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Ci siamo, accordo approvato dal Parlamento greco per quanto riguarda il terzo salvataggio del paese da parte dei creditori internazionali. Martedì scorso è infatti stato trovato l’accordo e mancava solo il voto favorevole dei legislatori, chiamati ora ad attuare importanti riforme e ristrutturazioni.
L’accordo ha ricevuto 222 voti favorevoli e 64 contrari. Gli astenuti invece sono stati 11. Tra i no quello dell’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, mentre un grande fautore del sì è stato proprio il premier *Alexis Tsipras che ha dichiarato: “Il sì al piano di salvataggio è fondamentale per la Grecia, con un prestito ponte si tornerebbe a una crisi senza fine”.
Grazie a questo voto saranno sbloccati fondi per 85 miliardi di euro. Le grandi istituzioni che da mesi sono a lavoro per evitare la tanto temuta “Grexit” – cioè l’uscita della Grecia dall’euro – hanno apprezzato la ”*buona cooperazione delle autorità greche”. In una nota Commissione europea e Bce hanno voluto sottolineare che “I negoziati del Memorandum ad Atene hanno avuto l’obiettivo di trovare un accordo su un pacchetto di riforme completo e credibile.*La condizionalità – continua la nota – sarà rivista su base trimestrale, prendendo in considerazione i progressi raggiunti. L’accordo è in linea con la dichiarazione dell’Eurosummit del 13 luglio, deve ancora essere approvato a livello politico, ratificato degli Stati, ed avallato dall’Esm”.
Sapin: “Bisogna riscadenzare”. E la Germania frena ancora
Il ministro delle Finanze francese,*Michel Sapin, si è mostrato contento per il raggiungimento di un accordo ma rimane cauto: “Il piano è concepito per riuscire, ma ora è necessario riscadenzare, rilavorare il debito greco.*Bisogna adattarlo, per permettere alla Grecia di ritrovare ossigeno, respirazione, attività”.
A frenare gli entusiasmi anche la Germania, la quale è ora preoccupata per la tenuta del governo di Tsipras. D’altronde, dopo il caos della crisi e il referendum indetto proprio dal premier, Syriza è ormai divisa in due correnti opposte: da una parte c’è chi sostiene il nuovo accordo con i creditori e le riforme strutturali di cui necessita il paese, dall’altra c’è chi è contrario a nuovi accordi e trattative.
Il più soddisfatto per ora è il presidente dell’Eurogruppo*Jeroen Dijsselbloem che ha definito il raggiungimento dell’accordo come una vera “buona notizia”. Adesso bisogna aspettare la riunione dei paesi dell’euro che si terrà oggi pomeriggio a Bruxelles: si cercherà un’intesa tra i parlamenti nazionali, con la Germania che vorrebbe avanzare quella proposta, temutissima dal leader ellenico, di un finanziamento ponte*di 6,06 miliardi di euro per tre mesi.
Scritto da: Redazione
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