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Discussione: DDL Cirinnà

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    Predefinito DDL Cirinnà

    Un interessante articolo a riguardo si M Adinolfi sulle manovre politiche che si stanno consumando alle spalle della piazza:
    http://www.radiomaria.it/Data/Sites/...rinn%C3%A0.pdf
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  2. #2
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    Predefinito Re: DDL Cirinnà

    Lo riporto per esteso
    Impossibile emendare il ddl CirinnàA fronte di un diffuso (ma non convinto) tentativo di mediazione parlamentare circa il disegno di leggesulle unioni civili, è opportuno ricordare i motivi per cui ogni accordo non potrà che essere uncompromesso al ribasso, tale da scontentare tutti. I giudici poi reintegrerebbero le parti cedute intrattativa: perciò il testo va bloccato in toto, anche a costo di aprire una crisi di governodi Mario Adinolfi – La Croce, giovedì 2 luglio 2015Bisogna essere chiari. Il “compromesso alto” sul ddl Cirinnà di cui parlava il parlamentare Ncd GaetanoQuagliariello dalle colonne di Avvenire qualche giorno fa, non è praticabile, non è un’ipotesi politicamentepercorribile. Semplicemente, non esiste. Il ddl Cirinnà non è una proposta di legge come le altre, su cui sipuò discutere e trovare intese sui dettagli. Il ddl Cirinnà è il tentativo di imporre una visione antropologica, èun passaggio ideologico e rispetto a una norma così pensata ci sono solo due strade: farla passare o opporsi ebatterla. Il popolo di piazza San Giovanni credo che abbia detto chiaramente che intende opporsi. Si puòignorare quel popolo, far finta che non abbia dato vita alla più partecipata e spontanea manifestazione degliultimi cinque anni che l’Italia abbia visto. Non lo si può ingannare.Renato Schifani, ex presidente del Senato e anch’egli parlamentare Ncd, si dice disponibile a trovare intesesulla legge «se vengono cancellate reversibilità della pensione e adozioni». Lo stesso, più o meno, dice ilcapogruppo di Area popolare (sarebbe sempre Ncd, con qualche aggiunta Udc e altri) Maurizio Lupi.Giorgio Tonini, senatore cattolico del Pd, prova a dire che il ddl Cirinnà è sì emendabile, ma su alcunidettagli, non sulla sostanza. Tende la mano apparentemente, ma aggiunge subito che Ncd deve rinunciare a“fare ostruzionismo”, altrimenti scatterà un “piano b”. Che sarebbe per il Pd fare a meno dell’Ncd, cioè delsuo decisivo alleato nella maggioranza di governo, puntando a cercare liberamente alleanze in Parlamentoanche tra chi è all’opposizione. La stessa Monica Cirinnà parla di “aperture in Forza Italia”. In effetti incommissione Giustizia al Senato, luogo dove si sta combattendo questa complessa partita politica, ForzaItalia si è divisa tra contrari e astenuti, al momento dell’adozione del provvedimento come testo base didiscussione.Mi scuso di tutta questa premessa politicista, apprezzabile forse solamente dagli addetti ai lavori, ma serve aspiegare il quadro in cui ci si sta muovendo. La Croce ha fatto della battaglia contro il ddl Cirinnà il simbolostesso di quella lotta “contro i falsi miti di progresso” che ci caratterizza fin dalla testata. Papa Francesco hainvitato le famiglie ad essere “contro” la colonizzazione ideologica del gender e il ddl Cirinnà dell’ideologiagender è compimento e coronamento. Ora stiamo arrivando allo snodo decisivo di questa vicenda ed èdunque necessario che gli elementi di comprensione siano tutti sviscerati. Avendo il quadro completo, saràchiaro perché il ddl Cirinnà è inemendabile e l’unico lavoro che va richiesto ai parlamentari di Ncd-AreaPopolare è di essere coerenti con la loro presenza in piazza San Giovanni, agendo dunque con due leve ostruzionismo in commissione Giustizia, crisi di governo se il Pd dovesse insistere con il fantomatico “pianob”, comunque di difficile se non impossibile praticabilità. Dunque la crisi basterà minacciarla (provo inquesto modo a tranquillizzare i parlamentari che temono di perdere tre anni di mandato e conseguentiemolumenti, conosco le miserie umane e anche quelle di deputati e senatori, ho avuto modo di farneesperienza diretta).Dunque è un muro contro muro? Perché il ddl Cirinnà va considerato come inemendabile? Non basterebbeeliminare la questione della reversibilità della pensione e il vergognoso articolo 5 che prevede persino lalegittimazione dell’utero in affitto, purché praticata all’estero?No, non basterebbe. Martedì 30 giugno durante la trasmissione “Coffee Break” su La7, Monica Cirinnà inpersona ha espresso tutto il suo sostegno alla pratica di utero in affitto ed è finalmente uscita allo scopertodopo aver tentato di ingannare il popolo italiano per mesi, negando che l’articolo 5 legittimasse tale pratica eaggredendo nei dibattiti televisivi chi provava a svelare l’imbroglio di quella norma scritta in politicheseburocratesee mascherata sotto la formula anglofona della “stepchild adoption”. L’articolo 5 è il cuore della legge, è voluto dal reale ispiratore del ddl Cirinnà che si chiama Sergio Lo Giudice, è senatore del Partitodemocratico già presidente di Arcigay, siede nella stessa commissione Giustizia che sta deliberandosull’utero in affitto e sostiene la norma perché lui stesso ha svolto quella pratica negli Stati Uniti con il suocompagno. Tralasciando il palese conflitto d’interessi, appare evidente che l’articolo 5 sulla legittimazionedella pratica dell’utero in affitto non sarà lasciato andare molto facilmente. E quand’anche accadesse emagari saltasse anche la reversibilità della pensione (cosa che non accadrà mai perché il mondo delleassociazioni Lgbt solo a quei due punti mira, in realtà) ci penserebbero le Corti, dai tribunali ordinari allaCorte costituzionale, a introdurre quegli istituti per via giurisprudenziale, secondo il modello già adottato conla legge 40. Una legge, lo voglio ricordare, non solo adottata dal Parlamento a vasta maggioranza, ma ancheconfermata dal voto referendario. Che le corti non hanno temuto di smembrare, correggere, di fatto riscriverea loro piacimento. Da tutto questo derivano alcune conclusioni operative:1. Dichiarare ai giornali che si è disposti a votare il ddl Cirinnà a patto che sia modificato è un attopolitico grave, che va immediatamente ritirato. I punti di mediazione richiesti su articolo 5, stepchildadoption e reversibilità della pensione non sono disponibili, i proponenti non hanno alcunaintenzione di discuterli. La teorica dichiarazione di disponibilità alla trattative è di per se stessa unamanifestazione di preparazione al cedimento, di collocazione della questione sul piano di unapossibile mediazione politica. Una mediazione che è assolutamente irricevibile, almeno da chi è statoin piazza a San Giovanni. E che i parlamentari che in quella piazza erano presenti sanno bene di nonpoter portare avanti, pena il tradimento esplicito degli impegni assunti in quel luogo.2. Gli strumenti da adottare sono, nell’immediato, l’ostruzionismo in sede di commissione Giustizia.Con centinaia anche di subemendamenti presentati e la disponibilità espressa dai senatori MarioMauro e Carlo Giovanardi, si può facilmente inchiodare i proponenti per mesi alla discussione incommissione. Non farlo vorrebbe dire che si è deciso di non farlo, la questione sarebbe una sceltapolitica. Noi saremo vigili.3. In qualsiasi forma il ddl Cirinnà dovesse essere varato, anche in forma emendata, serviràsemplicemente da base per successive operazioni giurisprudenziali tramite i vari tribunali e la CorteCostituzionale, che ci condurranno rapidamente al matrimonio omosesssuale con pieni diritti difilazione e pensione di reversibilità, in ossequio agli articoli 2 e 3 della Carta. La fine è nota. Ad oggile corti non hanno potuto muoversi per via dell’assenza di uno strumento normativo su cui far leva.Quello strumento normativo non va in alcuna forma offerto.La battaglia sul ddl Cirinnà si può vincere e si può perdere, ma di certo non si può non combattere, perché èuna battaglia su un punto di principio. Le condizioni per vincerla ci sono tutte. Basta volerlo, basta una seriadeterminazione a far seguire i fatti alle parole belle ascoltate dai politici nel pomeriggio di entusiasmo del 20giugno a piazza San Giovanni.
    Ultima modifica di Parsifal Corda; 02-07-15 alle 19:38
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