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    Canaglia
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    Predefinito Interessante interpretazione storica dei fascismi

    Tralascio la prima parte dell'articolo e vado direttamente all'interpretazione storica che ne dà l'autore dell'articolo...

    Il discredito in cui si è gettato il governo di Syriza in Grecia pare abbia rilanciato l'immagine della formazione neofascista di Alba Dorata. Come tutti i gruppi fascisti, Alba Dorata risponde ad un codice di comportamento abbastanza preciso. Ci si sceglie un bel nome rassicurante, da villaggio turistico, ed ai giornali ufficiali si rilasciano interviste cariche di buonsenso e di proposte ragionevoli: un pianificato ritorno alla dracma e accordi finanziari e commerciali con la Russia.
    Allo stesso tempo si scatena la violenza interna contro bersagli deboli che non hanno nulla a che fare con i nemici dichiarati. Dici che ce l'hai con gli usurai, però ammazzi i rapper. Ti proclami nazionalista, ma poi crei scontri usando l'esaltazione del nazismo come provocazione. Un po' strano, visto che quando Mussolini si era impantanato, aveva provveduto proprio Hitler a massacrare i Greci. Tanto vale allora inneggiare alla Merkel.

    Tutto il meccanismo delle provocazioni e delle violenze viene inoltre messo in atto beneficiando di comportamenti dilatori e iper-garantistici da parte di una magistratura in altri casi ben più sbrigativa. Al leader di Alba Dorata, Michaloliakos, è stata concesso giusto quel po' di galera per prendersi la patente di eroe e di perseguitato, esattamente come fecero con Hitler nel 1923.

    Mentre ai media ufficiali i neofascisti riservano il volto pacato, alle testate affini di altri Paesi Michaloliakos può rilasciare invece i proclami del fascismo più tipicamente farneticatorio, con richiami ai miti del lontano passato, e persino all'Impero Romano. Ma il vero piatto forte di questa comunicazione per iniziati è sempre l'anticomunismo. La motivazione addotta per questo anticomunismo esibisce una logica davvero stringente: Syriza infatti è composto da ex (sic!) comunisti, che si sarebbero già messi d'accordo con il capitalismo mondiale. Si riconosce da un lato che oggi il comunismo come soggetto politico non esiste più, ma si spinge ugualmente sull'anticomunismo preventivo.
    Un vero nazionalismo non potrebbe permettersi eccessi di anticomunismo neanche in astratto, poiché una difesa dal colonialismo comporta la necessità di una nazionalizzazione dell'economia. Quel che ha passato e sta passando il Venezuela per aver cercato di difendere la propria indipendenza nazionale, costituisce un paradigma valido anche per i Paesi europei che volessero sfuggire alla sudditanza FMI-NATO.

    Il punto è che i fascismi non sono nazionalismi, ma costituiscono un espediente coloniale per occupare preventivamente la nicchia politica del nazionalismo. Si crea un finto nazionalismo per impedirne uno vero.

    Allo stesso modo, per evitare un'autentica demistificazione del dominio sovranazionale della finanza, se ne fornisce una versione fuorviante. Anche il nazismo si fondò su un "sillogismo" di questo tipo: siamo sotto il dominio mondiale dell'usura e molti banchieri sono ebrei; ergo: sterminiamo i sarti ed i rosticceri ebrei.
    I media ufficiali paventano il pericolo fascista in Europa, ma non sottolineano icomportamenti paradossali dei governi "democratici", come quello danese, che nel 2011 ha sospeso il Trattato di Schengen in materia di immigrazione, e ciò in base alla trattativa con una formazione minoritaria di estrema destra. Nel giugno scorso i neofascisti danesi hanno riscosso un successo elettorale, ma quasi nessuno oggi lo collega al fatto che il governo danese quattro anni fa ha legittimato ed inserito a forza il fascismo nel gioco politico.
    Attribuire un carattere di autenticità e spontaneità ai movimenti fascisti non è un riconoscimento da poco; anzi, è esattamente tutto ciò che gli serve. Che alcuni Paesi rispondano alla crisi con la fascistizzazione, ed altri no, configura già un quadro di separazione razziale tra popoli inferiori e popoli superiori. Si tratta di una legittimazione del colonialismo mondialista chiamato a disciplinare le intemperanze nazionalistiche. Si tratta del solito luogo comune storiografico secondo cui la crisi economica degli anni '30 ha colpito sia in Germania che negli USA, ma in Germania ha generato la barbarie fascista e negli USA invece la solidarietà del New Deal.

    In America Latina circola questa battuta. Perché a Washington non ci sono mai colpi di Stato? Perché a Washington non c'è l'ambasciata americana. Allo stesso modo si potrebbe pensare che la psicoguerra coloniale cerchi di indebolire le resistenze nazionali con degli pseudo-nazionalismi che rivolgano l'aggressività verso l'interno. Il "Mein Kampf" di Adolf Hitler è infatti tutto un inno al colonialismo anglosassone ed al segregazionismo statunitense. L'industriale Henry Ford, ideologo dell'antisemitismo, era considerato da Hitler come un maestro ed un eroe, e fu insignito della massima onorificenza nazista. La multinazionale Ford fu determinante nel consentire il riarmo tedesco, ed inoltre anche multinazionali statunitensi come Standard Oil e General Motors (e persino Coca Cola) si dimostrarono sempre sollecite nell'aiutare il regime hitleriano, anche a guerra in corso.

    In una recente
    intervista a "l'Espresso" Romano Prodi ha dichiarato che la sua nomina a presidente della Commissione Europea fu dovuta alle pressioni di Tony Blair. Sempre secondo Prodi, la preminenza del Regno Unito nell'Unione Europea è dovuta al fatto che lo stesso Regno Unito costituisce il referente degli USA in Europa. Con molta disinvoltura, Prodi ha delegittimato la sua intera carriera politica, riconoscendo che l'UE è una colonia USA.
    Ultima modifica di Josef Scveik; 26-07-15 alle 10:37

  2. #2
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    Predefinito Re: Interessante interpretazione storica dei fascismi

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Questa è una grande incoerenza, perché i russi non hanno mai fatto parte della razza ariana di cui parlava Hitler

 

 

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