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    Smile Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Per quanto riguarda i neri sudafricani miserabili sono e miserabili resteranno e dopo il mondiale il Sudafrica collassera'




    Soldi, pallone e povertà: ecco il Mondiale
    MASSIMO PARRINI PER IL FOGLIO DEI FOGLI –

    «Ke nako» («è giunta l’ora»): è questo lo slogan della 19ª coppa del mondo di calcio organizzata dal Sudafrica che partirà venerdì alle 16 per concludersi con la finale dell’11 luglio (data significativa per il calcio italiano, vedi il titolo conquistato in Spagna nel 1982). Gianfrancesco Turano: «È la prima che si gioca in Africa, dove ci sono nove dei dieci Paesi più poveri della Terra. I primi 15 giocatori selezionati per il Mondiale hanno ricavi annuali complessivi per 322,2 milioni di euro, circa un terzo del prodotto interno lordo della Guinea Bissau. Eppure, nessuna invidia. Da Città del Capo a Johannesburg l’attesa per lo sbarco delle superstar del football è spasmodica». [1]

    “Sudafrica 2010” è l’ennesimo colpo vincente dello svizzero Sepp Blatter, il presidente della Fifa, la Federazione internazionale con base a Zurigo. Turano: «Blatter e il suo segretario generale, il francese Jérôme Valcke, hanno le idee chiare. Vogliono aprire un nuovo mercato di consumo, nel Paese più ricco del Continente. Per farlo, utilizzano le stelle a titolo gratuito perché non è la Fifa a pagarle, ma i club e le aziende che le utilizzano come sponsor. Leo Messi, Cristiano Ronaldo, Kakà sono gli arieti che moltiplicheranno per due l’investimento della Fifa negli impianti sudafricani: 1,2 miliardi di euro spesi per un guadagno previsto di 2,5 miliardi». [1]

    Se le Olimpiadi hanno portato la Grecia sull’orlo della rovina, i Mondiali di calcio potrebbero fruttare al Sudafrica una crescita economica stimata fra mezzo punto e un punto di Pil in più (4-8 miliardi di euro circa). [1] Domenico Calcagno: «Jacob Zuma, il presidente, nel discorso di fine anno ha parlato soprattutto di calcio ai 47 milioni di suoi connazionali: “Il Mondiale è la cosa più importante che ci è capitata da quando nel ’94 andammo a votare per cancellare l’apartheid. Facciamo conoscere al mondo il nostro Paese, non sprechiamo l’occasione». [2] Alberto Mattone: «È giunto il momento di far vedere, come ha spiegato Nelson Mandela, che “una cosa sembra impossibile finché non è stata realizzata”». [3]

    L’impegno del governo sudafricano è stato poderoso (2,5 miliardi di euro investiti), ma non sono poche le incognite che gravano sul torneo. Mattone: «Dopo l’accelerazione degli ultimi mesi, i dieci stadi sono pronti, le principali autostrade ultimate. Ma l’incertezza sulla sicurezza e sui trasporti non lascia tranquilli: la minaccia di Al Qaeda di far esplodere una bomba durante la partita del 12 giugno tra Stati Uniti e Inghilterra, e di colpire i ritiri di alcune squadre, tra cui l’Italia, viene presa con la massima attenzione». [3]

    Ci fosse la coppa del mondo del crimine, il Sudafrica sarebbe tra i principali candidati alla vittoria finale. Pisapia: «È vero che c’è un alto tasso di rapine sanguinose, è un grave problema e per ragioni socioeconomiche in alcune zone della città ci sono atteggiamenti che portano questi eventi estremi alle stelle. Ma è un fenomeno relegato in determinate aree, come in tutti i Paesi in via di sviluppo. Considerate, comunque, che non sono quartieri turistici: nessuno straniero ha ragioni per trovarsi in uno di questi posti. Gli ospiti non saranno in pericolo. La città ha impiegato risorse incredibili, un esercito di 20 mila agenti e guardie private. In più ci saranno anche poliziotti italiani a “dirigere” il traffico dei tifosi e a dare consigli. Sarà una festa, ve lo garantisco». [4]

    Se le attese saranno confermate, Nike, Adidas, gruppi di telecomunicazioni, dell’alimentare e tutte le multinazionali che hanno scommesso sui divi del pallone, avranno il loro ritorno. [1] La tedesca Adidas, leader mondiale dell’abbigliamento calcistico (fatturato previsto nel 2010: 1,3 miliardi di euro), sponsor ufficiale del torneo, equipaggia 12 squadre e fornisce il criticatissimo (per le imprevedibili traiettorie) pallone ufficiale “Jabulani”. [5] Gigi Buffon, portiere degli azzurri campioni in carica: «Gli stupidi siamo noi calciatori che accettiamo tutto. Quando ci propongono di giocare con un pallone del genere, dovremmo rifiutarci di scendere in campo. Ad agosto ci sentimmo io, Julio Cesar e Casillas (i portieri di Brasile e Spagna, ndr) perché avevamo perplessità anche sul pallone della Champions e qualche aggiustamento lo fecero, ma io avvertii Julio: “Ho fatto 3 Mondiali, vedrai che il prossimo sarà ancora peggio”, e così è stato». [6]

    Per 13mila italiani il trionfo degli Azzurri nel 2006 significò anche poter ritirare buoni acquisto Media World per un valore complessivo di 18 milioni di euro. Il Sole 24 Ore: «La grande catena di elettronica di consumo quest’anno ha deciso di ripetere l’iniziativa e azzardare ancora di più. La promozione “Italia Campione! Ci credi o non ci credi” invita il cliente a fare una scelta: se crede nella vittoria, in caso positivo porterà a casa tre volte il valore del nuovo tv acquistato; se non ci crede può avere un premio più basso (del 30%), ma lo ritira subito sotto forma di bonus card» (il “partito pro azzurri” sarebbe in testa col 54%). [7] Marco Bulfon (Altroconsumo): «L’uso dei mondiali come leva pubblicitaria quest’anno è potenziato. L’iniziativa di Media World ha fatto scuola: legare le promozioni alle scommesse sulle partite significa distinguerle da quelle classiche». [8]

    Quanto alle scommesse vere e proprie, secondo i bookmaker le favorite per il titolo sono Spagna e Brasile: venerdì Snai le dava rispettivamente a 5 e 5,50. Paolo Giannace: «Quota di lusso per un’altra pretendente, l’Inghilterra, in terza piazza a 7. Non poteva mancare l’Argentina, subito dietro a 7,50, mentre l’Italia viaggia a quota da outsider ed è bancata a 16 con la Germania e dietro all’Olanda di Robben e Sneijder (13). Azzurri non favoriti, quindi, ma per quanto riguarda la prima fase dovrebbero andare sul velluto: nell’esordio del 14 giugno con il Paraguay, la vittoria italiana è a 1,80 e la quota scende a 1,15 per la gara con la Nuova Zelanda. A 1,50, infine, il successo contro la Slovacchia». [9]

    Per dirla alla Mourinho (l’allenatore dell’Inter campione d’Italia e d’Europa appena passato al Real Madrid), l’Italia campione in carica arriva in Sudafrica con una squadra “zero tituli”. Emanuele Gamba: «Non c’è un azzurro che abbia partecipato almeno ai quarti di finale di Champions League o alla finale di Europa League e siamo una delle 9 nazionali in questa situazione. Le altre sono Corea del Nord, Algeria, Grecia, Slovenia, Slovacchia, Honduras, Nuova Zelanda e Paraguay: i peones del Mondiale. E non c’è, come noto, neanche un nostro calciatore che abbia vinto il campionato. I nostri eroi sono stati tagliati fuori dal calcio che conta. Paghiamo il declino dei due club storicamente più azzurri (Juventus e Milan) e il disinteresse delle grandi d’Europa per i nostri migliori». [10]

    «Lippi era arrivato alla vigilia del Mondiale di Germania con una squadra sostanzialmente ben definita nel suo identikit, stavolta si ha la sensazione che si stia navigando a vista» (Alberto Costa). [11] La speranza del ct azzurro, che finito il torneo lascerà il posto all’ex allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli, è che il bomber dell’Udinese Totò Di Natale (33 anni a ottobre), capocanonniere dell’ultimo campionato, si trasformi nel «classico fantasista all’italiana che nel tempo sono stati Rivera, Mazzola, Baggio, Del Piero e Totti». Mario Sconcerti: «Non ha ancora il piglio del protagonista. Il punto è questo, nessuno dei nostri attaccanti ce l’ha. Per questo avrei portato Totti. Ma se Di Natale lo trova siamo una buona squadra. Essendo peraltro arrivato il momento di schierarsi, il mio pronostico è un’Italia da quarto-ottavo posto». [12]

    Il successo azzurro nel gruppo F è dato da Snai a 1,45 (a 6,50 l’eliminazione nel girone), ma sul piazzamento finale non c’è da essere ottimisti: i quotisti dicono che la Nazionale centrerà almeno gli ottavi, ma già per i quarti (3) si fa dura. L’approdo in semifinale è a 4,50, il secondo posto vale 12. In Inghilterra scommesse mirate sull’allenatore dell’Argentina Diego Armando Maradona, tra le tante quella su «chi insulterà per primo?»: un arbitro (2,38)? Il Sudafrica (3)? I media (4)? La Fifa (9). [9]

    Maradona sogna di condurre l’Argentina al titolo mondiale vinto per l’ultima volta nel 1986, quando il “Pibe de Oro” fu grande protagonista. Per farlo punta sul fenomeno del Barcellona Leo Messi, Pallone d’oro in carica e suo erede designato: «Leo è pronto. Ma non deve vivere questo momento con ansia. Entrerà nella storia del nostro Paese. Pensate che trio: Che Guevara, Maradona, Messi». [13] Da italiani, presteremo particolare attenzione all’Inghilterra allenata da Fabio Capello, che cercherà di condurla alla seconda coppa del Mondo dopo quella conquistata in casa nel 1966 (da allora gli inventori del calcio moderno non sono più andati neanche in finale): «Per me non arrivare alla finale sarebbe un fallimento». [14]

    Sperando che siano anche i più belli, di certo i Mondiali che prendono il via venerdì saranno i più rumorosi della storia: colpa della vuvuzela, la tromba di plastica lunga poco più di 60 centimetri che potrebbe diventare un oggetto di culto, oltre che un affarone (durante la Confederations Cup della scorsa estate il prezzo passò da un euro e mezzo a 15). Calcagno: «Ha una storia rispettabilissima essendo la più o meno diretta discendente
    dello strumento ricavato dalle corna dei kudu (un’antilope di medie dimensioni) utilizzato già 400 anni fa soprattutto dagli zulu. Durante l’apartheid venne vietata dai boeri e forse anche per questo Blatter, il presidente della Fifa, si è ben guardato dall’escluderla dagli stadi mondiali nonostante le richieste del presidente della federazione giapponese Motoaki Inukai e di molti giocatori europei». [2]



    ALTRI MONDI

  2. #2
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    :0512212:
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  3. #3
    Una sola Patria
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Il caro vecchio Towerbridge torna eh? :gluglu:
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  4. #4
    Fumator di sigar Toscani
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Che hanno fatto e faranno i soldi sono i "soliti noti" del mondo pallonaro, l'indotto qualcosina; ma la gente che ha sgobbato purtroppo perchè sfruttata, si troverà poco e niente.

    Ma il bello viene dopo. Tutti quegli stadi nuovi e molto belli rimarranno una "cattedrale nel deserto", soldi che potevano essere investiti in altro modo invece per il vil pallone, sono buttati nella solita "rete" dell'Impero MagnaMagna.

    ncav:
    Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi. --- Saluti

  5. #5
    Il fustigatore.
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Povertàààà? Mi pare che siano pienamente autonomi e liberi! Non ci sono più quei "cattivoni" dell'apartheid se non erro. Mandela ha costruito il "suo" sudafrica,sono certo che ora metterà tutto a posto lui e la sua cricca ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:iaociao:
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. #6
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Citazione Originariamente Scritto da jameshanderson Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda i neri sudafricani miserabili sono e miserabili resteranno e dopo il mondiale il Sudafrica collassera'




    Soldi, pallone e povertà: ecco il Mondiale
    MASSIMO PARRINI PER IL FOGLIO DEI FOGLI –

    «Ke nako» («è giunta l’ora»): è questo lo slogan della 19ª coppa del mondo di calcio organizzata dal Sudafrica che partirà venerdì alle 16 per concludersi con la finale dell’11 luglio (data significativa per il calcio italiano, vedi il titolo conquistato in Spagna nel 1982). Gianfrancesco Turano: «È la prima che si gioca in Africa, dove ci sono nove dei dieci Paesi più poveri della Terra. I primi 15 giocatori selezionati per il Mondiale hanno ricavi annuali complessivi per 322,2 milioni di euro, circa un terzo del prodotto interno lordo della Guinea Bissau. Eppure, nessuna invidia. Da Città del Capo a Johannesburg l’attesa per lo sbarco delle superstar del football è spasmodica». [1]

    “Sudafrica 2010” è l’ennesimo colpo vincente dello svizzero Sepp Blatter, il presidente della Fifa, la Federazione internazionale con base a Zurigo. Turano: «Blatter e il suo segretario generale, il francese Jérôme Valcke, hanno le idee chiare. Vogliono aprire un nuovo mercato di consumo, nel Paese più ricco del Continente. Per farlo, utilizzano le stelle a titolo gratuito perché non è la Fifa a pagarle, ma i club e le aziende che le utilizzano come sponsor. Leo Messi, Cristiano Ronaldo, Kakà sono gli arieti che moltiplicheranno per due l’investimento della Fifa negli impianti sudafricani: 1,2 miliardi di euro spesi per un guadagno previsto di 2,5 miliardi». [1]

    Se le Olimpiadi hanno portato la Grecia sull’orlo della rovina, i Mondiali di calcio potrebbero fruttare al Sudafrica una crescita economica stimata fra mezzo punto e un punto di Pil in più (4-8 miliardi di euro circa). [1] Domenico Calcagno: «Jacob Zuma, il presidente, nel discorso di fine anno ha parlato soprattutto di calcio ai 47 milioni di suoi connazionali: “Il Mondiale è la cosa più importante che ci è capitata da quando nel ’94 andammo a votare per cancellare l’apartheid. Facciamo conoscere al mondo il nostro Paese, non sprechiamo l’occasione». [2] Alberto Mattone: «È giunto il momento di far vedere, come ha spiegato Nelson Mandela, che “una cosa sembra impossibile finché non è stata realizzata”». [3]

    L’impegno del governo sudafricano è stato poderoso (2,5 miliardi di euro investiti), ma non sono poche le incognite che gravano sul torneo. Mattone: «Dopo l’accelerazione degli ultimi mesi, i dieci stadi sono pronti, le principali autostrade ultimate. Ma l’incertezza sulla sicurezza e sui trasporti non lascia tranquilli: la minaccia di Al Qaeda di far esplodere una bomba durante la partita del 12 giugno tra Stati Uniti e Inghilterra, e di colpire i ritiri di alcune squadre, tra cui l’Italia, viene presa con la massima attenzione». [3]

    Ci fosse la coppa del mondo del crimine, il Sudafrica sarebbe tra i principali candidati alla vittoria finale. Pisapia: «È vero che c’è un alto tasso di rapine sanguinose, è un grave problema e per ragioni socioeconomiche in alcune zone della città ci sono atteggiamenti che portano questi eventi estremi alle stelle. Ma è un fenomeno relegato in determinate aree, come in tutti i Paesi in via di sviluppo. Considerate, comunque, che non sono quartieri turistici: nessuno straniero ha ragioni per trovarsi in uno di questi posti. Gli ospiti non saranno in pericolo. La città ha impiegato risorse incredibili, un esercito di 20 mila agenti e guardie private. In più ci saranno anche poliziotti italiani a “dirigere” il traffico dei tifosi e a dare consigli. Sarà una festa, ve lo garantisco». [4]

    Se le attese saranno confermate, Nike, Adidas, gruppi di telecomunicazioni, dell’alimentare e tutte le multinazionali che hanno scommesso sui divi del pallone, avranno il loro ritorno. [1] La tedesca Adidas, leader mondiale dell’abbigliamento calcistico (fatturato previsto nel 2010: 1,3 miliardi di euro), sponsor ufficiale del torneo, equipaggia 12 squadre e fornisce il criticatissimo (per le imprevedibili traiettorie) pallone ufficiale “Jabulani”. [5] Gigi Buffon, portiere degli azzurri campioni in carica: «Gli stupidi siamo noi calciatori che accettiamo tutto. Quando ci propongono di giocare con un pallone del genere, dovremmo rifiutarci di scendere in campo. Ad agosto ci sentimmo io, Julio Cesar e Casillas (i portieri di Brasile e Spagna, ndr) perché avevamo perplessità anche sul pallone della Champions e qualche aggiustamento lo fecero, ma io avvertii Julio: “Ho fatto 3 Mondiali, vedrai che il prossimo sarà ancora peggio”, e così è stato». [6]

    Per 13mila italiani il trionfo degli Azzurri nel 2006 significò anche poter ritirare buoni acquisto Media World per un valore complessivo di 18 milioni di euro. Il Sole 24 Ore: «La grande catena di elettronica di consumo quest’anno ha deciso di ripetere l’iniziativa e azzardare ancora di più. La promozione “Italia Campione! Ci credi o non ci credi” invita il cliente a fare una scelta: se crede nella vittoria, in caso positivo porterà a casa tre volte il valore del nuovo tv acquistato; se non ci crede può avere un premio più basso (del 30%), ma lo ritira subito sotto forma di bonus card» (il “partito pro azzurri” sarebbe in testa col 54%). [7] Marco Bulfon (Altroconsumo): «L’uso dei mondiali come leva pubblicitaria quest’anno è potenziato. L’iniziativa di Media World ha fatto scuola: legare le promozioni alle scommesse sulle partite significa distinguerle da quelle classiche». [8]

    Quanto alle scommesse vere e proprie, secondo i bookmaker le favorite per il titolo sono Spagna e Brasile: venerdì Snai le dava rispettivamente a 5 e 5,50. Paolo Giannace: «Quota di lusso per un’altra pretendente, l’Inghilterra, in terza piazza a 7. Non poteva mancare l’Argentina, subito dietro a 7,50, mentre l’Italia viaggia a quota da outsider ed è bancata a 16 con la Germania e dietro all’Olanda di Robben e Sneijder (13). Azzurri non favoriti, quindi, ma per quanto riguarda la prima fase dovrebbero andare sul velluto: nell’esordio del 14 giugno con il Paraguay, la vittoria italiana è a 1,80 e la quota scende a 1,15 per la gara con la Nuova Zelanda. A 1,50, infine, il successo contro la Slovacchia». [9]

    Per dirla alla Mourinho (l’allenatore dell’Inter campione d’Italia e d’Europa appena passato al Real Madrid), l’Italia campione in carica arriva in Sudafrica con una squadra “zero tituli”. Emanuele Gamba: «Non c’è un azzurro che abbia partecipato almeno ai quarti di finale di Champions League o alla finale di Europa League e siamo una delle 9 nazionali in questa situazione. Le altre sono Corea del Nord, Algeria, Grecia, Slovenia, Slovacchia, Honduras, Nuova Zelanda e Paraguay: i peones del Mondiale. E non c’è, come noto, neanche un nostro calciatore che abbia vinto il campionato. I nostri eroi sono stati tagliati fuori dal calcio che conta. Paghiamo il declino dei due club storicamente più azzurri (Juventus e Milan) e il disinteresse delle grandi d’Europa per i nostri migliori». [10]

    «Lippi era arrivato alla vigilia del Mondiale di Germania con una squadra sostanzialmente ben definita nel suo identikit, stavolta si ha la sensazione che si stia navigando a vista» (Alberto Costa). [11] La speranza del ct azzurro, che finito il torneo lascerà il posto all’ex allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli, è che il bomber dell’Udinese Totò Di Natale (33 anni a ottobre), capocanonniere dell’ultimo campionato, si trasformi nel «classico fantasista all’italiana che nel tempo sono stati Rivera, Mazzola, Baggio, Del Piero e Totti». Mario Sconcerti: «Non ha ancora il piglio del protagonista. Il punto è questo, nessuno dei nostri attaccanti ce l’ha. Per questo avrei portato Totti. Ma se Di Natale lo trova siamo una buona squadra. Essendo peraltro arrivato il momento di schierarsi, il mio pronostico è un’Italia da quarto-ottavo posto». [12]

    Il successo azzurro nel gruppo F è dato da Snai a 1,45 (a 6,50 l’eliminazione nel girone), ma sul piazzamento finale non c’è da essere ottimisti: i quotisti dicono che la Nazionale centrerà almeno gli ottavi, ma già per i quarti (3) si fa dura. L’approdo in semifinale è a 4,50, il secondo posto vale 12. In Inghilterra scommesse mirate sull’allenatore dell’Argentina Diego Armando Maradona, tra le tante quella su «chi insulterà per primo?»: un arbitro (2,38)? Il Sudafrica (3)? I media (4)? La Fifa (9). [9]

    Maradona sogna di condurre l’Argentina al titolo mondiale vinto per l’ultima volta nel 1986, quando il “Pibe de Oro” fu grande protagonista. Per farlo punta sul fenomeno del Barcellona Leo Messi, Pallone d’oro in carica e suo erede designato: «Leo è pronto. Ma non deve vivere questo momento con ansia. Entrerà nella storia del nostro Paese. Pensate che trio: Che Guevara, Maradona, Messi». [13] Da italiani, presteremo particolare attenzione all’Inghilterra allenata da Fabio Capello, che cercherà di condurla alla seconda coppa del Mondo dopo quella conquistata in casa nel 1966 (da allora gli inventori del calcio moderno non sono più andati neanche in finale): «Per me non arrivare alla finale sarebbe un fallimento». [14]

    Sperando che siano anche i più belli, di certo i Mondiali che prendono il via venerdì saranno i più rumorosi della storia: colpa della vuvuzela, la tromba di plastica lunga poco più di 60 centimetri che potrebbe diventare un oggetto di culto, oltre che un affarone (durante la Confederations Cup della scorsa estate il prezzo passò da un euro e mezzo a 15). Calcagno: «Ha una storia rispettabilissima essendo la più o meno diretta discendente
    dello strumento ricavato dalle corna dei kudu (un’antilope di medie dimensioni) utilizzato già 400 anni fa soprattutto dagli zulu. Durante l’apartheid venne vietata dai boeri e forse anche per questo Blatter, il presidente della Fifa, si è ben guardato dall’escluderla dagli stadi mondiali nonostante le richieste del presidente della federazione giapponese Motoaki Inukai e di molti giocatori europei». [2]



    ALTRI MONDI
    ho un filmato che mostra come viene usata quella cacchio di "tombetta"
    nel paese lontano:18035:...
    non posso postarlo per rispetto verso le Signore di questo Forum:26031:
    ma immaginatevi un cappuccio in mezzo agli zebedei..:mmm:
    e poi se la mettono in bocca..:eeh:
    Io sono il Lupo, Io sono l'attimo,Impronte sulla neve fresca,impronte presto cancellate.


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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Citazione Originariamente Scritto da Lupo nel vento Visualizza Messaggio
    ho un filmato che mostra come viene usata quella cacchio di "tombetta"
    nel paese lontano:18035:...
    non posso postarlo per rispetto verso le Signore di questo Forum:26031:
    ma immaginatevi un cappuccio in mezzo agli zebedei..:mmm:
    e poi se la mettono in bocca..:eeh:

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Da quello che ho letto e da esperienze che mi hanno raccontato persone in viaggio turistico.

    Una minoranza di bianchi, ricchi e che vivono in ville e fattorie che sembrano fortini corazzati.
    Una classe dirigente nera che sta tendando in tutti i modi di mettersi "alla pari" con i bianchi ricchi, facendo gli stessi errori.
    La vasta massa dei neri in condizioni miserabili.
    Una immigrazione africana che alimenta, in parte, la criminalità.

    E' chiaro che l'attuale situazione sudafricana è figlia della storia di questo paese e, sopratutto, dell'apartheid.

    Il problema del Sudafrica è che i successori di Nelson Mandela sono stati tragicamente al di sotto del compito e di quello che Mandela sognava per il suo Paese.

    Il sogno della nazione arcobaleno, un grande sogno che non si può che non condividere, sta, al momento naufragando negli egoismi dei bianchi e dei neri ricchi.

    La speranza che le cose cambino, comunque, rimane.
    Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è divenuta la patria naturale del costume demagogico.
    Piero Gobetti

  9. #9
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    Predefinito Rif: Mondiali;Soldi pallone e Poverta'

    Parole parole parole......non vi potrà mai essere integrazione tra due popoli e due culture e "culture"(virgolettata quella dei neri) contrapposte ed agli antipodi!
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
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