L’ex premier incontra gli amministratori: «Rottamare Forza Italia? Folle». E attacca Renzi: l’Italia non conta nulla perchè il premier è uscito da giochi di palazzo
Non si arrende, Silvio Berlusconi, e riprende la sua battaglia contro la magistratura: «Sarebbe facile per me andare da qualche altra parte - ha detto durante “Futuro Comune” la prima conferenza nazionale degli amministratori locali di Forza Italia-, alcune volte ne ho avuto una voglia, ho un senso di responsabilità che mi frega e sono qui ad affrontare la sinistra ed i Pm. Ed io non avendo più nulla, rischio di finire in galera e se questo dovesse accadere: Cristo io spero che facciate un minimo di rivoluzione.»
Nel suo intervento parla anche dell’Italicum e annuncia, anche qui, battaglia: «Questa legge elettorale subirà cambiamenti. Il sistema dei 100 capilista è ingiusto, ci batteremo per il sistema di preferenze assolutamente libero per tutti». . Accolto da una standing ovation nel palazzo dei gruppi di Montecitorio, l’ex premier ha riservato le prime parole a Repubblica. «Come vi sentite? Secondo questo giornale siete tutti rottamati», ha detto. «Solo un folle può pensare di rottamare Forza Italia. Io, tra l’altro, ho in me il sentimento forte dell’amicizia e con molti dei parlamentari attuali ho un legame di amicizia ventennale», ha aggiunto, smentendo le indiscrezioni circa la sua intenzione di smantellare FI e creare un nuovo partito.
Berlusconi ha parlato a tutto campo, come un fiume in piena. «I Presidenti della Repubblica possono non farti governare e così è stato, abbiamo avuto Capi dello Stato sempre contro di noi. Siamo sempre stati con 11 membri della Corte Costituzionale della sinistra che ci ha abrogato diverse leggi», ha detto ancora.
Capitolo giudiziario. In merito al processo sulla presunta compravendita di senatori ai tempi del governo Prodi, l’ex Cav ha promesso di regalare «200 milioni di euro a chi riesce a dimostrare che ho dato due milioni a De Gregorio. Sono stato accusato 65 volte da pm sinistra e sono stato sempre assolto. Ora la musica è cambiata nei collegi ci sono solo giudici di sinistra e si vede quello che è successo a Napoli», ha aggiunto.
Berlusconi non ha risparmiato un attacco a Renzi: «L’Italia non conta nulla perché il premier è venuto fuori da giochi di palazzo e non dal consenso del popolo», ha detto.
Poi un paragone con Tspiras. «Dopo la speculazione ordinata dalla Bundesbank contro i nostri titoli di Stato dissero che non eravamo più in grado di pagare pensioni e stipendi. Al G20 di Cannes mi ritrovai nella posizione di Tsipras. Mi dissero “Siamo qui per aiutarti a non avere il default”. Il primo giorno mi offrirono 50 miliardi di euro, il secondo 100 miliardi euro. La contropartita era la colonizzazione dell’Italia. Io cercai di spiegare che i nostri conti erano perfettamente in ordine, come poi fu ampiamente dimostrato, e me ne andai. Solo Obama disse “Silvio is right”, “Silvio ha ragione”. Tornai in Italia e mi trovai con otto tra i nostri più fedeli amici, parlamentari, che si erano spostati nel gruppo misto e avevano messo in crisi il nostro governo», ha raccontato.
Berlusconi: se mi condannano fate la rivoluzione - LaStampa.it





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