

Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Elevare il livello dello scontro.
Dalle armi della critica passare alla critica delle armi.


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Rivolta anti-profughi, Borghezio (LN): “Episodi che si ripeteranno. A Nord e Roma noi e CasaPound..."
Da Casale San Nicola a Quinto di Treviso: un’autostrada di proteste e di slogan “via gli immigrati da qui” che alzano il livello di insofferenza dei residenti nei confronti del piano di redistribuzione messo a punto dal governo. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, a Intelligonews spiega cosa non funziona e cosa c’è da fare.
A Casal San Nicola scoppia la protesta dei residenti contro l’arrivo dei migranti disposto dalla prefettura di Roma. Un altro no dai residenti: effetto domino? C’è il rischio di tensioni sociali? Come commenta?
«E’ l’ultimo episodio in ordine temporale che conferma il succedersi di reazioni assolutamente legittime dei cittadini e in particolare dei romani che di questi tempi mostrano la loro totale insofferenza nei confronti di un governo cittadino che sembra averli dimenticati. La questione immigrati è ormai un’emergenza in tutto il Paese e l’insofferenza dei romani è ben motivata nei confronti di un’amministrazione che si rivela ogni giorno di più incapace di affrontare una questione così grave e delicata. Noi siamo dalla parte dei cittadini e approviamo le proteste che sono più che legittime».
A manifestare coi residenti ci sono gli esponenti di CasaPound. Che segnale è anche dal punto di vista politico?
«E’ evidente che i cittadini apprezzano coloro che si occupano dei loro problemi, che sono presenti, che stanno in mezzo a loro. Al Centro-Nord ci pensa la Lega; a Roma siamo ancora agli albori e se c’è CasaPound che si fa carico dei problemi della gente, che la sostiene nella protesta e ne condivide le ragioni, le persone si sentono rappresentante e non più abbandonate».
Significa che c’è un vuoto della politica?
«Certamente. Ed è facile presumere - senza per questo essere Nostradamus - che in questi giorni episodi come quello che sta accadendo a Casale San Nicola si ripeteranno perché ciò che la gente chiede e non ha, è la garanzia della sicurezza».
Sta dicendo che non bastano le disposizioni dei prefetti?
«Ovvio che non bastano. Anzi, questi provvedimenti catapultati nelle realtà amministrative da parte della struttura prefettizia ormai ricordano, ogni giorno di più, le grida manzoniane e producono un effetto contrario sui cittadini che le recepiscono come una sfida, una provocazione».
A Quinto di Treviso c’è una situazione incandescente, resa tale anche dalla possibilità che alla struttura individuata dalla prefettura vengano indirizzati altri profughi. Che ne pensa?
«Sono errori che si aggiungono ad errori. Il fatto di mandare altri immigrati significa incrinare pesantemente il rapporto di fiducia che i cittadini hanno nei confronti delle istituzioni e in questo caso di quella prefettizia. La realtà è che chi dovrebbe agire schierandosi al fianco dei cittadini non lo fa e neppure si accorge di ciò che sta avvenendo: ecco, tutto questo denota e conferma ulteriormente l’inadeguatezza del governo Renzi a reggere e governare una situazione unica in Europa».
Salvini domani sarà a Quinto di Treviso. Cosa risponde ai partiti di maggioranza che vi accusano di andare a fomentare la rabbia della gente per fili elettorali?
«C’è poco da fomentare perché la situazione è già fomentata dalla demenzialità dei provvedimenti del governo. Salvini va dare a quelle popolazioni la conferma che l’unica forza politica seria e credibile è la Lega, in grado di affrontare l’emergenza migranti in modo deciso. I veneti hanno la fortuna di avere un governatore che sta dalla loro parte e si sta opponendo alle misure di Renzi e Alfano».
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La cosa si era già visto un paio di mesi fa in alcuni quartieri di Roma ma ora a distanza di mesi si è estesa anche oltre Roma.
Scommetto che tra una settimana tornerà tutto a tacere ma poi tra qualche mese la reazione da capo ricomincerà (per forza visto che continuerà l'operazione Triton) in modo ancora piu esteso
Ultima modifica di C@scista; 17-07-15 alle 18:37


Ogni insediamento di profughi è come una occupazione della Ruhr nella viva carne della nazione.


Rivolta anti-profughi, Di Stefano (CasaPound): “Cos'è successo veramente. Appello a Salvini"
Proteste, blocchi, tensione. Così stamani a Casale San Nicola, periferia nord di Roma coi residenti contrari all’arrivo di un centinaio di profughi e la polizia ad eseguire le disposizioni della prefettura. Intercettato da Intelligonews nel momento più caldo della mattinata, Davide Di Stefano, coordinatore nazionale di Sovranità e dirigente nazionale di CasaPound con delega alla comunicazione, spiega cosa è successo e lancia un appello a Matteo Salvini.
Cosa è successo stamani a Casale San Nicola?
«I cittadini, tra i quali molti anziani, hanno bloccato la strada per impedire il passaggio dei mezzi della polizia che sono arrivati intorno alla 10,30 e che precedevano l’arrivo del pullman con i clandestini. A quel punto, c’è stata una sorta di trattativa che non è andata a buon fine perché i residenti sono contrari alla presenza di un centinaio di clandestini nel quartiere dove vivono cinquecento persone. Capisce bene che il rapporto è sproporzionato. Il prefetto Gabrielli non ha voluto sentire ragioni e in un comunicato ha detto che procedevano secondo le disposizioni. Quando è arrivato il pullman con i clandestini, la gente che già stava in strada seduta sulle sedie come a formare una sorta di barriera, si è rifiutata di muoversi e a quel punto è partita l'azione delle forze dell’ordine che hanno tolto fisicamente i manifestanti dalla strada; ci sono stati anche alcuni casi di malori. Diciamo che la polizia ha usato le maniere forti e il clima si è fatto incandescente. I residenti stavano facendo resistenza passiva ma alla fine sono stati sgomberati per consentire il passaggio al pullman di clandestini. Il tutto è durato circa un’ora ».
Voi di CasaPound eravate tra la gente?
«Tra i cittadini c’erano anche militanti di CasaPound perché noi siamo in presidio con la gente del quartiere da novanta giorni».
Qual è il significato di queste proteste: razzismo o sfiducia nelle istituzioni?
«La risposta della gente per noi è sacrosanta perché alla fine qui abbiamo italiani per bene che difendono il loro quartiere: 500 persone con cento stranieri a un passo dalle loro case; è chiaro che ciò altera il contesto sociale. Il problema vero è che qui lo Stato si manifesta solo o favorendo gli stranieri rispetto agli italiani, oppure usando il pugno di ferro con gli italiani. Durante tutto l’anno qui non si vede un mezzo delle Forze dell’Ordine, un autobus in orario, non c’è un servizio per la collettività che sia efficiente. Noi diciamo prima gli italiani e in maniera provocatoria domandiamo: da che parte sta il Tricolore?».
Cosa risponde a chi vi accusa di andare a fomentare la rabbia della gente per motivi elettorali?
«Rispondo che noi siamo alleati della realtà e del popolo; quelli che accusano sono alleati dei poteri forti e delle ingerenze straniere che vanno da Bruxelles a qualsiasi altro interesse che non sia quello dei popoli».
Significa che c’è un vuoto della politica?
«C’è un vuoto della politica anche perché, in questo caso, la vicenda di Casale San Nicola è stata seguita in prima persona dal prefetto di Roma Gabrielli che i giornali ipotizzano come prossimo candidato sindaco facendo intendere la sua vicinanza al Pd. Il prefetto ha usato il pugno di ferro. Io rimango sorpreso quando vedo lo Stato – e noi siamo per lo Stato – in maniera così forte nei confronti dei cittadini e poi quando ci sono altre necessità relative allo stato sociale, alla difesa del territorio, non vedo altrettanta fermezza e determinazione».
Casale San Nicola come Quinto di Treviso? Domani sarà lì Salvini.
«Sì, sono due situazioni che denotano lo stesso problema. Magari potremmo coinvolgere anche Salvini. Potremmo fare una sorta di appello affinchè venga con noi anche a Casale San Nicola. La gente vive un profondo disagio e il vuoto, l’assenza delle istituzioni che ormai i cittadini percepiscono solo in maniera vessatoria. Alla fine, queste dinamiche legate all’immigrazione, contribuiscono ad alimentare la rabbia delle persone per bene che lavorano e pagano le tasse. I ben pensanti dicono che così si parla alla pancia del Paese, noi invece pensiamo che la rabbia è sacrosanta perché denuncia l’assenza di chi dovrebbe occuparsi di loro. Noi non vogliamo fomentare niente; noi oggi siamo qui con i residenti del quartiere, con la loro storia e i loro sacrifici quotidiani. Io qui sto difendendo gli italiani: prima vengono loro, poi semmai gli altri. Invece qui lo Stato arriva mostrando i muscoli. La gente non sta lì a leggere L’Espresso o a parlare il politicamente corretto; i cittadini parlano il linguaggio della realtà e si arrabbia. E noi siamo con loro».
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“È bene se siamo attaccati dal nemico, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi. È ancora meglio se il nemico ci attacca con violenza e ci dipinge a fosche tinte e senza un’ombra di virtù, poiché ciò dimostra che non solo abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi, ma abbiamo anche riportato notevoli successi nel nostro lavoro.”
MAO TSE TUNG


“Provai profonda ammirazione per il grande uomo a sud delle Alpi, che pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti con il nemico interno all'Italia, ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi della Terra è la decisione di non spartirsi l'Italia con il Marxismo, ma di salvare la sua patria dal Marxismo distruggendolo.”
ADOLF HITLER
Ultima modifica di amerigodumini; 17-07-15 alle 19:48