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Il giorno dopo la lunga notte di Atene, culminata con la vittoria del premier greco Alexis Tsipras, ci si interroga sul destino della Grecia. Rimarrà nell’euro o uscirà? Fosse per i falchi dell’eurogruppo e del ministro tedesco Schauble (oggi ha ribadito che il taglio del debito ellenico non è tra i temi trattabili, posizione condivisa dalla Commissione Ue), Atene già da oggi sarebbe fuori dalla moneta unica. Ma il pragmatismo invita tutti alla prudenza e ad aspettare l’Eurogruppo di domani e le nuove proposte di Tsipras che intanto ha sacrificato il suo braccio destro Varoufakis*(possibile che il suo posto venga preso da Euclid Tsakalotos, attuale viceministro degli Esteri) considerato persona non gradita nei salotti di Bruxelles.
E così ecco il piccolo spiraglio lasciato aperto da Angela Merkel che stasera incontrerà il presidente francese Hollande più incline a trattare con il leader greco. “La porta resta sempre aperta, ma visto il risultato del referendum* al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto. Molto dipenderà dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo” afferma la cancelliera tedesca.
Ed è l’Eurogruppo, convocato domani per le 13, ad aspettare le nuove proposte di Atene. Ricevuto ed esaminato il documento ci si muoverà di conseguenza, ben consapevoli che la questione è di delicata importanza. Se non si trovasse un accordo infatti, Atene potrebbe entrare nell’orbita di Mosca. Un’ipotesi non peregrina vista anche la telefonata intercorsa oggi tra Tsipras e il presidente russo Vladimir Putin. Al colloquio, riporta il Guardian, ha partecipato anche il ministro dell’Energia greco Panagiotis Lafazanis, che ha stretti legami con Mosca e guida l’ala radicale di Syriza. Per questo *il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, si è affrettato a dire che “il posto della Grecia era e resta nell’Eurozona”.
Anche perché se il paese ellenico dovesse fare la famosa “exit” a perderci economicamente non sarebbe solo l’Europa stessa ma anche i paesi periferici dell’eurozona. Tra questi l’Italia. Secondo il Financial Times, la crisi greca potrebbe rappresentare una minaccia per il governo italiano guidato da Matto Renzi: potrebbe alimentare, infatti, il risentimento contro la politica e compromettere il processo di riforme.*Il premier lo sa bene e chiede a Bruxelles di fare in fretta. “Gli incontri di domani dovranno indicare una via definitiva per risolvere questa emergenza” scrive Renzi in un post sul suo profilo Facebook dove invita tutti i paesi dell’eurozona ad avviare la costruzione di una nuova Europa. “Da mesi stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente. In una parola: politica, non solo parametri. Valori, non solo numeri. Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie, l’Europa è finita. Ricostruire una Europa diversa non sarà facile, dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L’Italia farà la sua parte”.
Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles.Il primo riguarda la Grecia, un…
Posted by Matteo Renzi on*Lunedì 6 luglio 2015
Scritto da: Andrea Turco
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