punto di morte, rifiutava i Sacramenti. Presto il Santo si recò al suo capezzale e, col crocifisso fra le mani, gli parlò del Sangue che Gesù aveva versato anche per lui. La sua parola era così accesa che ogni anima, benché ostinata, si sarebbe commossa. Ma il moribondo no, restò indifferente. Allora S. Gaspare si denudò le spalle e, inginocchiatosi presso il letto, cominciò a disciplinarsi a sangue. Neppure questo valse a smuovere quell'ostinato. Il Santo non si scoraggiò e gli disse: «Fratello, non voglio che tu ti danni; non smetterò finché non avrò salvata l'anima tua»; e ai colpi dei flagelli unì la preghiera a Gesù crocifisso. Allora il moribondo toccato dalla Grazia scoppiò in pianto, si confessò e morì fra le sue braccia. I santi, sull'esempio di Gesù, sono disposti a dare anche la vita per salvare un'anima. Noi invece, con i nostri scandali, forse siamo stati causa della loro perdizione. Cerchiamo di riparare col buon esempio e preghiamo per la conversione dei peccatori.
    Fioretto - Non v'è nulla di più caro a Gesù che il dolore dei nostri peccati. Piangiamoli e non torniamo ad offenderlo. Sarebbe come riprendere dalle mani del Signore quelle lacrime che gli abbiamo già date.
    Giaculatoria - O Sangue Preziosissimo di Gesù, abbi pietà di me e purifica l'anima mia dal peccato.”
    12° giorno: Il sangue di Cristo e il peccato




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    13 e 14 luglio 2017...


    13 luglio 2017: sant'Anacleto I, Papa e martire, anniversario della terza apparizione della Madonna a Fatima…





    Sant'Anacleto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santanacleto/
    “13 luglio, Sant’ Anacleto, Papa e Martire (+ Roma, 92 circa), secondo successore di san Pietro.

    “A Roma sant’Anacleto, Papa e Martire, il quale, reggendo dopo san Clemente la Chiesa di Dio, la decorò con un glorioso martirio”.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Anacléto, Papa e Martire, il quale, reggendo dopo san Clemènte la Chiesa di Dio, la decorò con un glorioso martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Papa e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Anacléto possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “Vendredi 13 juillet 1917 : Troisième apparition de Notre-Dame de Fatima (Portugal).”
    “13 Juillet : Saint Anaclet, Pape et martyr († 96).”




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    “13 luglio: sant'Anacleto I, Papa e martire.”
    “Il 13 luglio 574 muore San Giovanni III, Sommo Pontefice.”
    “Il 13 luglio 939 muore Papa Leone VII, Sommo Pontefice.”

    “13 luglio 1943 - 2017. Bombardamento terroristico "alleato" di Torino.
    MuseoTorino.it: Il bombardamento del 13 luglio 1943 fa parte della seconda fase di incursioni che colpì Torino: queste incursioni furono definite «terroristiche». Le azioni notturne erano compiute da grandi formazioni di quadrimotori della RAF che si susseguivano a più ondate, avendo come obiettivo una zona predefinita della città, che colpivano indiscriminatamente. Le bombe dirompenti usate furono di calibro grosso (1.000 libbre) e grossissimo (2.000 e 4.000 libbre) e furono lanciati anche spezzoni incendiari alla termite, le nuove bombe al fosforo e bottiglie e bidoni di benzina al fosforo. Ogni ondata sganciava prima le bombe dirompenti e poi gli ordigni incendiari. Questa tecnica rendeva impossibile l’impiego dei mezzi antincendio durante l’incursione e favoriva lo svilupparsi di incendi di vaste proporzioni. Ai danni degli incendi si sommavano quelli delle esplosioni delle bombe dirompenti, che distruggevano gli edifici e bloccavano i servizi e le comunicazioni (interrotte le strade, i cavi elettrici e telefonici, le tubature del gas e dell’acqua). In questa seconda fase si assistette al primo vero sfollamento dei torinesi.
    L’impressione generale è che il bombardamento di obiettivi militari o industriali rientrasse certamente nell’eventualità di ciascuna missione ma, al tempo stesso, che questa eventualità non costituisse lo scopo principale dell’azione. A provarlo è l’enorme quantità di mezzi incendiari fatti cadere a pioggia durante ogni azione, che potevano essere giustificati solo se l’intenzione era quella di terrorizzare, ma che risultavano di scarsa efficacia nei confronti di installazioni considerate in qualche modo strategiche.
    L’incursione aerea degli inglesi del 13 luglio con 250 aerei Lancaster, Wellington, Stirling e Halifax, si protrasse dall’01.33 alle 02.45.”



    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    "Sant'Anacleto, papa e martire, 13 luglio."





    13 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../13-luglio.htm
    “IL SANGUE DEL PERDONO
    13° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Il Sangue di Gesù ci ha redenti ed elevati ad uno stato soprannaturale, ma non ci ha resi impeccabili. Ognuno di noi è soggetto a forti tentazioni, alle quali, purtroppo, a volte seguono cadute catastrofiche. Dev'essere perciò l'uomo eternamente dannato, perché cede alla tentazione? No. «Iddio, ricco di misericordia, conobbe la nostra fragilità e pensò ad apprestare un rimedio vitale» (S. Tommaso). In virtù del Sangue Divino, nel Sacramento della Penitenza, vengono rimessi i nostri peccati. No, la Confessione non è opera umana, ma un Sacramento istituito da Gesù Cristo: «Qualunque cosa legherete sulla terrà, sarà legata nel cielo, qualunque cosa scioglierete sulla terra, sarà sciolta in cielo». «Per lavare i nostri peccati, non c'è che il lavacro del Sangue di Cristo» (S. Caterina). Oh! bontà immensa di Gesù, che ha trovato il modo di rinnovare perennemente la redenzione delle nostre anime, il modo di versare continuamente il suo Sangue nel Sacramento del perdono! Quante nefandezze deve detergere il Preziosissimo Sangue! Eppure Gesù chiama continuamente il peccatore a questo Sacramento e gli dice che non si spaventi del gran numero delle sue colpe, perché Egli è disposto sempre a perdonare: Venite, venite voi che siete funestati dalla macchia di qualsiasi peccato! Chi si bagna in questo Sangue di salute, sarà mondato! Corriamo dunque ai piedi del sacerdote. «Egli non fa altro che gettare sul nostro capo il Sangue di Cristo» (S. Caterina). Non facciamoci vincere dal rossore, dal rispetto umano o da qualsiasi altro timore; non è l'uomo, ma è Gesù che ti aspetta nel confessionale.
    ESEMPIO
    Narra il P. Matteo Crawley che, in Spagna, un grande peccatore andò a confessarsi e benché i suoi peccati fossero enormi, il sacerdote gli diede l'assoluzione. Ma, di lì a poco, cadde nelle medesime colpe e il confessore, credendo che non avesse la volontà di emendarsi, gli disse: «Non posso assolverti; sei un'anima dannata. Va', per te non c'è redenzione». Il poveretto a queste parole scoppiò in lacrime. Allora dal Crocifisso partì una voce: «O sacerdote, tu non hai dato il Sangue per quest'anima!». Sia il confessore che il penitente trasalirono nel vedere il Crocifisso, che gocciava Sangue dal costato. Anche noi a volte abbiamo trovato dei sacerdoti molto severi e non dobbiamo meravigliarcene. Essi non possono leggere nel segreto della nostra anima e devono giudicarci dalle nostre azioni e dalle nostre parole. Ma quante volte hanno ragione di essere duri con noi, perché il nostro proposito è talmente fiacco, che subito ricadiamo nelle stesse colpe. Dio è buono e sempre pronto a perdonare, ma guai ad abusare della sua misericordia!
    Fioretto. - Se sei in peccato mortale, corri ai piedi del sacerdote e confessati. Se non ti è possibile, fa un atto di contrizione, e il sincero proposito di non più peccare.
    Giaculatoria. - Eterno Divin Padre, ascolta la voce del Sangue di Gesù ed abbi pietà di me.”
    13° giorno: Il sangue del perdono



    Luca, Sursum Corda!







    14 luglio 2017: San Bonaventura da Bagnoregio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa…



    San Bonaventura - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/4721-2/
    “14 luglio, San Bonaventura, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa (Bagnoregio, 1217/1221 ca – Lione, 15 luglio 1274).

    “San Bonaventura dell’Ordine dei Minori, Cardinale e Vescovo di Albano, Confessore e Dottore della Chiesa, il quale passò al Signore nel giorno seguente”.
    Preghiera di san Bonaventura – O dolcissimo Signore Gesù, ferisci anche me col soavissimo e salutare tuo amore, affinché l’anima mia si riposi nella serena e apostolica tua santissima carità. La mia anima ti brami e si purifichi nell’attesa del Paradiso, e non sospiri che di separarsi dal corpo per essere sempre con te.
    Tu sei o Signore,il gaudio degli Angeli, la forza dei Santi, il nostro soavissimo pane quotidiano. Il mio cuore abbia sempre fame e sete di te ,o Gesù, e si delizi nelle dolcezze del tuo amore. Te sempre cerchi come fonte della vita e della sapienza, come torrente della gioia che riempie la casa di Dio.
    Tu solo sii la mia gloria! A Te io pensi, di Te parli, tutto operi a Tuo onore, a Te pervenga con umiltà e pace, con trasporto e diletto, con perseveranza e fervore, affinché in Te, mia fiducia, mia gioia, mia pace, io sempre viva con la mente e con il cuore. Così sia.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Giùsto soldato, il quale, sotto il Tribuno Clàudio, essendogli apparsa miracolosamente la Croce, credette in Cristo, e, subito battezzato, distribuì ai poveri tutte le sue sostanze; preso poi dal Prefetto Magnézio, e fatto percuotere con nervi, coprire con un elmo infuocato e gettare sul rogo, ma non offeso neppure in un capello, nella confessione del Signore rese lo spirito. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Soldato, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Giùsto possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “14 Juillet : Saint Bonaventure, Cardinal-Évêque, Docteur de l'Église (1221-1274).”
    “Prise de la Bastille le 14 juillet 1789 : chronique d’un mensonge vivace
    (D’après « La journée du 14 juillet 1789. Fragments des
    Mémoires inédits de L.-G. Pitra, électeur de Paris en 1789 », paru en 1892
    « Revue rétrospective », paru en 1834
    et « Mémoires d’outre-tombe » (tome I), paru en 1848).
    Histoire France, tourisme, patrimoine. Magazine traditions, légendes, coutumes, gastronomie, patrimoine, guide, généalogie, ancêtres. Ville, chambres d'hôtes, gîtes. Librairie. La France pittoresque
    “Johan Livernette : 1789, coup d'État maçonnique
    https://www.youtube.com/watch?v=kRA07F4voEU”




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    “14 luglio: San Bonaventura da Bagnoregio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    San Bonaventura, nacque a Bagnoregio, nel Lazio, probabilmente nel 1218 o nel 1221. Studiò a Parigi e durante il suo soggiorno in Francia, entrò nell'Ordine dei Frati Minori. In Francia insegnò teologia all'Università di Parigi e formò intorno a sè una reputatissima scuola.
    Nel 1257 venne eletto generale dell'Ordine francescano, carica che mantenne resse per diciassette anni con impegno al punto da essere definito secondo fondatore dell'Ordine.
    Durante il suo generalato furono pubblicate le "Costituzioni narbonesi", su cui si basarono tutte le successive costituzioni dell'Ordine.
    Tra le opere scritte da San Bonaventura, numerose quelle di carattere teologico e mistico ed importante la "Legenda maior", biografia ufficiale di San Francesco, a cui si ispirò Giotto per il ciclo delle Storie di San Francesco.
    Fu nominato vescovo di Albano e cardinale. Partecipò al II Concilio di Lione, il quale, grazie anche al suo contributo, segnò un riavvicinamento fra Chiesa latina e scismatici greci. proprio durante il concilio, morì a Lione, il 15 luglio 1274.”
    “Il 14 luglio 939 Papa Stefano IX viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “Nella "festa" della rivoluzione francese Radio Spada rende pubblico omaggio al piccolo Beato Andrea Da Rinn, martire, vittima di omicidio rituale ebraico il 12 luglio 1462. A testimonianza della falsità dei "valori" del 1789.”
    "[L'ALTRO 14 LUGLIO] Il 14 luglio 1555 Papa Paolo IV Carafa rinnova alcune interdizioni legislative sugli ebrei dello Stato Pontificio con la bolla "Cum nimis absurdum"."





    San Camillo de Lellis
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/28250
    “San Camillo de Lellis Sacerdote 14 luglio - Memoria Facoltativa Bucchianico (Chieti), 25 maggio 1550 - Roma, 14 luglio 1614.

    Di nobile famiglia, nato a Bucchianico, nelle vicinanze di Chieti, il 25 maggio 1550, Camillo de Lellis fu soldato di ventura. Persi i suoi averi al gioco, si mise al servizio dei Cappuccini di Manfredonia. Convertitosi ed entrato nell'Ordine, per curare una piaga riapertasi tornò a Roma nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si dedicò soprattutto ai malati. Si consacrò a Cristo Crocifisso, riprese gli studi al Collegio Romano e, divenuto sacerdote nel 1584, fondò la «Compagnia dei ministri degli infermi». L'ordine dei Camilliani si distinse da altri per lo spirito della sua opera legata alla carità misericordiosa e per l'abito caratterizzato dalla croce rossa di stoffa sul petto.
    De Lellis pose attenzione unicamente malati, ponendo le basi per la figura dell'infermiere e del cappellano quali li vediamo oggi. Morì a Roma il 14 luglio 1614 e venne canonizzato nel 1746.”




    14 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../14-luglio.htm
    “IL SANGUE DELLA MISERICORDIA
    14° GIORNO
    MEDITAZIONE

    L'uomo può dirsi veramente privilegiato. Peccarono gli angeli e Dio li folgorò con la sua giustizia, aprendo per essi immediatamente la voragine dell'inferno; peccò l'uomo e Dio, nel momento stesso della condanna, gli promise il Redentore. L'uomo continuò a peccare, ma Dio non venne meno alla promessa, s'incarnò e l'umanità vide Gesù che perdonò alla Maddalena e mangiò con i peccatori; poté ascoltare dalla sua bocca le meravigliose parabole del figliol prodigo e della pecorella smarrita. Nel Cuore di Gesù palpita il Sangue della misericordia ed egli esclama: «Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori». E, quando la malvagità umana Lo uccide, dall'alto della croce, il Dio della Misericordia, manda un grido di misericordia: «Padre, perdona loro!». Quella voce non si è spenta. Purtroppo nel mondo ogni istante si rinnova la colpa e fortunatamente ad ogni colpa, il Sangue di Gesù grida: «Misericordia!» «Adesso capisco, scrive santa Bartolomea Capitanio, come possa sussistere il mondo e non sia sprofondato per l'enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù e le sue piaghe gridano continuamente misericordia». Quale consolazione per noi! Se non fosse per il Sangue di Gesù, da quanto tempo saremmo dannati! Ma che uso abbiamo fatto della misericordia del Signore? Per carità, non ne abusiamo perché se grande è la sua misericordia per i peccatori, tremenda è la sua giustizia per chi la calpesta.
    ESEMPIO
    Vi sono state sempre al mondo anime sante che si sono offerte vittime per allontanare i castighi di Dio dalla povera umanità. Una di queste fu S. Maria Maddalena de' Pazzi, nobile fiorentina. Fu devotissima del Prez.mo Sangue e condusse una vita d'aspra penitenza e di continua preghiera. Moltissime volte al giorno faceva l'offerta del Divin Sangue all'Eterno Padre, per ottenere misericordia per i peccatori. Le apparve un giorno Gesù coperto di sangue ed ella gli chiese di poter soffrire le sue stesse pene. Gesù le disse: «Il mio Sangue non cerca vendetta come quello di Abele, ma soltanto misericordia. Esso lega le mani alla Giustizia Divina!». Allora la santa rispose: «Mi coprirò col tuo Sangue, o Gesù, e Dio non vedrà i miei peccati». Quante volte si dice: «Cosa fanno i frati e le suore, chiusi in ozio nei conventi?» Pregano, pregano notte e giorno per noi. Guai se non ci fossero! Se non salisse a Dio la loro continua preghiera, unita a quella di Cristo, chi implorerebbe pietà per noi?
    Fioretto. - Mi esaminerò per vedere che uso ho fatto io della misericordia di Dio. Se ne avrò abusato domanderò perdono.
    Giaculatoria.- «O Padre misericordioso, odi la voce del Sangue del nostro Salvatore Gesù, che a te grida dalla croce a nostro favore, e per noi domanda misericordia» (S. Bernardo).”
    14° giorno: Il sangue della misericordia




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #25
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    15 luglio 2017: Sant'Enrico, Imperatore del Sacro Romano Impero e Confessore…




    Sant'Enrico - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santenrico/
    “15 luglio, Sant’Enrico II Imperatore , Confessore (+ Bamberga, 13 luglio 1024).

    O Dio, che quest’oggi trasferisti il tuo beato confessore Enrico dal fastigio del terreno impero al regno eterno, ti supplichiamo umilmente che come tu, prevenendolo colla tua grazia, gli facesti superare le lusinghe del secolo, così faccia che noi resistiamo, a sua imitazione, alle attrattive del mondo e giungiamo a te con cuore puro.”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Antioco medico, decapitato sotto il Preside Adriano. Perchè dal suo capo usciva latte invece di sangue, il carnefice Ciriaco si convertì a Cristo e subì anch’egli il martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo medico, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Antioco martire possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “15 Juillet : Saint Henri II, Empereur d'Allemagne (972-1024).”



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    “Il 15 luglio 1099 termina l'assedio di Gerusalemme: l'esercito cristiano guidato da Goffredo di Buglione libera il Santo Sepolcro e riscatta la Terra Santa. Nasce il Regno Crociato di Gerusalemme.”
    “Il 15 luglio 1959 muore padre Agostino Gemelli O.F.M., fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano”
    “15 luglio: Sant'Enrico, Imperatore del Sacro Romano Impero e Confessore.

    Nacque nel 973. Duca di Baviera, divenne nel 1002 re di Germania e nel 1004 re d'Italia. Nel 1014 fu nominato Imperatore del Sacro Romano Impero. Grazie al suo operato fu definito "il buono", ma in seguito alla sua canonizzazione è oggi iscritto nei libri di storia come Enrico II il Santo. Sposò santa Cunegonda. A lui si deve l'istituzione del principato ecclesiastico di Bamberga in Baviera. Morì nel 1024.”




    “Mercoledì 15 Luglio 2017 San Bonaventura Dal Martirologio
    Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu ministro generale. Nei suoi molti scritti unì una somma erudizione a una ardente pietà. Mentre si adoperava egregiamente per il II Concilio Ecumenico di Lione, meritò di giungere alla visione beata di Dio.”
    La vita di San Bonaventura
    http://www.parrocchie.it/crema/sanlo...onaventura.htm
    “Bonaventura nacque nel 1217 (ca.) a Civita (Bagnoregio), cittadina presso Orvieto, nell'antica Tuscia romana.
    Suo padre, Giovanni Fidanza, era medico. Nel 1226 ca. fu miracolosamente guarito da S. Francesco, come egli riferirà nella "Leggenda minor" (VII: FF 1392). «Io stesso, che ho descritto i fatti precedenti, ne feci l'esperienza diretta nella mia persona. Ancora fanciullo ero gravemente infermo; bastò che mia madre facesse un voto per me al nostro beato Padre Francesco e fui strappato alle fauci della morte e restituito, sano e salvo, alla vita».
    Dopo aver compiuto i primi studi nella città nativa, passò all'università di Parigi (ca. 1236-1238) per lo studio della filosofia, laureandosi in Arti nel 1242-1243. A 25 anni abbracciò l'Ordine Francescano, cambiando il nome di battesimo, Giovanni, con quello di Bonaventura. Studiò Teologia (1243-1248) sotto Alessandro di Hales, suo magister et pater (Opera, Il, 12, 547), ed altri maestri nel convento e studio francescano di Parigi. Nel 1253 conseguì la licenza e il magistero (titolo, però, che gli venne riconosciuto più tardi, 12 agosto 1257, per l'atteggiamento di opposizione assunto dai maestri parigini contro i mendicanti).
    Insegnò nello stesso studio parigino in qualità di baccelliere biblico e sentenziario (1248-1252) e poi di maestro reggente dello stesso studio (1253-1257) succedendo a Guglielmo Melitona. Nel febbraio del 1257 fu eletto, a soli 40 anni, ministro generale dell'Ordine, carica che conserverà fino all'anno 1274, anno della sua morte, dando saggio mirabile di sapienza, prudenza, spiccato equilibrio, tanto propizio in un momento difficile di assestamento dell'Ordine, da meritargli, per la sua opera moderatrice e costruttiva in piena fedeltà allo spirito di san Francesco, il titolo di secondo fondatore dell'Ordine francescano.
    Fu molto solerte nell'assecondare e promuovere le varie attività già esistenti nell'Ordine sul piano degli studi, del ministero pastorale, della predicazione, dell'apostolato missionario, per la Crociata e per l'unione della Chiesa greca. Per suo merito l'Ordine, nonostante i suoi circa 30 mila frati, si conservò saldamente unito.
    Viaggiò molto per le necessità dell'Ordine e incarichi pontifici, sia in Italia che in Francia, portandosi anche in Inghilterra, in Fiandra, in Germania, in Spagna. Predicò ovunque al popolo e in modo speciale agli ecclesiastici, alle monache, all'università di Parigi, dinanzi alla corte di Francia, ai vari papi in concistoro (Orvieto, Perugia, Viterbo, Roma) e, finalmente, al Concilio di Lione (1274).
    Nelle Quaresime del 1267 e 1268, riprendendo di nuovo contatto con la scuola, intraprese la grande lotta contro gli Averroisti, di cui si ha saggio nelle Collationes sul Decalogo e sui Doni dello Spirito Santo, lotta che continuerà nel 1273 con le Collationes in Hexaémeron, rimaste incompiute per la sua morte.
    Le tre serie di Collationes, come è stato meritatamente rilevato, sono una «Trilogía singular de obras que colocan a su autor en la cima del pensamiento medieval» (nell'introduzione alle Collationes de decem praeceptis, in Obras de S. Buenaventura, vol. V, Madrid 1948, 609).
    Il 28 maggio 1273 Bonaventura fu eletto cardinale e vescovo di Albano, avendo già declinato nel 1265 l'arcivescovado di York. Dal novembre 1273 attese alla presidenza dei lavori preparatori e poi alla celebrazione del Concilio Ecumenico Lionese II (7 maggio - 17 luglio 1274), predicandovi il 26 maggio e il 29 giugno. Il 19 maggio dello stesso anno, nel Capitolo generale celebratosi a Lione, Bonaventura si dimise da ministro generale dell'Ordine.
    Si adoperò in Concilio per l'unione dei Greci, che fu effettivamente raggiunta.
    Ma, estenuato dalle fatiche sostenute, il 7 luglio si ammalò gravemente e il 15 dello stesso mese morì (1274). Il corpo fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Lione. Fu canonizzato da Sisto IV nel 1482, mentre Sisto V, il 14 marzo 1588, lo annoverò «inter praecipuos et primarios» Dottori della Chiesa (latina), sesto accanto a San Tommaso d'Aquino.”





    15 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../15-luglio.htm
    “IL SANGUE DELLA SPERANZA
    15°GIORNO
    MEDITAZIONE

    Chiunque guarda il Cuore di Gesù trafitto e ne vede sgorgare il Sangue Prezioso, non può disperare della propria salvezza. Longino, quando lo aprì con una lanciata, senza saperlo, aprì il cuore dell'uomo alla speranza. È tradizione che il primo a goderne le ricchezze sia stato proprio lui: alcune gocce di Sangue gli caddero sugli occhi malati e gli donarono il lume degli occhi e della fede. Da allora la croce insanguinata divenne l'àncora alla quale si aggrapparono le anime dei più grandi peccatori nel momento della disperazione, certi del perdono e dell'amore di Cristo. Il Grande Persecutore, folgorato dalla grazia sulla via di Damasco, ci incoraggia: «Se pur essendo suoi nemici siamo stati per la sua morte riconciliati con Dio, a maggior ragione saremo salvi ora che siamo suoi amici» (S. Paolo). E tu, di che temi? «Non dire: non mi salverò! Hai il Sangue di Cristo! Ogni tua speranza è il Sangue di Cristo!» (S. Agostino). Non disse Gesù che si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che per novantanove giusti? Certamente nel paradiso la schiera dei pentiti è molto più numerosa di quella degli innocenti. Anche noi, se sapremo imitarli nella penitenza, come li abbiamo seguiti nel peccato, saremo un giorno con loro. Stringiamoci alla croce ed invochiamola: «Ti salutiamo, o Croce Santa, nostra unica speranza!».
    ESEMPIO
    S. Caterina da Siena fu giustamente chiamata la «Mistica del Sangue», perché il Sangue Prezioso di Gesù era costantemente nel suo pensiero. Le sue numerose lettere hanno inizio tutte nel nome del Prezioso Sangue. Al suo confessore diceva: «Abbiate sempre il Sangue di Gesù davanti agli occhi». Nei Dialoghi scrive: «Quel Sangue è l'unico maestro. Il Sangue di Gesù ci ha nuovamente creati». Con l'invocazione al Prezioso Sangue ottenne la conversione del cavaliere perugino Niccolò Toldo, condannato ingiustamente alla pena capitale. Sarebbe morto disperato e con l'odio nel cuore se non fosse intervenuta S. Caterina. L'accompagnò ella stessa sul patibolo, gli parlò del Sangue di Gesù, prese il suo capo fra le mani, glielo aggiustò sotto la mannaia ed il poveretto morì esclamando: «Gesù! Caterina!». Diciamo anche noi con lei: «O Gesú, il mio cuore diventa fuoco, pensando a Te!» Le anime dei santi sono tante fornaci brucianti unicamente d'amore per Gesù. E le nostre? Quanta tiepidezza! Quale attaccamento alle cose terrene!
    Fioretto. - Non riporrò la mia fiducia nelle creature, ma solo in Dio il quale è fedele e non inganna.
    Giaculatoria. - Agnello immacolato, nel Sangue tuo che si offre sull'altare, è riposta ogni nostra speranza (S. Gaspare).”
    15° giugno: Il sangue della speranza




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #26
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    16 LUGLIO 2017: DOMENICA SESTA DOPO LA PENTECOSTE, COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO…



    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sesta dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom6.htm
    “DOMENICA SESTA DOPO LA PENTECOSTE."

    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16lug.htm
    “16 LUGLIO COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO.”


    “16 luglio, Madonna del Carmine e Scapolare.”
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...scapolare.html





    Santa Messa domenicale celebrata oggi 16 luglio 2017 da Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B., ospite di Don Floriano Abrahamowicz, a Paese (Tv) stamattina:



    “VI domenica dopo Pentecoste, memoria B.V. del Carmine.”
    https://www.youtube.com/watch?v=iGNN-BEgt3A
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php

    Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B. « www.agerecontra.it





    Madonna del Carmelo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-del-carmelo/
    “16 luglio, Madonna del Carmelo.

    O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d’illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell’amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l’eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Così sia.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Sisenàndo, Levita e Martire, il quale, per la fede di Cristo, fu scannato dai Saracèni. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Levita e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Sisenàndo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”



    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “Sixième après la Pentecôte.”
    “16 Juillet : Notre-Dame du Mont-Carmel et le Saint Scapulaire.
    L'Ordre du Carmel se donne une origine aussi ancienne que glorieuse ; on croit, non sans raisons sérieuses, que cet Ordre n'est que la continuation de l'école des prophètes établie au mont Carmel par le prophète Élie. Les disciples de cette école furent au premier rang parmi les convertis au christianisme naissant, et le Carmel devint le berceau de la vie monastique depuis Jésus-Christ.
    Après la dispersion des Apôtres, l'an 38, ils bâtirent une chapelle en l'honneur de Marie et se vouèrent tout spécialement à célébrer Ses louanges. Plus tard, ils eurent beaucoup à souffrir des Sarrasins et des Musulmans, lorsque la France, de concert avec l'Europe entière, entreprit ces magnifiques, mais désastreuses Croisades qui avaient pour but d'arracher les Lieux Saints aux infidèles.
    C'est à l'occasion de ces épreuves subies par l'Ordre du Carmel que les Carmes vinrent en France avec le roi saint Louis. Ils y établirent plusieurs maisons et allèrent même s'implanter en Angleterre, où ils eurent le bonheur de voir saint Simon Stock embrasser leur Institut. Ce grand Saint devint, en 1245, supérieur général des Carmes, et n'oublia rien pour rallumer la dévotion à Marie dans son Ordre.
    La fête de Notre-Dame du Mont-Carmel a pour but de rappeler une grâce insigne accordée par Marie à l'Ordre du Carmel et par lui à toute l'Église. Dans la nuit du 16 juillet, Simon Stock demandait, avec une ferveur toute spéciale, la protection de la Sainte Vierge sur son Institut. Au lever de l'aurore, Marie lui apparut, accompagnée d'une multitude d'anges, environnée de lumière et vêtue de l'habit du Carmel. Son visage était souriant ; dans Ses mains Elle tenait le scapulaire de l'Ordre. Devant le Saint Elle S'en revêtit Elle-même, en disant:
    "Ceci est un privilège pour toi et pour tous les Carmes. Quiconque mourra en portant cet habit ne souffrira pas le feu éternel."
    Le Saint fit des miracles pour confirmer la réalité de cette vision. Ce fut l'origine de la Confrérie de Notre-Dame du Mont-Carmel, pour les chrétiens qui, ne pouvant embrasser la Règle, veulent attirer sur eux les bénédictions promises au scapulaire. Le privilège le plus considérable accordé à la confrérie du Mont-Carmel après celui que Marie fit connaître à saint Simon Stock, est celui qui fut révélé au Pape Jean XXII : la délivrance du purgatoire, le samedi après leur mort, des confrères du Mont-Carmel qui auront été fidèles à l'esprit et aux règles de la Confrérie. Outre ces deux privilèges, il y a de nombreuses indulgences attachées au scapulaire.
    Vie des Saints pour tous les jours de l'année, Abbé Jaud.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Sixième Dimanche après la Pentecôte : de la vraie religion (2015).
    http://prieure2bethleem.org/predica/...let.mp3”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    “16 luglio 2017: DOMENICA SESTA DOPO LA PENTECOSTE.”
    “16 LUGLIO 2017: COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO.”
    "Il 16 luglio 1216 muore Papa Innocenzo III dei conti di Segni, Sommo Pontefice e gloria del Pontificato romano."





    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sesta dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom6.htm
    “DOMENICA SESTA DOPO LA PENTECOSTE.

    Il peccato di David.
    L'Ufficio della sesta Domenica dopo la Pentecoste si apriva ieri sera con l'esclamazione vibrante d'un profondo pentimento. David, il re-profeta, il vincitore di Golia, vinto a sua volta dall'attrattiva dei sensi e da adultero divenuto omicida, esclamava sotto il peso del suo duplice delitto: "Ti prego, o mio Dio, perdona l'iniquità del tuo servo poiché ho agito come un insensato!" (Antifona dei Vespri).
    Il peccato, quali che siano il colpevole e la colpa, è sempre debolezza e follia. L'orgoglio dell'angelo ribelle o dell'uomo decaduto non impedirà mai che la putredine di queste due parole si applichi, come una stigmata umiliante, alla ribellione contro Dio, all'oblio della sua legge, a quell'atto insensato della creatura che, chiamata ad elevarsi nelle serene sfere dove risiede il suo autore, si sottrae e fugge verso il nulla, per ricadere più in basso ancora di quel nulla da cui era uscita. Follia volontaria tuttavia, e debolezza inescusabile, poiché se l'essere creato non possiede nel suo intimo che tenebre e miseria, la somma bontà mette a sua disposizione, mediante la grazia che non manca mai, la forza e la luce di Dio.
    Vigilanza.
    L'ultimo e il più oscuro dei peccatori non potrebbe avere dunque alcuna ragione per giustificare le sue colpe; ma l'offesa è più ingiuriosa verso Dio quando gli viene da una creatura ricolma dei suoi doni e posta dalla sua bontà più in alto di altre nell'ordine delle grazie. Non lo dimentichino quelle anime per le quali il Signore ha, come per David, moltiplicato le sue magnificenze (Sal 70,21). Guidate per le vie riservate del suo amore, potrebbero anche aver già raggiunto le vette dell'unione divina; solo una vigilanza incessante può premunire chiunque non ha deposto il fardello della carne; la caduta è possibile sempre e dovunque; e quanto è più terribile allorché il piede slitta su quei picchi elevati della terra d'esilio che confinano già con la patria e danno accesso alle potenze del Signore (ivi 16)! Allora gli orrendi precipizi che l'anima aveva evitati nell'ascesa, sembrano chiamarla tutti insieme; essa rotola di abisso in abisso, spaventando talora perfino i cattivi con la violenza delle passioni a lungo represse che la travolgono.
    Fiducia.
    Dal profondo del baratro dove l'ha gettata la sua lacrimevole caduta, si umilii e pianga il suo delitto; non abbia timore di sollevare nuovamente gli occhi verso le cime dove or ora sembrava già far parte delle beate falangi. Senza frapporre indugi, esclami come David: "Ho peccato contro il Signore"; e come a lui, sarà risposto: "Il Signore ha perdonato il tuo peccato, non morrai" (2Re 13,12); e come per David, Dio potrà fare ancora in essa grandi cose. David innocente era apparso l'immagine fedele di Cristo, oggetto divino delle compiacenze della terra e del cielo; David peccatore, ma penitente, rimase la nobilissima figura dell'Uomo-Dio carico dei peccati del mondo, e che porta su di sé la misericordiosa e giusta vendetta del Padre offeso.
    MESSA
    EPISTOLA (Rm 6,3-11). - Fratelli: Quanti siamo battezzati in Gesù Cristo, nella morte di lui siamo stati battezzati. Noi dunque pel battesimo siamo stati sepolti con lui nella (sua) morte, affinché, come Cristo è risuscitato da morte per la gloria del Padre, cosi anche noi viviamo d'una vita novella. Se infatti siamo stati innestati su lui per somiglianza di morte, lo saremo anche per somiglianza di risurrezione.
    Questo ben lo sappiamo: che il nostro uomo vecchio è stato con lui crocifisso, affinché il corpo del peccato sia distrutto e noi non serviamo più al peccato, essendo il morto affrancato al peccato. Or se noi siam morti con Cristo, crediamo di vivere ancora con lui, sapendo che Cristo, risuscitato da morte, non muore più, sopra di lui non regna più la morte perché se egli è morto per il peccato, è morto una sola volta; ma se vive, vive per Iddio, in Gesù Cristo Signor nostro.

    L'Apostolo delle Genti.
    Le Messe delle Domeniche dopo la Pentecoste ci avevano presentato una sola volta fin qui le Epistole di san Paolo. Era riservata a san Pietro e a san Giovanni di preferenza la missione di ammaestrare i fedeli all'inizio dei sacri Misteri. Sembra che la Chiesa, in queste settimane che rappresentano i primi tempi della predicazione apostolica, abbia voluto ricordare così il ruolo predominante del discepolo della fede e di quello dell'amore in quella prima promulgazione della nuova alleanza che ebbe luogo dapprincipio in seno al popolo ebraico. Paolo infatti non era allora che Saulo il persecutore, e si mostrava come l'avversario più violento della parola che doveva portare più tardi con tanto splendore fino agli estremi confini del mondo. Se in seguito la sua conversione fece di lui un apostolo ardente e convinto per gli stessi Giudei, apparve tuttavia ben presto che la casa di Giacobbe non era, nel campo dell'apostolato, la parte della sua eredità (Gal 2,9). Dopo aver affermato pubblicamente la sua fede in Gesù Cristo Figlio di Dio e confuso la sinagoga con l'autorità della sua testimonianza (At 9,20.22), lasciò che in silenzio giungesse la fine della tregua concessa a Giuda per accettare l'alleanza; attese nel ritiro (Gal 1,17-22) che il vicario dell'Uomo-Dio, il capo del collegio apostolico, desse il segnale per la chiamata dei Gentili, e aprisse egli stesso le porte della Chiesa ai nuovi figli di Abramo (At 10).
    Israele ha ormai per troppo tempo abusato delle condiscendenze divine; si avvicina per l'ingrata Gerusalemme l'ora del ripudio (Is 50,1), e lo Sposo si è infine rivolto ai popoli stranieri. La parola spetta ora al Dottore delle genti, che la custodirà fino all'ultimo giorno; non tacerà più, fino a quando, ricondotta e innalzata a Dio la gentilità, l'abbia stabilita nella fede e nell'amore.
    È ai Romani che si rivolgono oggi le istruzioni ispirate del grande Apostolo. La Chiesa infatti, nella lettura di quelle mirabili Epistole, osserverà l'ordine stesso della loro iscrizione nel canone delle Scritture: la lettera ai Romani, le due ai Corinti, quelle ai Galati, agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi passeranno l'una dopo l'altra sotto i nostri occhi. Sublime corrispondenza in cui l'anima di Paolo, rivelandosi interamente, dà nello stesso tempo il precetto e l'esempio dell'amore! "Vi prego - dice continuamente - siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo" (1Cor 4,16; 11,1).
    La vita cristiana.
    La santità, le sofferenze, e quindi la gloria del Signore Gesù, la sua vita che si prolunga nelle membra (2Cor 4,10-11), ecco per san Paolo la vita cristiana: semplice e sublime nozione, che riassume ai suoi occhi l'inizio, il progresso e il compimento dell'opera dello Spirito d'amore in ogni anima santificata. Lo vedremo in seguito sviluppare a lungo questa verità pratica, di cui si contenta oggi di porre la base nell'Epistola che la Chiesa ci fa leggere. Che cos'è infatti il battesimo, questo primo ingresso nella via che conduce al cielo, se non l'incorporazione del neofita all'Uomo-Dio una volta morto al peccato per vivere sempre in Dio Padre suo? Il Sabato santo, presso il sacro fonte, abbiamo compreso, con l'aiuto d'un analogo passo dell'Apostolo (Col 3,1-4) le divine realtà compiutesi sotto l'azione della misteriosa acqua. La santa Chiesa vi ritorna oggi solo per ricordare quel grande principio degli inizi della vita cristiana, e stabilirlo come un punto di partenza delle istruzioni che seguiranno. Se il primo atto della santificazione del fedele sepolto nel suo battesimo con Gesù Cristo ha per oggetto di rifarlo interamente, di crearlo di nuovo nell'Uomo-Dio (Ef 2,10), di innestare la sua nuova vita sulla vita stessa del Signore Gesù per produrne i frutti, non saremo affatto sorpresi che l'Apostolo rifiuti di tracciare ai cristiani altro metodo di contemplazione, altra regola di condotta che lo studio e l'imitazione del Salvatore. La perfezione dell'uomo (Col 1,28) alla sua ricompensa (ivi 2,10) risiedono in lui solo: secondo dunque la conoscenza che avete ricevuta da lui, camminate in lui (ivi, 6), poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo (Gal 3,27). Il Dottore delle genti dice chiaramente che egli non conosce e non potrebbe predicare altra cosa (1Cor 2,2). Alla sua scuola, prendendo in noi i sentimenti che aveva Gesù Cristo (Fil 2,5), diventeremo altri Cristi, o piuttosto un solo Cristo con l'Uomo-Dio, mediante l'unione dei pensieri e la conformità delle virtù sotto l'impulso dello stesso Spirito santificatore.
    VANGELO (Mc 8,1-9). - In quel tempo: Siccome la folla era molta, e non aveva da mangiare, Gesù chiamati a sé i discepoli, disse loro: Ho compassione di questo popolo, che già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per la via, essendo alcuni di loro venuti da lontano. E i suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe mai saziarli di pane qui in un deserto ? Domandò loro: Quanti pani avete? Risposero: sette. E ordinò alla gente di sedere per terra. E presi i sette pani, dopo aver rese le grazie, li spezzò e li diede ai suoi discepoli, perché li ponessero dinanzi alla folla; ed essi li posero. Avevano ancora pochi pesciolini; e quelli pure benedisse e fece distribuire. E mangiarono e furon sazi, e raccolsero degli avanzi sette sporte. Or quelli che avevano mangiato eran circa quattromila; e li licenziò.
    "Il Signore ci chiama - diceva l'antico popolo uscendo dall'Egitto al seguito di Mosè; - noi andremo a tre giorni di strada nel deserto, per sacrificarvi al Signore Dio nostro" (Es 3,18). I discepoli di Gesù Cristo, nel nostro Vangelo, hanno anch'essi seguito il Maestro nel deserto e, dopo tre giorni, sono stati nutriti di un pane miracoloso che presagiva la vittima del grande Sacrificio raffigurato da quello d'Israele. Presto il presagio e la figura faranno posto, sull'altare che è dinanzi a noi, alla più sublime delle realtà. Lasciamo la terra di servitù, in cui ci trattenevano i nostri vizi; la chiamata misericordiosa del Signore è per noi quotidiana; stabiliamo per sempre le nostre anime dalle frivolezze mondane, nel ritiro d'un profondo raccoglimento. Preghiamo il Signore che si degni lui stesso di rafforzare i nostri passi nei sentieri di quel deserto interiore dove egli ci ascolterà sempre favorevolmente e moltiplicherà per noi le meraviglie della sua grazia.
    PREGHIAMO
    O Dio onnipotente, da cui procede tutto ciò che è buono, infondi nei nostri cuori l'amore per il tuo nome e legaci sempre di più a te, alimenta in noi il bene e custodiscilo paternamente.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 450-454.”



    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16lug.htm
    “16 LUGLIO COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO.

    Il monte Carmelo.
    Coloro che hanno avuto la fortuna di compiere il pellegrinaggio ai Luoghi Santi della Palestina, non dimenticheranno mai la visita al Monte Carmelo. Questa montagna, che domina di 170 mt. la città di Caifa e il Mediterraneo, è una delle più belle della Palestina, o almeno una delle più celebri, la cui incantevole posizione ha suscitato l'entusiasmo dell'Oriente e ispirato molti paragoni poetici della Scrittura.
    Quando lo Sposo del Cantico dei Cantici vuole esprimere la bellezza della sua Sposa, non crede di poterla celebrare meglio se non dicendo che il suo capo è bello come il Carmelo: Caput tuum ut Carmelus. Quando Isaia vuole rappresentarci lo splendore e la maestà del futuro Messia, ce lo dipinge circondato dalla gloria del Libano e rivestito di tutte le bellezze del Carmelo: Gloria Libani data est ei, decor Carmeli et Saron. Di questo monte egli vuole ancora mostrarci la più alta stima quando aggiunge che la giustizia abiterà nella solitudine e che la santità regnerà sul Carmelo: Habitabit in solitudine iudicium, et iustitia in Carmelo sedebit.Infine Dio stesso per bocca d'un altro Profeta mette il colmo all'elogio chiamando il Carmelo sua terra e sua eredità: Terram meam, hereditatem meam, e a Gerusalemme egli fa questa promessa: "Nel giorno del mio amore, ti ho introdotta dall'Egitto nella terra del Carmelo", come se quel solo nome riassumesse ai suoi occhi tutti i beni di cui vuole arricchire il suo popolo, cioè la Chiesa e ciascuna delle anime nostre.
    Il monte mariano.
    Ma ciò che innalza ancor più la gloria di questa montagna è, insieme con il soggiorno che vi fece Elia e con la vittoria che egli vi riportò sui profeti di Baal, la celebre visione che ci viene descritta nel I Libro dei Re. Da lungo tempo la siccità desolava la terra d'Israele. Commosso dalle sofferenze del popolo, "Elia salì sulla vetta del Carmelo e, chinandosi verso terra, si mise il volto fra le ginocchia e disse al suo servo: Sali, e guarda dalla parte del mare. Il servo salì, e dopo aver guardato disse: Non vedo nulla. Ed Elia disse: Fallo per sette volte. La settima volta egli disse: Ecco che si leva dal mare una piccola nube, grande come la palma d'una mano d'uomo". E in poco tempo si oscurò il cielo, si levò il vento, e cadde una forte pioggia (18,42-45).
    Tutti gli esegeti e i mistici hanno voluto vedere in quella "piccola nube, nubecula parvula" un'immagine profetica della Vergine Maria che, con l'Incarnazione, diede la vita e la fecondità al mondo. Il primo Responsorio del Mattutino per la festa dei santi del Carmelo dice anche esplicitamente: "Elia pregava sulla vetta del Carmelo, e sotto il simbolo d'una piccolissima nube, gli apparve l'insigne Vergine. Coloro a cui Elia si rivela in tal modo l'ameranno a causa di tutte le meraviglie che scoprirà loro questa visione". Difatti, la Chiesa ha approvato questa interpretazione aggiungendo ai gloriosi titoli della Ss. Vergine quello di Madonna del Monte Carmelo, e, in questo giorno, rivolge anche a tutti noi l'invito del profeta: "Sali e guarda".
    L'Ordine del Carmelo.
    Le Tradizioni dell'Ordine del Carmelo riferiscono che i solitari i quali vissero sul sacro monte, anche prima del cristianesimo, dedicarono un vero culto a colei che doveva generare il Messia. Ci assicurano che nel giorno della Pentecoste molti di essi ricevettero lo Spirito Santo, che avendo avuto in seguito il modo di gustare le conversazioni e la familiarità della Beata Vergine, le portarono una venerazione e un amore del tutto speciali, e infine che ebbero la gioia di dedicarle la prima cappella costruita in suo onore, nel punto stesso in cui Elia l'aveva vista un giorno sotto il simbolo della piccola nube. È dunque fin dalla nascita che il Carmelo si è rivolto verso la Ss. Vergine, e il vecchio libro intitolato "l'Istituzione dei primi monaci", anche attraverso inesattezze storiche, ci mostra l'Ordine dominato dalle due grandi figure che incarnano il suo ideale, ciascuna al suo posto: Elia e la Vergine Maria. Maria è per essi la pienezza raggiante della vita contemplativa, il modello del perfetto servizio reso al Signore e della completa sottomissione ai suoi voleri. Ed è appunto per affermare la loro devozione riguardo alla Vergine che i carmelitani vogliono essere chiamati i "Fratelli della Vergine".
    Lo scapolare.
    Fu appunto Lei che, verso la metà del XIII secolo, diede a san Simone Stok, priore generale dell'Ordine dei Carmelitani, il santo scapolare come pegno del suo amore e della sua protezione per tutti coloro che ne fossero stati rivestiti. Volle pure assicurarlo che "chiunque fosse morto con quell'abito non avrebbe sofferto le fiamme eterne". E, nel secolo seguente, Ella si degnava mostrarsi a Giacomo Euze, il futuro Giovanni XXII, per annunciargli la sua prossima elevazione al Sommo Pontificato e chiedergli di promulgare il privilegio di una pronta liberazione dal purgatorio, che aveva ottenuta dal suo divin Figliolo per i figli del Carmelo: "Io, loro Madre - gli diceva - discenderò ad essi per grazia il Sabato seguente alla loro morte, e tutti quelli che troverò nel purgatorio li libererò e li condurrò al monte della vita eterna".
    L'autorità dei Sommi Pontefici rese presto tali ricchezze spirituali accessibili a tutti i fedeli con l'Istituzione della Confraternita del Santo Scapolare che fa entrare i suoi membri a partecipare ai meriti e ai privilegi di tutto l'Ordine dei Carmelitani. Vi sono senza dubbio pochi buoni cristiani al giorno d'oggi che non siano rivestiti di questo scapolare o che non portino la medaglia detta del "Monte Carmelo", e appunto per questo la festa odierna non è soltanto quella di un'insigne famiglia religiosa, ma anche quella di tutta la Chiesa cattolica, poiché essa è interamente debitrice alla Vergine del Carmelo di innumerevoli benefici e di una continua protezione [1].
    La mistica nube.
    Regina del Carmelo, gradisci i voti della Chiesa della terra che oggi ti dedica i suoi canti. Quando il mondo gemeva nell'angoscia di un'attesa senza fine, tu eri già la sua speranza. Ancora incapace di penetrare le tue grandezze, esso si compiaceva tuttavia, sotto quel regno delle figure, di prepararti i più sublimi simboli; la gratitudine anticipata soccorreva in esso l'ammirazione per formarvi come un'aureola sovrumana di tutte le nozioni di bellezza, di forza e di grazia che gli suggeriva la vista dei luoghi più incantevoli, delle pianure in fiore, delle cime boscose, delle feconde valli e soprattutto di quel Carmelo il cui nome significa giardino di Dio. Sulla vetta i nostri padri, i quali sapevano che la Sapienza ha il suo trono nella nube (Eccli 24,7), affrettarono con i loro ardenti desideri l'arrivo del segno salvatore (ivi 43,24); è qui che alle loro preghiere fu finalmente concesso ciò che la Scrittura chiama la scienza perfetta, ciò che essa designa come la conoscenza delle grandi strade delle nubi (Gb 37,16). E quando Colui che fa il suo carro (Sal 103,3) e il suo palazzo (1Re 8,12) dell'oscurità della nube, si fu manifestato mediante essa in avvenire meno distante all'occhio esperto del padre dei Profeti, si videro i più santi personaggi dell'umanità riunirsi in una eletta schiera nella solitudine del monte benedetto, come un giorno Israele nel deserto, per osservare i minimi movimenti della nube misteriosa (Nm 9,15-23), e ricevere da essa la loro unica direzione nei sentieri di questa vita, la loro unica luce nella lunga notte dell'attesa (Sal 104,39).
    O Maria, che fin d'allora presiedevi così alle vigilie dell'esercito del Signore, che non mancasti loro nemmeno per un giorno (Es 13,22): da quando nella pienezza della verità Dio è disceso per tuo mezzo (ivi 34,5), non è più soltanto il paese della Giudea, ma tutta la terra, che tu copri come una nube che effonde l'abbondanza e le benedizioni (Eccli 24,6). I figli dei Profeti ne fecero la felice esperienza quando, divenuta infedele la terra delle promesse, dovettero pensare un giorno a trapiantare sotto altri cieli i loro costumi e le loro tradizioni; costatarono allora che perfino nel nostro Occidente la nube del Carmelo aveva versato la sua rugiada fecondatrice, e che dovunque avevano acquistato la sua protezione. Questa festa, o Madre divina, è l'autentico monumento della loro gratitudine, accresciuta ancora dai nuovi benefici con i quali la tua munificenza accompagnò quell'altro esodo degli ultimi resti d'Israele. E noi, figli della vecchia Europa, facciamo giustamente eco all'espressione della loro santa letizia; poiché, da quando le loro tende si sono posate attorno ai colli dove su Pietro è costruita la nuova Sion, la nube ha lasciato cadere da ogni parte piogge più che mai preziose (Ez 34,26), ricacciando nell'abisso le fiamme eterne e spegnendo i fuochi della dimora dell'espiazione.
    Preghiera per l'Ordine del Carmelo.
    Mentre dunque noi uniamo la nostra gratitudine alla loro, degnati o Madre della divina grazia, di assolvere verso di essi il debito della nostra gratitudine. Proteggili sempre. Custodiscili nei nostri infelici tempi. Che non solo il vecchio tronco conservi la vita nelle sue profonde radici, ma che anche i suoi venerabili rami salutino senza posa l'accedere di nuove branche che portino come i loro antenati, o Maria, i fiori e i frutti che piacciono a te. Mantieni nel cuore dei figli lo spirito di raccoglimento e di divina contemplazione che fu quello dei loro padri all'ombra della nube; fa' che anche le loro sorelle restino fedeli alle tradizioni di tante nobili anime che le precedettero, sotto tutti i cieli dove lo Spirito le ha moltiplicate per scongiurare l'uragano e attirare le benedizioni che discendono dalla nube misteriosa. Possano gli austeri profumi della sacra montagna continuare a purificare intorno ad essa l'aria corrotta da tanti miasmi; possa il Carmelo offrire sempre allo Sposo quelle anime virginee, quei cuori così puri, quei fiori così belli di cui Egli si compiace circondarsi nel giardino di Dio.
    [1] Cfr. P. Melchior de sainte Marie, in Dict. d'Hist. et de Georg. ecclés., XI, 1949, art. Carmel. c. 1095.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 860-864.”





    16 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../16-luglio.htm
    “IL SANGUE DEL SACRIFICIO
    16° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Una religione, vera o falsa che sia, ha come elemento essenziale il sacrificio. Con esso non solo si adora Dio, ma si impetrano perdono e grazie, si espia la colpa, si ringrazia per i doni ricevuti. Dio stesso li chiedeva al popolo eletto. Ma che valore potevano avere essi? Forse il sangue degli animali, di per sé, placava Dio e purificava l'uomo? «Non c'è liberazione, dice l'Apostolo, non alleanza, non espiazione, se non nel Sangue dell'Agnello, ucciso dall'origine del mondo». Cioè quei sacrifici avevano un valore puramente simbolico e preludevano al Sacrificio di Cristo. Per trovare il vero, unico e definitivo Sacrificio, dobbiamo andare sul Calvario, dove Gesù, pur coperto dei nostri peccati, è il Sacerdote santo ed innocente e nello stesso tempo è la Vittima immacolata gradita a Dio. Ed ora sorvoliamo col pensiero i secoli e dal Calvario passiamo all'Altare. Su di esso, come sul Calvario, si abbassa il Cielo, perché dall'Altare scaturisce come dal Calvario il fiume della Redenzione. La Croce è sul Calvario, la Croce è sull'Altare; la stessa Vittima del Calvario è sull'Altare; lo stesso Sangue zampilla dalle sue vene; per lo stesso fine - la gloria di Dio e la redenzione dell'umanità - Gesù si immolò sul Calvario e si immola sull'Altare. Presso l'Altare, come presso la Croce, c'è la Madre di Gesù, ci sono i grandi santi, ci sono i penitenti che si percuotono il petto; presso l'Altare, come ai piedi della Croce, ci sono i carnefici, i bestemmiatori, gli increduli, gli indifferenti. Non vacilli la tua fede, se al posto di Gesù, sull'Altare, vedi un uomo come te. Il sacerdote ha ricevuto il mandato da Gesù Cristo di fare ciò ch'Egli fece nel Cenacolo. Non vacilli la tua fede, se non vedi la Carne e il Sangue di Cristo, ma solo il pane e il vino: dopo le parole della consacrazione, il pane e il vino mutano sostanza come la mutarono alle parole di Gesù. Pensa invece che la S. Messa è un «Ponte sul Mondo» perché unisce la terra al Cielo; pensa che i Tabernacoli sono i parafulmini della Giustizia Divina. Guai se dovesse venire il giorno in cui non si offrirà più a Dio il sacrificio della messa. Sarebbe l'ultimo del mondo!
    ESEMPIO
    A Ferrara, nella chiesetta di S. Maria in Vado, nella Pasqua del 1171, un sacerdote mentre celebrava la S. Messa, fu assalito da forti dubbi sulla reale presenza di Gesù Cristo nell'Eucaristia. Dopo l'elevazione, quand'egli spezzò l'Ostia consacrata, ne uscì sangue con tanta veemenza che ne rimasero spruzzate le pareti e la volta. La fama di tanto prodigio si sparse per tutto il mondo e la pietà dei fedeli eresse una grandiosa basilica che racchiude intatte le pareti e la volta del piccolo tempio, sulle quali ancora oggi, circondate da tanti anellini d'oro, si possono vedere chiaramente le gocce del Sangue Prodigioso. Il Tempio è officiato dai Missionari del Prez.mo Sangue ed è mèta di tante anime devote. Quanti pretesti oggi per non ascoltare la S. Messa, neppure nelle feste di precetto! Quante volte la Messa festiva diventa l'ora degli appuntamenti, della ostentazione dei propri abiti e delle più immodeste acconciature! Si direbbe proprio che in certa gente si sia spenta del tutto la fede!
    Fioretto - Cerchiamo di non mancare mai alla S. Messa nei giorni festivi e di assistervi colla maggior devozione possibile.
    Giaculatoria - O Gesù, eterno Sacerdote, intercedi per noi presso il tuo Divin Padre, nel S. Sacrificio del tuo Corpo e del tuo Sangue. (S. Gaspare).”
    http://www.stellamatutina.eu/16-giug...el-sacrificio/
    16° giorno: Il sangue del sacrificio





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #27
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    Predefinito Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    anche tu sei preziosissimo con questi lunghi papiri, holux!
    turbe di natura sessuale sublimate in un imbarazzante culto mariano

  8. #28
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    18 luglio 2017: San Camillo de Lellis, confessore, fondatore dei Camilliani; anniversario della promulgazione della Costituzione dogmatica “Pastor Aeternus”, approvata il 18 luglio 1870 al Concilio Vaticano da Papa Pio IX...VIVA IL PAPA, PASTORE ETERNO!!!



    “18 luglio 1870: Pastor aeternus, crocevia della storia”
    [Qui Radio Spada] Pastor Aeternus, crocevia della storia | Radio Spada
    http://www.radiospada.org/2013/08/qu...-della-storia/
    https://www.radiospada.org/2013/07/u...stor-aeternus/
    “Il 18 luglio 1870 il Concilio Vaticano, riunito a conclusione della sua quarta sessione plenaria, promulgava la Costituzione “Pastor Aeternus”, approvata da Papa Pio IX, che definiva in maniera solenne molte verità già comunemente e universalmente credute e tenute nella Chiesa cattolica, elevandole a rango di Verità di fede definita. Tra queste annoveriamo il Primato del Papa su tutta la Chiesa e l’infallibilità del suo Magistero.”




    INFALLIBILITA? DELLA CHIESA (una raccolta di studi) « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=23016
    "Segnalazione di Pietro Ferrari"

    "La vera e la falsa tradizione in occasione della festa di San Pio X, anno 2016 « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=24862
    Scritto e segnalato da Carlo Maria di Pietro"




    "Opportune importune - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium...une-importune/
    "Sodalitium - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium/
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/46.pdf

    “Brevi risposte ad alcuni articoli della Fraternità contro la “Tesi di Cassiciacum”. (…)
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/47.pdf
    “Sodalitium N° 47 - Mons. Williamson contro il concilio Vaticano… I ! don Giuseppe Murro.”

    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/51.pdf
    “Sodalitium N. 51 – luglio 2001 - INFALLIBILITÀ DEL PAPA Mons Robert Fidelis McKenna o.p. ”
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/54.pdf
    "Sodalitium N. 54 – giugno 2002 - L’infallibilità del Papa e la Canonizzazione dei Santi."

    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/56.pdf
    "Sodalitium N. 56 – settembre 2003 - CONTROVERSIE: Risposta al numero speciale de “La Tradizione cattolica” sul sedevacantismo"






    18 luglio 2017: San Camillo de Lellis, confessore, fondatore dei Camilliani...



    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “San Camillo de Lellis, confessore, 18 luglio.”
    “Commemorazione di santa Sinforosa e dei suoi sette figli, martiri, lo stesso giorno.”




    San Camillo de Lellis - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-camillo-de-lellis/
    “18 luglio, San Camillo de Lellis, Confessore (Bucchianico, 25 maggio 1550 – Roma, 14 luglio 1614).

    “San Camillo de Lellis, Sacerdote e Confessore, Fondatore dei Chierici Regolari ministri degli infermi, celeste Patrono degli ospedali ed infermi, il cui giorno natalizio è ricordato il quattordici di questo mese”.
    O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Zelantissimo San Camillo, pieno di carità hai aiutato pazientemente ogni sorta d’infermi, vivendo interi anni al loro servizio negli ospedali. Li stringevi al tuo petto con tenerissimo amore e li aiutavi a sopportare le sofferenze delle malattie più penose e ributtanti. Infiamma anche noi di quella carità, che è il vero distintivo dei seguaci di Cristo. Quando poi saremo ammalati, vieni accanto al letto dei nostri dolori ad implorarci il dono della rassegnazione alla volontà di Dio, e quelle grazie spirituali e corporali che saranno più utili al bene delle nostre anime. Così sia.”


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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Emiliàno Martire, il quale al tempo di Giuliàno l’Apóstata, sotto il Preside Capitolino, gettato in una fornace, ricevette la palma del martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Emiliàno possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    "Ligue Saint Amédée
    "18 Juillet : Saint Camille de Lellis, Fondateur d'Ordre (1549-1614)"
    "18 juillet 1009 : décès du Pape Jean XVII.
    18 juillet 1100 : décès de Godefroy de Bouillon, premier roi chrétien de Jérusalem.
    18 juillet 1216 : élection du pape Honorius III.
    18 juillet 1323 : canonisation de saint Thomas d'Aquin par le Pape Jean XXII.
    18 juillet 1809 : Napoléon écrit à Fouché :
    "Je suis fâché qu'on ait arrêté le Pape ; c'est une grande folie... Mais enfin, il n'y a point de remède ; ce qui est fait est fait."."
    "18 juillet 1870 : le Concile de Vatican I définit le dogme de l'infaillibilité pontificale."
    "18 juillet 1830 : apparitions de Notre Dame à Sainte Catherine Labouré en la chapelle Notre-Dame-de-la-Médaille-miraculeuse de la rue du Bac.
    De juillet à décembre 1830, sœur Catherine, jeune "novice" des Filles de la Charité, reçoit l'immense faveur de s'entretenir trois fois avec la Vierge Marie. Catherine Labouré raconte que ce jour en la Saint-Vincent, elle est réveillée par un petit enfant qui lui dit :
    « Ma sœur, tout le monde dort bien ; venez à la chapelle ; la Sainte Vierge vous attend. »
    Croyant rêver, Catherine se lève, s'habille et suit l'enfant « portant des rayons de clarté partout où il passait ». Arrivée à la chapelle, Catherine entend bientôt « comme le froufrou d'une robe de soie ». La Sainte Vierge est là, resplendissante, et lui parle pendant deux heures, lui confiant que Dieu a une difficile mission pour elle.
    « Venez au pied de cet autel. Là, les grâces seront répandues sur toutes les personnes qui les demanderont avec confiance et ferveur.»


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    “18 luglio 2017: San Camillo de Lellis, confessore, fondatore dei Camilliani.”
    “18 luglio 2017: Santa Sinforosa e sette figli martiri.

    Santa Sinforosa era la moglie di San Getulio. Sulla via Tiburtina, al IX milliario (oggi km. 17,450) viveva una donna chiamata Sinforosa con i suoi 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi Primitivo. L'imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei, i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il suo Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'imperatore gli chiedeva". Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e a sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'imperatore rinnovò di sacrificare insieme ai suoi figli agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo fecero i suoi sette figli. L'imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata a sangue. Dalla tortura però l'imperatore non ci ricavò nulla, e spazientito da quella resistenza, diede ordine alle guardie di legare un grosso sasso al collo di Sinforosa, e di gettarla nel fiume Aniene, affinché annegasse. Poi venne la volta dei figli; furono presi da parte, e l'imperatore chiese a loro di sacrificare agli dei. Vista la resistenza dei ragazzi, ordinò che fossero condotti anch'essi al tempio di Ercole, dove con minacce e con lusinghe tentava condurli dalla sua parte; ma visto che non ci riusciva, ne con le buone e ne con le cattive, l'imperatore ordinò che tutti e sette fossero posti alla tortura, ed infine fossero trafitti con la spada, poi li fece gettare in una fossa comune e profonda del territorio tiburtino, che i pontefici chiamarono "ai sette assassinati". Dopo circa 2 anni, essendosi calmato il furore delle persecuzioni contro i cristiani, il fratello della martire Sinforosa, Eugenio "principalis curiae Tiburtinae", ne raccolse i corpi e li seppellì "in suburbana eiusdem civitatis". Il giorno 18 luglio il M.R. riporta quanto segue: "A Tivoli santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, con sette suoi figlioli, cioè Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La loro madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e sotto il Papa Pio quarto, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria". La passio ci dice ancora che il "Natalis vero sanctorum martyrum Christi beatae Symphorosae et septem filiorum ejus Crescentis, Juliani, Nemesii, Primitivi, Justini, Stattei et Bugenii celebratur sub die XV Kalendas Augusti. Eorum corpora requiescunt in Via Tiburtina milliario ab Urbe nono…". Oggi noi consociamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli. Durante le lotte per le investiture tra papato e impero, l'imperatore Enrico V nel ricondurre Papa Pasquale II a Roma, si accampò nel "Campo qui Septem fratum dicitur", dove un tempo si vedevano dei ruderi di un'antica chiesa dedicata a Santa Sinforosa e sette figli, e dove i proprietari di questo terreno hanno eretto nel 1939, proprio sulla collinetta dinanzi al nuovo santuario, una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli martiri. [ Autore: Andrea Del Vescovo ].”




    18 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../18-luglio.htm
    "LA REGINA DEL PREZ.MO SANGUE
    18° GIORNO
    MEDITAZIONE

    La Madonna è il dono più bello che Dio ci ha fatto, dopo l'Eucarestia. Ella non solo è la Madre di Dio, il capolavoro della Redenzione, la Piena di Grazia, la Benedetta fra le donne, ma è anche la nostra Madre dolcissima! Il mondo cristiano esulta al suo nome e si rifugia all'ombra del suo manto. Orbene tutta la grandezza di Maria scaturisce dal Prezioso Sangue: la Carne di Cristo è carne di Maria, il Sangue di Cristo è sangue di Maria: perciò noi la invochiamo col bel titolo di Regina del Preziosissimo Sangue! Per singolare privilegio in Lei non fu cancellata la colpa, come in ogni altra creatura, ma dovendo essere la fonte purissima dalla quale doveva zampillare il Sangue di Gesù, proprio in previsione dei meriti del Prez.mo Sangue, fu concepita senza peccato originale. Esultiamo per aver ricevuto da Dio una Madre così eccelsa e così dolce e guardiamola ai piedi della croce, dove offre all'Eterno Padre il Sangue del suo caro Figlio per il nostro riscatto. La sua anima è trafitta dalla spada del dolore e le sue lacrime sono le più amare che una madre abbia mai versato sulla terra. Guardiamo con quanto amore accoglie tutta l'umanità che Gesù le affida nella persona dell'apostolo S. Giovanni! Guardiamo come su lei cade quel Sangue affinché lo riversi su di noi poveri peccatori! Consideriamo come Dio l'ha costituita canale di grazia, dispensiera dei suoi tesori, nostra potente avvocata presso il trono dell'Agnello! O Maria, Regina del Prez.mo Sangue, fa' che anche l'anima mia rosseggi del Sangue divino del tuo Figliuolo, difendimi dagli assalti del demonio, specialmente in punto di morte, ottienimi la contrizione dei peccati e la perseveranza finale.
    ESEMPIO
    Una delle devozioni più care a S. Gaspare del Bufalo fu quella alla Regina del Prez.mo Sangue. Fece dipingere un quadro della Madonna con il Bambino Gesù sulle ginocchia, che stringe in mano il calice del suo Sangue. E la Vergine dimostrò, con molti prodigi, quanto le fosse cara una tale devozione. Molte volte, durante le prediche, il Santo fermava la pioggia benedicendo il cielo con quella prodigiosa immagine. Ad un gruppo di devoti, venuti da lontano ad ascoltarlo e che non potevano far ritorno perché si era scatenato un furioso temporale, consegnò quel quadro ed essi, pur camminando sotto la pioggia, giunsero perfettamente asciutti alle loro case. Davanti a quell'effige con la recita di tre Ave Maria, guarì istantaneamente un contadino che si era ferito gravemente ad un dito. Presso Albano Laziale, invocando il Nome della Vergine, salvò da sicura morte un confratello missionario che era precipitato con la carrozza dall'alto di un ponte. Moltissime volte, mentre predicava, fu vista una luce misteriosa scendere dal Cielo e inondare sia l'Immagine della Madonna, sia il volto del Santo. Imitiamo S. Gaspare in questa devozione tanto efficace, uniamo l'amore alla Vergine con quello al Prez.mo Sangue e saremo certamente ricolmi di celesti favori. Ma, in modo particolare, evitiamo il peccato, che rinnova le trafitture al Cuore adorabile della nostra Madre celeste.
    Fioretto. - Celebrerò con devozione le Feste della Madonna e in modo particolare quella della Vergine Addolorata.
    Giaculatoria. -"
    preziosissimo sangue Archives - Stellamatutina.eu - Sito di cultura cattolica in piena e totale obbedienza al Magistero Petrino.




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  9. #29
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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    17, 18 e 19 luglio 2017...



    17 luglio 2017: Sant’Alessio, Confessore...



    Sant'Alessio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santalessio/
    “17 luglio, Sant’Alessio, Confessore (Roma, IV secolo – Roma, 412).

    “A Roma sant’Alessio Confessore, figlio del Senatore Eufemiano. Egli, nella prima notte delle nozze, partito di casa lasciando intatta la sposa, e, dopo lunga peregrinazione, tornato a Roma, con nuova arte deludendo il mondo, rimase incognito per diciassette anni nella casa patema, alloggiatovi come povero; ma dopo la morte, riconosciuto per una voce che si udì nelle chiese di Roma e per un suo scritto, al tempo del Papa Innocenzo primo, fu con sommo onore trasferito alla chiesa di san Bonifacio, dove rifulse per molti miracoli”.”


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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Marcellina Vergine, sorella del beato Ambrogio Vescovo, la quale a Roma, nella Basilica di S. Piétro, ricevette il velo della consacrazione dal Papa Libério. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Marcellina possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”
    “Le sedici beate Martiri del Carmelo di Compiègne. Assassinate - poiché monache cattoliche, suore ed una novizia - dalla furia dei "democratici" in Francia dopo la Rivoluzione. Parigi, 17 luglio 1794. Ovviamente il "governo" - quelli di "libertà, uguaglianza e fratellanza" - fece saccheggiare il loro convento.”



    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “17 Juillet : Saint Alexis, Confesseur, Pèlerin et Mendiant († 404).”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    “17 luglio 2017.
    Alessio, santo, confessore
    , le sue spoglie sono, con quelle di san Bonifacio, nella chiesa dei Ss. Bonifacio ed Alessio all’Aventino (Roma), nell’urna marmorea posta sotto l’altare maggiore, qui deposte da Onorio III il martedì delle Palme del 1217, dopo il loro ritrovamento nella stessa chiesa. La testa di Alessio è venerata in una teca d’argento a mezzo busto. Sue reliquie furono usate nel 1500 per la consacrazione dell’altare del tempietto di Bramante a S. Pietro in Montorio. Alessio, figlio di Aglae ed Eufemiano, morto sotto papa Innocenzo (401-17), si vuole sepolto nella chiesa già dall’inizio del V secolo.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”




    17 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../17-luglio.htm
    “IL SANGUE CHE NUTRE
    17° GIORNO
    MEDITAZIONE

    «Non bastò a Gesù dare all'umanità una prova del suo immenso amore con lo spargere il Sangue una volta, ma volle, istituendo il sacramento dell'Eucarestia, spargerlo continuamente, quasi volesse morire giornalmente per noi». (S. Bernardino). L'amore infatti non si accontenta di sacrificarsi per chi si ama, ma vuol essere sempre vicino e donarsi completamente alla persona amata. Perciò Gesù, con la stessa onnipotenza che aveva adoperata per nascondere la sua divinità sotto l'ombra della carne umana, la nasconde ora sotto le specie del pane e del vino, e proprio in quella notte in cui gli uomini gli preparano la morte, pronuncia le grandi parole «Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo». «Prendete e bevete, questo è il mio Sangue». Per eternare poi nei secoli, attraverso il servizio sacerdotale, il suo gran dono, aggiunge: «Fate questo in memoria di me». L'Eucarestia è dunque il memoriale della Passione di Cristo, è il vero cibo e la vera bevanda delle nostre anime. Quando il fedele si accosta alla S. Comunione, pur ricevendo soltanto l'Ostia, è di fede, che riceve non solo il Corpo, ma anche il Sangue del Signore. Riflettiamo che la S. Comunione è indispensabile per la vita della nostra anima: «Se non mangerete la mia Carne e non berrete il mio Sangue, non avrete la vita in voi». Ecco perché la Chiesa pone questa fontana zampillante al centro della sua vita quotidiana, perché, come il peccato consuma quotidianamente la vita dell'anima, così il Corpo e il Sangue di Cristo la nutriscono e la dissetano. L'anima ha bisogno di quel Sangue, perché frena il vizio e spegne il fuoco delle passioni; ne ha bisogno per essere rinfrancata e sostenuta nella lotta contro il male; ne ha bisogno quando è sopraffatta dalla tristezza e dall'aridità; ne ha bisogno proprio come il corpo necessita del pane quotidiano. Corriamo perciò al Sangue di Gesù per purificarci e dissetarci; corriamo a questo fiume di grazie che trabocca dai calici per inondare il mondo; corriamo al Tabernacolo, dove Gesù ci aspetta prigioniero d'amore; confidiamo a Lui solo le nostre gioie, le nostre speranze, i nostri dolori; giuriamogli il nostro amore e ripariamo con la S. Comunione alle offese che riceve da tante anime ingrate.
    ESEMPIO
    Imperversa la persecuzione di Diocleziano e i campioni di Cristo erano rinchiusi a migliaia nelle carceri di Roma, in attesa d'essere gettati in pasto alle belve. Una cosa sola essi attendevano dai fratelli rimasti ancora liberi: il Pane dei forti, Gesù Eucaristico. Egli solo avrebbe potuto sostenerli nella dura lotta. Ma chi oserà penetrare in quelle prigioni così accuratamente vigilate? «Padre Santo, dice Tarcisio, andrò io!» «Ma tu sei piccolo, come potrai difender l'Eucarestia dalla profanazione, se ti scoprono?» «Appunto perché sono piccolo nessuno sospetterà di me. Se mi scopriranno, darò il mio sangue, ma l'Eucarestia non sarà profanata». Eccolo che corre già verso le carceri, stringendo il Pane consacrato al petto, quando alcuni monelli lo fermano, vogliono che giochi con loro, vogliono vedere cosa porta e comprendono. «E’ un cristiano, porta i Misteri, ammazziamolo!» Una fitta gragnuola di sassi lo abbatte, ma nessuna forza riesce a strappargli Gesù dalle mani. Il centurione Quadrato lo raccoglie, lo porta alle catacombe. L'Eucarestia è bagnata di quel sangue innocente. Quanto coraggio in un bambino e quanta ammirazione suscita in noi, che invece abbiamo tanta paura del giudizio umano e ci vergogniamo di scoprirci il capo, quando passa Gesù per le strade; ci vergogniamo di inginocchiarci all'elevazione nella S. Messa e cerchiamo di andar di nascosto a fare il precetto pasquale, come se ci recassimo a compiere una cattiva azione.
    Fioretto. - Mi preparerò con tutto il raccoglimento alla S. Comunione e cercherò di visitare con frequenza Gesù Sacramentato.
    Giaculatoria. - Lodato e benedetto sia il S. Cuore ed il Prezioso Sangue di Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare.”
    17° giorno: Il Sangue che nutre



    Luca, Sursum Corda!







    18 luglio 2017: San Camillo de Lellis, confessore, fondatore dei Camilliani; anniversario della promulgazione della Costituzione dogmatica “Pastor Aeternus”, approvata il 18 luglio 1870 al Concilio Vaticano da Papa Pio IX...VIVA IL PAPA, PASTORE ETERNO!!!



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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    "18 Juillet : Saint Camille de Lellis, Fondateur d'Ordre (1549-1614)"
    "18 juillet 1009 : décès du Pape Jean XVII.
    18 juillet 1100 : décès de Godefroy de Bouillon, premier roi chrétien de Jérusalem.
    18 juillet 1216 : élection du pape Honorius III.
    18 juillet 1323 : canonisation de saint Thomas d'Aquin par le Pape Jean XXII.

    18 juillet 1809 : Napoléon écrit à Fouché :
    "Je suis fâché qu'on ait arrêté le Pape ; c'est une grande folie... Mais enfin, il n'y a point de remède ; ce qui est fait est fait."."
    "18 juillet 1870 : le Concile de Vatican I définit le dogme de l'infaillibilité pontificale."
    "18 juillet 1830 : apparitions de Notre Dame à Sainte Catherine Labouré en la chapelle Notre-Dame-de-la-Médaille-miraculeuse de la rue du Bac.
    De juillet à décembre 1830, sœur Catherine, jeune "novice" des Filles de la Charité, reçoit l'immense faveur de s'entretenir trois fois avec la Vierge Marie. Catherine Labouré raconte que ce jour en la Saint-Vincent, elle est réveillée par un petit enfant qui lui dit :
    « Ma sœur, tout le monde dort bien ; venez à la chapelle ; la Sainte Vierge vous attend. »
    Croyant rêver, Catherine se lève, s'habille et suit l'enfant « portant des rayons de clarté partout où il passait ». Arrivée à la chapelle, Catherine entend bientôt « comme le froufrou d'une robe de soie ». La Sainte Vierge est là, resplendissante, et lui parle pendant deux heures, lui confiant que Dieu a une difficile mission pour elle.
    « Venez au pied de cet autel. Là, les grâces seront répandues sur toutes les personnes qui les demanderont avec confiance et ferveur.»”


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    http://www.stellamatutina.eu/18-giug...issimo-sangue/



    Luca, Sursum Corda!







    19 luglio, San Vincenzo de’ Paoli, Confessore…



    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    “San Vincenzo de' Paoli, confessore, 19 luglio.”


    San Vincenzo de' Paoli - Sodalitium
    “19 luglio, San Vincenzo de’ Paoli, Confessore (Pouy, 24 aprile 1581 – Parigi, 27 settembre 1660).

    “San Vincenzo de’ Paoli, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Congregazione dei Preti della Missione e delle Figlie della Carità, celeste Patrono di tutte le Associazioni di carità, il quale si addormentò nel Signore il ventisette Settembre”.
    O glorioso S. Vincenzo, celeste patrono di tutte le Associazioni di carità e Padre di tutti i miseri, che in vita vostra non rigettaste mai alcuno che a Voi facesse ricorso, deh! guardate da quanti mali noi siamo oppressi, e venite in nostro aiuto. Ottenete dal Signore soccorso ai poveri, sollievo agli infermi, consolazione agli afflitti, protezione agli abbandonati, carità ai ricchi, conversione ai peccatori, zelo ai sacerdoti, pace alla Chiesa, tranquillità ai popoli, salute e salvezza a tutti. Sì, tutti provino gli effetti della vostra pietosa intercessione; sicchè, da voi sollevati nelle miserie di questa vita, possiamo riunirci con voi lassù, dove non vi sarà più nè lutto, nè pianto,nè dolore ma gaudio, gioia e beatitudine eterna. Così sia.”


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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare le sante Vergini Giusta e Rufina, le quali, prese dal Preside Diogeniàno, prima furono tormentate collo stiramento sull’eculeo e lacerate con uncini, poi afflitte col carcere, colla fame e con vari tormenti; da ultimo Giùsta esalò lo spirito in carcere, mentre a Rufina, per la confessione del Signore, fu spezzata la testa. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di queste sante Martiri, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, le sante Vergini Giusta e Rufina possano essere mie avvocate e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “19 Juillet : Saint Vincent de Paul, Prêtre, Fondateur d'Ordres (1576-1660).”
    “19 juillet 514 : décès du Pape Saint Symmaque à Rome.”
    “19 juillet 1943 : SS le Pape Pie XII vient bénir les Romains après le bombardement anglo-américain de Rome.”




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    “19 luglio 2017 San Vincenzo de Paoli, confessore 1581 Ranquine (Guascogna, Francia) +1660 Parigi]
    Canonizzato infallibilmente nel 1737 da Papa Clemente XII.”
    “19 luglio 1943: La Santità di Nostro Signore, Papa Pio XII, Defensor civitatis
    , si reca alle rovine della basilica di San Lorenzo, bombardata dagli anglo-americani.”




    19 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../19-luglio.htm
    “LA SPOSA DEL SANGUE: LA SANTA CHIESA.
    19° GIORNO
    MEDITAZIONE

    L'Opera di Gesù Cristo non poteva morire con lui. Il suo Sangue doveva continuare a scorrere nelle anime, attraverso i sacramenti. Il Vangelo doveva essere trasmesso a milioni di uomini e la verità difesa dai nemici di ogni tempo. Era perciò necessaria la Chiesa, una santa e universale, che potesse compiere questa missione di salvezza. Gesù la fondò su Pietro, roccia inespugnabile, ma la fece sgorgare dal suo Cuore tratto. «Quel Sangue che esce dal Cuore di Cristo, dice S. Ambrogio, è prezioso, perché ci dona la Chiesa». E S. Gregorio: «La Chiesa fu fondata col Sangue, crebbe col Sangue, fu nutrita col Sangue, il suo fine sarà dunque il Sangue!» Perciò, conclude S. Caterina: «Il Sangue di Cristo è il tesoro della Chiesa». Il Sangue di Gesù,dunque, anima tutta la Chiesa, perché da esso riceve i mezzi per la propria santificazione. La Chiesa non ne è soltanto la conservatrice eterna, ma la dispensiera, avendo avuto da Cristo il mandato di farlo scorrere per la salute di tutte le anime. Ella è la sposa del Sangue di Cristo e la Madre universale di tutti i redenti. Per lei non vi è distinzione di razze, di ceti e persone; tutti i suoi figli ricevono lo stesso battesimo, siedono alla stessa Mensa Eucaristica, ricevono la medesima Grazia nei sacramenti e sono oggetto delle sue materne premure. Eppure quante persecuzioni contro questa Madre santa e generosa! Quante volte noi pure ci siamo vergognati di dichiararci suoi figli, quante volte ci siamo rifiùtati di obbedire alle sue leggi! Amiamo la Chiesa, come un buon figliuolo ama la madre, perché fuori di essa non vi può essere salvezza.
    ESEMPIO
    Un campione di eroica fedeltà alla Chiesa e al Papa fu S. Gaspare del Bufalo. Nel luglio del 1809, Napoleone, dopo aver occupato Roma, fece arrestare e trascinare in esilio Pio VII. Ai cardinali, vescovi, e sacerdoti fu imposto un giuramento di fedeltà all'imperatore. Quando Gaspare, da poco più di un anno sacerdote, fu chiamato dal magistrato e invitato a giurare, rispose con fermezza: «Non posso, non debbo, non voglio!». Né valsero le lusinghe più blande e le più terribili minacce. Le conseguenze di tanto coraggio furono l'esilio a Piacenza e le carceri a Bologna, in S. Giovanni in Monte, a Imola e a Lugo di Romagna. Le sofferenze e le privazioni subìte in quei luoghi di pena furono così gravi che lo condussero sull'orlo della tomba. Ma anche in quelle condizioni egli rimase irremovibile ogni qualvolta gli si ingiungeva di mancare di fedeltà al papa. Imitiamolo anche noi in tanta fortezza cristiana! Le persecuzioni più violente non sono riuscite e non riusciranno mai a distruggere la Chiesa, né a interrompere una serie così gloriosa e santa di pontefici. Il Papa è il Vicario di Cristo, il Successore di Pietro, il Maestro di verità.
    Fioretto. - Non vergognarti di appartenere alla Chiesa di Gesù Cristo e difendila, quando sentirai calunniarla.
    Giaculatoria. - Eterno Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, per la propagazione della Chiesa, per il Sommo Pontefice, per i Vescovi, i Sacerdoti, i religiosi e la santificazione del popolo di Dio.”
    19° giorno: La Sposa del Sangue. La santa Chiesa




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo

    20 e 21 luglio 2017...


    20 luglio 2017: San Girolamo Miani (o anche Emiliani), Confessore, e Santa Margherita, vergine e martire…



    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    "San Girolamo Emiliani, confessore, 20 luglio.
    Commemorazione di santa Margherita, vergine e martire, lo stesso giorno."




    San Girolamo Emiliani - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-girolamo-emiliani/
    20 luglio, San Girolamo Emiliani, Confessore (Venezia, 1486 – Somasca, 8 febbraio 1537).

    “San Girolamo Emiliani Confessore, Fondatore della Congregazione Somasca, celeste Patrono di tutti gli orfani e della gioventù derelitta : si riposò nel Signore l’otto Febbraio”.
    I.O San Girolamo che sei stato fiamma del divino amore per gli orfani e i bisognosi, alleviandone ogni miseria e pena, fa che sul tuo esempio possiamo anche noi accogliere il nostro prossimo con la stessa carità con cui ci ha amato Cristo Signore. Gloria.
    II.O San Girolamo che nella tua vita hai rivelato agli uomini la misericordia e la tenerezza del Padre celeste accogliendo i fanciulli e i giovani e insegnando loro la via del cielo, accogli, custodisci e proteggi la nostra gioventù da ogni male. Gloria.
    III.O San Girolamo, che nella tua vita mortale, come Buon Samaritano, molte volte ti sei chinato con amore di padre su ogni uomo piagato nello spirito e nel corpo, aiuta con le tue preghiere e la tua paterna intercessione i nostri fratelli ammalati, dona loro la forza e il coraggio per affrontare e vivere con fede questo momento di sofferenza, possano superare presto la malattia e riacquistare la serenità e la salute, per lodarti nella tua Chiesa con cuore riconoscente e grato. Gloria”



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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Pàolo, Diacono e Martire, il quale, rimproverando i principi infedeli per l’empietà Maomettana e per la crudeltà, e costantissimamente predicando Cristo, ucciso per loro ordine, se ne andò in cielo a ricevere il premio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Diacono, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Pàolo, Diacono e Martire, possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


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    “20 Juillet : Saint Jérôme Emilien, Confesseur († 1537).”
    “20 juillet 514 : début du pontificat du Pape Saint Hormisdas.”
    “20 juillet 1903 : décès du Pape Léon XIII.”




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    “20 luglio 2017: Santa Margherita, vergine e martire.

    Originaria di Antiochia di Pissidia, Marina (o Margherita), fu affidata ad una nutrice cristiana, che la fece battezzare e la condusse alla fede. Cresciuta, fu chiesta in moglie dal governatore della provincia Olibrio, ma al suo diniego e alla professione di fede cristiana, questi la fece impriogionare e torturare. In prigionia il demonio la tentò più volte apparendoli nelle fome di un drago, ma Marina non cedette grazie alla forza del segno della croce. Subì quindi il martirio. È invocata come protettrice delle partorienti.
    Marina (Margherita), vergine e martire, santa, il capo con quello di S. Pudenziana sono in un reliquiario a S. Pietro in Vaticano.
    M.R.: 20 luglio - Ad Antiochia la passione di santa Margherita, Vergine e Martire.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari.”
    “20 luglio 2017.
    San Girolamo Miani (o Emiliani)
    nacque a Venezia nel 1486. Intraprese la vita militare, ma questa non lo soddisfava. Fatto prigioniero pregò la vergine Maria e fu liberato. Abbandonò la vita militare consacrandosi al soccorso dei poveri e dei derelitti, vendendo i propri averi e distribuendoli.
    Si dedicò in modo particolare ai bambini orfani e poveri fondando tra l'altro l'Ospedale degli Incurabili di Venezia, la bottega degli orfani a S. Rocco e una casa per prostitute pentite.
    La sua esperienza spirituale matura attraverso il movimento del Divino Amore, con l'influenza di personaggi come Gaetano da Thiene (fondatore dei teatini) e il cardinale Gian Pietro Carafa, poi papa Paolo IV. Fu chiamato da vescovi della Lombardia e del Veneto ad ordinare le opere di carità delle loro diocesi. Nel 1532 fondò l'Ordine dei Chierici Regolari di Somasca.
    Morì nella cittadina di Somasca (Lecco) l'8 febbraio 1537 per aver contratto la peste dai malati che curava durante una terribile epidemia che aveva colpito la Valle di S. Martino.
    Fu canonizzato nel 1767, il suo culto liturgico fu fissato dalla Chiesa il 20 luglio.
    La forma corretta del cognome è Miani, come appare dalla firma autografa su alcune sue lettere, mentre Emiliani risulta essere la latinizzazione del nome e la sua nobilizzazione (discendenti dalla famiglia degli Emili).”
    “Il 20 luglio 514 Sant'Ormisda viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “Il 20 luglio 1903 muore Papa Leone XIII Pecci, strenuo assertore dei diritti della Santa Sede contro le Rivoluzioni e le invasioni massoniche.”





    20 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../20-luglio.htm
    “I MINISTRI DEL SANGUE
    20° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Gesù è stato il primo Sacerdote che ha offerto al Divin Padre il proprio Sangue per la remissione dei nostri peccati. Per perpetuare la sua offerta, nell'ultima Cena, dopo l'istituzione dell'Eucarestia, istituì anche il Sacerdozio: «Fate questo in memoria di me». Questa verità è confermata dagli Apostoli e dalla perenne tradizione della Chiesa. «Il sacerdote, dice S. Tommaso, dovendo essere ministro del Prezioso Sangue è consacrato dal Sangue di Cristo». Nella consacrazione egli riceve i più ampi poteri: consacrare il Corpo e il Sangue di Cristo, assolvere dai peccati, conferire la Grazia nei Sacramenti, pregare per il popolo e in nome del popolo cristiano; è davvero «il Signore del Sangue» (S. Caterina). Chi chiama il sacerdote ad un ufficio così alto? Non si diventa sacerdoti di proprio arbitrio, ma solo chi è chiamato dal Signore può salire l'altare. E Dio non ha preferenze per uomini di illustre casato, anzi sceglie, quasi sempre, i suoi sacerdoti tra le famiglie più umili e povere. Se grande è la responsabilità del sacerdote, grande è anche la sua dignità e il rispetto a loro dovuto. «Se al sacerdote tocca di ministrare il Sangue di Cristo, questa funzione rende divina la loro dignità e stabilisce il debito di riverenza da parte di tutti: riverenza che va a Dio stesso e a questo glorioso Sangue» (S. Caterina). Quante benemerenze del Sacerdozio cattolico! Sia nel campo della carità sia in quello delle scienze e del progresso, è sempre stato all'avanguardia fino al più sublime eroismo. Eppure il sacerdote è l'uomo più odiato e perseguitato. Ma egli, sull'esempio di Cristo, sa perdonare ai suoi persecutori ed è lieto di poter unire il proprio sangue a quello che tutti i giorni offre sull'altare.
    ESEMPIO
    Il Card. Massaia racconta che, nel 1863 in Abissinia, due nuovi convertiti, marito e moglie, chiedevano continuamente d'essere ammessi alla S. Comunione. Finalmente li accontentò e nella loro capanna, addobbata alla meglio, iniziò la cele¬brazione della S. Messa. Subito dopo la consacrazione del Calice, la donna cominciò a gridare: «Fuoco, fuoco!». Le chiese allora la ragione di quel grido ed ella disse: «Quando avete alzato il Calice, ho visto scendere dal cielo un fascio di fuoco; le vostre mani erano infocate e anche il calice era infocato». Il Massaia pensò ad un'allucinazione o esaltazione della povera donna e la mise alla prova. Innalzò, dopo la consacrazione, prima un'ostia ed un calice, non consacrati, poi quelli consacrati e dovette ricredersi, perché la donna continuava a vedere rosseggiare di fuoco solo l'Ostia e il Calice consacrati. Non disse Gesù ch'era venuto a portare il fuoco sulla terra? Il fuoco del suo amore, perché di esso bruci il mondo intero; ha ordinato ai suoi sacerdoti di mantenerlo vivo in tutte le anime, colmandole del suo Sangue Prezioso.
    Fioretto. - Rispetta ed ama il sacerdote, perché dispensa i tesori del Sangue di Cristo.
    Giaculatoria. - O Gesù, eterno e sommo Sacerdote, io offro il tuo Sangue prezioso all'Eterno Padre, affinché mandi nella sua Chiesa santi e ferventi sacerdoti.”

    20° giorno: I ministri del Sangue




    Luca, Sursum Corda!








    21 luglio 2017 Santa Prassede, vergine e martire…



    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    "Santa Prassede, vergine, 21 luglio."




    Santa Prassede di Roma
    “Santa Prassede di Roma Vergine e martire
    21 luglio II sec.
    Fu vittima con la sorella Pudenziana (festeggiata il 19 maggio) delle persecuzioni. Riposa nella basilica romana che porta il suo nome insieme ad altri martiri. (Avvenire)
    Etimologia: Prassede = colei che agisce, dal greco
    Emblema: Giglio, Palma
    Martirologio Romano: A Roma, commemorazione di santa Prassede, sotto il cui nome fu dedicata a Dio una chiesa sul colle Esquilino.”



    Santa Prassede - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-prassede/
    21 luglio, Santa Prassede, Vergine.

    “A Roma santa Prassede Vergine, la quale, essendo stata istruita nel culto della purità verginale e nella legge divina, assiduamente occupata in veglie, orazioni e digiuni, si riposò in Cristo; e fu sepolta sulla via Salaria, accanto a sua sorella Pudenziana”.
    O gloriosissima Vergine Santa Prassede, Tu che sei stata discepola del Principe degli Apostoli, ospitato nella tua casa, e che fin dai più teneri anni hai visto cadere intrepidi, sotto la spada del carnefice, i seguaci più illustri della fede di Gesù Cristo e ne hai raccolto le preziose reliquie e il sangue scaturito dalle loro vene, per arricchire la stessa tua casa, convertita in sacro tempio, vieni, ti prego, in aiuto della Santa Chiesa, a cui oggi si muove una guerra non meno empia e furibonda, ed ispira a noi quei sentimenti di fede e di carità che ardevano nel tuo cuore. Così sia.


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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Prasséde Vergine, la quale, essendo stata istruita nel culto della purità verginale e nella legge divina, assiduamente occupata in veglie, orazioni e digiuni, si riposò in Cristo; e fu sepolta sulla via Salària, accanto a sua sorella Pudenziàna. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Prasséde possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


    Ligue Saint Amédée
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    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.”
    “21 Juillet : Ste Praxède, Vierge.”



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    “21 luglio 2017.
    Prassede, vergine, santa, martire di Roma
    , ricordata con Potenziana dagli Itinerari del VII secolo nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. Il 20 gennaio dell’817 Pasquale I fece portare i corpi di 2300 martiri dagli ipogei all’interno della città, distribuendoli in varie chiese. A S. Prassede depose nella cripta, posta sotto l’altare maggiore, moltissime reliquie provenienti dalle Catacombe di S. Alessandro sulla via Nomentana. L’altare e il restauro dellacripta si debbono al cardinale Ludovico Pico della Mirandola che vi collocò nel 1730 quattro sarcofagi romani, l’ultimo a destra in basso conserva il corpo della martire. Nello stesso sarcofago, secondo una duplice iscrizione, vi dovrebbero essere anche i resti di sua sorella Potenziana (Pudenziana). Il capo di S. Prassede, menzionato nel pontificato di S. Leone IV ai Ss. Quattro Coronati, è nell’altare papale del Sancta Sanctorum. La cassetta reliquiario fu esposta al Museo Sacro e Cristiano della Biblioteca Vaticana dal 19 giugno 1905 al 13 settembre 1907.
    M.R.: 21 luglio - A Roma santa Prassede Vergine, la quale, essendo stata istruita nel culto della purità verginale e nella legge divina, assiduamente occupata in veglie, orazioni e digiuni, si riposò in Cristo: e fu sepolta sulla via Salaria, accanto alla sorella Pudenziana
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”




    21 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../21-luglio.htm
    “I SERAFINI E GLI EROI DEL SANGUE.
    21° GIORNO
    MEDITAZIONE

    Il Sangue di Cristo ha trascinato nella sua scia una schiera luminosa di anime eroiche, quelle dei santi, i quali nella loro vita hanno avuto il solo scopo di ricopiare in se stessi Cristo crocifisso e sanguinante. Tutti i santi, senza eccezione, sia quelli che noi veneriamo sugli altari, sia quelli rimasti sconosciuti, sono i veri serafini ed eroi del Sangue Prezioso. Chi nelle spelonche, chi nei deserti, chi sulle vette dei monti, chi nelle celle dei chiostri, chi negli ospedali, chi in terra di Missione, chi nelle grandi città, chi nella propria casa, tutti non hanno amato che Cristo, si sono crocifissi con Cristo, hanno sanguinato con Cristo. La vita di ogni santo è impregnata di sangue. Non sono stati solo i martiri a dare il sangue per Cristo! C'è il sangue della mortificazione volontaria, il sangue della carità, il sangue dell'apostolato, il sangue del lavoro, - il sangue che ogni virtù fa scaturire da quelle anime che le praticano in grado eroico. La massima di tutti i santi è stata: soffrire, morire, essere sepolti in Cristo! Essi hanno raggiunto il grado più alto della perfezione, ma a costo di inaudite sofferenze. Quale grande ammaestramento per noi! Non dobbiamo credere che i santi siano stati dei fortunati o privilegiati. Dio ci vuol tutti santi e a tutti dà la grazia sufficiente per divenirlo. Guardiamo anche noi, come loro, al Santo dei Santi, a Gesù! Il suo Sangue è la linfa vitale della santità. Amiamolo ardentemente e diventeremo santi anche noi.
    ESEMPIO
    Il Sangue di Gesù infiammò sempre l'anima di S. Gaspare del Bufalo. La sua mirabile predicazione, la comprensione per le umane sofferenze e il disprezzo di se stesso furono il frutto di questa fiamma. Aveva sempre il Sangue di Gesù sulle labbra, come lo aveva nel cuore, e nel parlare sembrava un serafino, tanto si accendeva in volto. Una volta i suoi Missionari, desiderosi di sentirlo parlare sul Sangue di Gesù come solo lui sapeva fare, gli dissero a bella posta che quello era un tema arido e difficile. Egli allora ne parlò per diverse ore, senza mai stancarsi e ripetersi, e i suoi uditori ne restarono rapiti con lui. Per propagare la devozione al Prez.mo Sangue soffrì incredibili persecuzioni e, a volte, anche da persone che avrebbero dovuto comprenderlo e difenderlo. Ma nulla valse a farlo desistere. Ovunque andava erigeva la Pia Unione del Prez.mo Sangue, inculcava la pratica del Mese del Preziosissimo Sangue e introduceva la recita quotidiana della Coroncina in onore del Prez.mo Sangue. Faceva stampare a sue spese opuscoli e foglietti con preghiere, che poi distribuiva gratuitamente ai fedeli, e cercava di avvicinare i sacerdoti, che si recavano in terra di Missione per esortarli a diffondere il culto al Preziosissimo Sangue. Nelle S. Missioni, quando le anime si ostinavano a rimanere nella colpa, egli si faceva portare con grande solennità il Cristo Morto dinanzi al palco e parlava sul Sangue di Gesù disciplinandosi. Molte furono le conversioni ottenute in quel modo. In punto di morte, San Vincenzo Pallotti, che lo assisteva, vide la sua anima volare al cielo sotto forma di lucentissima stella e Gesù che andava a incontrarla. L'esempio di S. Gaspare ci accenda di amore verso il Sangue di Gesù e ci dia la speranza di potere un giorno con lui cantarne le lodi in Paradiso.
    Fioretto. - Voglio farmi santo! Ripetiamolo non solo con la bocca, ma imitando i santi e invocando anche il loro aiuto.
    Giaculatoria. - Sangue Prezioso di Gesù, intenerisci il mio cuore ed accendi in esso un vivo desiderio di perfezione.”
    21° giorno: I Serafini e gli Eroi del Sangue




    Luca, Sursum Corda!
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    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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