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    Predefinito speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    apro uno speciale in rilievo sull'immigrazione in italia

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  2. #2
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    Predefinito Re: speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    ecco le nazionalità dei profughi:

    Accordo Ue, 35 mila migranti distribuiti tra i Paesi europei - Corriere.it


    personalmente preferirei siriani, iraniani ed eritrei.
    non capisco perchè ci siamo presi quelle nazionalità.

    l'italia pur non avendo grandi numeri fa un buon lavoro mi pare. superiore alla francia e uk.

  3. #3
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    Predefinito Re: speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    Gli immigrati ?fanno? impresa e aiutano la ripresa | Avanti!


    Gli immigrati ‘fanno’
    impresa e aiutano la ripresa
    Pubblicato il 23-07-2015



    Roma, luglio 2015 – Continua a crescere il numero delle piccole e medie imprese gestite dagli immigrati, ovvero quelle in cui il titolare o la maggioranza dei soci e degli amministratori risultano nati all’estero. Dopo un aumento di oltre 43mila unità nel triennio 2011/13, anche nel 2014 sono state registrate quasi 28mila imprese in più, portando a 524.674 le aziende gestite da cittadini stranieri, con un impatto dell’8,7% sul sistema imprenditoriale nazionale, ovvero con una percentuale significativamente più alta rispetto a quella della popolazione immigrata sul totale degli abitanti del paese (7,5%). I dati indicano, anche in campo lavorativo, una spiccata attitudine all’autonomia della popolazione coinvolta nella mobilità globale, e sottolineano il forte dinamismo dell’imprenditoria di origine immigrata la quale, con l’avanzare del processo di stabilizzazione delle comunità straniere arrivate in Italia negli ultimi 40 anni, si rivela sempre più una componente strutturale di rilievo del tessuto socio-economico del paese, dimostrandosi forse persino capace di bilanciare la progressiva erosione della base imprenditoriale autoctona, duramente provata dalle difficoltà degli ultimi anni.Infatti il lieve saldo positivo tra le imprese iscritte e quelle cancellate dai registri camerali nel corso dell’ultimo anno – il migliore dal 2010 – si lega in larga parte proprio alle attività guidate da cittadini nati all’estero, che hanno inciso per quasi un quinto sull’insieme delle nuove iscrizioni, registrando un aumento di 4.268 unità (+6,8%), mentre quelle avviate dai nati in Italia sono diminuite del 5,5%. Come a dire che, anche di fronte alla persistente incertezza del quadro economico del Paese, i lavoratori di origine straniera, contrariamente agli autoctoni, continuano a distinguersi per una crescente propensione all’iniziativa imprenditoriale ed al rinnovamento. “Siamo di fronte ad andamenti che attestano un timido inizio di ripresa, più marcato per gli imprenditori immigrati. È un segnale positivo che dimostra una volontà di integrazione e di emersione dal sommerso che va sostenuta e incoraggiata” afferma Daniele Vaccarino, presidente della Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa.Anche se commercio ed edilizia continuano a rappresentare i principali ambiti di attività dei lavoratori autonomi stranieri con circa il 60% delle imprese registrate, nel 2014 è il settore dei servizi a trainare lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali dei migranti, coprendo l’80% dell’intera crescita annuale con 22mila imprese in più rispetto al 2013. Al suo interno, sono le attività di noleggio, le agenzie di viaggio ed i servizi alle imprese quelle che si distinguono per il maggiore incremento in termini relativi, tanto che in questo settore, oltre 1 impresa ogni 7 è ormai gestita da lavoratori immigrati. Sempre più spesso inoltre, anche i migranti avvianoforme d’impresa più strutturate e complesse sotto il profilo societario: se è vero infatti, che in 8 casi su 10 le attività controllate da stranieri nascono come imprese individuali, nel 2014 sono cresciute soprattutto le società di capitali, che a fine anno risultavano ammontare a oltre un decimo del totale (10,8%).Questi nuovi sviluppi avallano la lettura di una crescita positiva degli imprenditori immigrati anche sotto il profilo della competenza gestionale e della qualità le quali, a loro volta, sono destinate a produrre ricadute interessanti sugli altri aspetti connessi all’attività imprenditoriale, dalla crescita del profitto all’innovazione, dall’aumento dell’occupazione alla responsabilità nei confronti del contesto socio-economico di arrivo, dalla coesione sociale a più incisive forme di solidarietà con le proprie comunità di provenienza. Sono dunque dati a cui prestare la massima attenzione, poiché non solo propongono i migranti come protagonisti di percorsi imprenditoriali di successo, ma, sempre più spesso, ne evidenziano anche il potenziale di attori di innovazione e di sostegno per l’intero sistema socio-economico del Paese, tanto nella sua dimensione nazionale che in quella locale.Imprese condotte da immigrati e da nati in Italia-Valori assoluti e percentuali (2011-2014) Fonte: Centro Studi e Ricerche IDOS. Elaborazioni su dati Unioncamere/Infocamere

    A questo proposito infatti, la distribuzione territoriale delle imprese condotte da immigrati evidenzia una netta concentrazione nelle aree più industrializzate centro-settentrionali, dove si raggiunge un’incidenza media del 10,1% sull’insieme delle imprese iscritte nelle locali Camere di Commercio. Ma sono la Lombardia e il Lazio, le quali rappresentano anche le principali regioni di insediamento della popolazione immigrata, a distinguersi per il più alto numero di imprese guidate da stranieri: 167mila in tutto, maggiormente concentrate sul territorio lombardo (19,0%), e nella provincia romana (10,9%).Quanto ai diversi gruppi nazionali, ad emergere per il numero di cariche imprenditoriali, se pur nell’ambito di imprese individuali, continuano ad essere i marocchini, una delle comunità più antiche e dunque in avanzata fase di stabilizzazione, che tradizionalmente si concentra nel commercio. Seguono i cinesi, distribuiti soprattutto tra il comparto commerciale, quello manifatturiero e i servizi di alloggio e ristorazione, e i romeni,fortemente concentrati nell’edilizia. Ma i più accentuati ritmi d’aumento sono appannaggio dei bangladesi, i quali, continuando il trend positivo dell’ultimo quinquennio, nel 2014 hanno fatto registrare una crescita di oltre un quarto delle imprese individuali. Notevole è stato anche l’aumento delle attività autonome gestite da pakistani e nigeriani.Secondo l’economista Andrea Stocchiero, responsabile per le politiche su Migrazione e Sviluppo della FOCSIV, “Le forti potenzialità degli imprenditori appartenenti alle diaspore o ai diversi gruppi nazionali di immigrati, non promettono ricadute positive soltanto sulle economie dei Paesi di arrivo, ma possono anche innescare significativi processi di crescita – e creare nuove opportunità di occupazione – nei rispettivi Paesi di provenienza, in un’ottica di reciprocità e di co-sviluppo globale. Queste potenzialità andrebbero dunque incentivate facilitando l’accesso al credito, o al micro-credito, dei migranti e studiando apposite misure di consolidamento e sostegno organizzativo delle nuove imprese guidate da cittadini stranieri”Questo significa che nel prossimo futuro anche le iniziative internazionali di contrasto alle diseguaglianze fra Paesi, alla povertà del sud del mondo e alla crescente insicurezza globale – iniziative fino a oggi concepite facendo leva soprattutto sugli aiuti allo sviluppo delle nazioni ricche, oppure sulle semplici rimesse dei migranti, e forse proprio per questo risultate inefficaci – potrebbero utilmente contare, in aggiunta al loro impegno finanziario e alla profonda conoscenza delle rispettive realtà locali, anche sulla creatività, sullo spirito di iniziativa e sulle competenze tecnico-gestionali maturate dai lavoratori stranieri grazie al percorso imprenditoriale intrapreso nel paese di arrivo. E visto che tra le imprese operanti in Italia figurano nei primi dieci posti, insieme a quelle guidate da marocchini, anche le attività gestite dagli albanesi (7,3%), dagli egiziani (3,7%) e dai tunisini (3,2%), sembrerebbe ormai fattibile, oltre che utile e opportuno, coinvolgere nei programmi multilaterali di cooperazione economica e co-sviluppo previsti a livello europeo e nazionale, innanzitutto gli imprenditori di origine immigrata provenienti da nazioni a noi così vicine, nell’ottica di una progressivamaggiore integrazione, e pacificazione, di tutta l’area mediterranea.Loretta Cortonesi

  4. #4
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    Predefinito Re: speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    Sono 109mila le imprese femminili straniere | Occupazione | www.avvenire.it

    Sono 109mila le imprese femminili straniere










    Sono 109 mila le imprese femminili straniere in Italia nel 2015, 6mila in più in un anno (+6%) e 18mila in più in quattro anni (+20%). Danno 200mila posti di lavoro. Tra le più numerose le cinesi (21mila), le rumene (9mila), le marocchine (7mila), le nigeriane (5mila), pari alle svizzere (5mila), seguite dalle tedesche (oltre 4mila). Più numerose a Roma (10mila), Milano (8mila), Torino (5mila), Firenze (4mila), Napoli e Prato (3mila), Brescia (oltre 2mila).

    Crescono più velocemente in quattro anni a Reggio Calabria (da 600 a oltre 800, +50%), Ferrara (da 400 a 600, +40%), Ravenna (da 500 a oltre 600, +40%). Tra le prime anche Napoli (da circa 2mila a circa 3mila imprese, + 35%), Palermo (da 1.000 a 1.400, + 34%). In mano a donne sono un quarto delle imprese straniere in Italia. Sono in dati della Camera di commercio di Milano.

    "Le donne hanno un ruolo centrale e sempre crescente nell'economia internazionale - spiegaFederica Ortalli, membro di Giunta della Camera di commercio di Milano e presidente del Comitato Imprenditoria Femminile -. La Camera di commercio con il Comitato sulle imprese femminili è accanto a Women for Expo. La ricchezza di imprese anche di donne straniere in Italia rappresenta un punto di partenza e di confronto anche a livello internazionale".

    "Questo appuntamento rappresenta un momento di incontro e riflessione utile anche per il rilancio degli scambi internazionali che trova in Expo un momento importante - dichiara Pier Andrea Chevallard, direttore di Promos, azienda speciale della Camera di commercio per l'internazionalizzazione".


  5. #5
    Ceronettiano
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    Predefinito Re: speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    Chissò la lega come rosica, loro vogliono immigrati cattivi per poter fare demagogia e prender voti.
    Gli sbarchi in Sicilia hanno ormai un carattere preciso di invasione territoriale, premessa sicura di guerra sociale e religiosa. G Ceronetti
    Israel is one of us and fighting our war. So let us support Israel for Israel and for ourselves! G.Wilders

  6. #6
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  7. #7
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    Predefinito Re: speciale migranti: 19 migranti invadono il veneto ;)

    Vorrei esprimere un breve parere su ciò che sta accadendo oggi, premetto che parlo soltanto dal punto di vista economico. Ognuno poi ha le proprie convinzioni politiche (come giusto che sia).
    Pochi giorni fa ho visto sul giornale (credo sia : repubblica.it) un articolo riguardo all'immigrazione, diciamo, i "vantaggi" che porta questo fenomeno.
    L'articolo in questione sosteneva che senza l'immigrazione, il PIL calerebbe drasticamente; in effetti l'articolo in questione non aveva tutti i torti, il PIL non è altro che il prodotto "monetario" di beni e servizi prodotti nell'arco di un anno, parlo di PIL perché in questa statistica si comprende i cittadini residenti e non, quindi anche gli immigrati.
    Ritornando al discorso di prima, se impediamo agli immigrati (regolari e non) di contribuire alla crescita del PIL questo paese cadrebbe in rovina, per questo io penso che una politica prettamente conservatrice non sia una scelta saggia.
    Dal punto di vista umanitario penso che lo sfruttamento in nero (a soli 3 euro, ad esempio), sia uno scempio. Allo stesso tempo credo però che la stessa attenzione bisognerebbe porla verso il PNL (prodotto nazionale lordo), il nostro paese quanto PNL produce attualmente? (è una domanda, perché non ho idea di come sia messo il PNL attualmente).
    Perciò, nella politica ci vuole un equilibrio e soprattutto nell'economia.
    Qui potete trovare una ricerca che ho fatto su google in merito all'articolo in questione: https://www.google.it/search?q=pnl+i...granti&tbm=nws

 

 

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