Migliaia in piazza e un’ondata di email e telefonate contro le vignette di un giornale conservatore
Disegnare Maometto col turbante a forma di bomba. Raffigurare il Profeta in una foto segnaletica della polizia. Rappresentare il Glorificato che brandisce la spada sgozzatrice. E’ offesa all’Islam o è libertà di satira? Dodici vignettisti d’un giornale conservatore danese, l’ Jyllands-Posten , hanno avuto la risposta sotto forma di telefonate anonime, email truculente, migliaia di musulmani in corteo contro «l’arrogante provocazione». A fine settembre, i dodici avevano pubblicato le caricature nelle pagine culturali del quotidiano, senza fare i conti con l’Islam che considera blasfema qualunque immagine (figurarsi una vignetta) di Dio: ora uno di loro vive con la scorta, un’altra se n’è andata all’estero, un terzo ha preso pubblica distanza... Sabato, forse temendo un nuovo caso Van Gogh (il regista olandese assassinato per un film ritenuto sacrilego), la polizia ha arrestato un diciassettenne che aveva minacciato di morte uno dei disegnatori. E davanti alla redazione è stato assoldata una vigilanza armata. «E’ un’umiliazione dei nostri sentimenti religiosi», protesta sulla tv Al Jazira un imam di Copenaghen, Raed Hlayhel, che rappresenta 150mila islamici (il 3% dei danesi) ed è famoso per aver detto che una donna non può girare seminuda e poi lamentarsi d’essere stuprata: «Vogliamo le scuse del giornale». Il direttore dell’ Jyllands-Posten è disposto a pubblicare le proteste, null’altro: «Noi non vogliamo insultare nessuno - dice Carsten Juste -. Ma viviamo in una democrazia. E la religione non può vietare la libertà d’espressione, che passa anche attraverso la satira». Lars Refn, vignettista che s’era rifiutato di raffigurare il Profeta, cavandosela con un ragazzino immigrato che su una lavagna scrive «questi giornalisti sono dei provocatori reazionari», sta coi musulmani radicali: «E’ chiaro che non ci facciamo censurare, ma non c’è nulla di costruttivo nel pubblicare un inserto culturale intitolato "I volti di Maometto" . Serve solo ad avvelenare i rapporti». «Nella satira non ci sono argomenti intoccabili - si difende Bob Katzenelson, uno degli accusati -. La religione è come la politica e chi vive in Danimarca deve accettare questa regola: si può dire qualunque cosa. Farei vignette anche per prendere in giro i cristiani, i buddhisti, gli indù o gli ebrei. E se domani mi chiedessero di rifare quel disegno, lo rifarei. Magari ancora più cattivo».
dal Corriere di oggi
Perfetta la posizione del giornale.
Cordiali Saluti




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