Apriamo la prima discussione della Fondazione FdL in cui con la scusa del gioco di POL si potranno discutere argomenti di politica reale.


Apriamo la prima discussione della Fondazione FdL in cui con la scusa del gioco di POL si potranno discutere argomenti di politica reale.
Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.


la prima domanda inevitabilmente è:
è ancora possibile perseguire un piano che porti all'indipendenza economica dell'Italia?
Onestamente fino a quando circa il 70% del fabbisogno di energia sarà prodotto da centrali termoelettriche e quasi il 15% direttamente importato la vedo molto dura. Credo che la soluzione potrebbe essere la produzione di energia in centrali nucleari, purtroppo paghiamo caro l'esito del referendum del 1987 e ancora oggi il nucleare civile è considerato un tabù nella nostra nazione.


appunto. e considerando che uno dei punti di maggiore delusione dell'ultimo governo Berlusconi fu la resa senza condizioni ai referenda del 2011, quando uno dei punti qualificanti del programma del 2008 era proprio quello di rompere finalmente il tabù nuclearista in Italia....si dovrebbe avere il coraggio finalmente di riprendere in mano quella bandiera.
e stavolta senza tentennamenti.
Vero una chiara e netta presa di posizione per il Si al Nucleare sarebbe auspicabile e dovrebbe essere il fulcro di una politica che miri all'indipendenza energetica.


Ricordo che nel 2011 gli oppositori al nucleare deliravano di nuove tecnologie che lo avrebbero reso obsoleto prima ancora che si finisse di costruire le centrali.
A quasi 5 anni di distanza voi avete visto qualche traccia di queste nuove tecnologie ?
Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.
Una prima proposta di FdL potrebbe essere sul nucleare


Oltre al nucleare: sono l'unico a non poterne più di dover avere a che fare ogni giorno con dei galoppini che cercano di vendermi contratti per la corrente e a rimpiangere quando c'era un solo ente e una bolletta uguale per tutti ?
A me piacerebbe tanto tornare a un solo distributore pubblico e liberalizzare invece la produzione col sistema del contatore a due direzioni, che registra quanto consumi, ma anche quanto immetti nella rete.
Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.


Sicuramente il produttore unico è una buona soluzione, ma per renderlo veramente qualificante dovrebbe essere reso un semplice "supporto" alla produzione, senza velleità di profitto. Pur obbligandolo a mantenere almeno il pareggio di bilancio, questo aiuterebbe a comprimere al massimo i costi soprattutto per la produzione.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Infatti nel passato l'ENEL aveva aggirato il pareggio di bilancio dicendo di dover investire capitali in ricerca.
Sappiamo che stato e ricerca tecnologica non vanno particolarmente d'accordo.
Se l'ente nazionale fosse solo un distributore e la ricerca fosse lasciata ai produttori privati diventerebbe più agevole imporgli il pareggio.
Si potrebbe chiedere in che maniera questo ente stabilirebbe i prezzi a cui comprare l'energia dai produttori, la risposta è che il prezzo dovrebbe essere basato su quel che spendiamo ogni notte per acquistare energia dalla Francia. Diciamo allora che l'ente nazionale dovrebbe pagare i produttori nazionali qualche centesimo in meno di quel che dovremmo dare ai Francesi.
Ultima modifica di Perseo; 19-07-15 alle 13:33
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