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    Lo sviluppo navale cinese

    AGOSTO 12, 2015 LASCIA UN COMMENTO

    Alessandro Lattanzio, 12/8/2015La Cina è il più grande cantiere navale del mondo, superando Giappone e Corea del Sud. I cantieri navali del gruppoCosco, i più grandi della Cina, hanno aumentato la capacità di produzione. A Dalian è stato costruito il più grande bacino di carenaggio del mondo, per le Large Crude Carriers (VLCC), le superpetroliere. Sempre nel 2005, il Ministero dei Trasporti della Cina dichiarava che il Paese aveva bisogno di una flotta di VLCC per trasportare oltre il 50% del fabbisogno energetico nazionale, comportando il raddoppio della flotta di VLCC cinesi entro la metà di questo decennio. La Marina dell’EPL dispone di 876 imbarcazioni di cui 78 grandi navi di superficie, 55 navi d’assalto anfibio e 71 sottomarini. La modernizzazione navale prevede la costruzione di piattaforme, sistemi d’arma, infrastrutture e dei software per gestirli. Dalla metà degli anni ’90, la Marina cinese ha acquisito 12 sottomarini d’attacco SSK Proekt 877E classe Kilo dalla Russia, oltre ad aver costruito 23 sottomarini delle classi Song e Yuan tra il 1995 e il 2007. Negli ultimi dieci anni sono stati acquisiti 4 cacciatorpediniere russi della classe Sovremennij, cinque classi di cacciatorpediniere e quattro di fregate nazionali, oltre a grandi navi d’assalto anfibio e a rifornitori di squadra, e sviluppato le capacità C4ISR (comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione) della Marina. Secondo il Contrammiraglio dell’US Navy Michael McDevitt, entro il 2020 la Marina dell’EPL disporrà di 2 portaerei, 20-22 cacciatorpediniere AEGIS e 6-7 sottomarini d’attacco nucleari. Sebbene a Cina sia ancora notevolmente indietro rispetto l’US Navy, le sue capacità comincia ad avere conseguenze significative per gli Stati Uniti, sempre secondo McDevitt. Entro il 2020, la presenza di navi da guerra cinese nell’oceano indiano e nel Mediterraneo sarà sistematica, e gli Stati Uniti divenire sempre più nervosi. Tanto più che che entrava in servizio il nuovo aereo anti-sommergibile cinese Y-8Q, dotato del rilevatore di anomalie magnetiche (MAD) più grande del mondo, facendone un temibile cacciatore di sottomarini. L’aereo anti-som Y-8Q è un quadriturbina equipaggiato con missili antinave aerolanciati, mine, siluri e boe sonora. L’aereo ha un’autonomia di 5000 km e può trasportare oltre dieci tonnellate di armamenti. L’aereo potrebbe servire come centro di comando per i sottomarini senza equipaggio (UUV), come il robot sottomarino Haiyan che può immergersi fino a 1500 metri di profondità ed operare fino a 1000 chilometri di distanza, ma la caratteristica distintiva dell’Y-8Q è il rilevatore di anomalie magnetiche (MAD) di sette metri di lunghezza, che rileva la firma magnetica degli scafi metallici dei sottomarini nemici; forse il più grande del suo genere. Con tale velivolo la Marina dell’EPL ha un’arma assai efficace contro i sottomarini nemici. Ed inoltre, la Cina assemblava l’AG600 Jiaolong, l’aereo anfibio più grande del mondo, presso Zhuhai, nella provincia del Guangdong. Il velivolo è quadriturbina dotato di motori WJ-6, dal peso al decollo di 60 tonnellate, capace di trasportare 50 persone e con un’autonomia di 5500 km. L’AG600 verrebbe utilizzato per operare sulle nuove isole artificiali che i cinesi costruiscono nel Mar cinese meridionale. Queste isole sarebbero le basi per i pattugliamenti marittimi dell’AG600 sui territori reclamati.
    La Cina crea la sua Blue Water Navy per operare oltre la “prima catena di isole”, ovvero Curili, Giappone, Ryukyu, Taiwan, Filippine e Indonesia. La “seconda catena di isole” va dalle Aleutine a Bonin, Marianne, Caroline ed Indonesia. Le due linee si estendono a 1800 miglia nautiche dalle coste della Cina. Liberare dal dominio statunitense queste aree è l’obiettivo ultimo della strategia marittima cinese. Una strategia che emula quella dell’URSS delle linee difensive marittime parallele, situate a varie distanze dalle coste e volte a negare l’accesso marittimo agli Stati Uniti. La prima linea è costituita da navi, aerei e satelliti di sorveglianza, la seconda dai bombardieri a lungo raggio e la terza dai sottomarini. L’ammiraglio cinese Liu propose l’approccio “delle tre catene di isole” nel 1988, secondo cui la Cina doveva stabilire una presenza permanente sulla prima “catena di isole”, compreso il Mare Cinese Meridionale. Per il 2025 dovrebbe stabilire una presenza simile sulla seconda “catena di isole”, dalle Aleutine alle isole Marianne, Papua Nuova Guinea e sullo Stretto di Malacca, dove passa oltre il 75 per cento del petrolio che riceve. Entro il 2050 la portata si estenderebbe sulla terza “catena di isole”, dalle Aleutine all’Antartide. E nel quadro di questa strategia, i cinesi si preparavano a schierare sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) classe Jin nel nord dell’Oceano Pacifico. Gli SSBN Tipo 094 Classe Jin sono dotati di missili balistici intercontinentali JL-2 dalla gittata di 14000 km e dotati di una o più testate nucleari. “Con il missile balistico sublanciato (SLBM) JL-2, i Jin possono colpire Hawaii, Alaska, Guam e le regioni occidentali degli USA dalle acque dell’Asia orientale“, affermava l’ufficiale dell’Office of Naval Intelligence Jesse Karotkin. I sottomarini a propulsione nucleare Tipo 094 Classe Jin dislocano 11000 tonnellate ed attualmente ce ne sono 3 in servizio nella Marina dell’EPL. Secondo Karotkin, “All’alba del 21.mo secolo, la Marina dell’EPL era una forza litoranea. Sebbene gli interessi marittimi della Cina siano rapidamente cambiati, la stragrande maggioranza delle piattaforme navali hanno molto limitate capacità e resistenza, soprattutto negli oceani. Negli ultimi 15 anni la Marina cinese realizza un ambizioso piano di modernizzazione per una forza tecnologicamente più avanzata e flessibile. Questa trasformazione è evidente non solo con la presenza della Marina cinese nel golfo di Aden per combattere la pirateria, giunta ala sesta missione, ma anche nelle operazioni regionali più avanzate e nelle esercitazioni della Marina. In contrasto alla ristretta potenza di fuoco di una decina di anni fa, la Marina cinese evolve per soddisfare un’ampia gamma di missioni tra cui il conflitto con Taiwan, rafforzamento delle pretese marittime, tutela degli interessi economici, e missioni anti-pirateria e umanitarie“.
    Il “passaggio della Cina sugli oceani è ostacolato da due catene di isole. La postura geostrategica marittima della Cina è stretta in una condizione di semi-chiusura. Da una prospettiva geostrategica, il cuore della Cina si affaccia sul mare, i benefici dello sviluppo economico sono sempre più dipendenti dal mare, da cui proviene anche la sicurezza“. La soluzione è sviluppare la potenza navale oceanica “rafforzando la difesa strategica oceanica e sviluppando le capacità di operazioni d’attacco sulle linee esterne“. Quindi, la Cina si volge a proteggere le rotte commerciali e le comunicazioni marittime lungo le proprie coste, come il Mar Cinese Meridionale. La Cina dichiarò la volontà di usare la forza per sostenere i propri interessi marittimi e nel 1976 le sue forze navali occuparono le isole Paracel, e nel 1988 si scontrarono con i vietnamiti per le isole Spratly. Nel 1995 presero Mischief Reef e la fortificarono nel 1998. La Cina quindi segue le teorie dell’ammiraglio A. T. Mahan, stabilendo basi avanzate, estendendo il perimetro difensivo marittimo esterno e rafforzando il controllo su rotte commerciali e Stretto di Malacca. Per la Cina, i Mari cinesi Orientale e Meridionale sono d’importanza strategica, vedendoli contigui agli oceani. Per dominarli, la Marina cinese deve operarvi liberamente. Così la Cina vi dedica risorse. Ciò impone alla Cina l’obbligo di concentrarsi sul contesto regionale, dato che le rotte passano relativamente vicine a Vietnam, Giappone, Taiwan, Filippine, per lo Stretto di Malacca e presso Taiwan, la cui posizione geografica permette di contrastare la proiezione di potenza marittima della Madrepatria. L’analista cinese Lin Zhibo riassunse nel 1996 la situazione: “Militarmente, Taiwan è una risorsa che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare nel Pacifico occidentale. L’uso di Taiwan potrebbe consentire un controllo efficace delle linee marittime tra Asia nord-orientale e sud-orientale e Medio Oriente…. Così gli USA vedono in Taiwan “una portaerei inaffondabile”, dandogli il massimo controllo sui Mari Cinesi Orientale e Meridionale”. Per superare tale stallo, la Cina deve avere una flotta oceanica, spiegandone il massiccio programma navale. Inoltre, Pechino rivolgere l’attenzione all’Oceano Indiano, poiché vi transitano le principali rotte energetiche e commerciali per la Cina.
    La costruzione della base per le portaerei della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina sull’isola di Hainan, che non a caso si affaccia sul cruciale Mar Cinese Meridionale, è stata completata nel novembre 2014. La base può ospitare due portaerei, essendo larga 120 metri e lunga 700 metri. La base dell’US Navy a Yokosuka in Giappone, è lunga solo 400 metri. La costruzione della base iniziò nel 2011, ed è contigua con la base di Yulin che ospita i sottomarini a propulsione nucleare cinesi. Assieme le due basi costituiscono il più grande centro multiruolo della Marina dell’EPL. Nell’ottobre 2012, il Terzo Direttorato dello Stato Maggiore dell’EPL, responsabile per la scienza, la tecnologia e l’intelligence, costruì tre cupole blu di una stazione di sorveglianza elettronica sulla collina che domina la base. Ad ovest della collina, a circa 8 km dalla base, vi sono altre due grandi cupole azzurre per la sorveglianza elettronica. Nell’ottobre 2013 iniziò la costruzione del molo per le due portaerei. Un altro molo, per far attraccare altre due portaerei, è in costruzione da metà 2014. Al centro del molo per le portaerei vi è un edificio con 6 antenne, probabilmente per coordinare i movimenti delle navi. La prima portaerei di costruzione nazionale della Cina è stata impostata nel cantiere navale di Dalian due anni fa. Quando la base sarà completata, disporrà anche di una rete da difesa aerea regionale. Secondo Konstantin Sivkov, analista della difesa russo, la Cina ha integrato a bordo della portaerei Liaoning, prima portaerei cinese, sistemi nazionali come il radar di ricerca Tipo 382 A Sea Eagle S/C che permette d’inseguire 10 bersagli aerei simultaneamente fino a 400km di distanza. Inoltre la nave è dotata di quattro radar a scansione elettronica attiva dalla portata di 500-600 km, che conferiscono alla Liaoning una capacità di difesa aerea simile a quella dei caccia AEGIS statunitensi classe Arleigh Burke. Le difese antiaeree attive della nave comprendono quattro sistemi d’arma Tipo 1130 e quattro sistemi antiaerei FL-3000N (4 lanciatori a 18 cellule in grado di sparare 72 missili). Il sistema di guida dei missili di questi ultimi combina puntamento a radiofrequenza e ad infrarossi passivo (IMIR) del tipo lancia e dimentica. La portaerei può seguire bersagli subacquei fino a 80 km. La portaerei cinese può trasportare 40 caccia J-15 Flying Shark (versione cinese del Sukhoj Su-33) e 20 elicotteri Ka-27/28. Può far decollare 16 velivoli in sequenza. Il 1.mo gruppo portaerei della Cina è dotato di 4/5 cacciatorpediniere Tpo 051C, Tipo 052D o Classe Sovremennij, e di diverse fregate Tipo 054A. I sistemi d’arma della Liaoningcomprendono anche il missile antinave YJ-83K. La seconda portaerei, che sarà completata nel 2018, è in costruzione nei cantieri di Dalian, dove sono stati costruiti anche 2 avanzati cacciatorpediniere Tipo 052D. La Cina dovrebbe costruire quattro portaerei entro il 2030. Nel frattempo la Marina cinese riceve le nuove corvette Tipo 056 ClasseJiangdao, costruite presso il cantiere navale di Hudong a Shanghai. Le corvette Tipo 056 sono navi stealth dotate di sensori e sistemi d’arma moderni, tra cui un cannone da 76mm, 6 tubi lanciasiluri e 4 lanciamissili antinave. La nave è anche dotata di un hangar per le operazioni antisom con un elicottero Z-9C. Progettate e costruite dalla China State Shipbuilding Corporation (CSSC), le corvette Tipo 056 saranno la spina dorsale della Marina dell’EPL, con una classe composta da oltre 30 esemplari.
    Un nuovo veicolo Transporter Erector Launcher (TEL) cinese, il più grande veicolo cinese per il trasporto e il lancio di missili superficie-aria, da crociera e balistici, è stato recentemente avvistato. Il veicolo appare simile ai TEL precedenti tranne che è “molto, molto più grande”, secondo Popular Science. “C’è una sezione estesa dal primo al secondo asse che probabilmente contiene mezzi supplementari per lancio e correzioni in volo di missili. Inoltre, ha una cupola di comunicazioni via satellite suggerendo una maggiore larghezza di banda per i collegamenti dati necessari per guidare il missile“. Mentre il veicolo standard trasporta tre missili, il nuovo TEL ne trasporta solo due, suggerendo un missile molto più grande e lungo. Il nuovo TEL trasporterebbe il missile antinave YJ-18, versione cinese del missile da crociera russo Klub, dalla gittata di 540 km e che raggiunge una velocità di Mach 3 negli ultimi 50 chilometri di volo, oppure il nuovo missile superficie-aria antibalistico HQ-26 o ancora un altro grande missile da crociera supersonico. Il nuovo missile supersonico cinese YJ-18 fa parte dei missili di nuova generazione cinesi. Il YJ-18 può essere lanciato verticalmente da navi di superficie o da sottomarini. Un altro missile da crociera supersonico, YJ-12, compare nell’arsenale della Cina. Il dipartimento della Difesa USA definisce il YJ-18 un “passo significativo” e “miglioramento drammatico” dell’attuale arsenale della Cina, dato che la gittata del YJ-18, come detto di 540km, quadruplica la gittata dei missili a bordo di navi e sottomarini della Marina dell’EPL. La Cina ebbe accesso immediato al sistema missilistico russo Klubquanto importò i sottomarini convenzionali (SSK) Proekt 636 Classe Kilo un decennio fa. Il Klub vola alla velocità subsonica di 0,8 Mach per circa 180 km, ma a 20 km dal bersaglio passa alla velocità supersonica di Mach 2,5 o Mach 3. La “doppia velocità” permette al sistema d’arma di avere sia la gittata dei missili da crociera subsonica, relativamente lunga, e un peso ridotto, ma anche il vantaggio di comprimere drasticamente i tempi di reazione del nemico, passando in modalità supersonica. Il YJ-18 quindi è la versione “digitalizzata, automatizzata e con avanzati sistemi di controllo del volo e di navigazione” del missile Klub. I missili YJ-18, sostituendo i precedenti missili YJ-82 presso la flotta della Marina dell’EPL e congiuntamente allo sviluppo dei missili antinave ed antiaerei delle navi di superficie, e di quelli aerolanciati, contribuirà a “creare un sistema di attacco completo e di maggiore potenza”. Per la Cina, il missile YJ-18 può svolgere un ruolo simile a quello che simili armi russe svolgono imponendo la netta superiorità militare russa sul Mar Nero. La Cina lavora, inoltre, sul missile subsonico da crociera a lungo raggio YJ-100 e su quello supersonico Chaoxun-1 (CX-1). Il missile supersonico YJ-12 raggiunge la velocità di Mach 3 ed ha una gittata di 300 km. Il missile subsonico YJ-100 invece ha una gittata di 800 km. Infine, il CX-1 è un missile a due stadi dalla gittata di 280 chilometri e con una testata di 260 kg. Il missile ha anche una probabilità di errore circolare di 20 metri e una velocità di Mach 2,8/Mach 3. Saranno prodotte due varianti: il CX-1A navale e il CX-1B lanciato da autoveicoli a terra.
    I cantieri navali cinesi hanno completato almeno 6 sottomarini a propulsione nucleare dotati di missili antinave a lancio verticale. Si tratta dei sottomarini Type 093G, progettati per lanciare il missile YJ-18. Un nuovo sottomarino Tipo 095 è attualmente in fase di sviluppo. Il viceammiraglio dell’US Navy Joseph Mulloy aveva detto che la Cina aveva superato gli Stati Uniti per numero di sottomarini. “Non sono dello stesso livello, ma le loro forze sottomarine crescono ad un ritmo tremendo. Ora hanno più sottomarini d’attacco diesel e nucleari di noi. Producono sottomarini abbastanza sorprendenti che impiegano operativamente“. Gli USA sono preoccupati dalla “Cina che persegue progettazione e produzione congiunta di 4-6 sottomarini d’attacco diesel-elettrici avanzati dotati delle più recenti tecnologie sonar, propulsione e silenziosità russe. L’accordo dovrebbe migliorare le capacità della Marina dell’EPL e sostenerne lo sviluppo di sottomarini silenziosi, complicando i futuri sforzi degli Stati Uniti per monitorare e contrastare i sottomarini della Marina dell’EPL“. Inoltre, la capacità di attacco aeronavale della Cina è aumentata negli ultimi anni di dieci volte, “La costruzione della forza d’attacco aerea marittima di seconda generazione permetterà alla Cina di controllare efficacemente le vicine zone marittime e le rotte commerciali…” Inoltre, la Seconda Artiglieria cinese acquisisce sempre più la capacità di distruggere le basi aeree statunitensi, come Kadena in Giappone, con un’ondata di missili di teatro nella prima fase del conflitto, e ciò lascerebbe alle forze aeree della Cina mano libera nell’imporre la superiorità aerea regionale, potendo eliminare dalle zone marittime prossime i gruppi di portaerei degli Stati Uniti e altri gruppi navali di superficie nemici.
    Fonti:
    Defencyclopedia
    National Interest
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    Predefinito Re: Lo sviluppo navale cinese

    Peccato che i cinesi come marinai fanno ridere!!

 

 

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