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Discussione: LA QUESTIONE LEFEBVRIANA

  1. #1
    emv
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    Predefinito LA QUESTIONE LEFEBVRIANA

    Il caso dei tradizionalisti lefebvriani.

    Sono pià cattolici loro che non accettano il Concilio Vaticano II o tutti quegli che sono evidenti eretici dottrinali o pratici
    che stano nella Chiesa, che onorano il Papa ma che travisano, contraddicono senza dubbio la Chiesa di 2mila anni e l'insegnamento dello stesso Papa
    regnante?

    Ne discutiamo qui!
    Ultima modifica di emv; 07-07-15 alle 12:12
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28, 19


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  2. #2
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    Predefinito La questione lefebvriana

    Comunque vorrei sapere dal nostro amico che ha aperto la discussione quali sono le letture e le esperienze che lo hanno avvicinato alla conversione al Cattolicesimo…
    Cosa ti ha influenzato e convinto maggiormente in particolare?
    Per es. hai citato i Padri della Chiesa, quali testi ed opere hai letto e meditato di preciso?

    Per quanto mi riguarda - oltre a certe esperienze personali che mi hanno segnato duramente e che mi hanno fatto oscillare psicologicamente tra il nichilismo misantropico ed autodistruttivo e l’idea di una conversione spingendomi alla fine alla decisione di convertirmi, altrimenti non so davvero cosa avrei potuto fare in alternativa, per fortuna ovviamente - probabilmente sono stati certi libri che in oltre un decennio ho letto sulle società segrete e le sette massoniche, sull’esoterismo perennialista e l’occultismo di varia matrice e tutto il resto; mi sono reso conto, grazie anche al sito del Centro Culturale San Giorgio in particolare che fornisce una dettagliata ed eccellente documentazione, del fatto che il loro comune nemico principale, in maniera dichiarata od indiretta, era proprio il Cattolicesimo e la Chiesa Cattolica e ciò mi ha fatto riflettere profondamente…
    Ci sono stati inoltre diversi libri ed articoli di Vittorio Messori, Don Curzio Nitoglia, Maurizio Blondet, quello di Epiphanius, ecc. più siti cattolici tipo Effedieffe, Chiesa Viva con numeri dell’omonima rivista, Radio Spada, Agere Contra ed altri che hanno fortemente contribuito.

    Riguardo al fatto di consigliare o sconsigliare la frequentazione della FSSPX, la pensiamo abbastanza diversamente, come era prevedibile del resto.
    È chiaro che - pur rispettando Parsifal Corda ed Haxel ed altri che criticano la FSSPX, senza però rendersi conto che casomai proprio per fedeltà alla tradizione cattolica sarebbe da criticare il CVII insieme ai suoi promotori ed apologeti a partire dagli ultimi pontefici - sono sostanzialmente d’accordo con Giò ed emv…
    Lasciamo perdere inutili polemiche tra di noi, facciamo semplicemente delle analisi sui fatti.
    Bisogna ammette che a quanto pare in molte parrocchie e chiese locali a quasi nessuno interessi dare il battesimo ad un ragazzo che si è convertito e vorrebbe finalmente battezzarsi, sono più gli ostacoli che altro; a questo punto è preferibile che “Caligola” provi a rivolgersi alla FSSPX, dove forse potrà trovare Sacerdoti più disponibili, altrimenti c’è il rischio che gli facciano aspettare vari decenni prima di decidersi a battezzarlo…
    Premetto che non l’ho mai frequentata, ho solo letto alcune loro pubblicazioni e visitato il loro sito, ma dato che il forumista “Caligola” intende trasferirsi a Ferrara e là c’è la FSSPX, mi sembra ragionevole consigliargli di contattarla per vedere cosa gli dicono, è difficile che venga trattato peggio di come lo è stato finora probabilmente…
    Sicuramente sono cattolici e neppure sedevacantisti. Celebrano la Messa tradizionale in latino col Vecchio Rito, ma Una Cum.
    Se i Sacerdoti della FSSPX fossero sedevacantisti come quelli dell’IMBC – cattolici integrali ex seguaci di Lefebvre che poi si sono separati fondando un nuovo gruppo che tra l’altro pubblica la rivista Sodalitium, Don Curzio Nitoglia ne faceva parte prima di abbandonare la sua precedente adesione alla Tesi di Cassiacicum - potrei capire le forti riserve, ma dato che non lo sono…
    Quindi dov’è esattamente il problema di farsi battezzare da un Sacerdote della FSSPX, cari Parsifal Corda ed Haxel che pur godete della nostra stima, potete spiegarcelo?
    Bisogna certamente essere uniti alla Chiesa per essere veramente cattolici, ma esserlo significa appunto restare fedeli alla Tradizione cattolica dalla quale purtroppo in ampia misura le ufficiali gerarchie vaticane si sono allontanate; l’obbedienza si deve a Cristo ed alla Sua Chiesa di Roma ed universale, non al vaticano come odierna istituzione oggettivamente infiltrata nei suoi vertici da massoni e neomodernisti né a certi pontefici recenti che insieme ad insegnamenti conformi a quelli tradizionali hanno insegnato purtroppo pure altre cose per così dire ambigue e dubbie o perfino contrarie alla precedente dottrina…
    Oh scusate se per ipotesi un nuovo papa o magari questo medesimo tra qualche tempo giungesse a proclamare la bestemmia che Dio è un’invenzione degli uomini, come gli atei sostengono, abiurando di fatto la fede cattolica bisognerebbe dargli ragione ed obbedirgli?! Ovviamente fino ad ora nessuno è giunto a tanto, ma se succedesse secondo voi sarebbe doverosa l’obbedienza?! Chiaramente no, l’obbligo di obbedienza va a ciò che ha sempre sostenuto la dottrina cattolica!
    C’erano già decenni fa Papi e Vescovi che denunciavano apertamente certe infiltrazioni massoniche e neomoderniste, sia a livello ideologico che proprio di persone come minimo in odore di quelle frequentazioni settarie, all’interno della Chiesa Cattolica…
    Se poi si nega che questa sia la realtà – perché magari si ha paura di rendersene conto - non so che dire sinceramente…

    Chiaramente la FSSP (Fraternità Sacerdotale San Pietro) e la FSSPX (Fraternità Sacerdotale San Pio X) sono su posizioni diverse, però entrambe celebrano la Messa tradizionale in latino col Vecchio Rito romano e questa è un’ottima cosa in comune.
    Miles frequenta abitualmente la FSSP di Venezia e ne parla molto bene, mentre è abbastanza o parecchio critico sulla FSSPX per via della sua posizione canonica come lo sono anche Haxel e Parsifal Corda…
    Personalmente ritengo accettabile anche la FSSPX – seppur stia finendo per cedere ad accettare compromessi anch’essa nella speranza di essere riconosciuta ufficialmente, venendo così in parte meno alle posizioni più decise di Mons. Lefebvre, il quale pur con varie oscillazioni sosteneva che casomai doveva essere il vaticano a rinnegare il CVII per tornare sulle posizioni cattoliche di sempre - come pure Giò, emv e qualche altro forumista penso.
    La FSSPX intanto celebra comunque la Messa “Una Cum” col Pontefice attuale, come detto sopra, pur criticando aspramente il CVII e quelli che secondo loro sono cedimenti o tradimenti dottrinali oltre alle innovazioni liturgiche.
    C’è da sottolineare quindi che la FSSPX in questo si distingue nettamente - pur condividendone le ragioni dell’opposizione al CVII e ciò che ne segue - dalle associazioni sedeprivazioniste come l’IMBM che seguono la Tesi di Cassiacicum elaborata teologicamente dal teologo domenicano monsignor Guérard Des Lauriers o peggio quelle sedevacantiste totali e dai loro Sacerdoti che invece celebrano entrambi Messe Non “Una Cum”.
    Per la FSSPX l’ultimo Pontefice integralmente cattolico è stato Pio XII, i suoi successori invece sono stati più o meno cattivi Papi, però pur sempre Papi…I Sedevacantisti invece manco li riconoscono come Papi legittimi.
    Però i sedeprivazionisti tesisti – con la loro distinzione tra Papa in senso materiale (materialiter) ed in senso formale (formaliter), cioè tra papi “in potenza” e papi “in atto”, con definizioni derivate dalla filosofia aristotelica poi ripresa dalla teologia di San Tommaso d’Aquino - sarebbero stati pronti a riconoscerli come tali se fossero tornati sulle posizioni dottrinarie e liturgiche dei Papi precedenti.
    La FSSPX può casomai avere (alcuni la accusano di questo, non so con quanto fondamento, mi limito a riportare l’accusa) in alcuni suoi membri qualche tentazione gallicana o da tradizionalismo spurio francese – i sedeprivazionisti cioè i sedevacantisti tesisti gli obiettano questo, anche se loro stessi pur essendosene distaccati per radicalizzarne le vedute, vengono quasi tutti da là - ma è in piena comunione con la Chiesa di Cristo, è con certo vaticano modernizzato e scristianizzato e con gli ultimi Pontefici che è in parziale contrasto; ma proprio per riaffermare pienamente il Cattolicesimo, mica per ribellione anti-cattolica ed anti-papale!
    Cioè i “tradizionalisti lefebvriani” (definizione inappropriata, ma utile per capirsi) criticano certi insegnamenti degli ultimi pontefici perché non li ritengono abbastanza cattolici!
    Levebvre infatti disse esplicitamente:

    "Riguardo alla ripresa dei contatti con Roma, porrò la questione sul piano dottrinale: siete d'accordo con le grandi encicliche dei Papi che vi hanno preceduto? Siete d'accordo con "Quanta Cura" di Pio IX, "Immortale Dei" e "Libertas" di Leone XIII, "Pascendi" di San Pio X, "Quas primas" di Pio XI, "Humani Generis" di Pio XII. Accettate ancora il giuramento antimodernista? Siete ancora per il Regno Sociale di NSGC? Se non accettate la dottrina dei vostri predecessori è inutile di parlare. Finche non avrete accettato di riformare il Concilio considerando la dottrina di questi Papi che vi hanno preceduto nessun dialogo è possibile. E’ inutile. Cosi le posizioni sono più chiare.” - Monsignor Marcel Lefebvre (Conferenza tenuta al ritiro sacerdotale a Econe il 4 settembre 1987, cit. in "Sous la Banniere" n.133 ottobre 2007, p. 4) (Fideliter n°66 Setembre Ottobre 1988).”

    Il vero problema della FSSPX, già dai tempi di Lefebvre che era un po’ combattuto ed è rimasto a metà ed oggi con Fellay ancor di più, è casomai che sembrano cadere in palese contraddizione insegnando prima che il CVII è eretico ma al tempo stesso che chi l’ha promulgato e lo accetta è vero Papa; cioè contestano le innovazioni e si ribellano agli ultimi Papi considerandoli non pienamente cattolici, ma malgrado questo li riconoscono come legittimi…Sembra contraddittorio considerare un Papa legittimo e poi ribellarsi e disobbedire ad esso, cito dal numero del luglio 1988 di “Sodalitium”:

    "(...)
    2) Una prassi di natura scismatica.
    L'istituto Mater Boni Consilii constata che Mons. Lefebvre, e quanti lo seguono, non hanno commesso formalmente scisma, perché non è scisma disobbedire a Giovanni Paolo II che non è formalmente Papa. Allo stesso modo, Giovanni Paolo II non può scomunicare nessuno, essendo del tutto privo di autorità, né si applicano le censure previste dal diritto stesso in assenza di autorità. Tuttavia, Mons. Lefebvre e la Fraternità San Pio X inoculano nei fedeli che li seguono una prassi - che si trasforma sempre più in dottrina - assolutamente scismatica, secondo la quale, nei fatti, si deve disubbidire anche in materia gravissima al vero Vicario di Cristo, senza tenere in nessun conto la sua giurisdizione universale ed immediata sui fedeli cattolici. Nella loro prospettiva, il fondatore, i membri ed i fedeli della Fraternità San Pio X, agiscono scismaticamente. Nella circostanza presente l'attitudine scismatica è aggravata dalla futilità dei motivi avanzati (data delle consacrazioni autorizzata da "Roma", numero dei membri della fraternità nella futura commissione per la difesa della tradizione, ecc.) come se un vero Sommo Pontefice non potesse decidere se e quando consacrare un Vescovo, e chi nominare in una Congregazione romana! Se invece si avanzano, per giustificare questa disobbedienza al Papa, dei motivi di fede, affermando che "i Papi hanno utilizzato la loro autorità contrariamente al fine per il quale gli è stata data questa autorità" (Mons. Lefebvre, 23.IV.88, pag. 8 del Dossier) non si ha il diritto di concludere che detti Papi "hanno diritto alla nostra disobbedienza" (ibidem) ma, piuttosto, che non sono più (o non sono mai stati) formalmente Papi, poiché un'autorità che non assicura oggettivamente il bene comune ed il fine per il quale è stata istituita NON È LEGITTIMA.

    3)Una vivente contraddizione, segno manifesto dell'errore.
    Mons. Lefebvre afferma che "la Cattedra di Pietro ed i posti d'autorità di Roma sono occupati da degli anticristi" (28 agosto 1987, Dossier, pag. 1) e che Giovanni Paolo II non è cattolico (conferenza del 15 giugno 1988). Nello stesso tempo, afferma altresì che Giovanni Paolo II ("l'anticristo") è il Vicario di Cristo, e che un non cattolico è il capo della Chiesa cattolica!
    Il principio di non contraddizione è il fondamento di ogni verità: la sua negazione è alla base di ogni errore e, in definitiva, dell'assurdo. Mons. Lefebvre è la negazione vissuta del principio di non contraddizione, è l'assurdo vivente. (...)”

    Lefebvre insomma una volta faceva proclami in stile sedevacantista, mentre la volta dopo affermava di riconoscere l’autorità di Giovanni Paolo II e dei suoi predecessori pur disobbedendogli e confermando la sua netta ostilità nei confronti del CVII.
    Infatti i sedevacantisti risolvevano la contraddizione, con maggiore coerenza logica anche se con poca prudenza e forse troppa settaria convinzione, negando che quelli fossero Papi autentici e legittimi.
    Al massimo i tesisti li riconoscevano papi materialmente, cioè in potenza se avessero abiurato il CVII e professato nuovamente il cattolicesimo integrale dei Pontefici precedenti ma non in atto.
    Perfino i sedevacantisti di vario orientamento sono in ogni caso cattolici integrali, per quanto manchino come minimo di prudenza nel vantare come unica soluzione veramente cattolica la loro posizione, mica eretici come i protestanti.
    Sono posizioni magari fortemente esagerate e non condivisibili - sicuramente da contrastare per una certa mentalità settaria e per le loro implicazioni pratiche, soprattutto quando si spingono addirittura a negare la validità delle messe celebrate col nuovo rito, ed in generale a tutte quelle una cum la cui frequentazione considerano addirittura peccaminosa, e di conseguenza anche dei Sacramenti - ma non ha senso considerarli quasi dei sovversivi anticattolici, al limite sono scismatici.
    Resta il fatto che le loro posizioni dottrinarie sono integralmente cattoliche, all’opposto di quelle della sovversione protestante nelle sue varie sette e dello scisma orientale cosiddetto ortodosso che negano il Primato di Pietro e della Chiesa di Roma.
    Carlo di Pietro tra l'altro, in un suo video-conferenza di presentazione al suo libro "Apologia del Papato" (pubblicato da "Effedieffe"), a proposito delle dispute tra "modernisti" (le cui posizioni vanno decisamente condannate, ma che citando il caso di sua madre anziana ottantenne che va in una parrocchia vicino casa dove si celebra una messa quasi neocatecumenale e similprotestante possono essere tali per ignoranza invincibile), "tradizionalisti" e "sedevacantisti" ha ricordato il fatto che alcuni Santi della Chiesa Cattolica erano in buona fede stati seguaci di antipapi scismatici eppure sono da tutti considerati Santi cattolici...
    Concludendo si può dire che è difficile stabilire a livello teologico e dottrinario chi abbia precisamente ragione, fior di teologi e studiosi giungono a conclusioni differenti, in ogni caso senza dover per forza accettare l’estremo azzardo sedevacantista è certamente più sensato fidarsi di ciò che prima del CVII per quasi 2000 anni ha sempre insegnato la Chiesa Cattolica…

    Luca, Sursum Corda!
    Ultima modifica di emv; 07-07-15 alle 11:42
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    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  3. #3
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Dai, ma stai scherzando? La FSSPX è pienamente cattolica, ma non ha una posizione canonica riconosciuta ufficialmente per colpa della crisi interna alla Chiesa. Viviamo in tempi al fuori dell'ordinario, praticamente senza precedenti, e tu vuoi continuare a ragionare come se Papa non fosse Bergoglio/Badoglio ma Pio XII?
    Non facciamo propaganda, la FSSPX ha tutto l'interesse a confondere le acque, ma non hanno solo una "posizione canonica non riconosciuta ufficialmente", bella locuzione, varrebbe per tutti protestanti compresi, perchè di spazio nella Chiesa ce n'è.
    Comunque pure se vogliamo utilizzare questa locuzione in senso largo bisogna anche vedere perchè, ossia ciò che dice lo stesso BXVI (penso tu ti riferisca alle sue parole)
    Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei 4 vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre (10 marzo 2009)
    Occorre distinguere questo livello disciplinare dall’ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa.
    Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.
    Per levare ogni dubbio ci sono anche le parole del Cardinale Muller (Prefetto Congregazione dottrina della Fede)
    Fallite le trattative, qual è la posizione dei lefebvriani?

    “Ai vescovi è stata revocata la scomunica canonica per le ordinazioni illecite, ma resta quella sacramentale, de facto, per lo scisma: si sono allontanati dalla comunione con la Chiesa.Dopodiché non chiudiamo la porta, mai, e li invitiamo a riconciliarsi. Ma anche loro devono cambiare atteggiamento, accettare le condizioni della Chiesa cattolica e il Sommo pontefice come criterio definitivo di appartenenza”.
    E con questo si può recitare la lettera (piena di Misericordia verso la FSSPX) di BXVI:

    "obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio"
    In effetti se la FSSPX non sente l'autorità del Papa (e di un Concilio Ecumenico), si può definire cattolica?
    Per meglio precisare i limiti di una certa visione riporto la Lettera Apostolica Ecclesia Dei di san Giovanni Paolo II
    LETTERA APOSTOLICAECCLESIA DEI
    DEL SOMMO PONTEFICE
    GIOVANNI PAOLO II
    IN FORMA DI MOTU PROPRIO



    1. Con grande afflizione la Chiesa ha preso atto dell'illegittima ordinazione episcopale conferita lo scorso 30 giugno dall'Arcivescovo Marcel Lefebvre, che ha vanificato tutti gli sforzi da anni compiuti per assicurare la piena comunione con la Chiesa alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X, fondata dallo stesso Mons. Lefebvre. A nulla infatti sono serviti tali sforzi, specialmente intensi negli ultimi mesi, nei quali la Sede Apostolica ha usato comprensione fino al limite del possibile(1).
    2. Questa afflizione è particolarmente sentita dal Successore di Pietro, al quale spetta per primo la custodia dell'unità della Chiesa(2), anche se fosse piccolo il numero delle persone direttamente coinvolte in questi eventi, poiché ogni persona è amata da Dio per se stessa ed è stata riscattata dal sangue di Cristo, versato sulla Croce per la salvezza di tutti.
    Le particolari circostanze, oggettive e soggettive, nelle quali l'atto dell'Arcivescovo Lefebvre è stato compiuto, offrono a tutti l'occasione per una profonda riflessione e per un rinnovato impegno di fedeltà a Cristo e alla Sua Chiesa.
    3. In se stesso, tale atto è stato una disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima e di capitale importanza per l'unità della Chiesa, quale è l'ordinazione dei vescovi mediante la quale si attua sacramentalmente la successione apostolica. Perciò, tale disobbedienza - che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano - costituisce un atto scismatico(3). Compiendo tale atto, nonostante il formale monitum inviato loro dal Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi lo scorso 17 giugno, Mons. Lefebvre ed i sacerdoti Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, sono incorsi nella grave pena della scomunica prevista dalla disciplina ecclesiastica(4).
    4. La radice di questo atto scismatico è individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Traditione. Incompleta, perché non tiene sufficientemente conto del carattere vivo della Tradizione, «che - come ha insegnato chiaramente il Concilio Vaticano II -trae origine dagli Apostoli, progredisce nella Chiesa sotto l'assistenza dello Spirito Santo: infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, cresce sia con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro, sia con la profonda intelligenza che essi provano delle cose spirituali, sia con la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità»(5)
    Ma è soprattutto contraddittoria una nozione di Tradizione che si oppone al Magistero universale della Chiesa, di cui è detentore il Vescovo di Roma e il Corpo dei Vescovi. Non si può rimanere fedeli alla Tradizione rompendo il legame ecclesiale con colui al quale Cristo stesso, nella persona dell'apostolo Pietro, ha affidato il ministero dell'unità nella sua Chiesa(6)
    5. Dinanzi alla situazione verificatasi, sento il dovere di rendere consapevoli tutti i fedeli cattolici di alcuni aspetti che questa triste circostanza pone in particolare evidenza.
    a) L'esito a cui è approdato il movimento promosso da Mons. Lefebvre può e deve essere motivo per tutti i fedeli cattolici, di una sincera riflessione circa la propria fedeltà alla Tradizione della Chiesa autenticamente interpretata dal Magistero ecclesiastico, ordinario e straordinario, specialmente nei Concili ecumenici da Nicea al Vaticano II. Da questa riflessione, tutti devono trarre un rinnovato ed efficace convincimento della necessità di migliorare ancora tale fedeltà, rifiutando interpretazioni erronee ed applicazioni arbitrarie ed abusive, in materia dottrinale, liturgica e disciplinare.
    Soprattutto ai Vescovi spetta, per propria missione pastorale, il grave dovere di esercitare una chiaroveggente vigilanza piena di carità e di fortezza, affinché tale fedeltà sia salvaguardata ovunque(7).
    b) Vorrei, inoltre, richiamare l'attenzione dei teologi e degli altri esperti nelle scienze ecclesiastiche, affinché anch'essi si sentano interpellati dalle presenti circostanze. Infatti, l'ampiezza e la profondità degli insegnamenti del Concilio Vaticano II richiedono un rinnovato impegno di approfondimento, nel quale si metta in luce la continuità del Concilio con la Tradizione, specialmente nei punti di dottrina che, forse per la loro novità, non sono stati ancora ben compresi da alcuni settori della Chiesa.
    c) Nelle presenti circostanze, desidero soprattutto rivolgere un appella allo stesso tempo solenne e commosso, paterno e fraterno, a tutti coloro che finora sono stati in diversi modi legati al movimento dell'Arcivescovo Lefebvre, affinché compiano il grave dovere di rimanere uniti al Vicario di Cristo nell'unità della Chiesa Cattolica, e di non continuare a sostenere in alcun modo quel movimento. Nessuno deve ignorare che l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa(8)
    A tutti questi fedeli cattolici, che si sentono vincolati ad alcune precedenti forme liturgiche e disciplinari della tradizione latina, desidero manifestare anche la mia volontà - alla quale chiedo che si associno quelle dei Vescovi e di tutti coloro che svolgono nella Chiesa il ministero pastorale - di facilitare la loro comunione ecclesiale, mediante le misure necessarie per garantire il rispetto delle loro giuste aspirazioni.
    6. Tenuto conto dell'importanza e complessità dei problemi accennati in questo documento, in virtù della mia Autorità Apostolica, stabilisco quanto seque:
    a) viene istituita una Commissione, con il compito di collaborare con i Vescovi, con i Dicasteri della Curia Romana e con gli ambienti interessati, allo scopo di facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose finora in vario modo legati alla Fraternità fondata da Mons. Lefebvre, che desiderino rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le loro tradizioni spirituali e liturgiche, alla luce del Protocollo firmato lo scorso 5 maggio dal Cardinale Ratzinger e da Mons. Lefebvre;
    b) questa Commissione è composta da un Cardinale Presidente e da altri membri della Curia Romana, nel numero che si riterrà opportuno secondo le circostanze;
    c) inoltre, dovrà essere ovunque rispettato l'animo di tutti coloro che si sentono legati alla tradizione liturgica latina, mediante un'ampia e generosa applicazione delle direttive, già da tempo emanate dalla Sede Apostolica, per l'uso del Messale Romano secondo l'edizione tipica del 1962(9).
    7. Mentre si avvicina ormai la fine di questo anno specialmente dedicato alla Santissima Vergine, desidero esortare tutti a unirsi alla preghiera incessante che il Vicario di Cristo, per l'intercessione della Madre della Chiesa, rivolge al Padre con le stesse parole del Figlio: Ut omnes unum sint!
    Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 2 del mese di luglio dell'anno 1988, decimo di pontificato.

    GIOVANNI PAOLO II

    (1)Cfr. Nota informativa del 16 giugno 1988: L'Osservatore Romano, 17-VI-1988, pp. 1-2.
    (2)Cfr. CONC. VATICANO I. Cost. Pastor æternus, ca. 3: DS 3060.
    (3)Cfr. Codex Iuris Canonici, can 751.
    (4)Cfr. Codex Iuris Canonici, can 1382.
    (5)CONC. VATICANO II, Cost. Dei Verbum, n. 8, Cfr. CONC. VATICANO I, Cost. Dei Filius, cap. 4: DS 3020.
    (6)Cfr. Mt 16, 18: Lc 10, 16; CONC. VATICANO I, Cost. Pastor æternus, cap. 3: DS 3060.
    (7)Cfr. Codex Iuris Canonici, can. 386; PAOLO VI, Es. Ap. Quinque iam anni, 8-XII.1970: AAS 63 (1971) pp. 97-106.
    (8)Cfr. Codex Iuris Coninici, can. 1364.
    (9)Cfr. CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINE, ep. Quattuor abhinc annos, 3-X-1984: AAS 76 (1984) pp. 1088-1089.
    La conseguenza è quella chiarita anche dal Vescovo di Albano (diocesi iportante perchè sede anche del Priorato della FSSPX)
    http://www.webdiocesi.chiesacattolic...FRATERNITA.pdf
    Pertanto qualunque fedele cattolico che richiede e riceve Sacramenti nella Fraternità San Pio X siporrà di fatto nella condizione di non essere in comunione con la Chiesa Cattolica. Unariammissione nella Chiesa Cattolica dovrà essere preceduta da un adeguato percorso personale diriconciliazione, secondo la disciplina ecclesiastica stabilita dal Vescovo.
    Per questo non posso tacere sul rischio di battezzarsi alla FSSPX.
    Deve sapere che non sarebbe nella Chiesa, l'unica cosa sarebbe sperare che poi la Fraternità riesca a compiere quei passi di ubbidienza necessari e quindi che lei si avvicini alla Chiesa, perchè è Lei con tutti i suoi limiti a essere detentrice di quell'autorità, e anche se un'autorità dolce, deve essere riconosciuta.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Holuxar Visualizza Messaggio
    Comunque vorrei sapere dal nostro amico che ha aperto la discussione quali sono le letture e le esperienze che lo hanno avvicinato alla conversione al Cattolicesimo…
    Cosa ti ha influenzato e convinto maggiormente in particolare?
    Per es. hai citato i Padri della Chiesa, quali testi ed opere hai letto e meditato di preciso?

    Per quanto mi riguarda - oltre a certe esperienze personali che mi hanno segnato duramente e che mi hanno fatto oscillare psicologicamente tra il nichilismo misantropico ed autodistruttivo e l’idea di una conversione spingendomi alla fine alla decisione di convertirmi, altrimenti non so davvero cosa avrei potuto fare in alternativa, per fortuna ovviamente - probabilmente sono stati certi libri che in oltre un decennio ho letto sulle società segrete e le sette massoniche, sull’esoterismo perennialista e l’occultismo di varia matrice e tutto il resto; mi sono reso conto, grazie anche al sito del Centro Culturale San Giorgio in particolare che fornisce una dettagliata ed eccellente documentazione, del fatto che il loro comune nemico principale, in maniera dichiarata od indiretta, era proprio il Cattolicesimo e la Chiesa Cattolica e ciò mi ha fatto riflettere profondamente…
    Ci sono stati inoltre diversi libri ed articoli di Vittorio Messori, Don Curzio Nitoglia, Maurizio Blondet, quello di Epiphanius, ecc. più siti cattolici tipo Effedieffe, Chiesa Viva con numeri dell’omonima rivista, Radio Spada, Agere Contra ed altri che hanno fortemente contribuito.

    Riguardo al fatto di consigliare o sconsigliare la frequentazione della FSSPX, la pensiamo abbastanza diversamente, come era prevedibile del resto.
    È chiaro che - pur rispettando Parsifal Corda ed Haxel ed altri che criticano la FSSPX, senza però rendersi conto che casomai proprio per fedeltà alla tradizione cattolica sarebbe da criticare il CVII insieme ai suoi promotori ed apologeti a partire dagli ultimi pontefici - sono sostanzialmente d’accordo con Giò ed emv…
    Lasciamo perdere inutili polemiche tra di noi, facciamo semplicemente delle analisi sui fatti.
    Bisogna ammette che a quanto pare in molte parrocchie e chiese locali a quasi nessuno interessi dare il battesimo ad un ragazzo che si è convertito e vorrebbe finalmente battezzarsi, sono più gli ostacoli che altro; a questo punto è preferibile che “Caligola” provi a rivolgersi alla FSSPX, dove forse potrà trovare Sacerdoti più disponibili, altrimenti c’è il rischio che gli facciano aspettare vari decenni prima di decidersi a battezzarlo…
    Premetto che non l’ho mai frequentata, ho solo letto alcune loro pubblicazioni e visitato il loro sito, ma dato che il forumista “Caligola” intende trasferirsi a Ferrara e là c’è la FSSPX, mi sembra ragionevole consigliargli di contattarla per vedere cosa gli dicono, è difficile che venga trattato peggio di come lo è stato finora probabilmente…
    Sicuramente sono cattolici e neppure sedevacantisti. Celebrano la Messa tradizionale in latino col Vecchio Rito, ma Una Cum.
    Se i Sacerdoti della FSSPX fossero sedevacantisti come quelli dell’IMBC – cattolici integrali ex seguaci di Lefebvre che poi si sono separati fondando un nuovo gruppo che tra l’altro pubblica la rivista Sodalitium, Don Curzio Nitoglia ne faceva parte prima di abbandonare la sua precedente adesione alla Tesi di Cassiacicum - potrei capire le forti riserve, ma dato che non lo sono…
    Quindi dov’è esattamente il problema di farsi battezzare da un Sacerdote della FSSPX, cari Parsifal Corda ed Haxel che pur godete della nostra stima, potete spiegarcelo?
    Bisogna certamente essere uniti alla Chiesa per essere veramente cattolici, ma esserlo significa appunto restare fedeli alla Tradizione cattolica dalla quale purtroppo in ampia misura le ufficiali gerarchie vaticane si sono allontanate; l’obbedienza si deve a Cristo ed alla Sua Chiesa di Roma ed universale, non al vaticano come odierna istituzione oggettivamente infiltrata nei suoi vertici da massoni e neomodernisti né a certi pontefici recenti che insieme ad insegnamenti conformi a quelli tradizionali hanno insegnato purtroppo pure altre cose per così dire ambigue e dubbie o perfino contrarie alla precedente dottrina…
    Oh scusate se per ipotesi un nuovo papa o magari questo medesimo tra qualche tempo giungesse a proclamare la bestemmia che Dio è un’invenzione degli uomini, come gli atei sostengono, abiurando di fatto la fede cattolica bisognerebbe dargli ragione ed obbedirgli?! Ovviamente fino ad ora nessuno è giunto a tanto, ma se succedesse secondo voi sarebbe doverosa l’obbedienza?! Chiaramente no, l’obbligo di obbedienza va a ciò che ha sempre sostenuto la dottrina cattolica!
    C’erano già decenni fa Papi e Vescovi che denunciavano apertamente certe infiltrazioni massoniche e neomoderniste, sia a livello ideologico che proprio di persone come minimo in odore di quelle frequentazioni settarie, all’interno della Chiesa Cattolica…
    Se poi si nega che questa sia la realtà – perché magari si ha paura di rendersene conto - non so che dire sinceramente…

    Chiaramente la FSSP (Fraternità Sacerdotale San Pietro) e la FSSPX (Fraternità Sacerdotale San Pio X) sono su posizioni diverse, però entrambe celebrano la Messa tradizionale in latino col Vecchio Rito romano e questa è un’ottima cosa in comune.
    Miles frequenta abitualmente la FSSP di Venezia e ne parla molto bene, mentre è abbastanza o parecchio critico sulla FSSPX per via della sua posizione canonica come lo sono anche Haxel e Parsifal Corda…
    Personalmente ritengo accettabile anche la FSSPX – seppur stia finendo per cedere ad accettare compromessi anch’essa nella speranza di essere riconosciuta ufficialmente, venendo così in parte meno alle posizioni più decise di Mons. Lefebvre, il quale pur con varie oscillazioni sosteneva che casomai doveva essere il vaticano a rinnegare il CVII per tornare sulle posizioni cattoliche di sempre - come pure Giò, emv e qualche altro forumista penso.
    La FSSPX intanto celebra comunque la Messa “Una Cum” col Pontefice attuale, come detto sopra, pur criticando aspramente il CVII e quelli che secondo loro sono cedimenti o tradimenti dottrinali oltre alle innovazioni liturgiche.
    C’è da sottolineare quindi che la FSSPX in questo si distingue nettamente - pur condividendone le ragioni dell’opposizione al CVII e ciò che ne segue - dalle associazioni sedeprivazioniste come l’IMBM che seguono la Tesi di Cassiacicum elaborata teologicamente dal teologo domenicano monsignor Guérard Des Lauriers o peggio quelle sedevacantiste totali e dai loro Sacerdoti che invece celebrano entrambi Messe Non “Una Cum”.
    Per la FSSPX l’ultimo Pontefice integralmente cattolico è stato Pio XII, i suoi successori invece sono stati più o meno cattivi Papi, però pur sempre Papi…I Sedevacantisti invece manco li riconoscono come Papi legittimi.
    Però i sedeprivazionisti tesisti – con la loro distinzione tra Papa in senso materiale (materialiter) ed in senso formale (formaliter), cioè tra papi “in potenza” e papi “in atto”, con definizioni derivate dalla filosofia aristotelica poi ripresa dalla teologia di San Tommaso d’Aquino - sarebbero stati pronti a riconoscerli come tali se fossero tornati sulle posizioni dottrinarie e liturgiche dei Papi precedenti.
    La FSSPX può casomai avere (alcuni la accusano di questo, non so con quanto fondamento, mi limito a riportare l’accusa) in alcuni suoi membri qualche tentazione gallicana o da tradizionalismo spurio francese – i sedeprivazionisti cioè i sedevacantisti tesisti gli obiettano questo, anche se loro stessi pur essendosene distaccati per radicalizzarne le vedute, vengono quasi tutti da là - ma è in piena comunione con la Chiesa di Cristo, è con certo vaticano modernizzato e scristianizzato e con gli ultimi Pontefici che è in parziale contrasto; ma proprio per riaffermare pienamente il Cattolicesimo, mica per ribellione anti-cattolica ed anti-papale!
    Cioè i “tradizionalisti lefebvriani” (definizione inappropriata, ma utile per capirsi) criticano certi insegnamenti degli ultimi pontefici perché non li ritengono abbastanza cattolici!
    Levebvre infatti disse esplicitamente:

    "Riguardo alla ripresa dei contatti con Roma, porrò la questione sul piano dottrinale: siete d'accordo con le grandi encicliche dei Papi che vi hanno preceduto? Siete d'accordo con "Quanta Cura" di Pio IX, "Immortale Dei" e "Libertas" di Leone XIII, "Pascendi" di San Pio X, "Quas primas" di Pio XI, "Humani Generis" di Pio XII. Accettate ancora il giuramento antimodernista? Siete ancora per il Regno Sociale di NSGC? Se non accettate la dottrina dei vostri predecessori è inutile di parlare. Finche non avrete accettato di riformare il Concilio considerando la dottrina di questi Papi che vi hanno preceduto nessun dialogo è possibile. E’ inutile. Cosi le posizioni sono più chiare.” - Monsignor Marcel Lefebvre (Conferenza tenuta al ritiro sacerdotale a Econe il 4 settembre 1987, cit. in "Sous la Banniere" n.133 ottobre 2007, p. 4) (Fideliter n°66 Setembre Ottobre 1988).”

    Il vero problema della FSSPX, già dai tempi di Lefebvre che era un po’ combattuto ed è rimasto a metà ed oggi con Fellay ancor di più, è casomai che sembrano cadere in palese contraddizione insegnando prima che il CVII è eretico ma al tempo stesso che chi l’ha promulgato e lo accetta è vero Papa; cioè contestano le innovazioni e si ribellano agli ultimi Papi considerandoli non pienamente cattolici, ma malgrado questo li riconoscono come legittimi…Sembra contraddittorio considerare un Papa legittimo e poi ribellarsi e disobbedire ad esso, cito dal numero del luglio 1988 di “Sodalitium”:

    "(...)
    2) Una prassi di natura scismatica.
    L'istituto Mater Boni Consilii constata che Mons. Lefebvre, e quanti lo seguono, non hanno commesso formalmente scisma, perché non è scisma disobbedire a Giovanni Paolo II che non è formalmente Papa. Allo stesso modo, Giovanni Paolo II non può scomunicare nessuno, essendo del tutto privo di autorità, né si applicano le censure previste dal diritto stesso in assenza di autorità. Tuttavia, Mons. Lefebvre e la Fraternità San Pio X inoculano nei fedeli che li seguono una prassi - che si trasforma sempre più in dottrina - assolutamente scismatica, secondo la quale, nei fatti, si deve disubbidire anche in materia gravissima al vero Vicario di Cristo, senza tenere in nessun conto la sua giurisdizione universale ed immediata sui fedeli cattolici. Nella loro prospettiva, il fondatore, i membri ed i fedeli della Fraternità San Pio X, agiscono scismaticamente. Nella circostanza presente l'attitudine scismatica è aggravata dalla futilità dei motivi avanzati (data delle consacrazioni autorizzata da "Roma", numero dei membri della fraternità nella futura commissione per la difesa della tradizione, ecc.) come se un vero Sommo Pontefice non potesse decidere se e quando consacrare un Vescovo, e chi nominare in una Congregazione romana! Se invece si avanzano, per giustificare questa disobbedienza al Papa, dei motivi di fede, affermando che "i Papi hanno utilizzato la loro autorità contrariamente al fine per il quale gli è stata data questa autorità" (Mons. Lefebvre, 23.IV.88, pag. 8 del Dossier) non si ha il diritto di concludere che detti Papi "hanno diritto alla nostra disobbedienza" (ibidem) ma, piuttosto, che non sono più (o non sono mai stati) formalmente Papi, poiché un'autorità che non assicura oggettivamente il bene comune ed il fine per il quale è stata istituita NON È LEGITTIMA.

    3)Una vivente contraddizione, segno manifesto dell'errore.
    Mons. Lefebvre afferma che "la Cattedra di Pietro ed i posti d'autorità di Roma sono occupati da degli anticristi" (28 agosto 1987, Dossier, pag. 1) e che Giovanni Paolo II non è cattolico (conferenza del 15 giugno 1988). Nello stesso tempo, afferma altresì che Giovanni Paolo II ("l'anticristo") è il Vicario di Cristo, e che un non cattolico è il capo della Chiesa cattolica!
    Il principio di non contraddizione è il fondamento di ogni verità: la sua negazione è alla base di ogni errore e, in definitiva, dell'assurdo. Mons. Lefebvre è la negazione vissuta del principio di non contraddizione, è l'assurdo vivente. (...)”

    Lefebvre insomma una volta faceva proclami in stile sedevacantista, mentre la volta dopo affermava di riconoscere l’autorità di Giovanni Paolo II e dei suoi predecessori pur disobbedendogli e confermando la sua netta ostilità nei confronti del CVII.
    Infatti i sedevacantisti risolvevano la contraddizione, con maggiore coerenza logica anche se con poca prudenza e forse troppa settaria convinzione, negando che quelli fossero Papi autentici e legittimi.
    Al massimo i tesisti li riconoscevano papi materialmente, cioè in potenza se avessero abiurato il CVII e professato nuovamente il cattolicesimo integrale dei Pontefici precedenti ma non in atto.
    Perfino i sedevacantisti di vario orientamento sono in ogni caso cattolici integrali, per quanto manchino come minimo di prudenza nel vantare come unica soluzione veramente cattolica la loro posizione, mica eretici come i protestanti.
    Sono posizioni magari fortemente esagerate e non condivisibili - sicuramente da contrastare per una certa mentalità settaria e per le loro implicazioni pratiche, soprattutto quando si spingono addirittura a negare la validità delle messe celebrate col nuovo rito, ed in generale a tutte quelle una cum la cui frequentazione considerano addirittura peccaminosa, e di conseguenza anche dei Sacramenti - ma non ha senso considerarli quasi dei sovversivi anticattolici, al limite sono scismatici.
    Resta il fatto che le loro posizioni dottrinarie sono integralmente cattoliche, all’opposto di quelle della sovversione protestante nelle sue varie sette e dello scisma orientale cosiddetto ortodosso che negano il Primato di Pietro e della Chiesa di Roma.
    Carlo di Pietro tra l'altro, in un suo video-conferenza di presentazione al suo libro "Apologia del Papato" (pubblicato da "Effedieffe"), a proposito delle dispute tra "modernisti" (le cui posizioni vanno decisamente condannate, ma che citando il caso di sua madre anziana ottantenne che va in una parrocchia vicino casa dove si celebra una messa quasi neocatecumenale e similprotestante possono essere tali per ignoranza invincibile), "tradizionalisti" e "sedevacantisti" ha ricordato il fatto che alcuni Santi della Chiesa Cattolica erano in buona fede stati seguaci di antipapi scismatici eppure sono da tutti considerati Santi cattolici...
    Concludendo si può dire che è difficile stabilire a livello teologico e dottrinario chi abbia precisamente ragione, fior di teologi e studiosi giungono a conclusioni differenti, in ogni caso senza dover per forza accettare l’estremo azzardo sedevacantista è certamente più sensato fidarsi di ciò che prima del CVII per quasi 2000 anni ha sempre insegnato la Chiesa Cattolica…

    Luca, Sursum Corda!
    Caro Luca, leggiti l'ultima risposta che ho dato per gli approfondimenti.
    In sintesi ti dico che non sta nè a me, nè a te, ne agli altri forumisti, nè alla FSSPX dire se sono cattolici. La Chiesa lo dice e tutti dicono che i ministri esercitano ancora illegittamente. Possiamo farci tutte le favole e ipotesi che vogliamo, chiamare questo un complotto vaticano-massonico, ma la posizione loro di disobbedienza li porta fuori dalla Chiesa. Purtroppo c'è un vizio mentale che porta a vedere la forma e considerare per questo i sacerdoti cattolici. Essere cattolici è anche un fatto di riconoscimento dell'autorità, nè più nè meno, possono essere i più competenti formati sulla storia della Chiesa,e tante altre materie, ma sarà sempre preferibile a loro il semplice parroco di campagna, ignorante, ma fedele.
    Ultima modifica di Parsifal Corda; 06-07-15 alle 15:51
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  5. #5
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Non facciamo propaganda, la FSSPX ha tutto l'interesse a confondere le acque, ma non hanno solo una "posizione canonica non riconosciuta ufficialmente", bella locuzione, varrebbe per tutti protestanti compresi, perchè di spazio nella Chiesa ce n'è.
    Comunque pure se vogliamo utilizzare questa locuzione in senso largo bisogna anche vedere perchè, ossia ciò che dice lo stesso BXVI (penso tu ti riferisca alle sue parole)
    Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei 4 vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre (10 marzo 2009)

    Per levare ogni dubbio ci sono anche le parole del Cardinale Muller (Prefetto Congregazione dottrina della Fede)

    E con questo si può recitare la lettera (piena di Misericordia verso la FSSPX) di BXVI:


    In effetti se la FSSPX non sente l'autorità del Papa (e di un Concilio Ecumenico), si può definire cattolica?
    Per meglio precisare i limiti di una certa visione riporto la Lettera Apostolica Ecclesia Dei di san Giovanni Paolo II

    La conseguenza è quella chiarita anche dal Vescovo di Albano (diocesi iportante perchè sede anche del Priorato della FSSPX)
    http://www.webdiocesi.chiesacattolic...FRATERNITA.pdf

    Per questo non posso tacere sul rischio di battezzarsi alla FSSPX.
    Deve sapere che non sarebbe nella Chiesa, l'unica cosa sarebbe sperare che poi la Fraternità riesca a compiere quei passi di ubbidienza necessari e quindi che lei si avvicini alla Chiesa, perchè è Lei con tutti i suoi limiti a essere detentrice di quell'autorità, e anche se un'autorità dolce, deve essere riconosciuta.
    Conosco benissimo i documenti e ribadiscono quanto ho già detto: la San Pio X non ha, in quanto società sacerdotale, una posizione canonica ufficialmente riconosciuta nella Chiesa Cattolica. La sospensione a divinis dei suoi sacerdoti e vescovi è una conseguenza di questa situazione d'irregolarità. Ma i suoi fedeli non sono da considerarsi scomunicati né come eretici né come scismatici né come apostati, a meno che non partecipino ad iniziative e Messe della FSSPX con spirito di separazione ed in odio al Romano Pontefice, che comunque non è certamente lo spirito che realmente anima la stragrande maggioranza di coloro che fanno parte della San Pio X o si recano alle Messe celebrate dai loro sacerdoti.
    Peraltro, la FSSPX riconosce pienamente l'autorità magisteriale dei Sommi Pontefici regnanti da Giovanni XXIII ad oggi, così come riconosce la legittimità e la validità della loro elezione. Infine, va ricordato che la San Pio X riconosce anche la regolarità della convocazione del CVII e della promulgazione dei suoi documenti ma ne critica, sulla base di una retta ermeneutica teologica, diversi documenti o perché contraddicono quanto già precedentemente definito dal Magistero ecclesiastico-pontificio o perché ambigui rispetto all'insegnamento precedente e/o infallibile.

    L'Ecclesia Dei afflicta è stata superata dalla revoca delle scomuniche attuata da Papa Benedetto XVI.
    Scomuniche che, quindi, hanno cessato del tutto i loro effetti giuridici "legali", senza tralasciare il fatto che, in quanto ingiuste, erano già di per sé nulle, così come sono da considerarsi nulle tutte quelle decisioni che il Papa o qualsiasi prelato ecclesiastico prendono in contrasto con la Fede e la Tradizione cattolica.
    Una nozione contraddittoria di Tradizione è quella offertaci dal Concilio Vaticano II, mica dai lefebvriani, oltre tutto!

    Quanto riporti è disposto dal vescovo Semeraro e contraddice apertamente i responsi della commissione Ecclesia Dei di mons. Perl e mons. Pozzo, che sono realmente vincolanti.

    Ne ricordo uno su tutti (quello del 2003 di mons. Perl):

    Posso adempiere il precetto domenicale, frequentando una Messa San Pio X?
    Risposta di Mons. Perl (18 gennaio 2003):

    In senso stretto lei può adempiere al suo obbligo domenicale assistendo ad una messa celebrata da un sacerdote della Società San Pio X

    È un peccato per me partecipare a una Messa Pio X?
    Risposta di Mons. Perl:

    Abbiamo già detto che non possiamo raccomandare la vostra partecipazione a tale messa spiegando il motivo. Se il motivo principale per la partecipazione è quello di manifestare il suo desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice e di coloro che sono in comunione con lui, sarebbe un peccato. Se la sua intenzione è semplicemente quella di partecipare ad una Messa secondo il Messale del 1962 per motivi di devozione, questo non è un peccato.

    È un peccato per me contribuire alla raccolta durante la Messa domenicale presso la San Pio X ? Risposta di Mons. Perl:

    Un modesto contributo alla raccolta durante la Messa sembra possa essere giustificato

    ------------------------------

    D'altronde, siamo di fronte al paradosso che per Semeraro chi prende i sacramenti dai sacerdoti della FSSPX va trattato come un reietto, mentre invece chi li ha presi dai protestanti, dagli ortodossi o da qualche altra setta eretica e/o scismastica va invece trattato come se nulla fosse, anzi, con "spirito ecumenico".
    Dubito poi che l'autorità di Semeraro sia superiore a quella di coloro che hanno emesso un chiaro responso favorevole alla partecipazione a Messe celebrate da sacerdoti lefebvriani appartenenti alla FSSPX. Quindi siamo di fronte all'ennesimo caso di schizofrenia intraecclesiale. E' anche molto probabile che quella del vescovo Semeraro sia la solita rosicata di chi vede sempre più fedeli cattolici avvicinarsi alla Fraternità anziché seguire i prelati modernisti e cripto-modernisti.
    Ultima modifica di Giò; 06-07-15 alle 22:03
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  6. #6
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Conosco benissimo i documenti e ribadiscono quanto ho già detto: la San Pio X non ha, in quanto società sacerdotale, una posizione canonica ufficialmente riconosciuta nella Chiesa Cattolica. La sospensione a divinis dei suoi sacerdoti e vescovi è una conseguenza di questa situazione d'irregolarità. Ma i suoi fedeli non sono da considerarsi scomunicati né come eretici né come scismatici né come apostati, a meno che non partecipino ad iniziative e Messe della FSSPX con spirito di separazione ed in odio al Romano Pontefice, che comunque non è certamente lo spirito che realmente anima la stragrande maggioranza di coloro che fanno parte della San Pio X o si recano alle Messe celebrate dai loro sacerdoti.
    Peraltro, la FSSPX riconosce pienamente l'autorità magisteriale dei Sommi Pontefici regnanti da Giovanni XXIII ad oggi, così come riconosce la legittimità e la validità della loro elezione. Infine, va ricordato che la San Pio X riconosce anche la regolarità della convocazione del CVII e della promulgazione dei suoi documenti ma ne critica, sulla base di una retta ermeneutica teologica, diversi documenti o perché contraddicono quanto già precedentemente definito dal Magistero ecclesiastico-pontificio o perché ambigui rispetto all'insegnamento precedente e/o infallibile.

    L'Ecclesia Dei afflicta è stata superata dalla revoca delle scomuniche attuata da Papa Benedetto XVI.
    Scomuniche che, quindi, hanno cessato del tutto i loro effetti giuridici "legali", senza tralasciare il fatto che, in quanto ingiuste, erano già di per sé nulle, così come sono da considerarsi nulle tutte quelle decisioni che il Papa o qualsiasi prelato ecclesiastico prendono in contrasto con la Fede e la Tradizione cattolica.
    Una nozione contraddittoria di Tradizione è quella offertaci dal Concilio Vaticano II, mica dai lefebvriani, oltre tutto!

    Quanto riporti è disposto dal vescovo Semeraro e contraddice apertamente i responsi della commissione Ecclesia Dei di mons. Perl e mons. Pozzo, che sono realmente vincolanti.

    Ne ricordo uno su tutti (quello del 2003 di mons. Perl):

    Posso adempiere il precetto domenicale, frequentando una Messa San Pio X?
    Risposta di Mons. Perl (18 gennaio 2003):

    In senso stretto lei può adempiere al suo obbligo domenicale assistendo ad una messa celebrata da un sacerdote della Società San Pio X

    È un peccato per me partecipare a una Messa Pio X?
    Risposta di Mons. Perl:

    Abbiamo già detto che non possiamo raccomandare la vostra partecipazione a tale messa spiegando il motivo. Se il motivo principale per la partecipazione è quello di manifestare il suo desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice e di coloro che sono in comunione con lui, sarebbe un peccato. Se la sua intenzione è semplicemente quella di partecipare ad una Messa secondo il Messale del 1962 per motivi di devozione, questo non è un peccato.

    È un peccato per me contribuire alla raccolta durante la Messa domenicale presso la San Pio X ? Risposta di Mons. Perl:

    Un modesto contributo alla raccolta durante la Messa sembra possa essere giustificato

    ------------------------------

    D'altronde, siamo di fronte al paradosso che per Semeraro chi prende i sacramenti dai sacerdoti della FSSPX va trattato come un reietto, mentre invece chi li ha presi dai protestanti, dagli ortodossi o da qualche altra setta eretica e/o scismastica va invece trattato come se nulla fosse, anzi, con "spirito ecumenico".
    Dubito poi che l'autorità di Semeraro sia superiore a quella di coloro che hanno emesso un chiaro responso favorevole alla partecipazione a Messe celebrate da sacerdoti lefebvriani appartenenti alla FSSPX. Quindi siamo di fronte all'ennesimo caso di schizofrenia intraecclesiale. E' anche molto probabile che quella del vescovo Semeraro sia la solita rosicata di chi vede sempre più fedeli cattolici avvicinarsi alla Fraternità anziché seguire i prelati modernisti e cripto-modernisti.
    Fai male a dubitare perché io ho citato proprio il provvedimento di revoca delle scomuniche e tutte pronunce successive. E autorevoli
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  7. #7
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Fai male a dubitare perché io ho citato proprio il provvedimento di revoca delle scomuniche e tutte pronunce successive. E autorevoli
    Hai citato Semeraro che contraddice sia Perl che Pozzo. Che bello spettacolo che dà la "Chiesa conciliare".
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  8. #8
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Il caso dei tradizionalisti lefebvriani.

    "Scomunicati" perchè troppo cattolici?

    Sono pià cattolici loro che non accettano il Concilio Vaticano II o tutti quegli che sono evidenti eretici dottrinali o pratici
    che stano nella Chiesa, che onorano il Papa ma che travisano, contraddicono senza dubbio la Chiesa di 2mila anni e l'insegnamento dello stesso Papa
    regnante?

    Ne discutiamo qui!
    La tua posizione mi sembra chiara, sei più cattolico se sei lefevriano. Scomunicati perché troppo cattolici è veramente un insulto alla Chiesa! Leggiti il decreto che ho già postato, li trovi le risposte. Non siamo noi che decidiamo chi è cattolico e chi no è nemmeno la FSSPX
    Haxel likes this.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Non so come mai, ma continuano a comparirmi, scomparirmi e ricomparirmi i post che EMV ha spostato nel topic.

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    La tua posizione mi sembra chiara, sei più cattolico se sei lefevriano. Scomunicati perché troppo cattolici è veramente un insulto alla Chiesa! Leggiti il decreto che ho già postato, li trovi le risposte. Non siamo noi che decidiamo chi è cattolico e chi no è nemmeno la FSSPX
    Nemmeno la Chiesa lo "decide", ma al limite lo "riconosce", visto che l'essere cattolici si fonda sulla Verità.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Conversione e Battesimo

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    La tua posizione mi sembra chiara, sei più cattolico se sei lefevriano. Scomunicati perché troppo cattolici è veramente un insulto alla Chiesa! Leggiti il decreto che ho già postato, li trovi le risposte. Non siamo noi che decidiamo chi è cattolico e chi no è nemmeno la FSSPX


    Va bene. Ho accolto la tua obiezione.
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28, 19


 

 
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